Olimpiadi: brava Raggi, questa volta hai fatto la cosa giusta.

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha chiuso la partita delle Olimpiadi negando il consenso della città ad ospitare o giochi: non ha fatto bene, ha fatto benissimo dimostrando coraggio.
Finalmente, dopo due mesi di sangue acido per le vicende romane, posso scrivere di essere completamente d’accordo con una decisione della nuova giunta 5 stelle e lo faccio senza riserve e con grande piacere.

Entro nel merito: questa delle Olimpiadi si presentava come l’ennesima operazione speculativa che avrebbe prosciugato risorse comuni per il vantaggio dei soliti pochi. Ormai è storia nota e ripetuta quella che la politica dei “grandi eventi” produce regolarmente costi molto maggiori e ricavi molto più modesti di quelli previsti. E questo non solo in Italia ma dappertutto. Ancora non abbiamo i conti dell’Expo, ma sappiamo che i costi sono stati sicuramente maggiori del previsto, quanto ai ricavi forse è meglio stendere un pietosissimo velo e lasciar perdere.

Non voglio dire che non ci siano le eccezioni di eventi che hanno effettivamente giovato alla città ospitante, che hanno avuto  spese ragionevoli e ricavi più o meno vicini a quelli promessi: è il caso delle olimpiadi invernali di Torino il cui lascito durevole è stata la metropolitana ed un più generale rilancio della città. Ma queste sono le eccezioni e nel caso di Roma, per le condizioni della città, per il volo di avvoltoi che già ruotavano sulla preda, per le facce che abbiamo visto alla testa del progetto, tutto faceva presagire una grande mangiate dei soliti noti.

Per di più, il comune avrebbe dovuto coprire in parte le spese con ulteriori debiti ed in una situazione in cui già oggi la città è al limite del default.

Quanto al ritorno economico, certamente ristoratori, albergatori, taxisti, locali di intrattenimento, i negozi di abbigliamento avrebbero avuto una buona stagione ma la parte del leone la avrebbero fatta i soliti palazzinari, le compagnie assicuratrici, le banche e così via. Insomma ai ristoratori ed albergatori le briciole, ma i bocconi grossi e più golosi ai profittatori di sempre.

Ma il motivo più serio è un altro: è ovvio che il peso più consistente per gli investimenti sarebbe ricaduto sullo Stato che avrebbe dovuto anche sostenere il comune di Roma. E non si tratterebbe di un investimento leggero. Non è ancora passato un mese esatto dal terremoto di Amatrice, la terra trema ancora in tutto l’Appennino centrale con scosse sino al 4° gradi, abbiamo una situazione di pericolo che riguarda intere regioni e voi ci venite a parlare di spese diverse da quelle della messa in sicurezza di queste località?

Al solito, passata la festa gabbato lo santo: per dieci giorni dopo il disastro si fa il mea culpa per le troppe omissioni, per i ritardi, per le dimenticanze e si giura che questa volta sarà diverso che non ci saranno altre priorità che la ricostruzione e la messa in sicurezza. Poi, tutto passa in cavallerie e ricostruzione e messa in sicurezza scivolano rapidamente verso le posizioni basse nella lista delle priorità.

Ma, per una volta, questo paese riesce ad essere  serio? Queste sono le occasioni in cui uno può dire perché scegliere il M5s, nonostante i pasticci che spesso combina. Sulle grandi scelte nella gran parte dei casi è della parte giusta.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (46)

  • E bravo Giannuli, per una volta sono pienamente d’accordo con lei. I 5S sono ancora abbastanza freschi da tener testa alle speculazioni più macroscopiche. Mentre la stampa di regime approfitta anche di questo per diffamarli. Come tutte le cose volgari e stupide, al gregge piace lo sport e questo dà nuovi spunti agli spin doctors piddisti e ai loro dipendenti nelle redazioni.

    Ehm, quasi pienamente d’accordo. “Abbiamo una situazione di pericolo che riguarda intere regioni e voi ci venite a parlare di spese diverse da quelle della messa in sicurezza” recita Giannuli con grande scandalo. Le enormi spese (finanziarie, ma tanto più sociali, securitarie ecc.) necessarie per sostentare e integrare le orde migratorie però Giannuli le vuole proseguire e ampliare ganz nach Bedarf.

    C’è una gerarchia anche nella perversione. I palazzinari romani che vogliono riempirsi le tasche di soldi pubblici a questo punto mi diventano quasi simpatici.

