Riflessioni a freddo su una strana crisi di governo.

La crisi di governo sembra ormai all’epilogo e, a quanto pare, il governo gialloverde si farà anche se, al momento in cui scrivo, non si sa se presieduto da Di Maio o da altro 5 stelle. Lo confesso: non credevo che la cosa sarebbe giunta a buon fine e, sin dall’inizio, ero persuaso che avremmo votato in autunno.

Per la verità questa opzione non è del tutto decaduta, perché non è detto che, alla fine, non si rompa tutto, magari sulla distribuzione dei posti, o che il governo resti in piedi a lungo, ma, per ora il dato dice che la crisi sta avviandosi a soluzione salvo imprevisti. Personalmente credevo che Salvini tenesse duro con Di Maio e non cedesse palazzo Chigi, e non si capisce perchè non lo abbia fatto prima tirandosela per oltre due mesi. Comunque è bene fare qualche riflessione distaccata su quel che sta accadendo.

1. In primo luogo va detto che il vincitore, almeno per ora, è Di Maio: è riuscito nel suo capolavoro, dissolvendo la coalizione di centro destra e staccando la Lega da Forza Italia. E il discorso di Berlusconi ad Aosta lo certifica. Inoltre, è riuscito a conquistare per il suo partito la casella centrale della scacchiera. Chapeau! Resto all’opposizione rispetto a questo governo che giudico come il più a destra dal 1945 in poi (ed il “contratto” me lo conferma), constato che l’avvio è stato una specie di parto distocico che non depone sulla capacità di mediazione dei due protagonisti, resto convinto che Di Maio ha trasformato il M5s in un partito di destra a conduzione autoritaria, forse è stato più fortunato che abile, però debbo prendere atto che si è aggiudicato questo round. Quel che è vero è vero.

2. La vittoria a Di Maio l’ha consegnata Salvini che, contro ogni ragionevolezza politica, ha ceduto su tutta la linea: nella sua collocazione di capo della coalizione di centro destra poteva porre credibilmente la sua candidatura a palazzo Chigi ed, in caso di elezioni, sarebbe stato il gran favorito sia come coalizione che come partito, ha avuto successi come coalizione in Molise e come partito in Friuli, stava placidamente assorbendo l’elettorato di Fi, ma ha ceduto cacciandosi in una situazione non facilissima.
Sicuramente la coalizione di centro destra era un garbuglio tenuto insieme con lo sputo, segnata da invincibili odii fra i capi e messa in piedi solo per arraffare collegi uninominali. Questo si è capito subito, ma quegli stessi interessi, che avevano generato l’alleanza, persistevano ancora ed anzi di più per Salvini che, avendo vinto la sfida era ormai il capo della coalizione. E, infatti, per quasi due mesi, Salvini rifiuta di staccarsi da Berlusconi e, per accettando di mettersi da parte, parla di un possibile terzo come presidente del Consiglio, non certo di cedere la poltrona al M5s.

Poi la scena muta di colpo quando, di fronte all’ennesimo fallimento, Mattarella sta per partire con il governo di tregua . Nel giro di ore Salvini rilancia l’intesa con Di Maio, convince Berlusconi al “passo di lato” ed avvia le trattative che si trascinano fra alti e bassi per due settimane, ma senza mai spezzare il filo che le tiene insieme e, via via, cede su tutto: accetta tutti i punti del programma 5 stelle, accetta l’idea stravagante del “contratto alla tedesca”, accetta anche il comitato arbitrale in caso di dissensi, accetta persino il capo del governo del M5s e, praticamente, ha sciolto la coalizione. Perché? Forse perché di Maio gli ha fatto offerte sempre più appetitose? O perché i sondaggi gli dicevano che ormai poteva anche “strappare” l’intesa con il Cavaliere? O perché ha pensato che, in questo modo di guadagnarsi un’immagine di moderazione, di chi ha evitato le elezioni anticipate che lo avrebbe premiato elettoralmente? Ha pensato che era arrivato finalmente il momento di disfarsi del cavaliere con poca spesa? E Berlusconi perché ha accettato quel che aveva rifiutato per due mesi, solo per evitare una difficile prova elettorale? Tutte cose vere che possono aver contribuite, poi vai a sapere cosa passa per la testa di un uomo in certi momenti.

