L’insolubile rebus elettorale.

Il risultato delle amministrative ha riaperto la piaga del sistema elettorale creando una situazione pressoché insolubile.

Il Pd aveva commissionato ai suoi esperti un sistema elettorale che ne garantisse la vittoria trasformando la sua maggioranza relativa in maggioranza assoluta, qualunque fosse la base di partenza. Questo era già il Porcellum, ma la Corte Costituzionale lo bocciò, quindi bisognava fare altro e gli scienziati del Pd o circonvicini (Ceccanti, D’Alimonte eccetera) ebbero la formidabile trovata del “doppio turno con trucco”, cioè premio di maggioranza già al primo turno se una lista ottiene almeno il 40% (all’inizio si parlava di coalizioni ed il Pd alle europee, da solo, aveva avuto il 41% mentre M5s e destra arretravano) oppure premio al secondo turno al migliore. E questo nel presupposto che i voti degli altri due poli (M5s e destra) non si sarebbero sommati, data la distanza politica.

Solo che poi è successo l’impensabile: sistematicamente la destra al secondo turno votava per il M5s facendolo vincere oppure (meno frequentemente, ma a volte) gli elettori M5s votavano destra. Era già successo a Parma, poi a Livorno, Mentre, Chioggia ecc, ma si pensava fossero casi isolati in centri di provincia. Ora, a Torino e Roma è successa la stessa cosa (e per poco non  è successa anche a Milano). Dunque, la tendenza è nazionale, per di più, nelle more dell’approvazione definitiva, la legge ha escluso le coalizioni assegnando il premio alla singola lista vincente, con il bel risultato di rendere inarrivabile la soglia del 40% al primo turno per il Pd che ormai è sotto il 35%.

Studio i sistemi elettorali da 30 anni ed ho capito che ci sono due tipi di sistema: quelli “neutrali” che non danno un vantaggio a nessuno (o danno un vantaggio molto piccolo al più votato) e quelli fatti per far vincere qualcuno in particolare. E’ la prima volta che mi capita di vedere un sistema elettorale pensato per far vincere un giocatore, che poi fa vincere il suo avversario. E’ la prima volta in assoluto che assisto ad un’autorete così spettacolare. Ricordate il goal da centro campo su rovesciata di Pelè? Bè, questa volta Pelè il goal l’ha fatto ma nella sua rete. Resta, comunque, un goal da grande campione!

Neanche a dirlo, il Pd è entrato in fibrillazione e non per la solita inconcludente sinistra di Bersani e Cuperlo, ma perché anche la sinistra cattolica di Franceschini e Fioroni sono scesi in campo fiancheggiati dagli alleati centristi (Alfano, Casini, Verdini) che vedono con terrore lo scenario della vittoria del M5s. Ed allora che fare?

Renzi non vuole cambiare nulla e, dal suo punto di vista, ha ragione. Che fa? Dice: “Sapete abbiamo approvato una legge elettorale meno di un anno fa e doveva servire a far vincere me, ma visto che, invece, vincono i 5stelle, adesso ne facciamo una nuova per farmi vincere”. Ed ovviamente, il popolo ride.

Renzi che, tutto sommato, è il meno cretino del Pd (D’Alema a parte) si rende conto che sarebbe una seconda autorete con un immenso danno d’immagine. A proposito, nella loro stupidità, quelli della “Sinistra” sono semplicemente spudorati e non si vergognano di dire che bisogna cambiare la legge elettorale che loro stessi hanno votato, perché così non vince il loro partito!

Ma veniamo al merito: che soluzioni possono esserci? Prima di tutto riammettere le coalizioni, nella speranza di tirare dentro i centristi, magari un po’ di Sel  e qualche altro mendicante nella speranza di fare il 40% al primo turno. I voti per approvarla ci sarebbero, ma il rimedio rischierebbe di non essere efficace: il Pd oggi è al massimo al 32-33%, i centristi non hanno neppure il 3 e mezzo in tutto e non sono sicuri di non perdere qualcosa versoi destra, Sel ha, forse, il 3% ma si spaccherebbe. Insomma la soglia del 40% è lontana, dopo di che si passa al secondo e siamo al punto di prima.

Allora si può abolire il secondo turno, calcolando che M5s e destra resterebbero divisi e nessuno dei due avrebbe speranza di battere il Pd. C’è un altro problema: già così la Corte Costituzionale non è sicuro che non bocci l’Italicum e deve decidere a breve. Poi  bisognerebbe riaffrontare la Corte dicendo che sostanzialmente si rifà il Porcellum. E qui la Corte potrebbe denunciare Renzi ed i suoi per “oltraggio al comune senso del pudore”!
Poi c’è il problema dei tempi: meno di 16-18 mesi per varare la nuova legge e rifare i collegi. La vedo un po’ dura.

Peggio ancora: c’è di mezzo il referendum e, se vince il No,  l’Italicum decade di fatto per ragioni politiche perché non si può votare con due sistemi elettorali contrastanti fra Camera e Senato per cui sarebbe assicurata l’ingovernabilità. Dunque, in quel caso bisognerebbe trovare una quadra ed in pochi mesi.

