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Tag: carlo lucarelli

Pasolini: un assassinio non risolto.

Il 2 novembre 1975, moriva assassinato Pier Paolo Pasolini. Venne arrestato un giovane di vita, tale Pino Pelosi, che dichiarò di aver massacrato il poeta nel corso di un litigio, seguito al suo rifiuto di determinate prestazioni sessuali richiestegli, poi, in preda al panico, il giovane avrebbe rubato la macchina di Pasolini per fuggire, ma, senza accorgersene, era passato sul corpo del regista, uccidendolo.

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La risposta di Carlo Lucarelli.

L’acqua è fredda e la borsa è pesante.

Sotto la mano aggrappata ad artiglio lo spigolo della roccia è umido e scivola.

La grotta è piccola ma amplifica i rumori e le voci mi rimbombano forti nelle orecchie. Non ne sono sicuro ma credo di aver sentito anche il latrato di un cane.
Mi stanno cercando.
Mi stanno cercando e mi troveranno, perché non posso scappare e prima o poi guarderanno anche qui, tra gli scogli del lago.
Posso solo aspettare.

Allora penso e la prima persona che mi viene in mente è lui, il mago degli imitatori, il più bravo di tutti. Perché non imitava solo le voci, il grande Alighiero, lui diventava la voce, diventava il personaggio che la emetteva, prendeva il suo volto, il suo corpo, i suoi tic, si muoveva come lui, alla sua stessa velocità.
Ecco, penso a lui, mentre aspetto di essere trovato e preso.
Il mio maestro.

Quando mi arresteranno, convinti di mettere le manette al Venerabile della Loggia P2, Licio Gelli, quello vero, sarà già lontano e al sicuro. In galera ci resterò io, non per molto, sicuramente.
Sarò il Gran Maestro per molto tempo, finché servirà. Uguale la voce, uguale il volto, uguali i gesti.

Alighiero Noschese era il più grande imitatore di tutti.
Adesso che non c’è più, il più grande sono io.

Carlo Lucarelli, 21 marzo ’10

Lettera aperta a Carlo Lucarelli. Caro Carlo, che ne pensi di Alighiero Noschese?

Cappuccino, brioche e intelligence n°11

Caro Carlo,

qualche sera fa chiacchieravo con 7 dei miei studenti e mi capitò di citare Alighiero Noschese: nessuno sapeva chi fosse. La cosa farà un certo effetto anche a te che (anche se per un pelo) appartieni alla generazione della “Tv in bianco e nero”, per la quale Noschese era uno dei volti più conosciuti. Ricorderai le sue straordinarie imitazioni di attori, cantanti, politici: strepitosa era quella di Andreotti, il cui braccio destro (sulla manica della giacca c’era scritto “Evangelisti”) si muoveva da solo smentendo con i gesti tutto quello che il grande Giulio diceva. Non c’era voce che non rifacesse alla perfezione e, soprattutto in radio, non si capiva mai se stesse parlando lui o il personaggio imitato. Impossibile dimenticare uno così.

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