Sinistra e globalizzazione?
Il mutamento prodotto dalla globalizzazione è riconosciuto formalmente ma, in effetti, non compreso. Questo riguarda in particolare la sinistra che, agli inizi degli anni novanta, si è divisa fra l’ala che ha accettato l’egemonia culturale neo liberista, rinunciando ad ogni alterità politica rispetto alla destra, ed anche al più blando riformismo, e quella identitaria che ha mantenuto la sua opposizione al sistema capitalistico, ma senza alcun tentativo di capire le novità dell’ipercapitalismo finanziario.


Lunedì 4 novembre 2013, alle ore 18, presso la Libreria Rizzoli, in Galleria Vittorio Emanuele II 7 a Milano, si terrà la presentazione del libro di di Giovanni Orsina
Dopo le turbolenze del periodo 1992-1996 il sistema politico trovava un suo assestamento con nuovi partiti e schieramenti politici. Per la verità, la promessa di governi stabili di legislatura –che il sistema elettorale maggioritario avrebbe dovuto garantire- è stata sostanzialmente mancata: in 16 anni, dal 1994 ad oggi, si sono succeduti 9 governi di durata media di circa 515 giorni per uno, considerato che nel periodo della prima repubblica la durata media fu di 352 giorni, siamo ad una maggiore durata che resta molto al di sotto dei 1.825 giorni che dovrebbe avere un governo di legislatura. In compenso, è cresciuto in modo esponenziale l’indice di distorsione del sistema elettorale, per cui il nostro Parlamento è uno dei meno rappresentativi del Mondo democratico: la coalizione di centro destra con circa il 45% sul totale dei votanti (ed il 36% sul totale degli elettori) si è aggiudicato il 54% dei seggi, mentre 3 milioni e mezzo di elettoti ( il 9% circa dei votanti) è restato completamente privo di rappresentanza parlamentare.