Si ha la sensazione che Salvini abbia ricevuto qualche consiglio autorevole che lo ha molto ammorbidito e questo consiglio forse è stato dispensato anche sull’altro versante, i 5 stelle. C’erano alcuni che avevano interesse alla formazione di questo governo per destabilizzare la Ue, tanto per non fare nomi direi Putin e Bannon non hanno nascosto le loro simpatie per questa formula di governo. Peraltro , Putin è buon amico di Salvini e del M5s (al quale perdona facilmente l’attuale atlantismo) ed è buon amico anche dell’uomo che ha fatto il passo di lato. Di Bannon sappiamo meo, ma per un uomo come lui non deve essere difficile trovare le entrature per stabilire rapporti con chi vuole. Certo è che fra le prime cose che spiccano del programma di governo c’è la revoca delle sanzioni alla Russia.

3. Sia chiaro: non c’è l’ombra di una prova che possa dimostrare tutto ciò, solo un sospetto che forse non riusciremo mai a dissipare o a dimostrare, ma che nopn possiamo farea meno di coltivare in un angolo della mente. Non dico che ci sia stato un “puparo” o che Salvini sia la longa manus di uno o dell’altro, ma solo che può esserci stato qualche opportuno suggerimento. Magari un terzo che ha fatto cautamente presente che andare alle elezioni senza aver concluso niente avrebbe potuto diventare un boomerang p0er i protagonisti di una inutile vittoria. Magari sarebbe bastato il collasso anche di uno solo dei contendenti per distruggere l’attuale maggioranza dei “populisti”. Sarebbe stato perdere una occasione irripetibile. Una risposta parziale forse verrà da quello che faranno i nostri eroi. Vedremo il seguito di questo film.

4. C’è un ultimo aspetto da considerare. Non era mai accaduto che un governo, prima ancora di nascere, avesse contro tutto il sistema dei media e dico tutto, da Repubblica alla Finivest, da Libero al Fatto, dal Giornale al Messaggero, forse quelli un po’ cauti (ma certo non tifosi sfegatati) sono il Corriere e la 7. Inoltre è evidente l’atteggiamento arcigno del Presidente Mattarella e non si fa fatica ad immaginare che questo governo dovrà vedersela anche con la Corte Costituzionale, con il Consiglio di Stato, con la Corte dei Conti. La Banca d’Italia, una parte almeno degli alti gradi dell’amministrazione (e pensate alla Farnesina!), per tacere della Ue e della Bce. Non sarà una navigazione facile ed il programma appare già adesso di attuazione impossibile nel suo complesso. Non ci vuole molto a prevedere che il Presidente rimanderà alle camere ogni provvedimento che non abbia la copertura di spesa, che Ragioneria dello Stato e Corte dei conti esamineranno i bilanci con il microscopio alla ricerca di cifre che non quadrano eccetera. E che i giornali bagneranno il pane in tutte le prevedibilissime gaffes dei neo governanti (che ci aspettiamo copiose). Tutto questo sta configurando un conflitto non tanto sull’asse destra-sinistra (tanto la sinistra non c’è più, mentre la destra c’è eccome!) quanto alto-basso: il governo espresso dagli strati più bassi dell’elettorato (sud, periferie, ceti popolari contro i partiti votati dai quartieri bene delle città e dalle regioni più ricche) contro il blocco storico delle èlites politiche, finanziarie, accademiche, amministrative ecc.

5. Il che mette in una posizione scomodissima chi, come me, è avverso al governo di destra ma non ha alcuna intenzione di appiattirsi sulle sciagurate èlites di questo paese e di Bruxelles che sono le vere responsabili di questa situazione. A volte la politica impone prove molto difficili, cercheremo di esservi pari.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (30)

  • Professor Giannuli, sono d’accordo con quasi tutto quello che ha scritto, e le confesso che la prospettiva di un governo che farà la guerra a tutti i centri del mondialismo plutocratico mi fa provare un piacere fisico con pochi eguali. Mi permetta, però, di dissentire dalla definizione di “governo più di destra dal 1945 ad oggi” dato al nascituro esecutivo giallo-verde. I governi di Berlusconi (specialmente quello del 1994, con il partito di Gianfranco Fini non ancora depuratosi alle acque di Fiuggi) erano forse più di sinistra?

