Tag: francesco barilli

Piazza Fontana, quel dannato 12 dicembre a fumetti…

Pubblichiamo ampi stralci dell’introduzione (apparsa alcuni giorni fa su L’Unità) che ho scritto al graphic novel «Piazza Fontana», di Francesco Barilli e Matteo Fenoglio, da pochi giorni in libreria e che consiglio vivamente a tutti i lettori!

Quello che avete fra le mani non è solo un fumetto. È qualcosa di diverso e di più: è un modo originale di raccontare la storia, e insieme un «appello» all’impegno civile in un’epoca di scarsa partecipazione politica. «Dov’eri il 12 dicembre 1969?» Con ogni probabilità, la grande maggioranza di chi sta leggendo queste righe non era ancora nata e ha una nozione molto approssimativa di quella vicenda. Io invece ricordo perfettamente quella lontana serata. Ricordo nitidamente quel periodo anche per ragioni personali (mio padre era morto meno di due mesi prima). Studente di prima liceo classico, ero a casa a studiare per l’interrogazione di matematica (la mia bestia nera). Lasciai perdere tutto per sentire cosa diceva il telegiornale.

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Ricordo di Francesca Dendena (associazione vittime strage di Piazza Fontana), di Francesco “baro” Barilli

“Con Franca Dendena ho avuto diverse occasioni di incontro e collaborazione nell’ambito delle attività relative alla battaglia di verità su Piazza Fontana e ne ho sempre apprezzato la passione intelligente, la vivacità
intellettuale e la generosità dell’impegno. La ricordo con tristezza ora che ci ha lasciati.”
Aldo Giannuli

Ricordo di Francesca Dendena (associazione vittime strage di Piazza Fontana)

E’ morta questa mattina Francesca Dendena, storica rappresentante dell’associazione vittime della strage di Piazza Fontana. Aveva perso il padre, Pietro, nella “madre di tutte le stragi”, snodo cruciale della strategia della tensione. Il 12 dicembre 69 Francesca era un’adolescente, ma da allora e per i quarant’anni successivi si è distinta per lucidità e determinazione nella battaglia di verità e giustizia.
L’avevo incontrata nel marzo 2009, a casa sua. Era già ammalata, ma combattiva come sempre. “Devo partire da un aneddoto di quarant’anni fa, quando andammo a recuperare la macchina di mio padre. Già allora incontrammo alcuni giornalisti e a me – forse per esuberanza giovanile – venne spontaneo dire: mai più… Una cosa del genere non dovrà più succedere. E io, dicevo a me stessa, avrei dovuto impegnarmi affinché un’esperienza così terribile non dovesse capitare ad altri”.

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smettiamo di odiarlo?! un contributo al dibattito.

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo un contributo di Francesco “baro” Barilli in risposta all’articolo di Aldo Giannuli “Vogliamo liberarci di Berlusconi? Smettiamo di odiarlo!”. Potete leggere il contributo anche sul blog di “baro”.

Caro Aldo,

ho letto il tuo articolo, “Vogliamo liberarci di Berlusconi? Smettiamo di odiarlo!”. Condivido pienamente le tue considerazioni sulle colpe della sinistra e pure sulla natura tutt’altro che invincibile del Cavaliere come “macchina elettorale” (i dati che hai puntualmente riportato lo dimostrano). Qualche riflessione in più sarebbe forse da fare sulla mutazione di Berlusconi nel suo proporsi agli italiani.

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Caro Battista, io non dimentico Pasolini…

riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Francesco “Baro” Barilli

Caro Battista, io non dimentico Pasolini


Il 27 luglio, sul Corriere della Sera, Pierluigi Battista ha invitato i suoi lettori a dimenticare il Pasolini di “Io so”. Lo conforto: gli italiani non hanno bisogno di simili inviti, già da soli sono bravi a dimenticare i propri intellettuali. Al massimo ne salvano qualche citazione, buona per fare bella figura in un salotto, e tanto basta. L’invettiva di Pasolini di fronte alle stragi di quegli anni (ne sarebbero seguite altre dopo l’articolo del poeta e dopo la sua morte) costituirebbe secondo Battista “l’espressione del peggiore Pasolini, l’esaltazione meno sorvegliata dei vizi che hanno devastato la fibra etica del ceto intellettuale italiano”. Ma soprattutto, sempre secondo la stessa fonte, nelle parole di Pasolini “la ricerca empirica delle prove, e persino degli indizi, diventava esercizio ingombrante, fatica superflua”.

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“IL SEGRETO DI PIAZZA FONTANA”: UN’OCCASIONE PERSA.

“IL SEGRETO DI PIAZZA FONTANA”: UN’ OCCASIONE PERSA


di Francesco “baro” Barilli e Saverio Ferrari

“Il segreto di Piazza Fontana”, scritto da Paolo Cucchiarelli e uscito per l’editore Ponte alle Grazie (pag. 704, € 19,80), è un lavoro interessante e inquietante nella prima parte, sconcertante e irritante nella seconda. Fonde elementi di inchiesta a voli pindarici dell’autore – che si fanno via via più fantasiosi, depotenziandone il contenuto – e appare viziato alla base da un difetto: il cadere in ricostruzioni azzardate, con concessioni alla più sfrenata dietrologia. Un limite che rende il libro non una sorta di verità definitiva sulla “madre di tutte le stragi”, come è stato pubblicizzato, ma un contributo che rischia di mettere in ombra persino la parte di verità già accertata.

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