Capire la corruzione in Italia. 3. La “corruzione generalizzata”.
Terzo periodo: dalla fine anni sessanta alla metà settanta: corruzione generalizzata
Con l’affermarsi del centro sinistra, il Pci restava praticamente senza possibili alleati (salvo il piccolo Psiup) e condannato a crescere su sè stesso per guadagnare la prospettiva di possibile partito di governo. Ne conseguiva un deciso sforzo organizzativo affiancato dalla ricerca di alleanze a livello periferico (negli enti locali) o in ambiti settoriali (come il sindacato). Allo sforzo del Pci corrispose un tentativo dei partiti di governo di contrastarne la forte avanzata elettorale, ma con difficoltà accentuate dal progressivo calo dei tassi di militanza prima nella Dc e poi nel Psi (in particolare dopo la scissione psiuppina).
Per battere la corruzione politica –come per ogni altro fenomeno sociale o politico- occorre capire di che si tratta e studiarlo. Al contrario le analisi che si leggono in questo periodo sembrano sconfortantemente piatte, banali e prive di qualità analitica. Sembra che la corruzione ci sia sempre stata, sia sempre stata uguale a sè stessa e dipenda da una sorta di tara razziale degli italiani. In realtà il fenomeno –che certamente è una delle costanti della nostra storia nazionale- è molto più complesso di quanto non si creda ed è stato molto variabile nel tempo.