Cosa c’entra Dell’Utri con le nomine?
Cappuccino, brioche e intelligence n° 45
Sempre più divertente il caso Dell’Utri. Soprattutto non ci si annoia, con questi continui colpi di scena. Ieri abbiamo scoperto che:
a- contrariamente a quanto universalmente affermato dalla stampa in un primo momento, in realtà il divieto di espatrio era stato solo chiesto dalla Procura, ma non concesso dal Tribunale
b- che aveva un biglietto di andata e ritorno Parigi-Beirut-Parigi partenza il 24 marzo ritorno il 29, ma non si sa se effettivamente è tornato a Parigi per poi tornare di nuovo a Beirut il 3 dove è stato, localizzato per l’uso del bancomat
Cappuccino, brioche e intelligence n° 44
Ormai non fai più a tempo a fare una previsione che i fatti ti sorpassano: per la regola secondo la quale piove sempre sul bagnato, la decisione del tribunale sull’ ex Cavaliere va a coincidere quasi perfettamente con il mandato d’arresto per Dell’Utri che, saggiamente, si è dato alla fuga. Lui dice per curarsi ma che poi torna. Quando? Dopo. In attesa che Fi si trasformi, anche ufficialmente, in un club di pregiudicati, con annessa lista catturandi, i sondaggi piovono impietosi e la danno regolarmente sotto il 20%. E la grande fuga è già iniziata: non si trovano nomi nuovi e diversi di quelli vecchi (udite, udite: persino Bonaiuti!) prendono il largo, esattamente come centinaia di amministratori locali in vista delle elezioni del prossimo anno. Nella maggior parte dei casi in direzione di Alfano, qualcuno per la Lega o Fd’I.