Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Francesco Barilli e Saverio Ferrari sul “Segreto di Piazza fontana” e il dibattito sul doppio stato che sta animando questo ultimo periodo…Buona lettura!
“IL SEGRETO DI PIAZZA FONTANA”: UN’ OCCASIONE PERSA
L’intervento di Dimitri Deliolanes, corrispondente della tv greca ERT a Roma, su “Il segreto di Piazza Fontana” e il dibattito sul doppio stato.
Ho appena finito di leggere il corposo lavoro d’inchiesta di Paolo Cucchiarelli “Il segreto di Piazza Fontana”. E vorrei, da dilettante, esprimere sommessamente il mio parere.
Il cuore del libro è la tesi, che l’autore lealmente espone come tale e non come verità finalmente rivelata, della doppia bomba, sia a Piazza Fontana che negli attentati romani. Una bomba anarchica, un petardo a scopo dimostrativo ed una parallela bomba fascista per provocare la strage ed incolpare l’estrema sinistra.
Di seguito pubblichiamo la risposta di Paolo Cucchiarelli all’approfondimento bibliografico curato da Aldo Giannuli alcuni giorni fa sul suo ultimo libro “Il segreto di Piazza Fontana”. La risposta è molto lunga e articolata e si inserisce nelle righe dell’approfondimento stesso di Giannuli, per cui abbiamo segnalato il testo di Cucchiarelli in rosso e il testo di Giannuli in nero.
Caro Aldo,
ti conosco da troppo tempo per non sapere quale è il tuo modo di ragionare, risolvere i problemi, confrontarti.
Il libro di Cucchiarelli, è il risultato di oltre dieci ani di lavoro. Il libro è diviso in tre parti narrative: la prima sostanzialmente dedicata ad un attento scandaglio di perizie, verbali, rapporti di polizia giudiziaria e stampa d’epoca; la seconda in cui l’autore avanza una sua ipotesi di come sia andata la vicenda della strage; la terza, nella quale si rileggono i casi Feltrinelli e Calabresi alla luce delle risultanze precedenti.
La prima parte costituisce un lavoro assolutamente prezioso che fa riemergere tanti particolari passati ormai nel dimenticatoio dopo la lunga serie di inchieste giudiziarie e parlamentari che anno accumulato molte migliaia di documenti per oltre 1 milione di pagine. Diverse riflessioni sul tema dell’esplosivo aprono la strada a sviluppi investigativi di notevole rilievo che maturano in particolare nella terza parte, quella in cui si parla di Calabresi e Feltrinelli. La parte più debole, lo diciamo subito, ci pare la seconda che propone una spiegazione della vicenda che qui di seguito riassumiamo in breve.
PINELLI, NAPOLITANO E IL CORRIERE DELLA SERA: UNA POLEMICA IMPREVISTA…
L’incontro fra le due vedove di Calabresi e Pinelli ed il relativo discorso del Presidente Napolitano hanno innescato una serie di polemiche a ricaduta per cui una innesca un’altra…
LEGGI l’articolo di Aldo Giannuli e il dibattito che è nato nei giorni scorsi…
L’incontro fra le due vedove di Calabresi e Pinelli ed il relativo discorso del Presidente Napolitano hanno innescato una serie di polemiche a ricaduta per cui una innesca un’altra. Due osservazioni sul discorso del Presidente: se Pinelli è stato una vittima, ci sarà stato pure un carnefice che lo ha reso tale o no? Chi è stato? La teoria del “malore attivo” di D’Ambrosio va a farsi benedire ed occorre essere meno reticenti, come Giuliano Ferrara a fatto notare: le cose non si possono dire a metà. Personalmente sono giunto alla conclusione che Calabresi non era nella stanza al momento del volo di Pinelli, ma che abbia fatto l’errore di avallare la versione dei suoi uomini, come se ci fosse stato.
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