Grande vittoria: il Cavaliere è sconfitto, la sinistra viaggia verso la vittoria! O no?!
Allora, ce la abbiamo fatta: il Cavaliere Nero è sconfitto ed espulso dalla vita politica, si schiudono le porte per un avvenire radioso della sinistra in Italia… Mha! Qualche giorno fa un amico –con un sorrisetto ironico- mi ha posto questa domanda: “Secondo te chi vincerà le prossime elezioni politiche?” Risposta: “Come si fa a rispondere? Non sappiamo quando, con che legge elettorale e con che schieramenti voteremo, come faccio a fare una previsione sensata? Però posso dirti ragionevolmente chi perderà: il Pd ed i suoi alleati.”
L’infelice seconda repubblica non riesce più a vivere, ma non sa neppure morire. Come i suoi partiti che non riescono a stare uniti ma non sanno neppure dividersi: si è scissa Scelta Civica, ma i due tronconi non sanno dove andare, sordi boati vengono anche dal M5s, si è diviso anche il Pdl, dopo un lungo travaglio, ma i toni sono surreali e si mette in conto di rimettersi coalizione alle prossime elezioni. Divisi, ma non troppo. Ed i sussurri dei corridoi di Palazzo dicono che non di una scissione si è trattato ma di una sottile mossa di Silvio, che così avrebbe spiazzato gli avversari, sottraendosi al peso di sostenere un governo sempre più impopolare senza però beccarsi l’accusa di averlo irresponsabilmente fatto cadere in un momento difficile e, così, scaricando sul Pd l’onere delle scelte fiscali.
Il Pd è un partito strano: crede che tutti gli altri siano imbecilli e cerca di infinocchiarli, poi, quando gli altri se ne accorgono e non ci stanno, si lamenta “Voi non volete le riforme”. Prendiamo la questione delle leggi elettorali. Il Pd è tornato sul suo vecchio amore del maggioritario a doppio turno di cui sarebbe l’unico beneficiario ed il motivo è evidente. 
Lunedì 4 novembre 2013, alle ore 18, presso la Libreria Rizzoli, in Galleria Vittorio Emanuele II 7 a Milano, si terrà la presentazione del libro di di Giovanni Orsina
Sarebbe facile infierire sull’uscita di scena di Mario Monti e liquidarla con un secco: “Ci siamo tolti davanti un imbecille” (imbecille politicamente parlando, si intende). Ma le cose non sono così semplici: certo Monti non si è dimostrato un’aquila in politica ed anche molte oche gli avrebbero dato i punti su quel terreno (per restare nella metafora aviaria), e la sua creatura politica, già nata asfittica, era già in liquidazione da subito dopo le elezioni anche grazie al suo comportamento altezzoso quanto esilarante. Dunque, lo sbocco era segnato.
Una nuova emergenza si sta aprendo e dovremo occuparcene: la crisi della scuola. No, per carità, non voglio dire che la mancanza di fondi, la pessima distribuzione degli insegnanti, la loro preparazione non sempre eccellente ecc siano problema di questi giorni. Lo so che si tratta di una crisi che dura da almeno 40 anni e che ormai sta marcendo. Mi riferisco ad altro: agli ulteriori gravissimi danni che si stanno profilando ad opera di questa sciagurata classe politica. Dopo la funesta serie ventennale di ministri della Pubblica istruzione ed università (D’Onofrio, Lombardi, Berlinguer, Moratti, Mussi, Gelmini, Fornero, facendo salvo il solo De Mauro) si abbatte su di noi la Carrozza (Maria Carla e non il veicolo: ma una cosa non è più intelligente e meno pericolosa dell’altra).
E’ quel genio letterario di Ennio Flaiano a fornirci la chiave di interpretazione più adatta a capire la situazione in cui siamo: grave ma non seria. Perché molto al di sotto della soglia di serietà sono i suoi protagonisti. Giudicate voi:
Come quadrare il cerchio? Il problema si presenta in questi termini:
Come ci aspettavamo tutti, Berlusconi ed i suoi hanno attribuito la conferma della condanna alla solita cricca di giudici sovversivi che lo odiano. L’argomento è logoro ed è facile smontarlo: i magistrati della Cassazione non erano affatto di sinistra ed, anzi, ce ne era qualcuno non distante dal suo ambiente. Insomma, è proprio sfortunato questo Cavaliere: c’è solo un piccolo gruppo di magistrati eversivi, ma li incontra tutti lui! In primo, secondo grado, Cassazione, sia per il processo Mills, che per quello Mediaset, o Ruby… Ma possibile che non gli capiti mai un magistrato normale? Ferrara parla di attentato alle libertà politiche (sempre da parte di una magistratura ideologizzata), Brunetta ripete ossessivamente “Ho paura…Ho paura!”: sembra Cocorito (Melopsittacus undulatus), la Santanchè lancia lo slogan: “Siamo tutti pregiudicati!”. Non ancora signora, un po’ di pazienza…