La velocità dei neutrini e i limiti dell’informazione
Come sempre con piacere ospito questo contributo di Franco Acanfora sulla divertente notizia di qualche giorno fa relativa alla velocità dei neutrini…
La teoria della relativita’ nella forma ristretta che oggi si riesce a rendere compatibile con la teoria quantistica dei campi, si basa per la verita’ su un numero assai piccolo di assiomi, o principi. Fra essi, i piu’ importanti sono il principio di relativita’, che impone che le leggi fisiche siano le stesse per tutti gli osservatori inerziali, e il principio dell’esistenza di una massima velocita’ di propagazione delle interazioni (chiamiamo per ora V questa velocita’ limite). Segue da cio’ (e in questa deduzione la luce o i neutrini non svolgono alcun ruolo) che valgono le trasformazioni di Lorentz per le coordinate spaziali e quella temporale, e che le tradizionali formule di addizione delle velocita’ di Galileo vanno modificate. Le nuove formule di addizione delle velocita’ sono tali che qualunque cosa viaggi alla velocita’ massima V per un osservatore, viaggera’ con l’identico valore V di velocita’ rispetto a qualunque altro osservatore (costanza della velocita’ limite). Inoltre esse si riducono immediatamente alle formule di Galileo nel caso in cui i corpi in movimento viaggino a velocita’ piccole rispetto a V, oppure, e cio’ e’ del tutto equivalente, nel caso in cui V sia infinita. La relativita’ ristretta restituisce subito la fisica classica quando le condizioni sperimentali siano quelle tipiche della fisica classica.