Che succede in Vaticano?

Brutto scherzo quello di chi ha passato al “Quotidiano Nazionale” la notizia sulla malattia di Bergoglio, poi smentita con veemenza dal Vaticano. Molto probabilmente la notizia non è vera, ma la smentita servirà a poco, perché, in casi come questa, è scontata.

C’è chi pensa a manovre del fronte anti Bergoglio da collegare anche alla fuga di notizie sulla lettera di dissenso dei 13 cardinali ed all’insolito coming out di padre Charamsa e che tutto rientri nella strategia offensiva del fronte conservatore.

Certo la coincidenza della notizia sulla malattia e la fase conclusiva del Sinodo (per di più per un supposto tumore al cervello, che magari suggerisce maliziosamente l’ipotesi di una decadenza intellettiva del Pontefice) fa sorgere più di un sospetto ma, non credo che tutto possa spiegarsi in questo modo: il Vaticano è un nido di vipere da sempre e la fuga di notizie riflette il costume (non solo in Vaticano) di un tempo che, sia per le caratteristiche tecnologiche dei mezzi di comunicazione, sia per la bulimia dei mezzi di informazione, sia per i sempre più spericolati giochi di intelligence, ci ha abituato a queste situazioni.

Ormai siamo di fronte a vere e proprie alluvioni informative, in cui passa di tutto, vero o falso che sia. Già ai tempi della fine del pontificato wojtiliano qualcuno “soffiò” ai giornalisti notizie sullo stato di salute del Papa (poi: solita smentita ma, in pochi anni, notizia confermata dai fatti), ed i “refoli” divennero trombe d’aria ai tempi di Ratzinger, con rivelazioni sullo Ior, sulla salute del Papa (questa volta smentite dai fatti), sulla, questione dei preti pedofili eccetera.

Dunque, in sé la cosa non sorprende e può anche spiegarsi con il fuoco incrociato di varie “emittenti informative”. Ma alla fine questo è solo l’aspetto epifenomenico di quel che sta accadendo nella Chiesa cattolica con questo Sinodo. La cosa meno importante.

Si sa: i mass media rispetto alle analisi ed agli approfondimenti, preferiscono il colore, le notizie ad effetto, la “roba pronta da friggere”, ma che in un tempo che spreca aggettivi come “storico” ed “epocale” ad ogni fermata di tram, sfugga la portata storica (qui ci vuole) di questo Sinodo è cosa che la dice lunga sul livello professionale del nostro giornalismo.

La Chiesa cattolica è ad un bivio radicale fra la prosecuzione sulla strada di sempre –ma correndo il rischio di sfaldarsi in tempi molto più brevi di quanto non si immagini- o prendere atto dei mutamenti intervenuti e riconsiderare totalmente il suo ruolo, la sua struttura, i suoi scopi. In qualche modo siamo all’esito del duello fra modernismo ed ortodossia iniziato un secolo fa e periodicamente riemerso sino ai nostri giorni.

Il modernismo invitava la Chiesa a pensarsi soggetto umano nella storia, a rimettere in discussione le certezze eterne e confrontarsi con la modernità, dunque, accettando anche il carico di laicità e secolarizzazione che da essa deriva. L’ortodossia respingeva con raccapriccio questa prospettiva, prospettando la Chiesa come portatrice di verità d’origine divina ed, in quanto tali, immutabili nel tempo. Dopo la sconfitta dei primi del secolo e l’infausta serie dei “Pontefici di serie piana” (da Pio X a Pio XII), il conflitto riesplose con il Concilio (sintomaticamente il primo, nella storia millenaria della Chiesa, convocato non su questioni di teologia dommatica o morale, ma sul tema della pastoralità). Poi Paolo VI, nella seconda fase del suo pontificato, si ritrasse spaventato dalle innovazioni che lui stesso aveva evocato ed iniziò la “normalizzazione” dottrinaria, poi portata a termine da Woijtila. Ora il tema si ripropone con Bergoglio,  il cui progetto è quello di una Chiesa che si lascia dietro le spalle la centralità della dottrina e la sua unicità, in favore di un approccio pluralistico e della nuova centralità pastorale.

