Per mettere fine ad una sgradevole polemica.

Il circolo 5stelle di Brugherio mi invia un lungo post (che trovate nei commenti a “una smentita necessaria”). Mi sembra corretto rispondere in prima pagina e non come replica al commento che, a distanza di tanti giorni, nessuno vedrebbe, mentre io ho detto certe cose in questo spazio ed  è opportuno chiarire le cose una volta per tutte. La lamentela principale è quella per una mia ingenerosità di giudizio nei loro confronti che avrei ritenuto in mala fede. Allora capiamoci.

Non penso affatto che il circolo M5s di Brugherio sia fatto da persone in mala fede –tutt’altro- ma di terribili pasticcioni.

Il fatto che non conoscessero le posizioni politiche di Pimpini non lo metto assolutamente in dubbio, ma, questo è il problema: DOVEVANO saperlo perché quando si organizza un evento ci si informa sui relatori da invitare e bastava digitare su internet per sapere quel che c’era da sapere. Attenti cari amici: con questo stile di lavoro, qualche volta rischiate di trovarvi fra i relatori un avvocato di mafia o qualche ex esponente di Forza Italia pluricondannato ecc. Dunque, fate tesoro di questa esperienza.

La mia irritazione è stata determinata dall’ulteriore prova di pasticcioneria per cui, essendo imbarazzati nel dare spiegazioni sulla mia assenza, la avete presentata come una improvvisa e non spiegata defezione, con il risultato che 5 minuti dopo, mi sono arrivati due sms di amici che mi chiedevano perché avessi dato buca. Di qui la mia smentita. Come sapete: io avevo detto che non sarei venuto già dieci giorni prima ed avevo detto di spiegare la mia assenza dicendo la verità, cioè che non intendevo partecipare ad un evento con un esponente di estrema destra. Per cui non mi è piaciuto passare per mancatore di parola (cosa che non sono) mentre scompariva la reale motivazione politica.

Quanto poi alla proposta di disdire l’invito a Pimpini, avevo risposto che non ero d’accordo perché sarebbe stato scorretto trattarlo in questo modo, per cui “sai, c’è uno più importante di te che non ti vuole, per cui resta a casa”. Io non mi ritengo più o meno importante di nessuno, posso sottrarmi al confronto con una persona per ragioni politiche, ma il rispetto delle persone (nello specifico, per l’avv. Pimpini) non deve mai venire meno e, messa in quei termini sarebbe stato un inammissibile ed offensivo intervento censorio da parte mia.

A peggiorare le cose è venuto il pezzo di “spiegazione” sul vostro sito, che non spiegava niente e  lasciava intendere una mia malafede in quanto, pur al corrente sin da giugno, della presenza di Pimpini (di cui si dava per scontato conoscessi le posizioni politiche) avevo fatto finta di nulla partecipando a Festella.

Pertanto, quella della sua presenza sarebbe stata una scusa per nascondere chissà quali inconfessabili motivi. Ora, mi pare che per fortuna, avete capito che io Pimpini non sapevo chi fosse sino al 22 settembre: è già un passo avanti. Per di più, in quel pezzo, si faceva uso di una corrispondenza privata (per di più mal riferita) senza mia autorizzazione, il che è un reato che potrebbe comportare anche l’oscuramento del sito. Vi assicuro che sono stato ad un passo dal rivolgermi alla polizia postale, chiedendo di comportarsi di conseguenza, poi non ne ho fatto nulla sia per non danneggiare indirettamente il M5s, sia perché ho capito che eravate in buona fede per ignoranza della legge.

Così come dimostra anche il fatto che Salvo, pur definendosi non giornalista, invocava il segreto sulle fonti attraverso cui lo scambio di mail sarebbe venuto in suo possesso. A parte il fatto che non è che ci volesse molto a capire chi potesse essere questa misteriosa fonte, mi sapete dire come può invocare la tutela professionale sulle fonti uno che non è iscritto all’ordine dei giornalisti?

Appunto: la solita pasticcioneria che posso scusare per l’inesperienza politica però, cari amici, non vi rendete conto che con questo pressappochismo rischiate di compromettere molto seriamente il lavoro, pure notevole, che svolgete?

