Referendum: le battaglie in arrivo nel 2016

Sta per aprirsi una stagione di scontri referendari fitta di appuntamenti:
– il 17 aprile pv ci sarà il referendum sulle trivellazioni petrolifere al largo delle acque territoriali (qui un ottimo prospetto informativo), soprattutto nell’Adriatico; a fine ottobre ci sarà il referendum istituzionale sulla riforma renziana della Costituzione; nel mese prossimo dovrebbe partire la raccolta delle firme per altrettanti referendum su legge elettorale, legge sulla buona scuola, Job act. Invito tutti a mobilitarsi sin d’ora per il Si al referendum di aprile e per il No in quello di ottobre e per la sottoscrizione degli altri. Battaglie da fare con ampie intese politiche con chiunque ci stia.

La Sinistra Pd? La Sinistra Italiana? Possibile? La Lega? Il M5s? Marchini? Quagliariello? Fitto? Tutti! Non so come farà Forza Italia a schierarsi per l’abrogazione di una legge che cui ha dato i suoi voti determinanti, ma se ci stanno non gli faremo l’esame di coscienza e, se ci stanno, anche quelli di Cl vanno bene.

Se non sbaglio il Cln si fece anche con i monarchici ed il Pci di Togliatti non ebbe esitazioni a concordare con il Msi la battagli parlamentare (e poi elettorale) contro la legge truffa di Scelba (che, peraltro, era oro rispetto a questa bruttura dell’Italicum). Ci sono momenti in cui non si deve andare per il sottile e bisogna allearsi con chiunque ci stia. Questo è uno di quei momenti, perché vengono toccati i fondamenti della nostra democrazia.

Quello di Renzi è il più pericoloso progetto di regime affermatosi dopo la fine della guerra che si esprime tanto nel disegno di disarticolazione costituzionale, quanto nella sistematica occupazione dei posti di potere, dalla Rai agli enti di Stato, dalle regioni alle banche popolari ed ai servizi. In una certa misura, è quello che ha sempre fatto la partitocrazia di questo paese, quello che rende molto più pericoloso il renzismo è l’abbattimento di ogni garanzia pluralistica (con la legge elettorale e le riforme costituzionali), l’azzeramento della democrazia interna al partito e il carattere molto più pervasivo dei centri di potere appositamente ideati (si pensi al progetto di affidare a Lotti il controllo della sicurezza telematica). Si pensi all’effetto combinato di legge elettorale, riforma del senato e riforma del partito: con una percentuale anche del 25% una forza politica (ed è ovvio che Renzi pensa al Pd) può conquistare la maggioranza assoluta della Camera che, sommandosi ad un piccolo gruppo di “senatori” espressi dagli enti locali assicurerebbe la maggioranza necessaria, tanto per l’ulteriore riforma della Costituzione quanto l’elezione del Presidente della Repubblica e, con questo, la conquista dei 2/3 della Corte Costituzionale, di 1/3 del Csm (sempre che una nuova riforma costituzionale non ne aumenti la quota di spettanza parlamentare). Neppure la P2, al cui Piano di Rinascita democratica pure sembrano ispirarsi diverse proposte renziane, si era spinto così in là.

Dunque, prima ancora che parlare del merito delle proposte referendarie, occorre chiarire il senso politico generale che va al di là del merito di ciascuna di esse ed il senso è quello della rivolta contro il progetto di regime che si sta costruendo. E’ il momento di puntare alla caduta di Renzi attraverso una serie di bordate successive: il referendum sulle trivelle il 17 aprile, quindi la raccolta delle firme per i nuovi referendum, poi le amministrative di giugno –dove occorrerà fare tutto il possibile perché il Pd perda in tutte le grandi città e soprattutto a Milano-, infine il referendum istituzionale di ottobre. Ed, a questo scopo, non bisognerà guardare in faccia a chiunque dia una mano, come ai tempi del Cln.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (26)

  • Professore, mi permetto corregerle una piccola imprecisione:
    «Invito tutti a mobilitarsi sin d’ora per il Si ai due referendum»
    Non è così, al secondo occorrerà votare NO perché non si tratterà di referendum abrogativo, ma confermativo.
    Cordiali saluti 🙂

  • Non so se ha notato che i media nazionali hanno opportunamente messo in secondo piano la notizia del disastro ambientale in Tunisia per non turbare il voto referendario a favore delle trivellazioni:

  • SI al referendum del 17 aprile sulle trivelle.
    NO al referendum costituzionale di ottobre.

    Suggerirei di evitare fino al 17 aprile qualsiasi riferimento al referendum di ottobre: la confusione è già tanta sotto il cielo, e gioca a favore del nemico.

