Tag: antifascismo

Fare o no il museo del fascismo a Predappio?

Il sindaco di Predappio (che è del Pd) ha proposto di istituire un museo del fascismo nella sua città, ricevendo l’incoraggiamento di Renzi; ne è nata una prevedibile polemica che, sinora, non ha superato gli argomenti più scontati: “No perché sarebbe apologia del fascismo” “Si perché il fascismo fa parte della storia e lo si deve studiare scientificamente”.

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L’afasia degli intellettuali europei.

Nella vicenda dello scontro con gli islamisti si distingue con nettezza quel fenomeno che definiamo  “afasia degli intellettuali” e che cercheremo di spiegare proprio a partire dalla vicenda di  Charlie.

Ovviamente, rimane fermissima la condanna morale del massacro ed il rifiuto intransigente di ogni censura alla satira, ma, superata l’immediatezza del fatto, chiediamoci: “Le vignette di Charlie erano politicamente opportune? Quale è stata la loro oggettiva funzione politica?”.

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La morte di Baldina Di Vittorio.

Nei giorni scorsi ho appreso per caso una notizia che mi era sfuggita: il 4 gennaio è morta a Cerignola Baldina, la figlia di Giuseppe Di Vittorio. Aveva 95 anni. E’ stata parlamentare comunista, dirigente dell’Udi, moglie di Giuseppe Berti, da ultimo presiedeva la fondazione intitolata al padre. Una donna straordinaria che ho avuto modo di conoscere personalmente e per la quale avevo una vera venerazione.

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Contro la legge sul negazionismo

La SISSCO è la Società italiana per lo studio della Storia Contemporanea. Penso sia urgente intervenire su questa ennesima legge orripilante sul negazionismo e devo dire che all’interno della Società si è subito sviluppato un dibattito di cui renderò conto ai lettori.
Aldo Giannuli

Di nuovo la legge sul negazionismo: una lettera aperta agli amici della SISSCO.

Cari amici,

senza che si sia data alcuna pubblicità ai lavori precedenti (e, tantomeno, senza consultare la nostra associazione che riunisce la quasi totalità dei contemporaneisti italiani), il Senato sta approvando la legge che istituisce il reato di negazionismo. Se ne parlò 6 anni fa (con il ddl Mastella) e la cosa dette luogo ad un vivacissimo dibattito, sul sito della Sissco, nel quale prevalsero nettamente i pareri negativi.

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Per chiudere su Priebke

Poche parole per chiudere su Priebke, partendo da alcune obiezioni fatte a cominciare da quella per cui la rappresaglia su civili, in caso di guerra irregolare, è prevista dalle leggi di guerra di quasi tutti gli eserciti del Mondo. Verissimo. Ma questo non toglie che sia un crimine ed anche piuttosto stupido: non sempre la legge formale produce legittimità e scrimina comportamenti che restano moralmente inaccettabili e condannabili anche retroattivamente, come fu fatto a Norimberga.

E, dunque, anche se il diritto penale di guerra prevede l’uso della rappresaglia (in particolare su inermi civili), essa resta una misura criminale ed inutile. Il fine della rappresaglia è quello di mettere la popolazione di un paese contro gli eventuali guerriglieri, usando l’arma del terrore: non ha funzionato mai, sia perché una fascia più o meno ampia della popolazione resta sempre dalla parte dei guerriglieri (o partigiani che dir si voglia) sia perché l’azione, semmai, aizza sentimenti di maggiore odio verso chi la pratica.

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Priebke: dove seppellirlo?

Non c’è molto da dire su un personaggio come Priebke o sul suo complice Karl Haas, morto anche lui in tardissima età, nel 2004. A differenza del secondo, che collaborò con i servizi segreti americani e (anche se nessuno lo ricorda) con l’Ufficio Affari riservati del nostro Ministero dell’Interno, Priebke si limitò a collaborare con Odessa (l’organizzazione di solidarietà degli ex ufficiali delle Ss), ma non sembra che abbia mai offerto la sua opera a qualche servizio segreto. La Chiesa (che ha qualcosa da farsi perdonare in tema di salvataggio di criminali di guerra nazisti) ha giustamente rifiutato le esequie in uno dei suoi ambienti, trattandosi di persona che non ha mai espresso alcun pentimento per quel che ha fatto. Ora si pone il problema di dove seppellirlo.

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