Questo lo dico anche agli amici del M5s che stanno emettendo messaggi decisamente strani, per i quali “la legge l’avete fatta voi e vedetevela voi, noi parliamo di altro”. Parliamoci chiaro, stiamo dicendo che il M5s ha cambiato parere ora che l’Italicum li fa vincere? Spero di no, sarebbe una “bersanata” all’inverso: “Eravamo contrari prima perché pensavamo che servisse a far vincere il Pd, ma adesso che a vincere siamo noi, che nessuno tocchi l’Italicum!”. Oltre che un ragionamento opportunista sarebbe anche un ragionamento molto stupido. Infatti, non considera almeno quattro ipotesi:
a.    che i centristi ed altri, per vincere, entrino nelle liste del Pd nella speranza di fare il 40%, cosa difficile ma non impossibile
b.    che il gioco degli elettori di destra che si riversano sul M5s non si ripeta alle politiche. E’ una possibilità e persino una probabilità, ma non c’è una assicurazione del Lloyd di Londra che accada ancora
c.    che la destra non si riprenda diventando la seconda lista (modello Parisi a Milano) ed il M5s resti escluso dal ballottaggio
d.    che questa svolta (insieme ad altre) non costi al M5s la perdita di una parte dei suoi elettori (compreso chi scrive queste righe) scendendo anche per questo al terzo posto

Siccome so che non siete così poco intelligenti da non considerare queste ipotesi, mi aspetto che il vostro giudizio sull’Italicum non sia cambiato ed, anzi, vi propongo una mossa che spiazzi gli altri: rilanciate il progetto Toninelli, invitando gli altri a misurarsi con quella ipotesi. Sul piano di principio, sarebbe coerente con la linea  sancita dalla consultazione on line dell’inverno del 2014 e la fermezza sulle questioni di principio è la principale forma di onestà a cui occorre restare fedeli. Sul piano politico sarebbe un ottimo rilancio di immagine del movimento che potrebbe anche passare perché, in fondo, conveniente per tutti in una situazione in cui è tutto incerto e nessuno può essere sicuro di essere quello che si avvantaggerà degli strampalati meccanismi elettorali dell’Italicum. O no?!

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (18)

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    Tenerone Dolcissimo

    Caro Giannuli, perché è così difficile per certi capire che i voti non appartengono ad un partito che non può quindi disporne a piacimento magari regalandoli ad altri?
    Ogni elettore di destra fara’ quel che vuole col suo voto. Amen
    Nemmeno durante la guerra fredda, quando l’elettorato era diviso in schiere compatte e che si muovevano al passo e agli ordini di capi militari, spesso capitavano diserzioni clamorose. Ma adesso che vi sono movimenti dove confluiscono elettori ex di destra ed ex di sinistra e un giulietto Chiesa viene ascoltato anche da elettori di destra come si puo’ credere che gli elettori di Berlusconi verrannno affidati al PD al secondo turno?
    Ah saperlo

  • Grazie per aver affrontato l’argomento, rilevantissimo e di assoluto interesse.
    Ciò mi da agio di illustrare una mia proposta, che ritengo essere in grado di risolvere i problemi che si pongono.
    Il sistema da adottare è a mio avviso basato in modo innovativo sul proporzionale puro con soglie plurime di sbarramento e con premio di governabilità, ovvero un maggioritario a base proporzionale.
    Mi spiego.
    Abbiamo 4 soglie di sbarramento: 2,5 – 5 – 10 e 15%
    Sotto il 2,5% resti fuori. Se non passi il 5% prendi 4 seggi fissi. Se non passi il 10% prendi 10 seggi fissi. Se non passi il 15% prendi 20 seggi fissi.
    I partiti che superano il 15% si divino proporzionalmente i seggi restanti, tolto il 10% di questi che vanno a formare un premio di governabilità attribuito alla lista più votata.
    Conseguenze ed osservazioni:
    – dai il diritto di tribuna per cui anche i piccoli partiti entrano in parlamento
    – questo non pregiudica la governabilità in quanto più partiti ci sono, più sarà difficile superare le varie quote e più seggi prendono i grandi
    – i pochi seggi presi dai piccoli possono avere un peso politico elevato nel caso in cui occorra formare coalizioni in mancanza di una maggioranza assoluta attribuita al partito maggiore (questo va a compensare la penalizzazione)
    – a spanne, arrivi alla maggioranza assoluta se prendi ca. il 40% dei voti
    -te ne puoi fregare se Grillo arriva primo e prende il premio perchè difficilmente non avrà comunque una maggioranza assoluta
    – il sistema premia chi ha capacità di aggregare una coalizione, post voto, a beneficio quindi dei partiti tradizionali ( e ci saranno sempre i vari Verdini, Casini, Alfano ecc ecc a correre in soccorso)
    E’ un sistema quindi molto più democratico, semplice, chiaro, stabile e facile da applicare rispetto a quanto abbiamo avuto finora.
    Come farlo passare al posto dell’Italicum è problema non mio.