  • Non sono mai stato un estimatore del M5S. Questa è una scelta giusta e coerente con le promesse in campagna elettorale che la Raggi ha fatto. BRAVI.
    Per il resto vedremo.

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    Tenerone Dolcissimo

    Venite dalle mie parti in zona cassia e andate ad ammirare lo svincolo all’incrocio fra via due ponti e via flaminia, costruito ai tempi di Italia 90 (sì quello dei treni che non entravano nelle gallerie)e capirete lo scampato pericolo. COnsiderate che i vertici del comitato olimpico sono gli stessi del comitato organizzatore di italia 90 e fate 2+2
    Se poi vorrete proprio farvi del male chiedetemi la documentazione da me presentata per chiedere di sistemare questo svincolo.

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    Tenerone Dolcissimo

    Leggo su un altro sito che il CONI vorrebbe chiedere un danno erariale al comune di Roma.
    Caro Giannuli, perché non mette una parola ai vertici 5s per fare una bella manifestazione sotto il coni e fare capire a malago’ e pappponi annessi come la pensa la plebe romana???
    Non mi giudicare un estremista: i francesi al posto nostro avrebbero gis’ staccato qualche testa.

    • Prima di partire ci sarebbe l’opportunità di spiegare se la somma elargita alla precedente amministrazione poteva essere vincolata alla candidatura.

      Il montaggio della regia manca dei dettagli della fase preparatoria. Ad esempio il piano puntuale che dimostrebbe l’insussistenza della pretese di cui i giornali “allegramente” scrivono.

      19 milioni di euro da destinare ad altre opere invece che ai “Giochi di Roma” non sarebbero male. È ancora forte la “gioia” del giubileo “straordinario” (cioé “prima” del previsto, e con Roma in crisi di bilancio)

  • Premetto che la ferma e motivata presa di posizione della Raggi (che non mi è simpatica) è piaciuta molto anche a me. Finalmente qualcuna che tiene fede alle promesse elettorali, anche sotto un pesantissimo bombardamento mediatico! (Anche oggi lo spazio dato alle ragioni del CONI è 100 volte superiore a quelle del Sindaco). Però… il M5S non ha mai chiarito in quali casi si deve consultare la volontà popolare e in quali no. Al loro interno è facile: quando gira a Beppe Grillo. Ma quando ci sono di mezzo i cittadini e le istituzioni, vale la stessa regola?
    (P.S.: perchè Monti era contrario?)

  • Quanto al ritorno economico per i ristoratori, gli albergatori, taxxisti, ecc., a parte le giuste considerazioni di Giannuli su chi farà la parte del leone, faccio sommessamente notare che Roma non ha bisogno di visibilità; per se stessa e per la presenza del Vaticano e del papa, è da sempre ai primi posti delle destinazioni turistiche preferite mondiali.
    Tutto fa brodo ma, obiettivamente, qualche decina di migliaia di turisti in più per un mese, varrebbero la candela? Molti di loro verranno ugualmente, con o senza la scusa delle Olimpiadi.
    Ma qualcuno potrebbe obiettare, non senza ragione, che oltre alle citate categorie ci sarebbero anche altri ad averne benefici: i lavori per le strutture destinate ad accogliere le Olimpiadi e tutta l’organizzazione necessaria a tenerle, significherebbero lavoro per molte persone.
    Sarei d’accordo se non ci trovassimo nella condizione debitoria in cui siamo, ma sopratutto se fossimo ragionevolmente sicuri che qualsiasi piano economico fatto per ospitarle non desse poi luogo a sforamenti maggiori di un ragionevole 10-15% (che già non sarebbe poco, comunque).
    Qualcuno può in coscienza stare tranquillo su questo punto, visti gli innumerevoli precedenti, non solo italiani, che negano questa possibilità? Pare che in Canada abbiano sforato di oltre il 700%!
    C’è poi un’ultima considerazione che la Raggi ha messo in evidenza, ma che i media si guardano bene dal riprendere: le Olimpiadi moderne sono nate ad Atene, lo spirito era quello Decoubertiniano. Quelle di oggi nulla hanno a che vedere con De Coubertain, con la cavalleria, gli ideali ed principi delle origini: basti pensare ai continui scandali sul doping, spesso e volentieri venuti alla luce oppure volutamente messi sotto il tappeto a seconda delle convenienze dei potenti e della situazione politica del momento, la questione Russia ne è un eccellente paradigma.
    Oggi le Olimpiadi sono solo uno spettacolo come tanti altri, dove girano tantissimo soldi che fanno gola a molti. Quindi, per favore, lasciamo perdere qualsiasi nobile ideale, perchè a Roma, tanto per restare in tema, diciamo che “i soldi manneno l’acqua per l’insù”.

