Ricostruire un punto di vista alternativo.
Molto volentieti segnalo il testo dell’intervento di Bruno Casati, storico ed autorevole esponente del Circolo Concetto Marchesi di Milano, che sembra confermare l’apertura di un dibattito serrato tra le fila di Rifondazione. Il pezzo è stato ospitato dal blog di Claudio Grassi. Buona lettura! AG
Pare davvero che, sospinto dal vento che oggi soffia dalla Grecia, si sta avviando anche in Italia quel processo che avevamo auspicato, e sul quale avevamo ragionato, l’anno scorso a Reggio Emilia: quello della costruzione di una sinistra di popolo


Sono ormai convinto che non ci sia più nulla da fare e che Rifondazione sia definitivamente morta. Per di più assistiamo a questi penosi traffici di un gruppo dirigente screditassimo ma che dà i punti a Berlusconi quanto ad attaccamento alla poltrona. Ci sono solo due mozioni per il prossimo congresso, quella dell’ineffabile duo Ferrero-Grassi (non è la faccia di tolla quella che manca) e quella di Falcemartello che già è meglio della precedente, ma che non segnala particolari guizzi di fantasia.
Mi dispiace molto per Antonio Ingroia, di cui ho stima, anche se non capisco quale medico gli abbia ordinato di mettersi alla testa di un esperimento così sconclusionato, rischiando un’ immagine costruita in decine di anni di lavoro. Mi spiace per ottime persone come Maurizio Torrealta o Ilaria Cucchi, che si sono fatte infinocchiare e sono andate a fare la copertura ad una operazione trasformistica come questa. Mi spiace soprattutto per le migliaia di compagni di base di Rifondazione Comunista (unica base realmente esistente di questo accrocco di sigle), che credono ancora in una battaglia contro il capitalismo e che si battono a mani nude nei loro posti di lavoro e nei loro circoli territoriali. Solo per rispetto di queste persone, ho evitato di dire in campagna elettorale quello che penso di Rivoluzione Civile: mi sarei sentito come uno che spara alle spalle di compagni ed amici. Ma ora la campagna è finita e possiamo fare i conti con calma.
Sabato scorso (29 maggio) si è svolta l’assemblea regionale di “Essere Comunisti”, la componente di Rifondazione Comunista cui aderisco ed, in quella occasione ho espresso i miei dubbi sulla attuale linea di Rifondazione e della Federazione della Sinistra. In particolare per quel che riguarda l’analisi della crisi e le conseguenti proposte. Credo sia utile associare anche i lettori di questo blog al dibattito e, per questo, ho deciso di inviare questa lettera aperta a Claudio Grassi, “numero due” del partito, che mi ha promesso di rispondere. La attendo, ed invito anche altri dirigenti del partito e della federazioni ad intervenire.