Tag: obama

Libia: ma cosa avrebbe dovuto fare l’Occidente?

Gheddafi sul punto di riprendere il controllo della situazione, a meno che non intervengano fatti nuovi, per ora non prevedibili. E delle conseguenze di questo abbiamo appena detto, anche se è prevedibile che –dopo un breve periodo di lutto vedovile- i governi occidentali faranno a gara per riallacciare le relazioni con il Rais. Ma nel frattempo lui potrebbe aver fatto ben altre scelte di campo. Ma cosa avrebbero potuto e dovuto fare Usa ed Europa nel corso della crisi?

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giov. 10 febbraio: presentazione alla Camera del lavoro di Milano.

Giovedì 10 febbraio 2011, alle ore 18, presso la  Camera del Lavoro di Milano, in Corso di Porta Vittoria 43, si terrà la presentazione del mio ultimo libro “2012, la grande crisi”, promossa dal Circolo culturale Concetto Marchesi e dalla Camera del lavoro.

Avrò occasione di confrontarmi con ospiti molto importanti e graditi, quali Onorio Rosati, (segretario della Camera del Lavoro di Milano), Alberto Martinelli (Professore ordinario di Scienza della politica presso l’ Università degli studi di Milano) e Andrea Di Stefano (direttore della rivista “Valori”).

Sarà una bella occasione per discutere i contenuti del libro e fare il punto sugli scenari in corso a livello nazionale ed internazionale.

Spero di incontrare anche molti di voi, amici e lettori!

A presto!

A.G.

Sanna, Miotto, il cecchino. La guerra e i “media”. Per fare chiarezza.

di Lorenzo Adorni (lorenzoadorni.com)

La guerra e i “media”

“Miotto è stato ucciso da un cecchino”. “No”, “Miotto è stato ucciso in uno scontro a fuoco”.La maggior parte dei “media” ha considerato queste due ipotesi come se prefigurassero scenari differenti. La prima un atto isolato e la seconda uno scontro, quindi un atto di guerra.
Come se fosse ancora necessario dimostrare che in Afghanistan, da un decennio, si stia combattendo o meno una guerra.

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Grecia, Portogallo, Spagna… Ma la crisi non era finita?

Che la crisi fosse veramente finita è cosa cui non ha creduto nessuno e, prima di tutti, quelli che lo proclamavano. Semplicemente è successo questo: un bel giorno il signor Barack Obama da Honolulu, con un tratto di penna, ha trasferito all’Amministrazione degli Usa, i debiti della banche d’affari americane ormai al crack. E per le borse, i governi, i giornali, le banche ecc. è stato come se una bacchetta magica avesse azzerato i debiti di tutti, facendoli svanire come una nuvoletta. In realtà, Il Presidente ha semplicemente assunto su di sè un impegno di spesa e, poco dopo, ne ha assunti altri (dai rinforzi in Afghanistan alla riforma sanitaria). Prima o poi verranno al pettine, ma per ora andiamo avanti.
E, infatti, l’asta dei bond americani è andata splendidamente: la domanda è stata tripla rispetto all’emissione; inoltre gli indici della produzione industriale Usa sono risaliti e così via.

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Cappuccino, brioche e intelligence n°10…Cina-Usa: lo scontro che viene.

Cappuccino, brioche e intelligence n°10…Cina-Usa: lo scontro che viene.

Sul sito del “Financial Times” del 17 febbraio scorso leggiamo questa notizia:

Il ministero del Tesoro Usa ha dichiarato martedì, che la domanda straniera di buoni del tesoro Usa a dicembre ha subito un calo record dal momento che la Cina ha venduto 34 miliardi di dollari di attività durante quel mese. La mossa cinese fa risultare il Giappone come più grande detentore del debito pubblico Usa con 768 miliardi di dollari, e suggerisce che gli Usa potrebbero dover pagare di più per garantire gli interessi sul debito. Questo arriva mentre la Casa Bianca è alle prese con il dilemma su come tagliare il deficit, previsto in 1560 miliardi per il 2010, pari al 10,6% del Pil.

Il fatto, come si vede, è di dicembre, ma il tesoro Usa la ha resa nota solo più tardi.
In questo modo si iniziano a capire meglio diverse cose come la brusca rottura fra Cina e Usa sulla questione di Googlie, l’improvvisa decisione americana di dar corso ad una fornitura di armi a Taiwan che, prima, sembrava accantonata, la decisione di Obama di ricevere il Dalai Lama, la crescente ostilità dei cinesi verso ogni ipotesi di intervento armato contro l’Iran, le polemiche sulla decisione di Pechino di non rivalutare la sua moneta ecc.
Il clima del “G2”, una sorta di nuovo bipolarismo cooperativo che avrebbe dovuto essere l’architrave del nuovo ordine mondiale, sembra lontano ere geologiche. Eppure, tutti avrebbero giurato che il grande debitore americano ed il grande creditore cinese avrebbero avuto bisogno uno dell’altro, tanto più che il grande esportatore cinese trova il suo principale mercato di sbocco nel grande importatore americano. Dunque una cooperazione forzata, senza alternative.

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Il bluff Obama

Il bluff Obama

E’ passato quasi un anno dall’insediamento di Obama alla Casa Bianca e, il meglio che si può dire a proposito è che è stato un anno senza infamia e senza lode. La riforma della sanità deve ancora passare e non sappiamo in che termini finali passerà. Il pantano irakeno è ancora là e si trascina stancamente; in Afghanistan si medita di rilanciare l’impegno militare per evitare di confessare il fallimento dell’intera operazione. La riconversione verde dell’economia per ora non è più di uno slogan accompagnato da qualche fumosa promessa in materia di emissioni e di impegno per il clima. Per il resto poco o nulla, salvo un incredibile “Premio Nobel alle intenzioni” che fa risaltare ancor più la mancanza di risultati concreti.

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Tutto va ben, madama la Marchesa…

La crisi è finita: tutto va ben, madama la Marchesa…

Quelli che –come me- sono “diversamente giovani”, ricorderanno una divertente canzoncina (credo degli anni cinquanta) “Tutto va ben madama la marchesa…”: rispondendo al telefono, un compitissimo maggiordomo rassicurava la sua padrona che al castello andava tutto bene, molto bene, a parte un piccolissimo incidente, la morte del cavallo. Alla successiva domanda della signora, il domestico spiegava che la morte era avvenuta per asfissia durante l’incendio delle scuderie, ma, a parte questo, andava tutto a gonfie vele. Preoccupata la dama chiedeva come mai si fossero incendiate le scuderie sentendosi rispondere che l’incendio si era propagato dal castello in fiamme, ma, a parte questo, “tutto va ben madama la marchesa”. Ma come era accaduto l’incendio del castello? Perchè i vecchi mobili avevano preso fuoco da uno dei ceri accanto al catafalco del signor Marchese che si era suicidato il giorno avanti. Ma “a parte questo, tutto va ben, madama la Marchesa”…

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Il Nobel a Obama

Il Nobel a Obama.

Non che tutte le assegnazioni dei premi Nobel siano state sempre felicissime e impeccabili, ma questo Nobel a Obama ha dell’incomprensibile. In molti abbiamo salutato con simpatia la sua elezione un anno fa e si nutrono  grandi aspettative nei suoi confronti, compresa quella di una Presidenza che  metta riparo ai disastri bellici di Bush. Ma, insomma, si tratta appunto di aspettative, non di bilanci e, sin qui, non avevamo visto un premio (e che premio!) dato alla promessa di far bene.

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