Referendum: l’amaro day after del Pd e lo spaesamento da sconfitta

Sono stato in trasmissione a La7 dove ho sentito Chicco testa dire cose che non  stanno in piedi: “è vero che Renzi ha perduto, ma ha un 40% che ne fa ancora il partito di maggioranza relativa, mentre il no è solo una confusa mescolanza di cose troppo diverse”. Come se il 40% delle europee fosse restato compatto intorno a Renzi. Cominciamo da questo.

E’ vero che il Pd era la più consistente forza elettorale del Si, ma non l’unica, c’erano verdiniani, alfaniani, un pezzo di Forza Italia e di elettorato M5s che, stando alle analisi del risultato,  rappresentano circa un terzo  del famoso 40% e non si tratta di cose troppo omogenee fra loro o vi pare che Verdini e Cuperlo, Alfano e Fassino vogliano le stesse cose? La verità è che i cartelli del si e del no, come sempre, si sciolgono la sera stessa dei risultati ed ognuno riprende la sua strada.

Certo, gli elettori pescati in Forza Italia e nel M5s possono restare con il Pd, ma è realistico pensare che si tratterà di meno della metà del totale. Allo stesso modo, quel terzo di elettorato del Pd che è passato al No potrebbe in teorie tornare a votare il partito di provenienza, ma questo non accadrà per diversi motivi: in primo luogo perché la scelta di Renzi ha scavato un fossato che non scompare oggi ed ha toccato uno dei punti chiave dell’identità di sinistra del partito: la difesa della Costituzione che è sempre stato uno dei fondamenti  del  popolo di sinistra sin dai tempi del Pci.

In secondo luogo, la campagna ha depositato veleni, rotture personali, odii e recriminazioni che forse non si saneranno mai , il che non aiuta.

In terzo luogo, le sconfitte, di regola, non favoriscono le riaggregazioni e, quando suona la tromba della ritirata, l’esercito si scompone, per cui, se una parte di quelli del No tornerà al Pd, una parte di quelli che hanno votato Si inizierà a guardarsi intorno per trovare destinazioni più confortevoli.

Morale: oggi il Pd non vale più del 26-28% che è molto meno della maggioranza relativa e, per di più, con ben pochi alleati o alleabili. Il rischio di finire secondo al M5s è decisamente concreto e come alleati, il Pd non può aspirare a molto di più della “accozzaglia” di centro (questa volta possiamo dirlo noi?) più Forza Italia o quel che ne rimane e con problemi per sé e per gli altri: se si allea troppo scopertamente con Verdini deve dire addio al ritorno anche di una piccola schiera di quelli che hanno votato No, se si allea con il partitino costituendo di Pisapia (che varrà assi poco) poi come fa ad andare da Forza Italia che, peraltro, dovrebbe rinunciare all’alleanza con la Lega e magari pagare il prezzo di una scissione di Toti e compagnia. Comunque vada, ha poco da sperare. E questo non può che accendere il dibattito nel partito.

Già nella direzione, non pochi resisteranno alla tentazione di rinfacciargli la cocente sconfitta, lo stato di isolamento, lo scasso organizzativo. Al suo posto mi presenterei dimissionario dalla segreteria, prima di essere defenestrato, il problema, in questo caso, sarebbero gli “orfanelli” (Boschi, Del Rio, Martina ecce cc.) che, pur trovando un nuovo capo, sarebbero rapidamente ridotti ad una corrente del tutto minoritaria e marginale. Per di più siamo alla vigilia del congresso del partito.

Per questo la vittoria del No fa deflagrare subito  il conflitto interno. La geografia correntizia del partito si presenta così:
–    renziani puri
–     renziani malpancisti (i piemontesi Fassino-Zanda-Chiamparrino, il pugliese Emiliano)
–    i cattolici di Franceschini
–    l’ex sinistra ora renzizzata (Orfini, Orlando ed ex giovani turchi vari)
–    il sultanato indipendente di Napoli (De Luca)
–    le amebe ex sinistra (Cuperlo)
–    la sinistra di Bersani e Speranza
–    granducato di Toscana (Rossi che si candida a segretario)
–    i neo d’alemiani.

