Tag: forza italia

Crozza, Grillo e Farage: considerazioni sparse sul M5s

Prometto che per un po’ non tornerò sull’argomento M5s e, soprattutto, che riprenderò a parlare di politica internazionale e di crisi, aspetti che ho troppo trascurato negli ultimi tempi. Però c’è una notizia che mi obbliga a parlarne ancora e con qualche considerazione più generale. Ho letto che il sito di Maurizio Crozza è stato invaso di commenti molto pesanti per una sua imitazione di Beppe Grillo ed, alla sua pacatissima reazione, le cose sono peggiorate con l’accusa di venduto, ignorante, ottuso, persino leccaculo (di chi? Di Renzi che sbertuccia ogni volta che può?). Cari amici del M5s, mi sapete al vostro fianco, ma mi tocca dirlo: siete andati di testa? Intanto, qui riaffermo la mia ammirazione e simpatia per Crozza, ma vengo a qualche considerazione di merito.

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Dell’Utri: una fuga molto particolare

Cappuccino, brioche e intelligence n° 44

Ricapitoliamo l’accaduto: all’antivigilia della decisione definitiva della Cassazione sul processo a Dell’Utri, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, la Procura di Palermo spicca mandato di cattura. L’interessato, di fronte alla prospettiva di passare sette anni in un hotel a cinque stelle a spese dello Stato, decide che è meglio andare in un hotel a cinque stelle a spese proprie, ma lontano dall’Italia. Ci sta: non si capisce perché, avendone i mezzi, Dell’Utri non avrebbe dovuto valersene per sottrarsi al soggiorno nelle patrie galere (anche perché nel suo caso non c’è la prospettiva degli arresti domiciliari o del servizio sociale, c’è proprio la cella, quella con le inferriate ed il chiavistello). E questa è l’unica cosa che si capisce nella vicenda: classico caso di “evasione preventiva”. Il guazzabuglio inizia subito dopo.

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Che succede se i sondaggi hanno ragione?

Ripetiamo, per l’ennesima volta che i sondaggi vanno presi con le molle, perché più di una volta si sono dimostrati molto lontani dai risultati effettivi e, a febbraio 2013 hanno clamorosamente “cannato”. Adesso lasciamo stare quanto questo dipenda da scarsa professionalità o dolo delle società demoscopiche o dal fatto che l’elettorato si è fatto imprevedibile; quel che conta è che l’affidabilità di queste previsioni è andata sensibilmente scemando. Ma, pur sempre, i sondaggi colgono alcune tendenze –quantomeno quelle più vistose- e contribuiscono a plasmare l’opinione pubblica, creando aspettative di vittoria o di sconfitta. Per cui sarebbe sciocco non prenderli in considerazione, ma è opportuno farlo con cautela.

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Ma che gioco sta facendo Renzi?

Renzi ha annunciato che, se la riforma del Senato non dovesse passare, si dimetterebbe. In sé non pare una minaccia tale da convincere schiere di senatori a votare la sua riforma, se non fosse che lui la carica di sinistri avvertimenti : “Se la riforma non passa si vota”, che mi sembra tanto l’”ordigno fine di Mondo” del dottor Stranamore. Iniziamo con due calcoli sulle possibilità che la riforma passi al Senato,  così come è, senza alcun ritocco perché il motto della nobile casata fiorentina de’ Renzi è “Prendere o lasciare”.

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Che tempo fa? I sondaggi dicono che…

Pur con diverse accentuazioni, i sondaggi che si accavallano segnalerebbero queste tendenze più o meno costantemente:

a. la polarizzazione dell’elettorato intorno ai tre punti di riferimento principali, con risultati migliori per Tsipras, Lega e Fratelli d’Italia e cattivi sia per il centro (a cominciare dal Ncd) che per Sel (che alcuni riportano al posto della lista Tsipras che, quindi, avrebbe un valore aggiunto rispetto alla somma Sel-Prc)

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Alfano non è un genio, lo sapevamo, però adesso fa gli straordinari

Alfano non ha mai brillato né per acume, né per iniziativa, né per coraggio. Esiste solo perché, un giorno, Berlusconi aveva bisogno di un ciambellano, si incapricciò di lui e lo fece “Marchese del servizio”. Poi Alfano si convinse di essere bravo e pensò di andare per la sua strada, con i risultati che tutti vediamo. Dunque, non ci aspettavamo niente da lui. Però adesso sta esagerando: non capisce neppure l’evidenza e mostra di avere il coraggio di un agnello.

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Metodo Renzi e squadrismo Cgil: ma che sta succedendo alla sinistra?

Scriveremo dell’”Operazione Renzi”, fra qualche giorno, quando, con la formazione del governo i giochi saranno un po’ più chiari. Per ora non è inutile qualche riflessione sul come questa strana crisi si sta sviluppando. In primo luogo l’opacità che avvolge ormai regolarmente la politica di questo paese: come mai Napolitano ha ritirato il suo patronage a Letta? C’entra qualcosa il siluro Friedman? E, a proposito, come mai Forza Italia si è astenuta sulla messa in stato d’accusa?

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Da dove viene questo bel regalo a Napolitano?

Cappuccino, brioche e intelligence n°43

Un famoso giornalista americano, che scrive per il più prestigioso quotidiano finanziario inglese (“Il Financial Times”) scrive un libro nel quale, fra l’altro, rivela che il Presidente Giorgio Napolitano, sin dall’estate 2011, aveva avviato consultazioni informali per sostituire il governo Berlusconi ancora in carica. Un’anticipazione del libro viene fatta da “Financial Time” che gli riserva una pagina intera con richiamo in prima. Il periodo dei fatti è tre anni fa, quando Sarkozy e la Merkel si scambiavano sorrisini di commiserazione se, in una conferenza stampa, qualcuno faceva il nome di Berlusconi e quando la stessa Merkel scavalcava il Presidente del Consiglio e telefonava direttamente al Presidente della Repubblica.

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Il Senato di Renzi: a che serve?

Renzi è un grandissimo comico. Per esempio sono formidabili le sue imitazioni di Crozza che imita Renzi. Il guaio è che, non sapendo di essere un grande comico, le sue migliori battute vanno perse. Ad esempio ieri ha parlato di intesa sulla riforma del Senato fra “i maggiori partiti dell’Arco Costituzionale”. Arco costituzionale a chi? A Berlusconi che dice che questa è una Costituzione bolscevica? A Gasparri che viene dal Msi? A Monti che non esiste più? O a se stesso che la Costituzione non l’ha letta nemmeno una volta?

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