Tag: m5s

Elezioni: la vera posta in gioco non è nel risultato del 4 marzo.

Le elezioni servono sia a determinare chi governerà che a rappresentare in Parlamento gli interessi e le posizioni culturali presenti in una società e che poi dovranno essere mediati. La cultura rozzamente “governista” di questo trentennio scorso ha ridotto tutto alla scelta di chi governerà. Questa volta, però, si tratta di un gioco un po’ diverso nel quale la determinazione del governo diventa l’obiettivo secondario, mentre in primo piano c’è l’assetto costituzionale del paese.

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Che strane elezioni: sembra un torneo di tressette a perdere.

Scusatemi, ma c’è una cosa che non ho capito stiamo andando ad elezioni politiche o a un torneo di tressette a perdere?

Il M5s ha fatto questa cosa inconsulta di sbattere fuori e senza motivazioni oltre mille candidati alle parlamentarie (ma le voci che corrono parlano di quasi tremila esclusi), gente che, a questo punto farà una campagna elettorale accanita contro il M5s.

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Dove si decideranno le elezioni? Nord, centro, sud e astensione.

Chiedo scusa per la prolungata assenza, ma sto chiudendo il mio prossimo libro. Si tratta di un lavoro particolarmente impegnativo: è una storia della strategia della tensione che conclude trenta anni di lavoro (i miei primi libri sul tema risalgono al 1989-90) di cui una dozzina (dal 1996 al 2007) negli archivi. Capirete che un po’ ci tengo e sono molto concentrato su questo oggetto di ricerca che troverete in libreria (spero) in Primavera. Vengo al tema di oggi: dove e cosa deciderà lo scontro del 4 marzo.

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Le critiche al M5s.

Credo che nessuno in buona fede possa accusarmi di tacere critiche al M5s, anche perché credo che ci siano diversi modi di essere critici: ci sono le critiche di tipo “protettivo”, che mirano a indurre il soggetto criticato ad emendarsi, ci sono quelle “imparziali” da studioso che valuta un fenomeno per quel che è, senza prender partito e ci sono quelle ispirate da ostilità preconcetta che puntano solo a distruggere l’oggetto commentato.

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La mossa del cavallo: pro e contro dell’appello di Ingroia e Chiesa

Di seguito pubblico l’appello “La Mossa del Cavallo” lanciato da Antonio Ingroia e Giulietto Chiesa per una aggregazione dei movimenti, già ritrovatisi nei comitati per il no in occasione del referendum del 4 dicembre scorso. Trovo l’iniziativa interessante e molti punti del programma condivisibili (in particolare per quanto riguarda la necessità di rinegoziare), condivido anche le accuse di verticismo rivolte al raggruppamento dei piccoli partiti di sinistra (Mdp, Si, Possibile).

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Il risultato di Ostia: linee di tendenza verso le politiche?

Risultato per certi versi incerto ma che indica linee di tendenza per le prossime politiche:

M5s: ad Ostia ce l’ha fatta, ed anche bene in percentuale (circa il 60%) ma con due grossi nei: il fatto che, sin dal primo turno, abbiano votato in quattro gatti, e che, al primo turno, c’è stata una flessione di ben 14 punti sul risultato delle comunali, per cui, in cifra assoluta il M5s subisce un forte travaso a favore dell’astensione in primo luogo. Va preso atto, tuttavia, come il M5s, sia riuscito a contenere il deflusso di consensi, nonostante i disastri della giunta Raggi. Comunque, questa vittoria in parte compensa il risultato siciliano che, pur decoroso in voti assoluti, ha segnato la sconfitta nel tentativo di conquistare la regione.

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