  • Il punto su cui evidentemente è così difficile intendersi è che, seppure Renzi si sia fatto protagonista del citato pericolosissimo progetto di regime, dovrebbe essere altrettanto chiaro che non è certo sua l’iniziativa.
    L’iniziativa, su questo bisogna intendersi, è esogena, viene dagli USA e si propaga attrraverso le strutture dell’unione europea, e parte nella sua fase culminante con l’iniziativa di Napolitano di sostituire Berlusconi con Monti.
    Se riuscissimo a concordare su questo, si capirebbe che la caduta di Renzi non risolverebbe nulla. Sarebbe certo un bel colpo dato all’avversario ed al suo piano criminale, ma, vista l’origine del piano, sostituire Renzi non sarà un problema così insolubile per costoro, anche considerando che i comportamenti tenuti da Mattarella sin qui, confermano pienamente la strategia di Napolitano, cioè la cessione di sempre maggiori quote di sovranità all’estero.
    Renzi è solo un portavoce di poteri ben più forti di lui, e quindi trovo drammaticamente sbagliato metterlo al centro dell’attenzione, senza avere preliminarmente chiarito all’opinione pubblica chi sta dietro di lui, ma soprattutto la sostanza politica del suo piano, e conseguentemente l’importanza della difesa della costituzione, proprio il baluardo che dovremmo tenere per avere prospettive di potere riprendere la battaglia.
    Trovo gravissimo che le mie argomentazioni che ho ripetuto svariate volte, una volta anche su questo stesso blog, non vengano neanche prese in considerazione. Con questa impostazione del referendum Renzi sì, Renzi no, anche la vittoria al referendum non garantirebbe alcun vantaggio duraturo, visto che avremmo regalato all’avversario il depotenziamento del risultato referendario, e certo non molleranno solo perchè abbiamo delegittimato Renzi (della serie “Renzi, chi?”): sul piano strategico quindi come dicevo, un tragico ed incomprensibile errore.

    • Vincenzo ti voglio bene, ma quando leggo certe impostazioni di scontro capisco perchè la sinistra “alternativa” abbia regolarmente perso

      • Aldo, se è per questo, non ti stare a preoccupare, perchè da tempo ho smesso di considerarmi di sinistra, come invece credo tu continui a professarti.
        Se smettiamo così di preoccuparci delle serie storiche delle sconfitte, allora potremmo minimamente entrare nel merito delle mie argomentazioni.
        D’altra parte, ragionare fa bene anche a sè stessi, proviamoci tutti, magari con un atteggiamento anche di poco più umile e disponibile.

        • “Trovo gravissimo che le mie argomentazioni [etc] non vengano neanche prese in considerazione.”

          E lo dice a me che da anni vado ripetendo a tutti, anche su questo blog, che la pancetta nella carbonara è una vera eresia?
          Ha tutta la mia solidarietà.

          (si scherza eh)

          • ci credo che venga ignorata la tua indignazione: nella carbonara ci va la pancetta, mentre il guanciale va nell’amatriciana. E’ così che comincia l’attacco alla democrazia…

          • Scherzi pure esimio professore, ma io dispongo di una copia anastatica di un papiro, coevo a quello di Rhind, in cui il guanciale viene chiaramente indicato come ingrediente principe. Inoltre, ma non voglio stravincere, anche nelle grotte di Lascaux, un occhio attento non può non cogliere che l’uso della pancetta era in uso solo presso gli ultimi superstiti dei Neanderthal. Il Sapiens autore degli affreschi chiaramente metteva alla berlina una simile barbarie.

            Certo, se poi si voglia rimanere nell’igniorantsa, alora altso le braccie.

          • Eresia! Eresia ed interdetto: l’uso del guanciale è precedente a quello della pancetta ed è primitivo. Le traduce al contrario i documenti!
            Il giuanciale ha un senso solo con la cipolla e nella carbonara la cipolla non c’è!
            Lei è un incompetente alimentare ed un contraffattore di reperti archeologici.
            La sua cultura gastronomica è al livello dei sughi pronti e deu 4 santi in padella!!!

        • Non pensi che una sconfitta di renzi aprirebbe uno spazio politico e un dinamismo auspicabile? La posizione che dici per me è giusta solo che come obiettivo strategico è sbagliato… se aspettiamo che tuti diventino così consapevoli renzi può campare 100 anni al governo…

    • Credo che Vincenzo Cucinotta abbia ragione: il vero problema non è togliere Renzi, che è solo l’ennesimo esecutore di decisioni prese altrove, ma far capire al popolo che da svariati decenni è in atto un piano coerente ed efficace per riportare l’orologio della Storia indietro di almeno due secoli, con tutto ciò che ne consegue.

      Solo un popolo informato, intelligente (nel senso letterale del termine) e consapevole può cambiare veramente le cose: non certo una moltitudine eterodiretta da élite anche “buone”che, come una società per protezione degli animali, pensi anche per gli altri suoi simili benevolmente considerati incapaci di farlo.

  • Mahh !
    Penso che Renzi sia una mente eccelsa sprecata presso “le voci provenineti dagli ambienti di Palazzo Chigi” (tal è stata la versione ufficiale ultima per riferisi a lui).
    NOn vedo perchè debba essere schernito.
    Jimmy Carter fa case e scuole per il mondo.
    Prodi va dappertutto.
    Veltroni viaggia per l’Africa.
    Rico Letta è andato a dirigere un centro studi in Francia.
    L’ex mediatore ONU, Bernardino Leon è stato ingaggiato dagli Emirati Arabi Uniti per dirigere un’accademia diplomatica.
    Non vedo perchè bisogna essere restii proprio con Renzie.
    Va agevolato. Vanno riconosciute le sue capacità. Da qualche parte, in qualche emirato ci sarà una poltrona per lui ! Che venga subitro fuori !!
    Non vedo perchè Renzie debba essere da meno.
    Penso di aver fornito validi motivi ai sostenitori di Renzi per recarsi alle urne nelle prossime scadenze referendrie e amministrative.

    • Caro Vincenzo, non volevo scatenare un flame, però ammetterà che la frase sul fatto “gravissimo” era un po’ altisonante. Scusi la battuta, non ho resistito.

  • secondo me è sbagliato attribuire un significato politico al referendum sulle trivellazioni, perché così se il referendum non raggiunge il quorum o vince il no, Renzi accrescerebbe la sua forza. Se vince il si, Renzi sarebbe capacissimo di cambiare le carte in tavola. Sappiamo chi è l’uomo.

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