Venezuela in crisi, i “figli” di Chavez: l’eredità è in pericolo!
Torna a scrivere sul sito l’amico e studioso di America Latina Angelo Zaccaria, che sta seguendo molto da vicino l’evolversi della situazione in Venezuela. Buona lettura! A.G.
“Per questo il socialismo nel secolo ventunesimo, che qui è risorto come fra i morti, è qualcosa di innovativo. Deve essere veramente nuovo. E una delle cose essenzialmente nuove nel nostro modello, è il suo carattere democratico, una nuova egemonia democratica, e questo obbliga noialtri non ad imporre, ma a convincere, e da qui deriva ciò di cui stiamo parlando. Il tema dei media, il tema della comunicazione, il tema degli argomenti, il tema del fatto che queste cose siano, quello che stiamo presentando oggi, per esempio, che le percepisca il paese intero, come ottenerle, come realizzarle. Il cambiamento culturale. Tutto questo deve avere un impatto con questo livello culturale, che è vitale per il processo rivoluzionario, per la costruzione della democrazia socialista del ventunesimo secolo in Venezuela.”
Citazioni da “Golpe de Timon”, intervento di Hugo Chavez nel Consiglio dei Ministri, Caracas, Miraflores, 20 ottobre 2012.





Molto volentieri segnalo l’articolo dell’amico Angelo Zaccaria, attento osservatore di America Latina ma anche di India ed oriente: una recensione del film “Liar’s dice”, di Geetu Mohandas, che offre uno spaccato efficace della società indiana su cui nelle prossime settimane potremmo stimolare una risposta anche dal nostro Daniele Pagani, che ormai avete imparato a conoscere da New Delhi. Buona lettura!
Come sempre con grande piacere ed interesse, pubblico il contributo di Angelo Zaccaria in risposta al
Vengo a mantenere una promessa: dire quel che penso sulla crisi venezuelana (e subito dopo parlerò dell’Ucraina). Ci ho messo un po’ di tempo a scrivere su questo tema perché, lo confesso, mi pesano le dita a scrivere certe cose su cui, pure, occorre esser chiari. Partiamo da un dato iniziale incontrovertibile: il Venezuela rappresenta una delle massime riserve mondiali di petrolio di cui esporta qualcosa come 3 milioni di barili al giorno. Però il Venezuela è un paese nel quale la popolazione è ridotta alla fame: i negozi sono vuoti, ci sono file lunghissime per trovare latte, riso, carne di pollo (la più usata), zucchero ecc. Ovviamente la prima domanda che dobbiamo farci è come stiano insieme queste due cose e che fine facciano i proventi del petrolio.
Come sempre è difficile farsi un’idea chiara attraverso la stampa italiana di ciò che sta davvero accadendo in Venezuela e si sprecano paragoni molto poco efficaci a capire. Molto volentieri dunque ospito l’articolo inviatomi dall’amico Angelo Zaccaria, autore di