Vignette e sessismo: la polemica sulla vignetta de Il Fatto

Intervengo a freddo sulla questione della vignetta pubblicata da Mannelli sul Fatto schierandomi decisamente dalla parte di Travaglio: le accuse di sessismo a Mannelli non stanno in piedi.

Stiamo ai fatti: il Ministro Boschi si è recata in una manifestazione per il Si al referendum ed è stata fotografata seduta con una gonna cortissima che scopriva generosamente le gambe ed in atteggiamento procace. La vignetta che avete visto è esattamente la versione a disegno di quella foto, né più né meno. Unico rilievo possibile, la battuta “Lo stato delle cos(c)e” che francamente trovo un po’ banale, da goliardia d’ antan,  ma mi spiegate dove è il “sessismo” contro cui si urla?

A me pare che sia il ministro a fare un uso improprio di certi argomenti, usando la sua indubbia capacità seduttiva in ambiti in cui questo non dovrebbe esser fatto. Certo, non è reato e ad alcuni potrà sembrare perfettamente lecito che un ministro della Repubblica si presenti anche in bikini ad un comizio, non eccepisco, ma se poi qualcuno rimarca la cosa segnalando (in questo caso con una vignetta) questo comportamento un po’ insolito, non se la prenda. E dunque, se la ministra se ne va a manifestazioni ufficiali conciata da soubrette, si convinca che la vignetta  se l’è andata a cercare.

Qualche tempo fa il trattamento “anti sessista” venne riservato al presidente della Regione Campania, De Luca per una innocua battuta sulla Raggi (“bambolina imbambolata”): fu subito sommerso dal coro delle donne del suo partito: “Devi scusarti.. devi avere rispetto… questo è sessismo” eccetera. Era difesa di una donna, anche se politicamente di altro partito? Quanta sensibilità! E come mai non ci fu una reazione analoga, quando, con il suo consueto coloritissimo linguaggio, insolentì la Bindi (pure compagna di partito) che lo aveva incluso fra gli “impresentabili”? Difesa cavalleresca delle minoranze? Ma nemmeno per sogno: semplicemente De Luca mostra da qualche tempo un atteggiamento troppo indipendente nei confronti di Renzi e, talvolta, azzarda critiche, pur essendo del correntone di maggioranza, per cui dargli una ridimensionata usando questo facile argomento tornava utile e faceva anche fare bella figura.

Il fatto è che qui il sessismo non c’entra nulla. Si tratta solo di una volgare speculazione politica avvolta in una versione un po’ rancida del femminismo. Pruriti censori in carta rosa.  E’ solo una delle tattiche preferite dalle (da una parte delle) donne del Pd. La cosa sta diventando assolutamente insopportabile, una forma di censura isterica ed inquisitoria.

Capiamoci: so perfettamente che nei confronti delle donne gli uomini hanno spesso abusato, che troppo spesso, nella polemica politica, si affacciano effettivamente pregiudizi anti femministi a volte con sgradevoli punte di volgarità maschilista. Sono perfettamente d’accordo con il rispetto delle persone, ma in politica è normale che ci siano polemiche anche aspre ed allora, se del ministro tal dei tali posso dire che è un somaro calzato e vestito ed un cretino assoluto (salvo poi dimostrare il perché di queste qualifiche), perché di una ministra non posso dire che è una incompetente totale ed un’oca? Non stiamo dicendo che è oca perché donna, ma che lo è perché persona poco intelligente. E ci sono donne intelligentissime e maschi  totalmente imbecilli: siamo d’accordo. Ma perché, grazie al femminismo, non esistono più cretine, arrampicatrici sociali, corrotte, intriganti e meretrici varie? Esistono come sono sempre esistite. Certo, un po’ di cautela nell’usare certi argomenti nei confronti di una donna è opportuna (e non solo per ragioni di ordine penale).

Le parole vanno pesate e le qualifiche dimostrate. Insomma, io storico posso dire che la famiglia Petacci (e il fratello in particolare) usò il rapporto che Claretta aveva con il Duce per arricchirsi o faccio del sessismo? Poi è giusto avere rispetto anche di Claretta che subì la sorta che sappiamo perché amante del Duce., il che è da condannare.

Insomma il rispetto che si deve (si deve, sottolineo) alle donne non può diventare un argomento censorio per imbavagliare il dibattito politico.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (21)

  • Professor Giannuli, il suo articolo mette una pietra tombale su tutte le ipocrite speculazioni messe in piedi dai cortigiani del berluschino di Rignano sull’Arno, e aggiungervi qualcosa sarebbe segno di presunzione. Io sarei tentato di allargare il discorso al totalitarismo culturale del politicamente corretto che i media e i politici al servizio dei centri di potere stanno instaurando, ma siccome la farei troppo lunga, invito tutti i professionisti dell’antisessismo a ricordarsi il nome della prima importante donna politica nella storia dell’Italia contemporanea: Nilde Iotti. In un’Italia più bigotta e arretrata di quella di oggi, nessuno, nè a destra nè a sinistra, ha mai avuto la tentazione di essere irriguardoso nei suoi confronti. C’è di che riflettere.