    • Solo una parola per notare che a sua volta lo spirito decoubertiniano nulla ha a che spartire con quello olimpionico originario, prossimo semmai ai combattimenti gladiatori (nello spirito degli atleti come delle tifoserie). L’idea che ciò che conta sia non vincere ma partecipare sarebbe stata considerata una farneticazione da un greco delle origini.

  • Tamen venit dies pro Romae Maiori, Virginia Raggi.
    Nos non a habemus pecuniam expendere,
    beneficium non est quod Olympia,
    sed solum opes pro ditissimi.
    Olympia non sunt faciendes.

  • Poco fa su Sky l’avv. Pellegrino ha detto:

    1) si puo’ configurare un danno erariale (i milioni stanziati dal Governo Renzi e gia’ spesi) perche’ la Raggi si e’ sottratta mentre la candidatura dovrebbe essere comunque presentata per continuita’ amministrativa con la precedente gestione Marino che aveva detto si alle Olimpiadi;

    2) forse la questione non e’ del tutto chiusa e c’e’ ancora speranza che la candidatura faccia il suo corso.

    Cerchero’ di dire la mia.

    Sul numero 1/1992 della rivista “Amministrare” e’ stato pubblicato un mio articolo (“Gli stadi di “Italia ’90 – Il processo decisionale nazionale”) che riassumeva il rapporto di ricerca di uno studio iniziato nel 1988 sui Mondiali di Calcio. Mi era stato chiesto di occuparmi dei lavori parlamentari della legge che avrebbe finanziato la costruzione e la ristrutturazione degli stadi (era una esigenza del COL, il comitato organizzatore italiano); di mia iniziativa ho poi studiato tutta la vicenda legata al finanziamento della costruzione di infrastrutture in tutta Italia (il COL era estraneo; era una iniziativa dei partiti e dei gruppi imprenditoriali collegati).

    Riassumo i risultati che qui possono interessare:

    1) Il Comitato organizzatore dei campionati mondiali aveva due protagonisti indiscussi: Montezemolo e Carraro. Furono molto bravi ad ottenere le risorse pubbliche e private necessarie. Montezemolo, che ritroviamo nel comitato organizzatore delle Olimpiadi a Roma, mi stupi’ per le reiterate invettive contro l’inefficienza degli apparati pubblici mentre, paradossalmente, tuonava per ottenerne i soldi. A parte i costi pubblici diretti, vi furono costi indiretti: per es. la Rai dovette costruire Saxa Rubra a tempi di record per la diffusione TV in mondo visione (gli sponsor internazionali chiedevano questo e la FIFA se ne fece portavoce). Forse la RAI ne aveva bisogno ma era una proposta che non si poteva rifiutare.

    2) La parte che riguardava le infrastrutture mise in luce che tutti i soggetti politici (governo ed opposizione), imprenditoriali, istituzionali coinvolti si ritrovarono d’accordo nell’approvare finanziamenti per migliaia di miliardi di lire per opere pubbliche solo molto lontanamente necessarie per lo svolgimento dei campionati. Gli unici che si distinsero positivamente furono i Verdi e i Radicali. Alcune opere rimasero incompiute e quasi tutte furono completate dopo i campionati. Quando qualche mese dopo cominciai a leggere di Tangentopoli mi sembro’ tutto molto familiare.

    Pare che il modello Expo abbia funzionato nel prevenire ruberie e truffe (cosi’ dicono all’Anac) e quindi si potrebbe applicare alle Olimpiadi. L’obiezione quindi riguarderebbe l’opportunita’ economico-finanziaria ed ambientale.

    Nell’articolo di De Nicola (Repubblica 19.06.2016) che ho citato un paio di giorni fa, si fa riferimento ad opere (Torino per le Olimpiadi invernali, Roma per i campionati di nuoto) rimaste incompiute (centinaia di milioni sprecati) o tuttora sul groppone degli enti locali per la manutenzione (milioni di euro ogni anno).