  • Su queste pagine ho già lodato il sicuro istinto da giovane democristiano rampante di Di Maio, e purtroppo ho avuto ragione. Probabilmente Salvini sopravvaluta la popolarità che gli potrebbe derivare da Ministro degli Interni manganellatore (mettiamo già in conto scontri con i Centri Sociali e, speriamo di no, qualche vittima fra oppositori e migranti) e difensore della cattoliticità reazionaria del Paese. Il sogno dei 5S è stato bene illustrato dall’intervista a Di Battista di ieri sera: introdurre riforme poco costose ma con elevato potenziale di rilancio economico (disintermediazione, lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, digitalizzazione…) e con tali risorse aggiuntive finanziare le riforme costose. Ovviamente quantità e tempi sono del tutto irrealistici, ma questa è una considerazione di qualche peso per gli allievi del comico genovese? Dalla loro hanno la dimostrata incapacità del Pd di portare a termine anche le più banali riforme promesse nel 2013: se riescono a fare 2 o 3 cose, qualche mese reggono.

  • Però i sondaggi che danno la Lega al 25×100 sembrano indicare che gli sta riuscendo un “salto di qualità” enorme in termini di consenso…
    Cosa ne pensi?

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    Antonino Buonamico

    Di Maio vincitore? In parte sì, perché ha messo in crisi la coalizione di centrodestra e in parte anche il PD. I sondaggi, però, premiano Salvvini che guadagna almeno 5 punti mentre il Movimento ne perderebbe uno. Mi rincresce che tu faccia da eco al PD parlando del governo più a destra che sia mai esistito. E i governi Berlusocni, con Fini che era presente a Genova durante il G8? Alcuni punti del programma sono riservati alle fasce più deboli mentre alcuni provvedimenti del governo Renzo sono stati decisamente di destra. Rifletti su questo.

  • E’ e sarà un’ardua prova Aldo. Dobbiamo continuare ad essere la coscienza progressista di questo paese: né con il governo della destra “nazionalista”, né con quelli – trascorsi – delle destre liberiste.

    Per dirla alla francese: non con Macron e nemmeno con la Le Pen.

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    Giovanni Davide Locicero

    continuo a pensare che la spiegazione che vede nel solo di maio tutta la colpa per il trascinamento a destra del m5s non regga tanto. difficile che un uomo solo possa fare tutto questo. e in tal caso si tratterebbe di una delle menti politiche più brillanti del secolo, a trasformare l’acqua in vino in poco più di un anno, e non mi sembra che sia questo il caso (di solito quando vedo dimaio penso alla meningite). l’altra opzione sarebbe ammettere che di elementi retrivi nel m5s ce ne erano parecchi, che si tratta di un movimento per molti versi sincretico (senza arrivare a parlare di eco e ur fascismo, ma il senso è quello). di maio piuttosto che fascista mi sembra democristiano, e infatti con lui sono state ammorbidite molte posizioni come quelle su xenofobia e sovranismo, lasciate come appannaggio del solo salvini. la stessa visione politica del m5s è diventata democristiana con il consiglio di gabinetto in stile pentapartito. ma i sincretismi non sono stati risolti, dato che non possono essere risolti da una persona sola. si è sempre trattato di un partito più di destra che di sinistra, ma molto confuso, che ha fatto convivere persone colte come il giannuli con personaggi come becchi e bioblù. e continuerà ad esserlo, dato che le alternative a sinistra mancano, e il m5s è comunque costretto ad assorbire vagonate di voti in uscita da quell’area. piuttosto che questi giudizi perentori “il governo più di destra dal 1945”, mi sarei aspettato qualche riflessione sull’esile maggioranza parlamentare che hanno al senato. una roba da governo prodi, durata max due anni. e tra un anno ci sono le europee. io penso che abbiano fatto uno spot per le prossime elezioni…..