  • Buongiorno,

    Ottimo e condivisibile articolo. Peraltro, il cosiddetto “sessismo” è solo uno degli ammorbanti artifici retorici, cui si puo’ aggiungere la categoria del “politically correct”, instrumenta regni che impediscono qualsiasi discussione costituendo un immancabile preambolo censorio. E’ cosa nota: già il Ramo, e poi l’Agricola, ricordano come il rapporto distorto tra dialettica e retorica, degradi nel linguaggio giuridico, e questo, come si sa, è capace di far “apparire il bianco come nero, e viceversa”. Dictum sapienti sat est.

  • Stabilire arbitrariamente un dress code per un evento pubblico risulta un espediente controverso per interpretare una vignetta con la didascalia «Riforme:lo stato delle cos(c)e»

    Tecnicamente tale espressione risulterebbe un argomentum ad personam, particolare forma di ignoratio elenchi, invece che sulle riforme.

    Nondimeno la satira notoriamente utilizza spesso un registro “personale” per stimolare una reazione del pubblico.

    Dunque sarebbe bene che ciascuno del pubblico sappia almeno riconoscere se la percezione alla base della propria reazione risulti sessista oppure no.

  • L’aumento delle polemiche ipocrite e pelose in stile femminista, va di pari passo con le uccisioni di donne, spesso stragi di intere famiglie, ivi incluso l’uomo che le compie che si da la morte dopo aver compiuto il misfatto.
    E, anche se sembra un O.T., ma i due argomenti sono strettamente legati e collegati, non ricordo tanta repressione come in questi tempi di finta libertà sessuale.

  • Rimane da capire la frase dell’ex direttore di Rainews 24 che disse che Renzi era condizionato da una donna bella e potente (i cui familiari pare abbiano avuto frequentazioni piduiste).

    Lo stesso Renzi dichiara che se si dimette la Boschi cade il governo.

    Magari si tratta di questo, piu’ che di offesa al pudore di una vignetta.

      • In questi giorni ambientini massonici vanno in giro a chiedere, svagatamente, informazioni che possano essere utilizzate contro il Fatto Quotidiano.

        Era accaduto gia’ in passato con riferimento a personaggi che avevano la caratteristica di essere disubbidienti e poco rispettosi.

        Ho avuto l’impressione che ci sia stata un’accelerazione dopo la vignetta sulla Boschi. Peraltro, ho ascoltato difese accorate della Fanciulla Innocente dopo la vicenda della Banca Etruria.

        Per questo volevo marcare il punto: mi pare che le Mura Protettive siano collocate proprio li’.

  • Se posto le fotine delle ex ministre Michela Vittoria e Mara, Gaz viene bruciato da Gas (Giannuli Aldo Sabino), perchè questo è un sito serio.
    Silvietto, tu che della materia sei un profondo e generoso cultore, insegna qualcosa ai tuoi epigoni governativi, chiaramente non all’altezza (si fa per dire) delle tue gesta, grazie alle quali ci hai reso noti e dileggiati come italiani persino nelle lande più sperdute dell’Africa.

  • Certo che esistono “… cretine, arrampicatrici sociali, corrotte, intriganti e meretrici varie…”, aggiungo anche le infami. Basta accendere la televisione, leggere i giornali, o percorrere talune vie della periferia, ne è pieno. Le peggiori siedono nei parlamenti, consigli regionali o consigli di amministrazione, nominate in seguito a varie ‘quote rosa’. Spesso non hanno neppure figli. Una è a capo del governo ‘tedesco’ e si fa chiamare con il cognome dell’ex marito; un’altra, particolarmente incompetente e amica di Arafat, fa parte della commissione europea, un’altra si sta candidando a presidente degli USA.
    Su su … basta fare polemiche sessiste per immeritarsi posti lucrosi e di potere: voglio vedere quote rosa per le posizioni di minatore, asfaltatore, muratore, traslocatore, idraulico, facchino …

  • che qualcuno usi i suoi talenti naturali per la propria affermazione personale, questo e’ nella natura delle cose, e io non mi meraviglio che di questi talenti possa far parte anche l’aspetto fisico. E’ profondamente sbagliato invece che un individuo pretenda dei riconoscimenti in ambiti che non gli competono, per esempio un grandissimo pittore non puo’ pretendere di fare il chirurgo. Ora personaggi come Carfagna, Mogherini, Boschi etc… hanno si un bell’aspetto, ma in politica non serve la bellezza, serve cervello, aspetto questo sul quale sono deficitarie. Riflettano bene donne, femministe e quant’altro, che mandare in parlamento delle scemette, non porta niente di buono alla causa del femminismo.

  • Professore buongiorno!

