Tag: sinistra

Quale è lo spazio politico del M5s?

Il M5s sta attraversando una fase difficile, come sempre lo sono le trasformazioni: da bruco non si diventa farfalla, senza passare per lo stadio problematico della crisalide. I movimenti di protesta nascono nel “punto zero” (o di “confusione”) di un sistema politico, ma, se non vogliono implodere, devono poi definirsi occupando una posizione precisa nello spazio politico, soprattutto se intendono trasformarlo.

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La proposta di Landini: parliamone.

Maurizio Landini sostiene di essere stato frainteso nella sua intervista al “Fatto” e di non avere intenzione di fare un partito o una coalizione elettorale, ma di aver proposto una “coalizione sociale”, facendo un vago accenno all’esperienza di Podemos. Nell’intervista si è anche soffermato sui limiti del sindacato, così come è oggi, e sulla necessità di trovare nuovi strumenti e nuove forme aggregative. Bertinotti se ne è detto entusiasta (brutto segno!!!).

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Fortunati i liberi, perché saranno felici.

C’è al giorni d’oggi, e in un posto davvero per niente lontano, una sinistra che ai più diversi livelli s’è fatta governo, e mal sopporta pur le più piccole voci che stiano un pochino fuori dal coro. Voci che innocenti abbozzino appena appena una critica, una smorfia, o che soltanto suggeriscano un piccolo, piccolissimo cambiamento di rotta.

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Uruguay, il partito di Mujica verso la vittoria senza maggioranza propria.

Intervista a Rosario Touriño, redattrice del settimanale di sinistra “La Brecha”. Dall’Argentina, Dario Clemente

A venti giorni dal voto (26 ottobre) il Frente Amplio guidato dall’ex presidente Tabarè Vazquez conduce i sondaggi, quali sono le sue previsioni sul risultato delle elezioni?

Lo scenario più probabile a mio avviso è che il Frente Amplio si confermi al potere vincendo al secondo turno, senza raggiungere però la maggioranza parlamentare di 50 deputati per uno o due.

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L’epica lotta per salvare i sei segretari di Bertinotti!

Oggi avrei dovuto pubblicare un pezzo sulla lezione (non capìta) del referendum scozzese, però ho letto una notizia che mi impone di rinviare (pur di poco) l’articolo sulla questione scozzese per dare la precedenza da un’altra questione. La notizia è questa: alla mezzanotte del 30 settembre (scrivo alle 12 dello stesso 30 settembre) scadrà il benefit che dà diritto a Fausto Bertinotti –in quanto ex Presidente della Camera- di godere di un ufficio con sei collaboratori, che costa all’erario 210.000 euro l’anno; per cui, se a quell’ora non si sarà fatto qualcosa, essi saranno licenziati. Poi fra tre anni toccherà a Fini e, via via, ai Presidenti delle Camera che non siano riusciti a farsi rieleggere deputati. E’ scattata la corsa alla solidarietà per salvare il soldato Fausto e la sua pattuglia.

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Da Scelta Civica a Sel: tutti sul carro del vincitore…

La vecchia legge per cui gli italiani sono prontissimi ad andare al soccorso del vincitore è sempre valida: da Scelta Civica a Sel (e qualcuno dice anche qualche ex M5s, Ncd e Fi), cortei di parlamentari si dirigono verso il Pd, badando di dichiarare che è verso il Pd di Renzi che vanno, mica verso le minoranze interne.

Faccio umilmente notare che quando a maggio scrissi un pezzo in cui parlavo di una prossima scissione di Sel, deplorando che essa potesse accadere in piena campagna elettorale, poco mancò che alcuni interventori mi mangiassero, accusandomi di farmi portavoce delle invenzioni del “Fatto” che voleva solo affondare la lista Tsipras per aiutare il M5s. Lasciai perdere la polemica, anche per non danneggiare la Lista Tsipras, ma non me la ero inventata e non se la era inventata neppure il Fatto. Il fatto è che mi erano giunte voci abbastanza precise che parlavano di trattative in corso fra Pd e qualche futuro transfuga. Nulla di provato, si intende, ma da diversi particolari si capiva che c’era molta verità in quelle voci. Ora i fatti le confermano.

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