Il lato b della crisi finanziaria: questa è la volta che si fanno Renzi.
Siamo a gennaio, ma l’aria è quella di novembre. Del novembre 2011, per la precisione: questa è la volta che si fanno Renzi.
Siamo a gennaio, ma l’aria è quella di novembre. Del novembre 2011, per la precisione: questa è la volta che si fanno Renzi.
La pausa natalizia, come era prevedibile, ha messo la sordina su tutta la politica interna ed in particolare sulla questione delle banche. Ora vedremo se la storia riparte, ma nel clima dei giorni precedenti alle feste, c’è stata poca attenzione ad una serie di avvenimenti più o meno piccoli che, messi in fila, meritano d’essere meditati.
Giovedì scorso, per la 29° volta il Parlamento in seduta comune non è riuscito ad eleggere i tre giudici costituzionali di quota parlamentare. Lentamente ci stiamo abituando a qualcosa di assolutamente patologico. E’ la nuova normalità: non funziona un accidenti.
Giorgio Napolitano è stato certamente il peggior Presidente della Repubblica dal 1946 in poi, il più scorretto, il meno leale, il più dannoso per le istituzioni repubblicane, ma credevamo di essercene liberati.
Questa volta siamo allo showdown finale: la sinistra Pd ha promesso di andare sino in fondo e votare un emendamento per rendere il novo Senato elettivo. Se l’emendamento dovesse passare il risultato sarebbe piuttosto limitato e, di fatto, si ridurrebbe ad una diversa composizione del collegio elettorale per il presidente della Repubblica, i membri della Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura.
Domenica vedremo come vanno i ballottaggi nei comuni, ma, chiunque vinca, il senso politico del voto di domenica 31 maggio non cambierà, al massimo assisteremo alla conferma di una tendenza, al suo rafforzamento o ad una lieve correzione in più.
La vicenda del famigerato decreto Fornero (a proposito: vi ricordate quando si diceva che il governo Monti era la crema della crema della nostra classe dirigente? I tecnici super preparati!) ha avuto l’effetto poco desiderabile di attivare l’attenzione predatoria di Renzi sulla Corte Costituzionale.
L’Italicum è legge ed è già iniziato il pressing per farlo digerire agli organi di controllo costituzionale: prima il Presidente poi la Corte. Ed è un pressing di rara disonestà, cui la stampa si sta generosamente prestando.
La vicenda della legge elettorale sta andando oltre ogni limite costituzionale. Un Parlamento eletto grazie ad un sistema elettorale incostituzionale e nel quale quasi un quinto degli eletti ha cambiato bandiera, sta per varare una legge elettorale che ha gli stessi difetti di incostituzionalità.
La situazione delle istituzioni è ormai degenerata oltre il limite della sopportabilità. Il Presidente del Consiglio si comporta come un piccolo malavitoso (per piacere non scomodiamo personaggi come Mussolini o Hitler, che, nella loro profonda negatività, sono stati personaggi di statura storica imparagonabili a questo piccolo mazziere), le opposizioni abbandonano le aule parlamentari, i Presidenti delle Camere offrono prove di indecente partigianeria. La Costituzione non può diventare un affare di partito e, dunque, non si può andare avanti così, bisogna votare e subito.