La manifestazione di Roma: solito dejavu?
Giovedì scorso entrando a Roma, mi accorgevo che c’era qualcosa di assolutamente anomalo nel traffico: dall’inizio di via Nomentana a piazza Esedra c’era un unico immenso ingorgo di traffico; per fare 100 metri ci si potevano mettere anche venti minuti. Ragione: dato che un gruppo di giovani del movimento (non più di 2-300 persone) aveva occupato il tratto di via Nazionale antistante alla Banca d’Italia, polizia e vigili avevano chiuso al traffico quasi tutto il centro, da piazza Barberini a Torre argentina ed al Tevere. Una misura assolutamente spropositata, che otteneva come effetto quello di paralizzare il traffico dell’intera città.
Forse un eccesso di prudenza? L’impressione netta che si riceveva era piuttosto un’altra: provocare il massimo di esasperazione della gente indirizzandola contro i manifestanti.
Una prova generale in vista di sabato? A giudicare da quello che è successo direi che il sospetto non è infondato: la polizia non ha preso alcuna precauzione e si è fatta cogliere “impreparata” (così parrebbe), al punto che la solita “falange nera” è potuta arrivare alla manifestazione in divisa regolamentare da black blok, con tanto di zainetti pieni di chissà cosa.