Va bene: diciamo che c’è stata una serie di malintesi, che non ci siamo capiti e tiriamoci su un tratto di penna per non parlarne più. Chiudiamola così ed amici come prima.

Aldo Giannuli

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Comments (10)

  • Sono un sufficientemente-assiduo lettore di questo blog, che trovo molto interessante.
    Ho letto ora il commento del M5S di Brugherio. Mi sono fatto persuaso anche io che ci sia stata buona fede ma con qualche leggerezza da parte di tutti (M5S per l’organizzazione e il prof. Giannulli sulle motivazioni). Credo che queste cose (le leggerezze) possano capitare. Come dice il prof. Giannulli, le leggerezze debbono essere quante meno possibili, da parte di ciascuno. E che ben vengano questi post di chiarimento da parte di tutti. E’ vero che, come dice Alice, questi chiarimenti possano portare confusione, ma sono convinto che faccia bene a tutti chiarirsi e andare avanti meglio, tutti noi che condividiamo gli stessi obiettivi.
    Si impara dagli errori, si dice, ma imparare richiede appunto una riflessione critica, come quella che c’è stata. Bravi M5S di Brugherio, ottimo per l’iniziativa, bene per la riflessione e il confronto. Andate avanti. Grazie al prof. Giannulli per il blog e le sue sempre utili riflessioni.

  • Trovo che in certi casi la confusione sia anche peggio dell’opportunismo e dell’ambiguità, quindi grazie per questo post di chiarimento. In un’epoca che appare dominata dall’alternativa secca fra la “guerra dei rispetti” (Finkielkraut) e le tante forme di appecoronamento volontario (vedasi l’ennesima ritirata della cd sinistra pd), la fermezza e i puntini sulle i sono quasi un servizio pubblico – specie se possono aiutare un movimento adolescente a far tesoro degli errori.

  • Cercando di guardare il bosco e non solo l’albero, il problema è la “formazione” delle classi dirigenti.

    Altra ipotesi, concorrente: per il prof. Giannulli la distinzione tra destra e sinistra, tra antifascismo e postfascismo è ancora importante e basilare per le scelte; per almeno una parte di M5s quelle distinzioni sono considerate essere passato (ma lo pensano veramente?), e politicamente contrproducente ( pescano da ambedue i bacini).

  • Secondo me la dicotomia fascismo/antifascismo è da abbandonare definitivamente (destra/sinistra poi…). Termini usati e abusati per tutto, senza più significato. Pure Fedez li usa…

  • Do’ ragione ad Alice sul fatto che i termini siano abusati e che soprattutto ci si dimentica del ruolo delle mafie. Tuttavia l’annullamento delle opposizioni (vere) è prassi comune. Gli anni trascorsi dal fascismo sono ancora troppo pochi per dire che non esiste il rischio, e chi non l’ha vissuto potrebbe sottostimarlo.
    Personalmente, lavoro in un luogo in cui la modalità fascista di gestione fin è troppo presente, pur se in chiave moderna, e miscelata a modalità che troppe volte mi ricordano le mafie. Per cui, vivo la cosa sulla pelle della mia dignità, ogni giorno.
    No, per me non è finita.

  • Chi dimentica il passato sarà condannato a viverlo di nuovo. Viviamo nel pieno di guerre di religione e di rigurgiti di razzismo e nazismo e qualcuno parla di obsolescenza di certe categorie?

  • Tutto va rivisitato, ma rimane impellente la necessità che chi ha 20/30 anni ( e non ha studiato la storia del ‘900) rielabori tali categorie prima di dare spazio a qualsivoglia flatus voci.
    Il caso di brugherio è paradgimatico dei giovani ( e meno) che fanno parte del 5stelle e trova pessime conseguenze in tutta italia.
    D’altronde ieri Grillo è parso un santone ( ci vogliamo tutti bene, voi siete come me, gli altri sono cattivi), non un comico e nè un politico.
    caro Aldo, Se la tua riflessione sul caso Brugherio diventa anche un invito a Beppe e Casaleggio a saper discernere ( e Farage? Ora è ok?), facciamo un passetto avanti.
    Ovviamente grazie per rendere pubbliche le tue riflessioni e coinvolgerci.

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