  • Concordo con la tua analisi, Putin e Bannon hanno fatto un bel colpo. Forse bisogna ricordarci che USA e Russia (gia da quando era URSS) hanno sempre giocato insieme in funzione anti-europea, nella seconda guerra mondiale per evitare un’Europa unita dal nazi-fascismo (a trazione tedesca), così come fanno oggi per l’unione economica a guida Merkel: dalla Polonia agli stati di Visegrad venduti agli USA con lo scopo di scardinare l’Europa e in funzione pro-atlantica e anti-russa, con la Le Pen e Salvini che perseguono la stessa finalità in funzione pro-Putin. Riassumendo il nemico numero uno di Russia e USA è, è stato e sempre sarà l’Europa che unita sarebbe la prima potenza mondiale. Concordo con molti analisti che affermano che se terza guerra mondiale ci sarà molto probabilmente sarà ancora una volta per contenere e dominare il nostro continente.

  • Se come dicono i servi dell’ establishment, finti giornalisti e pennivendoli, che il candidato premier sarà un tecnico(non votato da nessuno) come Conte, beh allora, arrivati a questo punto, preferisco Di Maio.

  • Prof,
    il circolo, dopo approfondite analisi e valutazioni, é giunto alla conclusione che il “puparo” ha ordinato al “caxxaro verde” di fare il governo.
    diversamente, se ci fossero state elezioni a breve termine, il “patto del nazzareno” sarebbe andato sotto la soglia di non ritorno del 9,99% (meno del 10%) ciascuno…!
    i “poteri forti” (tutti, o quasi, da lei citati), hanno deciso che il logoramento degli stellati dovrà continuare con un governo che, a causa della litigiosità tra sudisti e nordisti, non farà quasi nulla di ciò che é stato “contrattualizzato”.
    uno o due anni, al massimo, di logoramento e si tornerà al voto con le forze popolari del sud (ulteriormente depredato, impoverito?) – rappresentati nelle attuali camere – dimezzate, se non peggio…!!!
    le ultime elezioni molisane e friulane sono state l’esempio del risultato che otterrà il/i “puparo/i” che tiene/tengono per le p… il “canottiera verde smeraldo della tanzania…” (grande amico fraterno dei belsitani) che non vuole restituire i 48mln alla magistratura…)!!!
    saluti

  • La strategia di Salvini potrebbe essere meno oscura se osservata dalla prospettiva di quello che è l’uomo. Cinico, arrivista e con la consapevolezza di un elettorato solido e, diciamolo, non troppo attento alle sfumature. Io credo che il colpo da maestro l’abbia messo a segno proprio lui. Si è smarcato da Berlusconi con l’alibi della responsabilità di governo e finendo con l’apparire quello postato e ragionevole. Quindi accarezzando ulteriormente il centro a cui spera di sottrarre altri voti. Probabilmente farà un governo di cui si prenderà il ministero a lui congeniale per potenziare il marketing già avviato a suo favore con la tiritera xenofoba. Ma lasciando il cerino in mano a Di Maio che si sta giocando il tutto e per tutto per non scoprire le carte del suo gioco sporco. Ovvero di essersi impadronito del movimento manu militari. Se le cose andranno bene Salvini potrà dire di aver contribuito fattivamente. Se andranno male potrà, da cialtrone qual è, addossare le colpe ad altri e gridare alle urne. Da cui uscirebbe (dice lui) più forte. Io, personalmente, credo ancora che questo ipotetico governo qualcosa di positivo potrà farlo. Nulla di strutturale, certo. Ma spero almeno una legge elettorale circa la quale spero vivamente di vederla ancora impegnato, professor Giannuli, come ha fatto in passato quando il movimento era ancora realmente partecipato.

  • E come non immaginarsi la difficoltà di proporre una così sostanziale variazione della politica estera italiana (riavvicinarsi alla Russia ignorando le sanzioni euro/statunitensi)?
    La nostra politica estera nasce in ambienti statunitensi confinanti con la Nato, contro i quali nemmeno la Merkel ha la forza di (im)porsi. È forse questo il momento favorevole, ovvero quando l’accordo con l’Iran è stato stracciato da Trump e i vassalli europei ipotizzano di “prendere in mano il nostro destino”? Sarà possibile allearsi in politica estera con una Europa in cerca della propria via, mentre ce la troveremo contro in politica economica?
    E la Nato starà a guardare oppure soffierà sulle divisioni e/o metterà in campo il proprio arsenale di rivoluzioni colorate (posto che la strategia della tensione in stile Piazza Fontana non è più di moda)?
    Trump si trova contro il deep state americano, il governo italiano si troverà contro molti sistemi di potere diversi, interni ed esteri. Con quali alleati? Berlusconi? Putin? La classe media impiverita delle partite Iva?
    Sarà una partita a scacchi molto difficile e verrà affrontata con strumenti limitati. Auguri a tutti noi!