Questo dibattito teologico ha immediati riflessi di ordine geopolitico: la proposta di Bergoglio candida la Chiesa ad essere la maggiore agenzia di mediazione culturale nel mondo della globalizzazione e del confronto di civiltà, mentre la posizione “tradizionalista” non si schioda dalla sua visione eurocentrica o, al massimo, occidente-centrica.

Bergoglio propone di fare “un passo indietro” sul tema della morale sessuale e di lasciare al fedele una più ampia sfera di scelta, confrontandosi con Dio senza la mediazione ecclesiale, mentre gli ortodossi confermano la vocazione della Chiesa ad essere portatrice di immutabili verità etiche, con la conseguente pretesa di influire sulla normazione statale. Bergoglio ha una visione (mi si passi il termine) più “movimentista” della Chiesa, con un ruolo molto più ridimensionato del clero (a cominciare dalla revisione del “principio petrino”) ed uno ben più dinamico dei laici; i suoi oppositori insistono nella visione di una Chiesa-impero con la sua catena di comando, le sue rigidità dottrinali il suo clericalismo di sempre.

Va da se che le due linee, nonostante il compromesso momentaneo, vanno in direzioni radicalmente diverse e sono inconciliabili, alla lunga. Il Sinodo è stato una prima battaglia, vinta di misura dai bergogliani, ma con un terzo dei vescovi schierato e contro il Papa (non era mai accaduto, per lo meno in modo così aperto). Che in queste condizioni lo scontro riprenda alla prima occasione è più che probabile e di battaglie ce ne saranno, anzi, molte altre. Non escluderei nemmeno la richiesta di un nuovo Concilio da parte degli “ortodossi” che, peraltro, si trovano in una posizione molto scomoda. Infatti, uno dei loro capisaldi dottrinali è la centralità del “primato petrino”, ma qui la parte “conservatrice” si trova a confliggere proprio con il Pontefice. Immagino che molti fra loro non sarebbero affatto rattristati dall’ipotesi di un nuovo pontificato a breve termine. Quando da ragazzo ero dai salesiani, ricordo che alcuni di essi amavano ripetere: “sopportare pazientemente le persone moleste e pregare Iddio che muoiano presto”. Qui non si tratta di una generica molestia, ma immagino che molti della “minoranza” stiano ardentemente pregando.

Immagino che i mei amici pasdaran dell’anticlericalismo storceranno il naso di fronte a questa lettura di quel che sta accadendo: per loro è solo manfrina e Bergoglio è solo uno che sta imbellettando la solita merce avariata. Mi ricordano un po’ Sergio Romano che, da ambasciatore a Mosca, disse all’allora Presidente del Consiglio De Mita, che il tentativo di Gorbaciov era solo piccola propaganda, che nulla cambiava e non si accorse che tutto stava crollando. Che il tentativo di Bergoglio riesca non è affatto detto ma se i conservatori dovessero nuovamente vincere, la Chiesa potrebbe pagare un prezzo molto alto per questo: Gorbaciov perse, ma l’intero sistema sovietico finì in pezzi. Dopo Bergoglio riesce difficile immaginare un nuovo Pio X o un nuovo Woijtila.

Aldo Giannuli

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Comments (16)

  • Gentile Professor Giannuli, mi permetta una domanda solo apparentemente fuori luogo, e solo a prima vista banale: cosa pensa di Ratzinger e del suo pontificato, e soprattutto delle sue dimissioni? Io, proprio in quanto agnostico e un po’ anticlericale, devo confessare che ne sento nostalgia, sentimento acuito dal furbismo mediatico di Bergoglio, e da una certa sua correità con i poteri forti cosmopoliti.

  • “Io sono la Via, la Verità la Vita”, oppure “Io sono la via, la verità e la vita” ?
    L’origine del prossimo pontefice presumibilmente dirà molto della linea della Chiesa.
    P.s. Chi prova a chiamare monsignore il professor Giannuli sarà dallo stesso scomunicato !

