Storia, Geopolitica e conflitti: appunti didattici.

È evidente che la lettura degli eventi storici può essere attuata attraverso approcci metodologici differenti. Per quanto mi concerne, nella mia attività di docente a Como, sono partito da una interpretazione che pone l’enfasi sul conflitto.

La storia è determinata infatti da una permanente e incessante conflittualità di natura politica, economica e militare, conflittualità cagionata da una lotta di potere per l’egemonia culturale, politica, economica(come mi ha insegnato Christian Harbulot direttore della Scuola di guerra economica di Parigi che è stato non a caso allievo di Braudel).

La storia, insomma, si muove sotto il segno di Ares. Il compito del docente è quello di dare ai discenti strumenti storiografici di alto livello per capire le linee di forza di questa dinamica conflittuale per comprendere, avrebbe detto Machiavelli, “la verità effettuale”.

Un altro aspetto che ho cercato di sottolineare con le mie studentesse di terza è il contributo dato da Carlo Maria Cipolla che, per esempio, sottolinea come i cinesi e gli arabi furono tecnologicamente all’avanguardia fino al XV secolo. Ma fu solo verso la metà del XVI secolo che l’Europa occidentale cominciò a prendere il sopravvento. Il carattere innovativo dell’Occidente derivò da due fonti. La prima era di natura culturale poiché incoraggiava il dominio sulla natura grazie alla sperimentazione, alla ricerca scientifica e alle ricompense riconosciute al capitalismo.

La seconda era la natura competitiva del mondo occidentale in cui stati abbastanza potenti da lanciarsi il guanto di sfida-Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania, Russia e Stati Uniti-si contesero in vari fasi il predominio sull’Europa. Ma a rivaleggiare nel contesto della civiltà europea non erano soli Stati. Banchieri e commercianti si facevano concorrenza e incoraggiavano la competizione tra re e Stati.

È insomma tra il XV e il XVIII secolo, come hanno dimostrato altri storici come Geoffrey Parker (storico militare sia Cambridge che a Yale) e Daniel R Headrick (docente di storia alla Università di Chicago), che la superiorità tecnologica europea si è manifestata sotto forma di navi e cannoni».In altri termini la
competizione economica, militare e tecnologica nella realtà storica sono elementi strettamente intrecciati.

Facciamo un altro esempio. Come sottolinea Peter Hugill, docente di geografia all’Università del Texas nel suo splendido saggio “Le comunicazioni mondiali dal 1844” (Feltrinelli), il primo importante stato mercantile, l’Olanda, si era formata come potenza europea verso la fine del 1500 introducendo importanti innovazioni come la centralizzazione del sistema bancario, la facilitazione del credito e la condivisione dei rischi attraverso la multiproprietà delle navi mercantili.

Per difendere l’immenso potere commerciale prodotto della sua flotta mercantile, l’Olanda investì massicciamente una flotta da guerra. Verso la fine del seicento, l’Inghilterra, nel tentativo di subentrare all’Olanda, riprese perfezionandole quelle innovazione.

I Navigation Act ,ideati per contrastare il potere commerciale dell’Olanda negando alle sue navi libero accesso ai porti britannici, costituirono un’altra importante innovazione così come l’adozione del principio mercantilistica con cui veniva data preferenza ai commerci con le colonie britanniche rispetto al libero mercato.

Seguendo l’esempio olandese, l’Inghilterra, a partire dalla metà del seicento, investì massicciamente per aumentare la potenza della sua flotta. Questa riflessione ,ad esempio, estrapolata dal saggio di Wende sull’impero britannico è stato concretamente utilizzata in una mia classe quarta facendo riferimento soprattutto ad Oliver Cromwell.

Insomma il ruolo della potenza militare ed economica ha svolto un ruolo essenziale nella dinamica conflittuale della storia.Infatti nella realtà storica hanno giocato, e giocano, un ruolo fondamentale. Basti pensare solo alla Cina e alla sua trasformazione in un potenza in grado di rivaleggiare alla pari con gli USA. Ad ogni modo facciamo, ancora una volta, due esempi storici. Il primo relativo alla espansione marittima dell’Europa.

Come dimostra Cipolla il veliero armato inventato dall’Europa atlantica nel corso dei secoli XIV e XV rese possibile l’espansione europea perché si trattava di uno strumento eccezionalmente efficiente che poteva navigare con un equipaggio relativamente ridotto capace però di controllare inusitate masse di energia inanimata per movimento distruzione. Insomma, grazie alle caratteristiche rivoluzionarie delle loro navi da guerra, gli europei in pochi decenni stabilirono il loro predominio sugli oceani.

A tale proposito, questo brano estrapolato dal saggio di Cipolla, mi è servito per fare comprendere alle studentesse di una terza liceo le differenti forme di crescita fra Europa e paesi extraeuropei. Ebbene, l’espansione marittima dell’Europa fu una delle circostanze che prepararono il terreno alla rivoluzione industriale e ,d’altra parte, la rivoluzione industriale stimolò a sua volta l’espansione europea. Una delle tesi alle quali giunge lo storico Cipolla, assolutamente condivisibile, è che il popolo tecnologicamente più progredito è destinato a prevalere, indipendentemente dal suo grado di civiltà.Il secondo esempio è relativo alla potenza economica della Spagna del cinquecento.