  • Il CDX non può fare a meno della Lega come dopo il patto del Nazareno il CDX non ha fatto a meno di FI.

    Nonostante la vittoria concessa a Di Maio, ai punti è la Lega a crescere significativamente negli ultimi sondaggi erodendo i consensi di FI.

    Chissà che la meridionalizzazione cosmeticamente appiccicata ad una delle forze in campo non abbia contribuito nel CDX alla migrazione verso la lega: un peccato che i sondaggi non siano scorporati per macroregioni.

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      Tenerone Dolcissimo

      Caro Allora ditelo spesso ci siamo scontrati in certami dialettici accesi, ma sempre cortesi. Tuttavia, adesso ti devo dare ragione. Anzi comincia a serpeggiare qualche dubbio che oramai esista un cdx al di fuori della Lega.
      E ti voglio fornire una conferma come ex elettore di Forza Italia. Io stesso, nonostante sia un uomo di destra, se vi fosse un uninominale a due turni e nel secondo turno si affrontasse un candidato di Forza Italia e uno del Partito COmunista (ri?)fondato da Rizzo, voterei per quest’ultimo, che mi assicurerebbe una politica più decisa contro la UE

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    Pierino Porcospino

    Visto che, come sua ammissione, la sinistra non esiste più o meglio, esiste come cane da guardia e fedele esecutore delle politiche delle elite cui si riferisce, non capisco l’accanimento sul sottolineare quanto questo governo sia di destra. Evidentemente solo ciò che lei considera destra è riuscita ad individuare i veri nemici del popolo. Destra e sinistre sono parole ormai utili solo a scatenare volontarie o involontarie reazioni pavloviane. Sarebbe ora di scollegare alcune sinapsi i cui legami rappresentano oggi solo un limite al ragionamento. Questo eventuale governo ha tutti contro, e questi tutti rappresentano proprio le elites cui lei è avverso. Pur essendo, ormai solo in gioventù, anche io avverso alla destra, non lascio che questo mio retaggio, al giorno d’oggi un po’ snobistico, mi limiti nell’appoggiare un governo che, almeno a parole, ha per la prima volta nella storia repubblicana individuato i veri nemici.
    Cordialmente.

  • Buon giorno, il suo punto 5. spiega i precedenti 1. 2. 3.
    Mentre il punto 4. spiega l´attuale (possibile) governo e la forza che lo spinge; pur contro le avversitá da lei chiaramente elencate.
    Come lei stesso indica, il governo M5S/Lega sará (sarebbe) quello del popolo (piú del 50% dei voti) contro le lelites europeiste.
    Resta da vedere cosa riusciranno/potranno fare.
    Mi spiace che lei si trovi nella posizione indicata in 5.;
    io, temporaneamente, scelgo il governo, proprio per non appiattirmi “sulle sciagurate èlites di questo paese e di Bruxelles che sono le vere responsabili di questa situazione”.
    Sempre pronto a rivedere la mia scelta se si dimostrasse errata.

  • Gentile professore,
    anch’io come lei resto basito dall’esito non più immaginabile, fino a qualche settimana fa, di questa nuova compagine di governo. Per la verità le cose nuove sono parecchie. E’ vero che dovranno tutte subire la prova della realtà quotidiana ma, per quel che si è visto finora, davvero strabilianti. Tranne che per una sfumatura, si fa per dire, che io vedo come una replica di quanto accaduto anni fa e mai pienamente spiegata a tutt’oggi: il passo indietro di Berlusconi. Mi permetta questa originalità: io non lo vedo di lato ma proprio indietro. Non è assolutamente il tipo di cedere qualcosa se non costretto quasi ad armi in pugno. A mio parere, per comprendere quello che è successo dopo l’annuncio, da parte del Presidente della Repubblica, di come intendeva muoversi vista l’impasse che si era creata, converrebbe proprio “indagare” su questo particolare passaggio di tutto quanto si è mosso da quel momento. Non credo in consigli o suggerimenti. Lì si è trattato proprio di costrizioni o convenienze.

