Perché Sinistra Italiana non mi convince.
Come ho già scritto, faccio i miei migliori auguri agli amici (non so se usano ancora il termine compagni o se ne sentono offesi, per cui mi tengo su un prudente “amici”) di Sinistra Italiana perché, pur sempre va salutata con favore qualsiasi segnale di rinascita della sinistra in questo paese. Ma confermo di avere pochissime speranze in questo tentativo.








Continua la corsa a salire sul carro del vincitore: Vendola riapre al Pd e canta le lodi del “fascino” di Renzi, gli ex montiani bussano con i piedi alla porta del Nazareno, i familiari del Cavaliere fanno a gara di governativismo e tifano Verdini eccetera eccetera. Ed è impressione diffusa che il “trionfo” delle europee abbia dischiuso le porte ad una lunga era renziana. Poche ora dopo il risultato, non ho avuto dubbi nel dire che Renzi era l’unico vincitore della gara e registrare il consolidamento del suo governo e della sua leadership nel partito. Questo è fuori discussione, come anche il fatto che siamo in un “tempo renziano”. I dubbi sorgono sulla durata di questo tempo, se davvero si possa parlare di un’ “era” o “epoca” renziana o se stiamo assistendo al passaggio di una meteora.