  • Anch’io da giovane, come la maggioranza della nostra generazione, ho studiato dai preti;allora si studiava veramente e il loro insegnamento era valido sotto il profilo didattico. Erano altri tempi:tempi in cui pontificava un Papa Pacelli,dalla compostezza solenne,da una compassata serietà, che inibiva l’ingresso ai socialcomunisti in Chiesa e considerava il matrimonio un sacramento vincolante in eterno, che solo la morte poteva sciogliere.Poi sono arrivati i papi “buoni” e il concilio. Il risultato finale è che assistiamo a dei papi che si esibiscono come delle rock star negli stadi, assumono atteggiamenti grotteschi, da clown dei circhi, le chiese desolatamente vuote (ai tempi di Pacelli erano piene) di fato trasformate in musei, le famiglie si sfasciano, dilagano aborti, convivenze, divorzi, le coppie si sposano con il rito civile. L’unico Papa recente un po’ decente è stato Joseph Ratzinger, un uomo mite, a disagio tra la folla, un grande studioso di teologia, a cui si non si perdonava di essere tedesco, ma soprattutto che da adolescente aveva fatto parte della contraerea e aveva difeso il proprio popolo dagli attacchi terroristici, criminali, diretti a colpire la popolazione civile e inerme da parte dei gangsters americani. Io propongo a chi odia il Vaticano e i preti, l’unica soluzione finale: eleggere papa una suora, far sposare i preti e riprodursi. Tempo venti anni, la chiesa andrebbe in fallimento prima economico, poi morale. La forza della Chiesa millenaria, non l’attuale, sta nel celibato dei preti.Con una moglie che impazza per casa, i figli da mantenere fino e oltre i quaranta anni ma soprattutto da sistemare, dove troverebbero le forze per pregare e dedicarsi alla salvezza delle anime?

  • “Con una moglie che impazza per casa, i figli da mantenere fino e oltre i quaranta anni ma soprattutto da sistemare, dove troverebbero le forze per pregare e dedicarsi alla salvezza delle anime?”. Una volta tanto in perfetta sintonia con Germani.
    Mi permetto tuttavia di dissentire sulla forza della chiesa millenaria: la forza di una professione religiosa sta nella sua credibilità, se le parrocchie adesso sono vuote lo dobbiamo ad un calo di credibilità delle istituzioni ecclesiastiche che chi conosce per averle frequentate assiduamente può confermare. I preti pedofili per citare un esempio non sono uno scandalo, lo scandalo è la connivenza di chi sapeva e non ha mosso un dito. Il problema non sono i sacerdoti rock star ma i guitti come Charamsa che dimostrano come il Vaticano sia diventato un carrozzone di indolenti assatanati di soldi (e non solo).

      • Professore ha ragione solo per la Chiesa ortodossa, che conta rispetto agli altri culti un numero più modesto di fedeli, diffusa solamente nell’Europa dell’est,mentre le innumerevoli sette protestanti che sono diffuse nell’estremo occidente (USA) sono un altro ulteriore segnale del totale irrefrenabile decadimento, della porcilaia-occidente. Ma vuole paragonare una cattedrale gotica medioevale, ove si celebra una solenne funzione religiosa con l’antico rito tridentino in lingua latina e canti gregoriani, con le spelonche (simili a dei garages) dei protestanti statunitensi,con tanto di cori e canti afroamericani? Ma non le ha mai notate le “sacerdotesse” protestanti, oscene e ripugnanti sotto tutti gli aspetti? La saggezza millenaria della Chiesa cattolica.che le ha permesso di sopravvivere a duemila anni di storia, ha decretato che alle femmine spetta solo il ruolo o di suora o di perpetua.Amen.