    Il titolo è goliardico, ma suggerisce anche significati scomodi (per i piddini) che vanno oltre il semplice gioco di parole. In questo senso, forse non è azzardato riesumare l’antico termine “satira”. Nella fattispecie, e aldilà dell’oggettivo apprezzamento per le qualità di cui la Ministra ci ha deliberatamente reso partecipi, parliamo di:
    1. livello infimo degli argomenti della Boschi, al punto che il termine senza “c” si confonde, e nelle menti più che nello sguardo delle prime file, col termine con la “c”; carenza di cui è ben co(n)scia anche la stessa ministra che, deliberatamente e piuttosto goffamente (in questo le sue colleghe forzitaliote sono avanti anni luce, 100% d’accordo con Gaz), cerca di dotare il proprio discorso di qualche contenuto che la possa portare “dalla parte della ragione” o, meglio ancora, “della vittima”.
    2. riduzione della politica a spettacolo, peggio, a “esibizione” (in linea con il narcisismo e l’egocentrismo imperante nella società… Guy Debord e la sua Societé du spectacle, allora profetici, sono oggi archeologia a confronto);
    3. degradazione, e conseguente sottolineatura dell’assoluta inadeguatezza, dell’ABITO rispetto al RUOLO ricoperto. E per “habitus” intendo il “modo di essere, disposizione dell’animo, […] E POI vestimento”: valgono quindi anche le camicie con le maniche rimboccate, o il giubbottino di pelle, tweet e selfie, e tutte quelle strategie comunicative elaborate da qualche “cervellone” prezzolato per avvicinare il personaggio politico alla “ggente”.
    Avviso ai piddini: Siete ancora in tempo per emendare l’Art. 54 della Costituzione. Al punto: ” I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”, togliere “con disciplina e onore”. Anzi toglietelo del tutto, nella vostra Italia 2.0 è solo un’inutile orpello. E andate a ripetizione da chi, queste strategie di piccolo cabotaggio, le ha provate prima di voi!

    Un caro saluto,

    Paolo Selmi

  • Questa volta dissento sonoramente. La vignetta è comunque sessista nel testo, per il semplice fatto che si riferisce ad una parte anatomica di una donna attraente. Se questo aspetto non volete vederlo, affari vostri, ma individuare il sessismo gratuito in realtà è facile: se la vittima della satira fosse stato il Dibba ad esempio, si sarebbe fatto riferimento alle sue gambe da atleta o il suo culo sodo? Non credo proprio. Una donna sarà sempre sessualizzata a misura d’uomo e quella vignetta, che sembra innocente, dimostra come la cultura maschilista che l’ha prodotta sia trasversale.

    • la parte anatomica l’ha esibita la Boschi con evidenti scopi di seduzione della platea, quello che c’è da censurare è il comportamento della Boschi non la vignetta di Mannelli. La boschi impari a vestirsi da ministro e non da vamp da avanspettacolo

      • Giannuli, lei sta ragionando come quelli che dicono “se l’è cercata” di una donna stuprata mentre indossava una minigonna, spero se ne renda conto.

        • spero che lei si renda conto che una vignetta non è uno stupro e che un ministro non può vestire come gli pare, ma ha obblighi di stato.
          Spesso le donne hanno ragione di lamentare prepotenze e volgarità dei maschi, ma non hanno sempre ragione, nessuno ha sempre ragione e questo è uno di quei casi in cui è la donna ad aver torto
          L’ultrafemminismo dei maschi è sempre una cosa grottesca

    • Qualche giorno fa, prima della vignetta, ho visto un filmato di repertorio, mi pare sul sito del Fatto. Si vedeva il Ministro Boschi circondato dalle guardie del corpo che si avviava ad entrare in una delle due camere, mi pare quella dei deputati.

      Ho notato:

      1) le guardie del corpo che hanno respinto un giornalista che voleva intervistarla: legittimo, avra’ avuto altro da pensare;

      2) un elegante vestito beige/avana gonna/giacca che vestiva attillato lasciando intravedere ottime forme femminili: legittimo, avra’ anche il diritto di vestirsi come le pare;

      3) capelli lunghi ondulati sulle spalle ed occhiali neri: legittimo, avra’ anche il diritto di pettinarsi come crede e di proteggere la propria privacy dietro lenti scure.

      Poi, ho visto le scarpe: colore intonato con il vestito, tacchi altissimi; mi sono chiesto ma come fara’ a camminare sui sanpietrini romani con quei tacchi, avra’ avuto doti da acrobata. Ma soprattutto, mi sono detto: che se ne fara’ di quelle scarpe visto che sta andando in Parlamento a svolgere il suo ruolo di Ministro?

      Ecco, quando ho visto la vignetta mi sono immaginato lei che diceva facezie del tipo: “I Partigiani… il terrorismo… ecc.ecc.”.

      Per capirci: stiamo parlando di una persona che ha messo mano alla Costituzione Italiana.

  • Sono d’accordo. Ma quello che per me rimane un problema è l’uso del termine “femminista”. Cosa significa? Il contrario di maschilista? Se una donna non è femminista cos’è? e se un uomo non è maschilista cos’è? Una questione simile è quella dell’utilizzo del termine “razzista”. Cos’è il contrario di buonista?
    E’ come se l’uso di una parola o di un’altra non sia così innocente come sembra.

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