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Perché la Germania vuole a tutti i costi un euro forte?

Quando si parla di possibile separazione dell’Euro fra debole e forte, spunta regolarmente qualcuno che, con l’aria di chi ha capito tutto, ti spiega che i primi a non avere convenienza sono i tedeschi, che vedrebbero apprezzare fortemente la loro moneta e, con ciò, comprometterebbero le loro esportazioni verso l’area dell’euro debole e gli Usa; morale: tutto resterà come è. Lasciamo stare per un momento il “tutto resterà come è” e chiediamoci se questa convinzione di una moneta non troppo forte per esportare corrisponda alla realtà ed alla percezione che i tedeschi hanno della faccenda.

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Le guerre di Bush: un bilancio

Con i ritiro delle truppe americane, nei giorni scorsi, si è chiusa (almeno per ora) la guerra in Irak. Per il ritiro dall’Afghanistan occorrerà attendere qualche tempo, ma, a quanto pare, non oltre il 2014. Dunque, è tempo di un bilancio a partire dagli obiettivi che gli Usa si ripromettevano di conseguire. Partiamo dall’Afghanistan. Il motivo ufficiale era la cattura di Osama Bin Ladin e del Mullha Omar oltre che la distruzione di Al Quaeda. Come è noto, Bin Ladin è stato ucciso il 2 maggio 2011, ma il Mullha Omar è ancora uccel di bosco, mentre Al Quaeda, pur seriamente e ripetutamente colpita non è del tutto sconfitta.

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L’Iraq, dagli attentati alle nuove sfide regionali

Come sempre molto volentieri, ospito questo interessante contributo di Lorenzo Adorni. Buona lettura!

La Crisi Politica Interna

Nel dicembre scorso, a diversi anni di distanza dalla seconda invasione americana, l’Iraq è stato scosso da una lunga serie di attentati. Baghdad, a poche ore di distanza dal quasi definitivo ritiro delle truppe americane, è stata dilaniata da una serie di quindici attentati coordinati estremamente gravi e cruenti.
L’ instabilità politica dello stato iracheno, già notevolmente accresciuta, rischia di aggravarsi di fronte alla nuova fase di cambiamento, estremamente complessa, che sembra ora prospettarsi.
Il ritiro statunitense ha dato il definitivo via libera ad una serie di attori, che in maniera assolutamente conflittuale fra loro, mirano ad ottenere il controllo politico del paese.

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2012 in arrivo: facciamo due conti

Ogni tanto vale la pena di fare due conti facili facili, come la signora Maria di Voghera, quando, a fine giornata, fa i conti della spessa e vede quanto resta in cassa per il resto del mese.
Ed allora: nell’anno prossimo, fra titoli sovrani, obbligazioni di enti pubblici minori, corporate bond (debiti d’impresa), obbligazioni bancarie, scadono titoli per 11.000.000.000.000 (undicimila miliardi) di dollari. Faccio grazia degli spiccioli. Ve l’ho scritto con tutti i 12 zeri per farvi apprezzare la cifra in tutta la sua imponenza: si tratta di poco meno di un sesto del Pil mondiale e di circa l’11% dell’intero debito mondiale. Come dire che, se ogni anno avessimo scadenze di questa entità, in nove anni dovremmo rinnovare l’intero debito mondiale, compresi i titoli ultraventennali.  E, per di più, nei due anni seguenti, le scadenze saranno solo di poco inferiori.

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La marcia ad est della Germania

La mia ipotesi di una prossima uscita della Germania dall’Euro ha trovato increduli alcuni lettori di questo blog, che hanno creduto di leggervi un eccesso di immaginazione da parte mia. Per la verità, non ho immaginato niente e il graduale allontanamento della Germania dai suoi partner europei è un fatto osservato da tempo da diversi commentatori, così come l’ipotesi di sdoppiamento dell’Euro caldeggiata anche da economisti italiani come Luigi Zingales. Dunque, non ho il merito di aver “scoperto” questa tendenza. Il punto è quello di capire dove può portarci.

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Euro: ma cosa ha in mente la Merkel?