    Quelli che ora si lamentano in diretta TV potrebbero proporre il modello Los Angeles 1984: tutto affidato ai privati (costi e ricavi); riadattamento delle infrastrutture esistenti (hanno utilizzato le strutture delle Olimpiadi del 1934 e hanno fatto dormire gli Atleti nei Campus Universitari; per il 2024 , Los Angeles sta riproponendo lo stesso modello) e far pagare, per es. il parcheggio di una autovettura 100 dollari (si poteva leggere nelle cronache giornaliste). Potrebbero sbandierare un progetto miracoloso a costo zero per il pubblico, senza impatto ambientale significativo ma anche con fideiussioni del CONI e del Comitato Organizzatore nel caso di debiti da pagare a conclusioni dei giochi o di strutture sportive da mantenere che rimanessero inutilizzate.

    • Io proprio non riesco a capire tutta questa voglia di ospitare le Olimpiadi.
      Quanto al danno erariale, vorrei proprio vedere come fare a quantificarlo, visto che Roma era in lizza insieme a Los Angeles e Parigi (come godrei se lo facessero i francesi!).
      Invece questi ragionano come se fossero già state assegnate a Roma. E fanno terrorismo psicologico. E la gente ci cade!
      Quanto a copiare Los Angeles, noi non abbiamo tutte le strutture sportive che hanno loro, perfettamente funzionanti perchè utilizzate, mica cattedrali nel deserto. E non abbiamo neppure i Campus che hanno loro: già in quello che c’è non si riesce ad ospitare gli studenti fuori sede, figuriamoci altri soggetti. Infine, strutture sportive ed Università (e Campus annessi) in America sono dei privati, da noi sono pubbliche: chi farebbe i lavori necessari e chi li pagherebbe?
      Proprio non capisco.
      Per dirla con Eduardo: “Denari che se ne vanno e non viene nemmeno bene!” (Natale in casa Cupiello).

        • Saranno pure franzesi, ma non sono mica fessi: si sono defilati, lasciando il cerino acceso in mani di altri.
          Non resta che protestare per il danno erariale pure in Francia.

        • @Roberto B. & Giannuli

          1) Secondo Pellegrino i soldi servivano per la candidatura, quindi il Comune di Roma doveva seguire la procedura fino in fondo per continuita’ amministrativa; bisognerebbe vedere cosa ne pensano altri esperti di diritto amministrativo.

          Magari il gioco e’ un po’ piu’ complicato. Pellegrino diceva: “c’e’ ancora speranza” mentre Renzi ha detto “discorso chiuso” e Malago’ fa il baciamano. Forse hanno in mente qualcosa. Bisogna vedere.

          2) Ho parlato di “progetto miracoloso” e copiare il modello Los Angeles: se non e’ possibile copiare il modello Los Angeles, non c’e’ neanche il progetto miracoloso: si chiama ragionamento per paradosso; cioe’: se non potete fare come a Los Angeles, scordatevelo.

          3) Perche’ essere contro le Olimpiadi senza se e senza ma? Se questi volevano il giocattolo e se fossero stati in grado di pagarselo di tasca loro ad impatto ecologico trascurabile perche’ non farli trastullare? Se non e’ possibile a quelle condizioni, possono sempre comprarsi una play station.

          • Art. 51, co. 2 c. g. c.
            “La notizia di danno, comunque acquisita, è specifica e concreta quando consiste in informazioni circostanziate e non riferibili a fatti ipotetici o indifferenziati.”
            §§§
            Manca l’indicazione del criterio di imputazione/
            manca l’elemento soggettivo per non dire di quello oggettivo.
            Che la Raggi risplenda in pace.
            Oremus.

          • La notitia damni esige la raccolta differenziata, altrimenti si rischia di essere multati per sciatteria.
            C’è poi che chi di danno ferisce, di danno perisce, o potrebbe perire.

  • Mi trovo in disaccordo con questo post.

    Chi vive a Roma sa del costante degrado della capitale (rete stradale e infrastrutture praticamente in stato di abbandono, mezzi pubblici che – quando passano – cadono a pezzi e rimangono fermi o in mezzo alla carreggiata, un sistema di metropolitana da terzo mondo e non manutenuto, spazzatura non raccolta per le strade o che trabocca dai cestini, cambiati una volta al giorno persino nelle zone turistiche!).

    Tutto questo è dovuto alla “genetica” corruzione dei romani (rispetto alla razza superiore dei limpidi e laboriosi milanesi)? Questa secondo me è solo retorica sciocca, moralista e sottilmente (ma nemmeno troppo) razzista.

    La corruzione sicuramente a Roma c’è (e v’è sempre stata) ma il crescente degrado è degli ultimi dieci anni.