E partiamo da una cosa: i seggi a disposizione saranno molto pochi.  Anche ammettendo (ma chi ci giurerebbe, che il Pd ottenesse di nuovo i 297 seggi alla Camera ed i 109 al Senato ottenuti nel 2013, ora dovrebbe concedere qualche strapuntino ai vari ex Scelta Civica, gli ex Sel “miglioristi” (da Gennaro Migliore), centisti vari. Per di più, i renziani Doc sono decisamente sottorappresentati, mentre sono fortemente sovrarappresentati i bersaniani. E bisogna tener conto delle molte aspettative cresciute in questi anni nel seguito del segretario.

Dunque Renzi ha bisogno di almeno 120-30 seggi “freschi”(fra Camera e Senato) per la sua corrente e per retribuire confluenti, renziani dell’ultima ora (ad esempio non volete fare deputato il figlio di De Luca? Sarebbe una ingiustizia!) e reclute di stretta osservanza renziana.

Vittime designate sono i bersaniani che saranno decimati nel cortile del Nazareno (con una differenza rispetto alle leggi di guerra: lì si fucila uno ogni 10, qui si lascia vivo 1 su 10). Ma i bersaniani da soli non bastano. Ci sarebbe la pattuglia cuperliana, ma data la resa a discrezione del loro capo, ed il suo piccolo seguito non si può infierire più di tanto e al massimo si ricava qualche altra unità. Consideriamo il recupero dei seggi dei vari Civati, Fassina, D’Attorre ecc.  restano da trovare almeno altri 50-60 seggi. Ne consegue che il conto devono pagarlo tutti gli altri: malpancisti (e di dolori di pancia si che ce ne saranno) e ex giovani turchi (e vedremo cose turche). Dunque queste due correnti, oltre che i  bersaniani ed il gruppo di Rossi, sono interessate a ridimensionare i renziani puri. E qui già ci sono le premesse dello scontro congressuale. Se poi l’epurazione dovesse essere troppo severa per bersaniani e neo d’alemiani, facendogli pagare il costo della scelta per il No, questo potrebbe portare ad una scissione.

Poi è da vedere quanto questo inciderà nell’elettorato. A sinistra si è aperto un forte spazio che, se trovasse un buon elemento federatore (come ad esempio potrebbe essere Landini, se abbandona il suo pansindacalismo per un approccio di schiettamente politico)  potrebbe scaturirne un polo dal 5 al 9% che potrebbe richiamare altro dal Pd.

Altri rischi, di scissione potrebbero configurarsi sul fianco destro: l’Udc si è schierata per il No, Alfano con il suo misero 1 e mezzo ha problemi a rientrare in Fi, ma neppure può sperare molto dal Pd e dovrebbe mettersi in coda ai postulanti e magari fare a gara con Verdini a chi arriva prima, qualche rimasuglio di Scelta Civica e di lista Giannino c’è per cui potrebbe venire fuori un altro gruppetto di centro che però potrebbe ingrossarsi con l’arrivo degli esclusi dalla lista Pd. Ad esempio, alcuni franceschiniani, se il loro capo uscisse battuto dallo scontro. Poca roba forse ma qualche altro decimale partirebbe.

Ma un Pd in ebollizione potrebbe portare alla paralisi il sistema politico ed accelerare il crollo. Per di più il Pd deve inventarsi qualcosa che lo rilanci, ma tutte le formule sono esaurite (dal Nazareno al Partito della Nazione al centro sinistra classico ulivista) le tribù sono in rivolta ed ognuna lotta per sè e la scadenza più vicina di quel che non si creda.

Assistendo al dibattito a La7 di questa mattina ho avuto una sensazione di dejà vu: il 92-93 quando la prima repubblica crollava e democristiani e socialisti non se ne rendevano conto, continuando a ragionare su una geografia politica che non esisteva più.

Qui siamo al crollo della seconda repubblica, ma i partiti tradizionali non lo capiscono.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (22)

  • Professor Giannuli, mi scusi, ma non trova che la Seconda Repubblica sia finita con le elezioni del febbraio 2013? E non pensa che la fine dell’esperienza di governo di Renzi sia tutt’altro che la fine della sua carriera politica (stiamo pur sempre parlando di un quarantenne)? Io, forse, mi sbaglio, ma ho la vaga sensazione che, nel 2019, ce lo ritroveremo come presidente della commissione europea.

