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Tag: dell’utri

Cosa c’entra Dell’Utri con le nomine?

Cappuccino, brioche e intelligence n° 45

Sempre più divertente il caso Dell’Utri. Soprattutto non ci si annoia, con questi continui colpi di scena. Ieri abbiamo scoperto che:

a- contrariamente a quanto universalmente affermato dalla stampa in un primo momento, in realtà il divieto di espatrio era stato solo chiesto dalla Procura, ma non concesso dal Tribunale

b-  che aveva un biglietto di andata e ritorno Parigi-Beirut-Parigi partenza il 24 marzo ritorno il 29, ma non si sa se effettivamente è tornato a Parigi per poi tornare di nuovo a Beirut il 3 dove è stato, localizzato per l’uso del bancomat

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Dell’Utri: una fuga molto particolare

Cappuccino, brioche e intelligence n° 44

Ricapitoliamo l’accaduto: all’antivigilia della decisione definitiva della Cassazione sul processo a Dell’Utri, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, la Procura di Palermo spicca mandato di cattura. L’interessato, di fronte alla prospettiva di passare sette anni in un hotel a cinque stelle a spese dello Stato, decide che è meglio andare in un hotel a cinque stelle a spese proprie, ma lontano dall’Italia. Ci sta: non si capisce perché, avendone i mezzi, Dell’Utri non avrebbe dovuto valersene per sottrarsi al soggiorno nelle patrie galere (anche perché nel suo caso non c’è la prospettiva degli arresti domiciliari o del servizio sociale, c’è proprio la cella, quella con le inferriate ed il chiavistello). E questa è l’unica cosa che si capisce nella vicenda: classico caso di “evasione preventiva”. Il guazzabuglio inizia subito dopo.

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La frana di Fi è già iniziata

Ormai non fai più a tempo a fare una previsione che i fatti ti sorpassano: per la regola secondo la quale piove sempre sul bagnato, la decisione del tribunale sull’ ex Cavaliere va a coincidere quasi perfettamente con il mandato d’arresto per Dell’Utri che, saggiamente, si è dato alla fuga. Lui dice per curarsi ma che poi torna. Quando? Dopo. In attesa che Fi si trasformi, anche ufficialmente, in un club di pregiudicati, con annessa lista catturandi, i sondaggi piovono impietosi e la danno regolarmente sotto il 20%. E la grande fuga è già iniziata: non si trovano nomi nuovi e diversi di quelli vecchi (udite, udite: persino Bonaiuti!) prendono il largo, esattamente come centinaia di amministratori locali in vista delle elezioni del prossimo anno. Nella maggior parte dei casi in direzione di Alfano, qualcuno per la Lega o Fd’I.

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