    Il fatto è che, per prima cosa, il territorito del comune di Roma, pur avendo quasi lo stesso numero di residenti di Milano è pari a quasi tre volte l’estensione di quest’ultima, quindi ha costi fissi di gestione superiori (cioé costi che prescindono dal numero di residenti contribuenti). A Roma non si produce niente se non turismo e amministrazione (pubblica e privata). L’amministrazione pubblica è in crisi da 25 anni di tagli e blocco del turnover (e quindi ne soffre la parte del gettito comunale proveniente da soggetti che sono impiegati in questo settore) e l’amministrazione delle grandi aziende – soprattutto sedi di multinazionali straniere stabilite in Italia – sempre di più sceglie di spostarsi da Roma a Milano (dove le infrastrutture e i servizi, anche per la mobilità dei dipendenti e dei manager, sono gestiti meglio). Questo fa diminuire il gettito fiscale dell’ente locale e ne aggrava ulteriormente la qualità dei servizi e – dunque – la crisi. Un circolo vizioso.

    E’ vero che dal 2010 (vado a memoria) a Roma, in quanto Roma Capitale, è stato riconosciuto il diritto a trasferimenti pari a 1 miliardo di euro all’anno. Però, a ben vedere, se si considera l’enorme debito già accumulato dalle precedenti amministrazioni (che hanno tamponato la crisi di cui sopra facendo debito, anche tramite le società partecipate) praticamente tutta la somma di cui sopra viene girata per intero alle banche a titolo di interessi passivi.

    Ora, le Olimpiadi (posto che anche secondo me la candidatura era stata proposta dai soliti noti per organizzare ruberie in favore dei soliti noti) potevano essere l’espediente per giustificare trasferimenti maggiori alla capitale di fronte all’opinione pubblica di questo paese leghista e criptoleghista dove viene ritenuto normale e accettabile che la capitale (che è anche la città dove dimorano e lavorano, di fatto, oltre i residenti formali, 1/10 degli italiani e la città più visitata dagli stranieri) venga tenuta in stato comatoso – praticamente di pre-collasso strutturale – e di incredibile degrado (con grande sconcerto degli stranieri che vedono quotidianamente cumuli di immondizia accatastati di fianco a monumenti incredibili, gioielli e patrimonio dell’umanità). Voi ve le immaginate Londra o Parigi che vengono lasciate lentamente marcire dai rispettivi governi nazionali per non scontentare i livorosi della Bretagna o delle Midlands (per dire)?

    In questo paese, l’ignoranza e il livore dell’uomo medio del nord ha fatto (almento) tanti danni quanti quelli dell’ignoranza dell’uomo medio del tanto vituperato “meridione”.

    E diversi romani (come i 5 stelle romani) sono stati persuasi da questa retorica (diventata mainstream nei media da almento 10 anni) di essere geneticamente corrotti e quindi di non meritare un chance per rimettere in sesto la città o anche solo per provarci.

    • “posto che anche secondo me la candidatura era stata proposta dai soliti noti per organizzare ruberie in favore dei soliti noti”.
      Fino a questa frase virgolettata, nulla questio. Direi un ritratto da sottoscrivere di Roma, dei romani e delle amministrazioni precedenti all’attuale.
      Poi si arriva a quella frase e lì mi sono perso.
      Vediamo se ho capito.
      1) In questo Paese criptoleghista, gli yenkee de noantri hanno affogato nei debiti Roma ed i romani, per puro livore invidioso.
      2) gli sponsor delle Olimpiadi non sono affatto amanti dello sport; sono solo farabutti intenzionati a rubare quanti più soldi possono approfittando dell’occasione.
      3) il miliardo di euro all’anno concesso a Roma è un po’ pochino, le Olimpiadi potrebbero essere una buona scusa per chiedere altri soldi. In pratica, il fatto sportivo e di immagine in se, non ci interessa più di tanto. Quello che conta è mungere altri soldi allo stato ladrone; e che i nordisti schiattino d’invidia! Ah!Ah!Ah!
      4) I soldi che arriverebbero a Roma grazie alle Olimpiadi non finirebbero per la maggior parte ai disonesti di cui al punto 2. Anzi, le entrate conseguenti, compresi i soldi in più concessi dallo stato per l’occasione, sarebbero non solo sufficienti alla organizzazione della kermesse, ma ne avanzerebbe abbastanza per ripulire per bene Roma e forse anche alleggerire il suo debito.
      5) i 5Stelle, specie quelli romani, sono dei veri boccaloni! Avrebbero l’occasione di far contenta la popolazione e rimettere in sesto la città, e invece .. si sono lasciati abbindolare dai cattivi nordisti.
      Mmmmmm, mi sa che mi è sfuggito qualcosa del ragionamento.
      Aldilà della facile ironia, una nota seria: i romani non hanno scelto il M5S per “provarci”, ma per amministrare la città in modo onesto ed efficiente. I giochetti del tipo “finanza creativa”, lasciamoli fare agli altri.