  • Non mi piacciono molto i calcoli su quanto pesi realmente il PD, perché li ritengo abbastanza aleatori. Invece concordo pienamente con l’ultima parte del suo discorso. Siamo alla vigilia (o forse un po’ più avanti) di una nuova fase politica che potrebbe vedere protagonisti nuovi. Il PD sicuramente deve reinventarsi una nuova linea politica ma, come dice lei giustamente, è nelle condizioni peggiori per farlo.
    Le faccio una provocazione da proporzionalista a proporzionalista: quanto sopravviverebbe anche il M5S in uno scenario proporzionale?

      • non sarà per questo motivo che oggi il M5S cambia opinione e passa dal sostenere di un sistema proporzionale (perfettibile) a chiedere che l’Italicum venga applicato anche al Senato per averne, eventualmente, i benefici?
        Capisco che siano l’unica forza realmente interessata ad andare al voto, tra quelle oggi rappresentate in Parlamento (gli altri invocano le elezioni in maniera inversamente proporzionale a quanto le vogliano davvero). Ma così danno un immagine di incoerenza e di convenienza e comunque, indirettamente danno ragione a chi dice che, dopo la sentenza della Consulta ci vorrà una nuova legge elettorale, e quindi un rinvio del voto….
        Comunque, per me non si vota prima dell’autunno, e difficilmente quest’anno….

  • Professore buongiorno!
    “La donna è mobile qual piuma al vento”…. e l’elettorato, specialmente ai nostri giorni, non è da meno! Ci vuole davvero un bel coraggio ad affermare di essere al quaranta o anche solo al trenta percento. Assomiglia a uno che, appena mollato dalla ragazza, esordisce con un bel… “allora ci vediamo domani”… “Ssssi! Va bene, avete ancora il 30, il 40 anche, ceeerto, si, non siete stati capiti, poveri…. basta che ve ne andate fuori dai piedi!” Il PD ha dilapidato una credibilità di anni (invero già in discesa) in un giorno solo: il passaggio dagli “osanna” ai “crucifige” è particolarmente breve, di questi giorni, e quella di domenica non è la foto statica di un edificio in piedi, ma il fotogramma di un palazzo che crolla… un boy scout che sa farsi la tenda non è capace di capire quando un pavimento gli crolla da sotto i piedi? si vede che era proprio un cattivo scout…

    Un caro saluto.
    Paolo

    PS 5-9% a sinistra del PD? M A G A R I ! Da un punto di vista strettamente socioeconomico, siamo talmente conciati male da avere praterie immense a sinistra… quello che temo è che neanche un Landini a tempo pieno riuscirebbe a fare il miracolo. Mah, speriamo…

  • Dopo il referendum il M5S ha ancora difficoltà a capire che la democrazia non deve essere abbassata alle esigenze di fazione?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/05/italicum-ora-il-m5s-propone-di-usarlo-anche-per-il-senato-e-andare-al-voto-no-a-legge-anticinquestellum/3240010/

    Fare del ricorso pendente alla Consulta uno”strumento” con la presunzione di un risultato certo da piegare ad una simile volgarità è imperdonabile.

    Il mio biasimo va a chiunque condoni questo modo di pensare la politica.

    Il modo più veloce per andare al voto è ripristinare il consultellum alla camera: estendere l’italicum al Senato sarebbe inaccettabile.

  • Avatar

    Tenerone Dolcissimo

    l’Udc si è schierata per il No,
    ***
    Scusa Giannuli, ma mi sembra che Casini si sia schierato per il SI. Confesso di non averlo seguito molto perché in questo periodo di sconvolgimenti epocali seguire le mosse di Casini sarebbe una perdita di tempo. Ma e’ cmq una curiosita’

  • I media main stream italiani e stranieri ovviamente non hanno capito nulla.
    Il nuovo copione da recitare inftatti è:
    il PD non ha perso anzi ha il 40%(di niente, ma è pur sempre un 40%),
    il fronte del NO sono i malvagi “populisti” (che poi dentro ci sia destra, sinistra, e società civile poco importa),
    e gli italiani non hanno capito che la riforma in senso autoritario dello stato, la demolizione controllata dei diritti civili e politici era fatta per il loro bene, era una camicia di forza sociale per impedire al popolo di farsi del male da solo(o di fare del male alla classe dominante).
    Va bene. Va benissimo. Ce lo aspettavamo, sapevamo che il vecchio regime imperiale europeo non si sarebbe arreso all’evidenza(anzi la vittoria dell’europeista in Austria, cioè il niente geopolitico, li ha galvanizzati). Meglio così, vuol dire che alla prossima occasione il popolo italiano non avrà scrupoli nel mandare a casa una classe politica totalmente sganciata dalla realtà e ad ignorare completamente il messaggio veicolato dai mezzi di comunicazione passivi.

