Il caso Procter & Gamble.
Qualche giorno fa un incredibile errore ha messo a soqquadro le borse di mezzo mondo e quella di Wall Street in particolar: sugli schermi degli operatori è apparsa una offerta di azioni della Procter & Gamble per 15 miliardi di dollari.L’offerta provocava subito un terremoto: il titolo in questione perdeva il 39% in un’ora, l’intera Borsa era attraversata da un’ondata di panico e Ws cadeva in picchiata con una flessione di 9,3 punti. Dopo qualche ora veniva comunicato che si era trattato di un errore: non di azioni per 15 miliardi di dollari si trattava, ma di azioni per 15 milioni di dollari.
A quanto pare avevamo visto giusto nell’articolo precedente: il terremoto ateniese non era casuale ma parte di una guerra monetaria contro l’Euro condotta dagli Usa. Uno degli strumenti di punta di questa guerra sono state le agenzie di rating che hanno declassato i titoli di Grecia, Spagna e Portogallo e, con una semplice frasetta buttata lì, hanno fatto ballare la rumba a tutto il sistema bancario italiano.