  • Caro Aldo,
    perchè Salvini ha ceduto sulla sua candidatura a palazzo Chigi ?
    In primis perchè matematicamente irrealizzabile.
    In secundis perchè, come dici, andare alle elezioni senza aver concluso niente sarebbe stato un boomerang per i protagonisti di una inutile vittoria.
    In terzo luogo perchè, in caso di sconfitta del M5S, sarebbe venuta meno la maggioranza dei partiti “antisistema” e, a tal proposito, sembra opportuno aggiungere che la Lega rappresenta l’incarnazione dell’interesse alla destabilizzazione della Ue.
    Ed infatti, prima ancora di formare il governo, Salvini si riempie la bocca di sparate che rendono noto quale sarà il nemico necessario del populismo in salsa verde.
    In ultimo, sei sicuro che sarebbe stato conveniente per Salvini andare alle elezioni con il Caimano riabilitato?

  • O.t.
    Ecco un altro che prova ad inzzuppare il pane … in nomine sancti spred.
    Manfred Weber, leader del partito popolare europeo, ergo amico di Merkel e Berlusconi, con dichiarazioni contorsionistiche a contenuto intimidatorio, udite udite, ha detto:
    di “rispettare” comunque il “risultato elettorale” degli italiani, ma “le azioni irrazionali o populiste”, da parte del futuro governo targato M5S-Lega “potrebbero provocare una nuova crisi dell’euro”. Weber prosegue lanciando “un appello a restare entro i confini della ragione”. (fonte Ansa).
    Salvini gli ha risposto a muso duro. Peccato che lo abbia fatto in ritardo di anni …
    A quando i fatti ? Quando sarà sanzionata la Germania? Quando le si renderà non conveniente spolpare il resto d’Europa? Quando questo cadavere putrido chiamato Europa sarà seppellito?
    .. e poi hanno il coraggio di dire che non c’è alternativa a questa Europa.

  • L’agenzia di rating Fitch e entrata in allarme per la formazione del nuovo governo italaino.
    Macron ha il culo che gli brucia all’idea di Salvini e DiMAio nel governo.
    Belusconi si candida.
    REnzi non pervenuto
    Weber ammonisce.
    May tace opportunamente.
    Frau Merkel, posso lasciare la tastiera per andare a fare pipì?

  • Tra i diversi limiti dell’azione politica italiana c’è qullo di non avere un orizzonte temporale vasto, neppure quinquennale.
    A me piacerebbe votare a termine fisso, in modo tale da dare ai governi e al deep il tempo di organizzarsi … e ideare il modo che si vorrebbe tra cinque o dieci anni …
    Con quella sottospecie di alleati all’inverso e pseudoamici che ci ritroviamo sarà necessario prepararci a parare le mosse che metteranno in campo.
    Il lavoro non mancherà.
    Però, se palazzo Chigi e Farnesina restano sedi vacanti, è tutto inutile.

