Tag: licio gelli

La risposta di Carlo Lucarelli.

L’acqua è fredda e la borsa è pesante.

Sotto la mano aggrappata ad artiglio lo spigolo della roccia è umido e scivola.

La grotta è piccola ma amplifica i rumori e le voci mi rimbombano forti nelle orecchie. Non ne sono sicuro ma credo di aver sentito anche il latrato di un cane.
Mi stanno cercando.
Mi stanno cercando e mi troveranno, perché non posso scappare e prima o poi guarderanno anche qui, tra gli scogli del lago.
Posso solo aspettare.

Allora penso e la prima persona che mi viene in mente è lui, il mago degli imitatori, il più bravo di tutti. Perché non imitava solo le voci, il grande Alighiero, lui diventava la voce, diventava il personaggio che la emetteva, prendeva il suo volto, il suo corpo, i suoi tic, si muoveva come lui, alla sua stessa velocità.
Ecco, penso a lui, mentre aspetto di essere trovato e preso.
Il mio maestro.

Quando mi arresteranno, convinti di mettere le manette al Venerabile della Loggia P2, Licio Gelli, quello vero, sarà già lontano e al sicuro. In galera ci resterò io, non per molto, sicuramente.
Sarò il Gran Maestro per molto tempo, finché servirà. Uguale la voce, uguale il volto, uguali i gesti.

Alighiero Noschese era il più grande imitatore di tutti.
Adesso che non c’è più, il più grande sono io.

Carlo Lucarelli, 21 marzo ’10

Lettera aperta a Carlo Lucarelli. Caro Carlo, che ne pensi di Alighiero Noschese?

Cappuccino, brioche e intelligence n°11

Caro Carlo,

qualche sera fa chiacchieravo con 7 dei miei studenti e mi capitò di citare Alighiero Noschese: nessuno sapeva chi fosse. La cosa farà un certo effetto anche a te che (anche se per un pelo) appartieni alla generazione della “Tv in bianco e nero”, per la quale Noschese era uno dei volti più conosciuti. Ricorderai le sue straordinarie imitazioni di attori, cantanti, politici: strepitosa era quella di Andreotti, il cui braccio destro (sulla manica della giacca c’era scritto “Evangelisti”) si muoveva da solo smentendo con i gesti tutto quello che il grande Giulio diceva. Non c’era voce che non rifacesse alla perfezione e, soprattutto in radio, non si capiva mai se stesse parlando lui o il personaggio imitato. Impossibile dimenticare uno così.

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Se proprio vogliamo discutere di cosa fu il craxismo…conclusioni

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Ambiguità ed ombre.

Nella vicenda storica e politica di Craxi luci ed ombre si confondono spesso, creando problemi di interpretazione non facili. E’ il caso dei suoi rapporti con la P2 e del cosiddetto “conto Protezione” (il conto istituito presso l’ Ubs da Gelli e Ortolani a favore del Psi ). Di qui è nata una vulgata per la quale Craxi è stato portato alla segreteria del Psi dalla P2 in attuazione del “Piano di rinascita democratica” e per isolare il Pci. Le cose non stanno esattamente così. Intanto, ricordiamo che dei parlamentari socialisti che risultano nell’elenco P2 4 erano della corrente di De Martino (Manca, Lenoci, Labriola, Monsellato), due erano manciniani (Finocchiaro e Santi) ed uno della sinistra lombardiana (Cicchitto).

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