La scissione del Pdl: che prospettive ha?
Non se ne poteva più, fra indecisioni, annunci, ripensamenti, nuove rotture, ricuciture, mediazioni, rinvii.. era diventata una telenovela; finalmente siamo arrivati allo sbocco finale: la scissione c’è ed Alfano se ne va per i fatti suoi. Ancora non sappiamo con quanti parlamentari, ma si parla di una trentina di senatori ed altrettanti deputati. Non moltissimi, ma sufficienti a mandare avanti Letta, anche senza i voti della nuova Fi. Allora cerchiamo di capire che si profila all’orizzonte.
Sin dall’autunno, avevamo previsto che Fini non avrebbe fatto la scissione prima delle regionali: il timore di immediate elezioni anticipate e la speranza di un tonfo elettorale del Pdl gli suggerivano di temporeggiare. E prevedemmo anche le possibili mosse successive: scissione, accordo con Udc e Pd (benedetto da Napolitano) per un governo tecnico che durasse un anno in modo da : a- riformare la legge elettorale, b- fare la legge sul conflitto di interessi, c- aspettare le sentenze su Berlusconi d- organizzare il suo partito e le sue alleanze in modo da andare al voto in condizioni ottimali e sconfiggere una volta per tutte il Cavaliere.