  • Egregio Proff. Giannulli.
    Mi permetta qualche considerazione “acida”:
    – Intanto parliamo del Presidente Mattarella e della sua mutazione “interventista”; da tutti incensato come statista, garante degli equilibri dell’Universo, argine ai populisti “cattivi”, quint’essenza degli equilibri democratici dell’Occidente et bla, bla, bla, bla. Peraltro è lo stesso Mattarella che durante il governo del Pupo di Rignano non disse una parola sullo scempio che è risultata questa legge elettorale (firmata senza battere ciglio). Non una parolo su quell’obbrobbio di riforma costituzionale a cui gli Italiani hanno saggiamente detto NO! Non una parola sulla dubbia moralità di molti politici di governo (la Boschi su tutti). Non una parola sui vergognosi accordi presi da Renzi con gli altri “partner” europei sui migranti. E potrei continuare…..
    Il nostro Presidente, che fino a 6 mesi fa sembrava un fantasma in giro per il Quirinale ora è diventato una specie di superpresidente che consiglia, mette veti, giudica persone, minaccia di non firmare leggi, rivendica il suo diritto a dire “NO” su alcuni ministri (sulla Boschi riconfermata col governo Gentiloni, nonostante gli scandali bancari, NON UNA PAROLA, NON UNA CENSURA, era tutto limpido e corretto, per il nostro “caro” Presidente)….VOTO 2
    Sull’influenza di Putin su Di Maio e Salvini….e Silvio…mah! Mi pare di notare che Nessuno, in Occidente (dunque USA ed UE in primis), si faccia i cazzi suoi sugli affari interni italiani, dunque non mi scandalizzo più di tanto. E comunque, se fosse vero, dovremmo dire grazie a Vladimir, che ha sbloccato una situazione di stallo che stava cominciando a diventare pesante. E così mentre tutti minacciavano (UK, Francia, UE), Putin è stato l’unico che ha “rispettato” il voto espresso dagli Italiani. VOTO 7
    – Che le mosse di Salvini siano autolesioniste, anche qua ho i miei dubbi. Intanto la sua saggia ritirata da candidato a Primo Ministro è stata una genialata! In caso di fallimento, può scaricare la colpa ai grillini, nel mentre occupa i ministeri importanti per il suo elettorato (Interni, Agricoltura, Turismo) e nel mentreicresce nei sondaggi e si fagocita ciò che resta di Berlusconi, così alle prossime elezioni si presenta come leader unico del centro-destra e sbanca!! Finora non ne ha sbagliata una! VOTO 8
    – Su Di Maio, beh, dopo la meravigliosa campagna elettorale (dove la parte del Leone l’ha fatta Di Battista), il dopo elezioni lo ha gestito decisamente male. In primis esultando esageratamente per la vittoria non vittoria; Un po più di contegno e serietà sarebbe stato apprezzato. Il patetico tentativo di alleanza col PdR (il PD di Renzi), una boiata pazzesca, che lo ha messo in imbarazzo e ha infangato l’immagine linda del Movimento. E poi il suo passo di lato dato solo in exstremis, dopo due mesi. Se avesse dato subito la disponibilità al passo di lato per il bene del paese, quello si sarebbe stato un atto da statista! Poco lucido. VOTO 5
    Rimane l’aspetto “rivoluzionario” di questo Governo: e cioè il pimo governo Occidentale in mano ai “populisti”. Ancora una volta l’Italia è il laboratorio politico dell’Occidente…Che Dio ci protegga!

  • ACME NEWS
    Il nonno presidentissimo ha masticato amaro quando i gemelli diversi Salvini e Di Maio gli hanno sussurrato il nome di Mister X quale Presidente del Consiglio.
    Dal Quirinale hanno fatto trapelare le perplessità, in quanto dopo 70 giorni e passa di cova alternata tra i due padri cisi aspettava un cigno bianco. Invece è uscito dal guscio un anatroccolo.
    Subito si è scatenata la caccia all’ignoto che ha scambiato l’uovo ai piedi dei due genitori.
    I forestali dei RIS, corsi sulla scena del misfatto, hanno notato che il volatile implume aveva già subito l’imprinting. La sua prima parola è stata Mutti (madre in tedesco).
    L’associazione italiana ornitologica teme che lo stesso problema possa verificarsi con la schiusa ministeriale. Una prima ricognizione dei gusci ha evidenziato la presenza di gusci striati di rosso, bianco e blu.
    Sull’accaduto indagano i forestali del RIS

  • Professor Giannuli,
    Condivido quello che dice tranne che per due aspetti.
    Il primo è che non si tratta di un governo specificamente definibile come di destra.
    Il secondo è che, nella sua analisi come in quella di tutti commentatori ed analisti politici, manca una corretta valutazione del “fenomeno Lega”
    Le due cose sono collegate in effetti. A mio modo di vedere infatti come DiMaio rappresenta una democristianizzazione di un movimento che ha peraltro da sempre mostrato aspetti contraddittori e ambivalenti, altrettanto e da sempre questo è il Dna del leghismo padano veneto, che si ammanta di populismo (originariamente becero antimeridionale ed ora dai più nobili toni lepenisti) ma che è mosso dalla invidia neanche troppo celata verso quelli “di Roma che sanno farsi i fatti propri”.
    Quindi trovo che questo governo rappresenti non uno spostamento a destra ma la ennesima prova della crisi della democrazia postideologica per la liquidità di un corpo elettorale privo di reali strumenti, di conoscenza e di giudizio innanzitutto.

