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Tag: no tav

Cade l’accusa di terrorismo ai no Tav: ottima notizia, però…

La sesta sezione della Cassazione ha fatto cadere l’accusa di “condotta con finalità di terrorismo” per il lancio di alcune bottiglie molotov contro i cantieri della Tav, a seguito del quale qualche macchinario andò distrutto, mentre non ci fu alcun danno alle persone, che lavoravano nella galleria, cui il fuoco si propagò casualmente. L’accusa era tanto spropositata che la Cassazione, che pure non è un covo di pericolosi anarco insurrezionalisti, ha dovuto riconoscerne l’infondatezza e stabilire che il reato vada ridefinito più realisticamente. Ovviamente siamo soddisfatti di questo risultato per i quattro accusati che, speriamo, vengano trattati con equità e clemenza, sia in considerazione della loro giovane età, sia delle particolari condizioni in cui viene a trovarsi la lotta in Val di Susa, di fronte all’assoluta sordità delle istituzioni e delle forze politiche verso le istanze della popolazione locale. Bene, però il discorso non finisce qui, perché resta che quattro cittadini, a seguito di questo sproposito giuridico, sono stati sottoposti ad un regime detentivo di massima sicurezza, con misure afflittive del tutto sproporzionate al fatto.

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Arresti No Tav: appello alle Autorità competenti

Aderisco ed invito ad aderire!

“Premesso che le indagini erano legittime e doverose perché i reati vanno accertati e perseguiti come impone la legge …… la cattura per questi reati non è obbligatoria. Si poteva procedere contro gli indagati in stato di libertà”. Così scrive sul Corriere della Sera l’ex giudice Livio Pepino.
L’appello che sottoscriviamo vuole richiamare l’attenzione sulla inutile ingiustizia perpetuata con gli arresti effettuati la scorsa settimana per le manifestazioni no Tav della scorsa estate, affinché le persone arrestate vengano immediatamente rimesse in libertà.
Se fosse vero, come sostiene il giudice Caselli, che le condotte individuali di ogni singolo imputato sono state valutate in base a specifici reati, l’arresto non avrebbe alcuna giustificazione in quanto la reiterazione del reato dovrebbe prevedere il concorso ad una strategia collettiva di nuove manifestazioni e nuove violenze, che prescinderebbe dalla volontà dei singoli.

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