Cappuccino, brioche e intelligence n°15: l’attacco israeliano alla flottiglia pacifista: ma perchè?
Come si sa, lunedì 31 maggio, la marina israeliana ha attaccato un convoglio di aiuti umanitari a Gaza, provocando 10 morti e numerosi feriti.
L’attacco, in acque internazionali, ad una nave battente bandiera neutrale è semplicemente un atto di pirateria, punto e basta.
E le giustificazioni date (i pacifisti erano armati, erano amici dei terroristi, li avevamo avvertiti ecc.) non sposterebbero i termini del problema di un millimetro anche se fossero vere e, in buona parte, sono semplicemente risibili.
Detto questo, poniamoci il problema del perchè Israele ha fatto una simile enormità, che si sta trasformando nel più clamoroso boomerang della sua storia. Va da sè: non si è trattato dell’iniziativa dei militari ma che l’accaduto è frutto di decisioni politiche premeditate. Ed allora perchè?