Sul dibattito per la riforma della legge elettorale

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (3)

  • Analisi impeccabile, scientificamente fondata, eticamente cristallina. Essa dimostra che siamo in un regime di satrapi paragonabile – al netto della violenza di stato, naturalmente – ai regimi di Gheddafi, Assad, Putin, Lukashenko etc, ossia il potere è in mano a una casta unico partito che ha come unico scopo garantirsi il controllo delle risorse economiche per saccheggiarle e autoriprodursi, senza alcun riguardo alla etica democratica e al bene pubblico. I mercati lo sanno, per questo non rinnovano più i bonds. Siamo all’assurdo: quasi meglio essere sotto il tallone dei finanzieri che sotto quello dei partiti italioti.

  • Proposta di Legge Elettorale

    Non sono d’accordo con il proporzionale : se per assurdo tutti votassero lo stesso partito … non ci sarebbe opposizione.
    Non mi piace nemmeno il bipolarismo, che delimita una discriminante e lascia poche alternative di pensiero.
    Sono favorevole invece al pluralismo delle opinioni e dei partiti o delle fazioni politiche.
    Procedo con la proposta: credo che l’Italia abbia bisogno di un Parlamento Unico composto da 500 parlamentari; la legge elettorale deve essere funzionale alla maggioranza di governo.
    Pertanto ci dovrebbero essere 500 poltrone o seggi; … il numero dei partiti che si candidano alle elezioni non può avere dei limiti, possono essere 10, 100 oppure 1000.
    Il premio di maggioranza sono le 255 poltrone destinate a chi ha ottenuto il maggior numero di voti (51%) non uno di più o di meno; e a seguire il secondo partito avrebbe il 20% dei seggi (100 poltrone).
    Cioè tutto il restante di minoranza del 49% dovrà essere suddiviso tra i partiti che hanno avuto un minor numero di voti ed in modo decrescente fino al minimo dell’1% .

    Per essere più chiari :

    51% (255 seggi) al primo partito;
    20% (100 seggi) al secondo;
    15% (75 seggi) al terzo;
    10% (50 seggi) al quarto;
    3% (15 seggi) al quinto;
    1% (5 seggi) al sesto.

    Per quanto riguarda le preferenze direi che si potrebbe lasciare la scelta ai cittadini : chiunque iscritto ad una corrente di pensiero politico può candidarsi ed essere eletto dagli elettori; inoltre ogni partito può presentare i propri candidati che obbligatoriamente dovranno essere tre, per dare la possibilità ai votanti di decidere fra una gamma minima di opzioni consigliate; naturalmente verrà considerato eletto quello con il maggior numero di voti.

    Un ultima cosa : supponiamo che le votazioni diano luogo allo stesso numero di voti per il primo e il secondo partito … a quel punto bisognerebbe che tutti tornassero a votare per dare una maggioranza concreta e tutti andrebbero a votare escludendo il terzo, il quarto, il quinto ed il sesto partito.

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