Come si sa, la Merkel ha ordinato ai suoi consulenti di studiare i termini di una revisione dei trattati istitutivi della Ue che consenta ad un singolo paese che lo voglia, di uscire dall’Eurozona, tornando alla moneta nazionale, senza per questo dover uscire dalla Ue. Tutti hanno interpretato il passo come un avvio del processo di “riduzione dell’Eurozona”, cioè l’uscita “volontaria” –forse definitiva, forse temporanea- dei paesi più deboli e la nascita dell’Europa a due velocità. Il punto di approdo sarebbe uno sdoppiamento per cui ci sarebbe un club di 9 paesi “fondatori” dell’Euro che continuerebbero ad avere la moneta unica e gli altri 18 paesi della Ue con moneta propria (CdS 11.11.11 p. 18).
Ma, a quanto pare, i primi studi hanno segnalato che l’operazione potrebbe avere costi da capogiro: circa il 50% del Pil della Ue, con un milione di disoccupati in più nella sola Germania. Per di più, visto che la Francia sta subendo un attacco della speculazione internazionale, ha un deficit di bilancio oltre il 5% per tutti i tre anni prossimi (il doppio dell’Italia e cinque volte della Germania) e il Belgio ha un debito pubblico record,  il club potrebbe risultare ancora più ristretto. Dunque: neanche a parlarne.

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Cappuccino, brioche e intelligence n°16. Wikileaks: Aveva ragione il Cavaliere a preoccuparsi…

L’annuncio della pubblicazione dei documenti americani su Wikileaks aveva reso molto nervoso il Cavaliere, che se ne era uscito con un “l’Italia è sotto attacco”, anche se non si capiva di chi (dei cinesi? dei boscimani? degli extraterrestri?). Ed avevamo ipotizzato che buttasse le mani avanti, temendo qualcosa da quella pubblicazione.
Poi quando i documenti sono usciti, la maggior parte dei mass media (per non dir tutti) sono stati delusi: “tutto qui”? Si, sapevamo che Berlusconi era amico di Putin e poi sai che novità che fa i festini!
E invece no, se si leggono i documenti con la dovuta attenzione.

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Cappuccino, brioche e intelligence n°11: ma che succede nei servizi segreti occidentali?

Come si sa, sabato 10 us, è precipitato il Tupolev su cui viaggiava il presidente polacco Kaczynski che è perito nell’incidente inseme al vicepresidente della Camera, al presidente della Banca centrale, ai capi di stato maggiore di Esercito, Marina, Aeronautica a una schiera di viceministri, 12 deputati e due senatori, e responsabili dei principali uffici governativi e militari. E’ stato un incidente o un attentato? Forse non lo sapremo mai con certezza, ma non è quello di cui voglio parlare in questa sede. Sia che si sia trattato di una cosa, sia che si sia trattato dell’altra. C’è una cosa assolutamente incredibile: che tutto l’apparato di potere di un paese viaggiasse sullo stesso aereo. Una delle regole base della sicurezza è quella di evitare sempre che ci siano più di due o tre personalità di rilievo a bordo dello stesso aereo e mai un capo ed il suo vice. Proprio per evitare che un paese si trovi  decapitato di colpo.
La notizia vera è che il capo della sicurezza nazionale non sia stato  ancora affettato e dato in pasto ai coccodrilli. Nè si capisce come mai tutte le personalità salite su quell’aereo non abbiano trovato strana la cosa.

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Ci mancava Marrazzo.

Ci mancava Marrazzo.

Nei giorni scorsi le prime pagine di tutti i giornali erano saldamente occupate dal “caso Marrazzo”, un nuovo scandalo a luci rosse: decisamente questo paese non sta perdendo occasione di esser poco serio. E’ arrivato il momento di dire che delle avventure sessuali dei nostri politici –che si chiamino Marrazzo, Boffo, Berlusconi o come vi pare- non ce ne può fregare di meno e che i giornali la piantino di deliziarci con queste storie che, una volta, erano biada per i giornaletti scandalistici per domestiche e camionisti (con tutto il rispetto per queste due categorie).
Mentre i giornali dedicavano paginate intere a questo futilissimo episodio, passava in cavalleria un’altra cosa di ben altro peso: lo strano viaggio di Berlusconi in Russia.

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