  • Repetita juvant.
    Merkel e Scholz e Schäuble non hanno chiesto il mio voto per essere eletti e far parte del governo.
    Non capisco perchè in Italia invece gli asprianti politici in genere debbano superare un preventivo esame di filogermanesimo.
    Se mi venisse lo schiribizzo di candandrmi alle circoscrizionali devo chiedere il permesso alla Merkel per valutare il mio tasso di germanicità?
    In Germania fanno ai governanti l’esame di italianità o piuttosto di anti- italinità?
    Se mi si vanifica il mio voto, qualunque esso possa essere, perchè disallineato dai desiderata di Berlino, perchè andare a votare?
    Dove è scritto che il Presidente della Repubblica debba essere il garante del Kaiser?
    Se Mattarella vuole calcare le orme di Napolitano, lo farà non in mio nome, perchè alle prossime lezioni non voterò, visto che il mio voto, qualunque esso sia, viene raddrizzato dal presidente germanizzante di turno.
    Non in mio nome.

  • Interessante il dibattito di stasera a 8 1/2 (oddio, sto guardando la televisione: la Baggina si avvicina) con Gruber, Mieli e Travaglio. Osservano che non si può insistere più di tanto sul fantasioso curriculum del professor Conte, perchè questo è anzi ormai tradizionale nella politica italiana. Dicono: si dice Conte, si pensa Savona. E nessuno vuol far la guerra alla Germania e all’Europa, per di più con Di Maio, Salvini e Savona come condottieri. Quindi, potrebbe tornare tutto in alto mare. Mia riflessione: e se Salvini accettasse Di Maio premier prendendo Interni, Difesa e Istruzione (preghiere cattoliche obbligatorie, classi differenziali per stranieri ecc.)?

  • Stavolta Giannuli dice tutto in proprio. La scomparsa della sinistra ha concentrato a destra l’opposizione al regime mondialista e il governo Di Maio-Salvini interpreta speranze e disagio del popolo oppresso dalle élites globaliste e politically correct. Deve solo aggiungersi che il fattore che spinge la ricca Lombardia a far fronte comune col Meridione, oltre alla rivolta della piccola e media impresa contro le gerarchie euriste, è l’invasione extracomunitaria che vittimizza tutto il Paese senza distinzione.

    Scomoda situazione per chi vorrebbe alzare la bandiera di tutti gli sfruttati del Vangelo cristiano-marxista e invece deve scegliere fra il popolo sofferente italiano e l’accoppiata capitalismo di rapina-extracomunitari importati per defraudare il primo di lavoro e diritti. Le linee del Politico sono in costante metamorfosi e chi si irrigidisce su quelle fissate dalla propria religione di gioventù rischia gravi imbarazzi.

    L’articolo è inficiato solo dalla persistenza giannulea nell’accomunare sotto la categoria di “destra” tanto le élites globaliste quanto le nuove destre identitarie che ne sono le principali (e quasi uniche) avversarie; tanto che, stando al suo linguaggio, bisognerebbe definire lo scontro in preparazione fra il nuovo governo e i poteri forti come una lotta della destra contro se stessa.

    Per quanto riguarda la scommessa di Salvini, così perdente non sembra data la continua crescita di consensi. Potrebbe darsi – lancio l’idea – che come ha diretto la trasformazione della Lega da partito nordista in lepenista il dirigente padano (uno dei rari politici di livello espressi da quest’epoca di decadenza) abbia in animo di stabilizzare l’alleanza coi 5 stelle presentandosi in lista con loro alle prossime elezioni, nell’ottica di fare il pieno dei collegi uninominali e gestire da posizioni di forza l’allontanamento dall’eurodittatura? Sarebbe la scommessa di un vero Capo rivoluzionario, per questo inintelligibile per chi ragioni nella logica dell’acquitrino demoplutocratico.

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