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Tag: pd

Sinistra Pd e riforma del Senato: questa volta, i nostri eroi riusciranno ad essere seri sino in fondo? Si accettano scommesse.

Questa volta siamo allo showdown finale: la sinistra Pd ha promesso di andare sino in fondo e votare un emendamento per rendere il novo Senato elettivo. Se l’emendamento dovesse passare il risultato sarebbe piuttosto limitato e, di fatto, si ridurrebbe ad una diversa composizione del collegio elettorale per il presidente della Repubblica, i membri della Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura.

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Si apre il dibattito sull’Euro in Rifondazione comunista?

Di seguito vi propongo il testo dell’interevnto (nella riunione di luglio scorso della Direzione di Rifondazione Comunista) di Dino Greco, già seretario della Camera del lavoro di Brescia ed ultimo direttore di Liberazione. Nonostante mi sembra che faccia molti “sconti” a Tsipras, il discorso mi sembra un interessante avvio di dibattito sulla questione dell’Euro all’interno di Rifondazione, è auspicabile che esso abbia seguito. AG

Intervento di Dino Greco alla Direzione del Prc del 25 luglio 2015 sulla questione greca
La cosa più semplice, diretta e, purtroppo, definitiva l’ha detta Lucio Carracciolo (direttore di Limes), quando ha scritto che dopo l’accordo della capitolazione “la Grecia cessa di esistere come Stato indipendente”.

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L’isteria contro i 5stelle, Vendola, Azzollini, l’isteria dei 5 stelle. La politica ormai è barbarie.

Nel breve volgere di due settimane –o poco più- si sono verificati una serie di eventi che meritano un commento di costume. Abbiamo iniziato con il M5s escluso da tutte le presidenze e vice presidenze di commissione alla Camera, poi è venuto il rinvio a giudizio di Nichi Vendola per la questione Ilva di Taranto, poi è venuto il voto del Senato su Azzollini che ha scatenato un uragano dentro e fuori del Pd. Il tutto dà una rivoltante sensazione di degrado irrefrenabile.

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Perché Marino e Zingaretti devono dimettersi.

Lo scandalo che ha investito Roma e la Regione Lazio non è certo cosa di ordinaria amministrazione, si potrà discutere se il fenomeno sia classificabile come Mafia o come corruzione diffusa (direi sistemica), ma in ogni caso siamo al di là di ogni limite di decenza. D’accordo: il grosso delle porcherie appartengono più alle giunte precedenti che a quella ora in carica, anche se poi è ingiusto dire che tutto è iniziato con Alemanno e la Polverini, perché, le basi, se vogliamo, risalgono alle giunte Veltroni e Marrazzo targate Pd.

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Il caso Azzolini e la riforma del Parlamento.

Come prevedevo, il mio pezzo sul caso Azzolini ha provocato diversi dissensi fra i lettori, cosa comprensibilissima, dato il giustificatissimo odio per i politici che, però, può abbagliare.  Ovviamente io credo che se un parlamentare ha fatto reati è giusto che paghi, su questo non si discute, ma secondo quanto stabiliscono le leggi. E’ bene che ci ricordiamo una cosa: non si può chiedere, insieme, legalitarismo e giustizia sommaria. Se protesti contro Mafia Capitale, chiedi la punizione dei corrotti ecc. in nome del rispetto della legalità, ecc. poi non puoi essere “disinvolto” nell’applicazione delle norme di procedura: se vuoi il rispetto delle leggi devi essere il primo a rispettare la legge. Insomma: sbatteteli pure tutti in galera e buttate via la chiave, ma dopo un processo regolare. Ci siamo? Ed allora qualche precisazione può essere utile.

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Le Sentenze della Corte Costituzionale ed il Pd.

La sentenza della Consulta sulla riforma pensionistica Monti-Fornero ha messo in moto una pericolosa azione del Pd (che non manca un’ occasione per dimostrare di essere la punta di lancia contro la Costituzione e dar prova della sua natura di destra antipopolare) che potrebbe avere conseguenze molto peggiori di quelle già nefaste oggi dichiarate.

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Il derby di Milano

Nella primavera prossima si voterà per il sindaco di Milano, ma forse anche di quello di Roma e, in questo caso, sarà un appuntamento decisivo per le sorti di tutte le forze politiche. Ma, anche la sola Milano, sarà un test suscettibile di dare indicazioni più generali. Vediamo nell’ordine cosa può attendersi e cosa temere ciascun partito. Il Pd è sicuramente quello più esposto dopo la batosta (pardon: il successo) del 31 maggio e se la tendenza al calo dovesse confermarsi o proseguire, le politiche non sarebbero più così scontatamente vinte dal Pd e, probabilmente, si aprirebbe una “notte dei lunghi coltelli già da prima. Vice versa, se la lista di partito dovesse avere un buon risultato, cioè più verso il risultato massimo delle europee, anche se, per un caso, dovesse esser perso il sindaco, per il Pd sarebbe il segnale di ripresa dopo la doccia fredda del 31 maggio.

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