L’attentato di Brindisi
Scriviamo poco dopo l’attentato, con pochissimi dati a disposizione ed in uno stato d’animo non sereno, considerando l’orrore dell’attentato diretto ad uccidere adolescenti, per di più nella mia Puglia che sembra ridotta a Damasco o Bagdad. Dunque, mi espongo consapevolmente al rischio di dire sciocchezze, data la scarsezza di dati a disposizione. Ciò non di meno mi sembra di dovere fare uno sforzo per razionalizzare l’accaduto e capire che sta succedendo. Pochi dati a disposizione.
1- la sostanza esplodente è stata fornita da normalissime bombole di gas
2- sarebbe stato usato un timer dal quale si sarebbe ricavata l’ora dell’attentato perfettamente coincidente con il momento in cui i ragazzi arrivano a scuola (doppio condizionale d’obbligo, sono voci raccolte da amici giornalisti pugliesi)
A quanto pare, gli inquirenti puntano sulla pista anarco-insurrezionalista a cavallo fra Italia e Grecia e la cosa ci sta benissimo, perchè gli elementi non mancano: l’attentato all’ambasciata svizzera richiama alla memoria l’ordigno incendiario trovato nei suoi pressi il 5 ottobre, che conteneva il messaggio “Costa, Silvia e Billy liberi” (tre anarchici che erano stati arrestati ad aprile a Zurigo sospettati di progettare un attentato contro la succursale di una multinazionale). Peraltro, sempre in Svizzera è detenuto anche Marco Camenisch, altro anarchico coinvolto in vicende simili.