  • Professore, buongiorno!
    Concordo sia sull’analisi che sui commenti. Aggiungo una brevissima considerazione sulla squadra russa. Hanno avuto il coraggio di:
    1. nascondere i risultati dei test positivi della squadra americana (alcuni intercettati dagli hacker di https://fancybear.net) noti alla WADA (abbr. di associazione antidoping mondiale) PRIMA dell’inizio dei giochi, una squadra che ha fatto il pieno di medaglie con vecchie e nuove glorie;
    2. escludere praticamente quasi tutta la seconda/terza squadra più forte al mondo, falsando i risultati, e lanciare così il monito alla Cina, dopata come tutti ma sotto l’occhio del ciclone (a differenza di nuotatori che accumulano medaglie su medaglie (23 in 20 anni) in una disciplina ad alto logoramento fisico… campioni quanto si vuole, ma due pesi e due misure no).
    3. radiare, sempre unilateralmente, l’INTERA squadra PARAOLIMPICA russa dai giochi del 2016 e del 2020, andando a infangare anche l’unico settore che unanimemente riscuote l’ammirazione degli sportivi di tutto il mondo.
    Pensavo che “nutrire il pianeta” fosse lo slogan più ipocrita mai creato da mente umana, ma i giochi di quest’anno sono stati il trionfo totale dell’ipocrisia e con lo sport ormai non hanno più nulla a che vedere. Anzi, un vero sportivo dovrebbe ribellarsi di fronte a questo, altro che ospitarli in casa.
    Un caro saluto.
    Paolo

  • Sono sempre stato contrario alle olimpiadi a Roma, però giustificare il no perchè ci sono i papponi le ruberie!! allora chiudiamo autostrade, strade perchè ci sono gli automobilisti che non rispettano i limiti!! e comunque di questo passo non faremo più nulla, come sta avvenendo in qualche comune governato da i 5 stelle da più di due anni!!questo mi sembra un comportamento Pilatesco

    • Sono d’accordissimo con Orlando: chiudiamo i caselli delle autostrade e restituiamole alla collettività che fu già tassata per costruirle e che continua ad esserlo dopo che i costi sono stati ampiamente pagati, come avviene in Germania dove le autostrade sono gratis.
      Si potrebbe anche pensare di corrompere i pappone con delle ruberie, affinchè se ne stiano boni boni al loro posto in sciopero dai crimini dei colletti bianchi, indossando chessò un maglione ..
      Nella peggiore delle ipotesi si potrebbe affidare il tutto a dei bancarottieri, un paio di maffioni di alto calibro, qualche omicida fa sempre bene averlo, un paio di falsari per risolvere i problemi di liquidità per far fronte alle opere pubbliche più impellenti. E sopratutto non scordiamoci tangentisti, frodatori dello stato, truffatori e qualche latitante.
      A queste condizioni le opere pubbliche potrebbero essere realizzate subitissimo.

    • Sono d’accordo. La decisione della Raggi è sacrosanta, ma gli argomenti usati per giustificarla sono sbagliati, anche se in linea con l’analfabetismo politico economico fin qui dimostrato dal M5S.
      Le Olimpiadi sono da rifiutare semplicemente perchè da quelle di L.A. in poi sono un disastro finanziario e una ferita sociale per il paese che le organizza. Anche per quelle cinesi è stato così, nonostante sia un paese in sviluppo, il buco finanziario è stato coperto dal P.C. cinese, ed hanno lasciato una Pekino sventrata e con i magnifici impianti deserti.

  • Buongiorno Professore. Mi consiglia una nazione nella quale andare a vivere, un luogo governato da persone civili e non da rubagalline servi degli USA ?

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    Tenerone Dolcissimo

    Cmq le olimpiadi si possono fare e benissimo
    Basta che Malago’ le finanzia totalmente con fondi privati.
    Mandiamogli una lettera

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