        • Diventerò cattolica solo quando mi sarà concesso di accedere al soglio pontificio… e pretendo pure le quote rosa per il conclave

          • @Sala Paola.Il salesiano mio docente di dottrina cristiana, affermava che la donna mestruata, era da considerarsi impura,con la quale era proibito avere rapporti sessuali.Inoltre citava spesso un Dottore della Chiesa Sant’Agostino Vescovo di Ippona. Le risparmio di questo Santo e Dottore della Chiesa alcune definizioni della femmina troppo forti pure per il mio stomaco. Mi rendo conto che sono espressioni forti e scandalose per l’epoca attuale di totale decadenza che vede a tal proposito la donna prendere la supremazia.Tuttavia le rammento che sono la sintesi del comportamento dei credenti e dei sacerdoti, che per millenni ha permesso alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, di sopravvivere e vincere tutte le sue battaglie contro pagani,atei,agnostici,massoni, giudei,nazisti,liberali, marxisti.Ma poi lasciando da parte la Chiesa millenaria, le citò una frase del grande scrittore britannico,assolutamente laico, Oscar Wilde, il quale affermava che: “la tirannia delle donne sugli uomini è la peggiore tirannia esistente al mondo; vale a dire del debole sul forte”. Anch’io al pari suo, sono favorevole alle quote rosa:ma in miniera, nei cantieri edili, in fonderia e nelle statistiche dei morti sul lavoro.

      • Professore si dedicano alla cura d’anime come lo fa una persona che, dopo aver badato alla moglie, alla famiglia, ai figli, colle energie ed il tempo che gli rimane si preoccupa di portare a casa lo stipendio. Le ricordo che il nostro codice penale non prevede la perseguibilità dei soggetti che aiutano i figli sul riconoscimento del fatto che pretendere che in un genitore prevalga il rispetto delle leggi sull’affetto nei confronti della prole è impossibile.

        • Caro Germani, io ci andrei cauto con queste quote rosa, le ricordo il motivo per cui la festa della donna è celebrata con un mazzo di mimose e per il lavoro che faccio le dico che sono tante le donne sfruttate e schiavizzate (e talvolta picchiate) da datori di lavori di sesso maschile per il fatto di avere un figlio a carico che crescono spesso da sole. Ci vorrebbero forse le quote azzurre contro gli uomini che dopo aver messo in cinta le donne se la squagliano alla chetichella? Ci pensi.

  • Il mistero più grande riguardante il Vaticano rimane il ricatto finanziario, con l’esclusione improvvisa dal sistema Swift, che ha portato alla fine del pontificato Ratzinger.
    Con l’uscita obbligata dal Sistema che fa da camera di compensazione per 10.500 banche in 215 Paesi, i pagamenti del Vaticano in tutto il mondo erano bloccati.
    Senza aspettare l’elezione di papa Bergoglio, il sistema Swift è stato sbloccato all’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI.
    E’ noto che il sistema Swift è strettamente controllato dalla finanza angloamericana e rappresenta uno degli strumenti principali su cui si basa l’egemonia del dollaro.
    Senza voler fare i complottisti, appare chiaro che nei giochi di potere vaticani è entrata pesantemente la cupola globalista-massonica americana e che un Papa poco incline al relativismo e alle aperture richieste dalle elite finanziarie è stato defenestrato senza troppi complimenti.

  • Nessun Bergoglio potrà fermare la secolarizzazione della Chiesa e la sua perdita di controllo e influenza sugli individui. Il problema è che questo controllo biopolitico lo sta assumendo l’ideologia classista e individualista propria del capitalismo (da lì derivano gli attacchi dei papi degli ultimi anni contro di esso).
    In definitiva, sono ben contento che la Chiesa si stia riducendo a residuo putrescente, ma mi preoccupa ciò che prenderà il suo posto.

  • Premetto che di cose ecclesiastiche ne capisco poco, però penso anch’io che in Vaticano si alzino ferventi preghiere perché Bergoglio entri presto in Paradiso. E, in effetti, anche un’operazioncella banale alle gambe, talvolta, può dare complicanze… Mi chiedo solo cosa succederebbe se (è un’ipotesi dell’irrealtà) lo Stato si separasse realmente dalla chiesa e non finanziasse più le scuole cattoliche, gli insegnanti di religione e chissà cos’altro. Bergoglio sarebbe costretto a fare fronte comune con i conservatori? O sarebbe un’occasione per una riforma almeno dell’apparato secolare della Chiesa?

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