  • Buongiorno, Professore.

    Domenica scorsa con il mio NO “da Sinistra” ho inteso contribuire al tamponamento – bloccarla, nessun* si illuda, è/sarà ben più arduo – di un’emorragia democratica in atto da tempo anche a causa della “fattiva collaborazione” del Pd e non soltanto quello di Renzi, ma anche quello di Bersani. Quel Pd che ha già nel suo “atto di nascita” una presa di distanza dalla migliore storia della Sinistra italiana, in nome di quella “terza via” che ben poco differisce dalle prassi e dalle finalità delle destre politico-finanziarie (si veda alle “voci”: pareggio di bilancio in Costituzione, “legge Fornero”, “svuotamento” dello Statuto dei Lavoratori, “buona scuola”…).

    E soltanto due regioni italiane, già “rosse” (Toscana ed Emilia-Romagna), hanno visto prevalere il sì alle “riforme” Napolitano-Renzi-Boschi-Verdini. Non sarebbe forse il caso di rimettere in discussione, ridefinendone il significato, i concetti di conservazione reazionaria ed evoluzione progressista?

    ****************************************************************
    Notazioni:

    1) Renzi, Alfano e Verdini ritengono di avere il consenso del 40% dell’elettorato? Ancora traumatizzati, arroganti o illusi?

    2) L’Italicum è una sorta di “porcata 2”; e tale rimarrebbe anche se – assai strumentalmente – piacesse al M5S.

    http://www.huffingtonpost.it/lorenza-carlassare/una-vittoria-mistificata_b_13450982.html

  • Finalmente gli scienziati del Mons -Cit Toros Laboratory in California hanno risolto il problema delle fonti di energia.
    D’ora in poi sfruttando i processi di fusione e fissione avremo energia illimitata a buon prezzo.
    Gli scienziati sono partiti dai processi di scissione tra l’Udc e gli alfaniani e da processi di fissione nel five stars.
    Seguendo le intuizioni teoretiche del prof. Giannuli in California hanno scoperto che ogni volta che c’è una scissione politica si libera energia.
    Su queste basi hanno confinato in un reattore un Udc e un alfaniano.
    Dalle botte che si sono menati ne è scaturito un processo energetico senza limiti, che opportunamente sfruttato potrebbe illuminare una città di medie dimensioni per dieci anni.
    La scoperta è stat brevettata ed ha suscitato l’interesse della Arabian Freckein Investment dello sceicco di Capri.

  • Prof,
    speriamo il tutto sfoci in una bella rivoluzione che riprenda il discorso lasciato a metà dal CLN, cacciando dai gangli del potere il fascistumeclericocapitalisticocorrotto graziato e lasciato lì dal… “MIGLIORE” che é causa di tutti i mali di questo paese… (i poveri Matteotti, Mattei, Pasolini, Falcone, Borsellino, Livatino e molti altri veri servitori della Nazione, non potrebbero essere vendicati mai abbastanza)!
    solo così, forse, il paese potrà imboccare la via della Democrazia, della Libertà e della Giustizia con le iniziali maiuscole…!
    saluti bakuniani

  • Intanto in Germania …si parlocchia di possibile Troika …per l’Italia;-))

    qualche reazione da parte loro ci dovrà pur essere……

  • i rinnegati partiti tradizionali e non, compreso i 5 stalle,,lo hanno da tempo capito,ma servi e asserv iti,come sono. agli interessi economici personalii e a quelli degli stranieri, a scapito di tutti gli altri esseri, metteranno in atto il loro piano b gia concepito da tempo, ,per non cambiare nulla.viva l italia,l italia in mano a quelle faccie di culo degli stranieri.

  • Professore potrebbe commentare sulla proposta del M5S di andare al voto con Italicum corretto dalla Corte? Mi sembra una proposta molto tattica o molto spregiudicata. Che ne é delle consultazioni online in merito? Grazie

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