Infatti, su quale fondamento si basò la potenza economica, ed anche militare, della Spagna del ‘500? Uno di questi furono certamente le miniere di Potosì e di Zacatecas che diedero l’oro di cui la Spagna aveva bisogno per la sua proiezione di potenza come illustra magnificamente Cipolla nel saggio “Conquistadores, pirati, mercanti “(il Mulino)».

Anche allo scopo di verificare la credibilità di questa impostazione metodologica ho posto alle studentesse di una quarta liceo di Como queste domande:

Secondo il vostro punto di vista quale ruolo ha il conflitto, per esempio quello tra poteri, all’interno della storia?

Secondo la vostro opinione qual è il ruolo della globalizzazione commerciale nella storia studiata durante il quarto anno?

Il ruolo della tecnica, secondo la vostra opinione, ha avuto un ruolo rilevante nel predominio dell’Occidente o ha invece avuto un ruolo marginale?

L’intreccio tra potere militare, economico e politico ha svolto un ruolo fondamentale nella storia studiata quest’anno?

Le risposte date sono state uniformi. In particolare per la prima domanda è stata posta la giusta attenzione sul ruolo del conflitto nel contesto della Rivoluzione inglese e francese; per quanto concerne la seconda domanda l’attenzione è stata rivolta al ruolo del colonialismo nel seicento e nel settecento e, in particolare, al ruolo del commercio triangolare anche facendo riferimento ai contributi storiografici di Reinhard.

In relazione alla terza domanda ovviamente l’enfasi non poteva che essere posta sulla rivoluzione industriale interpreta prevalentemente a partire dalle riflessioni di David Landes e Christofer Hill. Infine, nella ultima domanda, il riferimento fatto è stato quello alla modernizzazione militare posta in essere da Pietro il Grande e alla proiezione di potenza di Caterina sul Mar Nero.

Giuseppe Gagliano


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (15)

  • C’è chi ha la bomba atomica e chi non l’ha. A casa di questi ultimi, meglio se vicini, gli si può rubar quando si vuole di tutto e di più e devono pure stare zitti, altrimenti le buscano. Ancor meglio se sono alleati, perché si trovano le porte aperte e si fa meno sforzo …

  • “.. la condivisione dei rischi attraverso la multiproprietà delle navi mercantili.”
    I comproprietari della nave si chiamano caratisti. Caveat, non stiamo parlando di materiali preziosi, ma di quote.
    La multiproprietà delle navi (non mercantili) è configurata, ma non serve a condividere i rischi.

  • Qualcosa non torna.
    Ammettiamo che la storia si muova sotto il segno di Ares, quale battaglia, men che mai decisiva, ha vinto la Francia (ricordiamo Petain e Vichy) per meritare il seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza?
    Montecassino … Già, l’esercito francese aveva i goumier, i quali lungo la Penisola si macchiarono dei peggiori crimini contro l’umanità, ai danni della popolazione civile inerme di un paese, il cui regio esercito era alleato.
    Neppure le SS avevano osato tanto!
    Le stesse facce ipocrite, voltate dall’altra parte, hanno poi il coraggio di proporre che il 7 aprile diventi la giornata internazionale della memoria per il genocidio nel Ruanda.
    Il 25 aprile andrebbe ricordato anche come liberazione da quella soldataglia criminale di guerra:
    Conte inviti Juppiter in Ciociaria, tanto rifiuterà.

  • O. t.
    Lo ammetto. Sto ridendo a crepapelle.
    Jupiter ha telefonato in Vaticano e invitato ex abrupto il Pontefice a Parigi, come se fosse a prendere una pizza.
    Papa Francesco ha subodorato il tranello e risposto picche per non farsi strumentalizzare.
    Il padre degli dei falsi e bugiardi, appena trova pan per i suoi denti, se li rompe tutti.
    Occorre molto per comprendere che la politica imperialistica macroniana produrrà disastri epocali?
    In Vaticano lo hanno capito e si regolano di conseguenza.

  • Salvini per aver chiuso i porti ad una nave ha rischiato di andare sotto processo per sequestro di persona.
    Macron chiude le frontiere per 6 mesi.
    Come la mettiamo col francese sul piano giudiziario?

  • Storia, Geopolitica e conflitti: 30.200 sfollati nella sola Tripoli dopo gli attacchi di Haftar.
    Perché non spedirli tutti all’Eliseo e da Henry Bernard Levy ?
    Queste sono le conseguenze della Francia e dei suoi c.d. Philosophes.
    Se questa è l’alta cultura, meglio le persone semplici.

  • Storia, Geopolitica e conflitti culturali.
    Se la celia non fosse altisonante, direi che sono la Cassandra del sito, inascoltato e ancor meno influente nel denunciare la corsa verso l’entropia politica di questa Europa a guida franco-tedesca, che imperializza ogni cosa che tocca, e da ultimo – sotto l’emozione dell’incendio di Notre Dame – i beni culturali europei. Il passo successivo è la cultura vera e propria, benché non sia materia comunitaria.
    A Parigi Macron ha convocato un vertice europeo straordinario sull’argomento, nonostante vi siano questioni più pressanti ed urgenti.
    Con i politici che ci troviamo, temo che Macron vinca a mani basse.
    Siamo prossimi al “quod placuit principi, habet vigorem legis.”

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