      • Le due estreme da conciliare sono proporzionalità e governabilità: dove cresce una declina necessariamente l’altra. Questo sistema cerca di salvare entrambe, nei limiti del possibile. E comunque scongiura i paradossi che abbiamo avuto in passato quando ad esempio, pur con il proporzionale pure, il Psiup con un milione di voti non prese neppure un seggio

        • Eppure a guardar bene non mi sembra così malvagio… Intanto con il Porcellum con meno del 4% non entravi, mentre qui hai il diritto di tribuna. Per avere una maggioranza assoluta con questo devi prendere almeno il 40%, mentre con l’Italicum basta andare al ballottaggio, magari anche con solo il 25% per fare il colpaccio.
          E’ vero, questo sistema non favorisce il M5S

    • Con questo sistema il principio della democrazia rappresentativa va a farsi benedire.
      Mi sembra che anche lei sia preda del terrore della “governabilità”, ma non mi sembra che nell’Italia del boom economico e poi quella del mini boom degli anni 80, quella dei governi ogni 6 mesi, balneari o pentapartiti, ci fosse un problema di “governabilità”…

  • Rilancio le vere dichiarazioni di Di Maio (da Facebook) sull’argomento:
    “Hanno parlato per tre mesi di referendum, olimpiadi e direzioni di partito. E così hanno perso le elezioni a Roma e Torino.
    Non contenti, il giorno dopo la sconfitta, hanno iniziato a parlare di modifiche alla legge elettorale, ovvero di come spartirsi le poltrone alle prossime elezioni politiche.
    La Camera dei deputati ci costa 100.000 euro all’ora (avete letto bene) e il PD vuole spendere questi soldi per cambiare l’Italicum.
    Facciano pure. Ma quando vorranno tornare sulla Terra, gli mostreremo quali sono le priorità per l’Italia.
    Un Paese che ha 10 milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà, 11 milioni di cittadini che hanno rinunciato a curarsi per difficoltà economiche, che è al secondo posto tra i Paesi europei per corruzione e in cui ogni giorno falliscono circa 380 imprese.”.
    Caro Giannuli, messa così è un po’ diversa dalla posizione leggermente viscida dell’opportunista, non trovi? Senza considerare che è una bella pretesa volere che il M5S si spenda per aiutare chi voleva fregarlo!

    • Di Maio è se possibile persin più viscido di Renzi e sarebbe certamente un PdC altrettanto deleterio per il Paese.
      È il peggio del peggio del M5S

    • Davvero. Sarebbe davvero interessante per una volta avere un riscontro di prima mano dei gossip dei giornali.
      Che fai, Prof., confermi? Quanto c’è di vero e quanto di “addomesticato”?

  • un paese nel quale è legittima una discussione su quale sistema elettorale “convenga” a questo o quello è un paese con grossi problemi.
    Non mi piace tanto la proposta Toninelli che, comunque, è meglio dell’Italicum. L’unica legge giusta è funzionante sarebbe il proporzionale puro. Garantirebbe un voto giusto, eliminerebbe tutte le rendite di posizione e porterebbe ad un parlamento molto più pulito e qualitativamente “alto” rispetto a quello attuale ed ai precedenti degli ultimi 25 anni.
    Purtroppo tutta la discussione ruota intorno a temi che servono a distorcere il voto ed a nascondere lo svuotamento pauroso della democrazia di cui, il M5S è, a volte, involontario complice (il costo della politica, il numero dei parlamentari, la GOVERNABILITA’ eletta a stella polare di tutto).

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    Agostino Marrella

    Buon pomeriggio al professor Giannuli e a tutt*.

    Segnàlo.

    Può essere pure – ho ormai anni sufficienti per “non concedermi” ingenuità – che si punti a “fottere” (“amministrative” e Brexit sono stati dei segnali “chiari e forti” per il signor Renzi & C.) il M5S, ma che quest’ultimo ora difenda una legge elettorale sconcia in sé come la “porcata 2” (alias “Italicum”) perché pensa di poterne trarne vantaggio mi suscita dei… “quasi conàti”.

    E la “porcata 2” è sconcia in sé perché:
    1) prevede i capi-lista “bloccati-già votati”;
    2) consente le candidature plurime;
    3) non prevede alcuna soglia minima per il conseguimento di un abnorme premio di maggioranza al – quasi certo – turno di ballottaggio (ed invero marginale se al ballottaggio vadano liste singole o coalizioni meramente elettorali, che, cioè, potranno scomporsi in “cento” gruppi parlamentari dopo il voto).

    P. S. E qualora Sinistra Italiana riuscisse nell’intento poi “tutti insieme appassionatamente” a votare Sì al referendum costituzionale e “solite” alleanze elettorali col Pd?

    P. P. S. Ma – e, per inciso, sono stato un “proporzionalista” convinto fino a qualche tempo fa – un sistema elettorale semplice e lineare come l’uninominale di collegio con doppio turno eventuale, no?

    http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/06/30/news/l-italicum-non-piace-ma-conviene-il-no-dei-5-stelle-alle-modifiche-1.275659?ref=HEF_RULLO

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