La teoria del doppio Stato: superare lo scontro tra dietrologi e storici?
Sintesi del saggio pubblicato sull’almanacco Guanda 2007: “Il complotto. Teoria, pratica, invenzione”, a cura di Ranieri Polese.
In questi anni sono andati formandosi due orientamenti opposti: quello dei cosiddetti “complottisti” o “dietrologi” (Giuseppe De Lutiis, Giorgio Galli, Sergio Flamigni, Giovanni Fasanella, Giovanni Pellegrino ecc) e quello dei critici pregiudiziali della dietrologia o “avantologi” (Virgilio Ilari, Giovanni Sabatucci, Ernesto Galli della Loggia, Giovanni Belardelli, Piero Craveri, Vladimiro Satta ecc.). Si va da chi sostiene l’assoluta irrilevanza storica di congiure e cospirazioni, perché la storia è condizionata solo dai grandi processi sociali ed economici a chi afferma convinto che “una democrazia non può averlo fatto”. Altri ancora ritengono questa materia buona per i giallisti, indegna di una analisi storica che frequenti solo i piani alti della politica.
