Quirinale: chi ha vinto, chi ha perso

Finalmente un segnale di novità, una ventata di aria fresca: Giorgio Napolitano! Con 740 voti il peggior Presidente della storia repubblicana è stato rieletto (unico, per ora) al Quirinale. Va bene, cerchiamo di vedere chi ha vinto. Ovviamente ha vinto Napolitano, ma non tanto per il fatto di essere rieletto, cosa che, onestamente, non pare avesse cercato, quanto per la piena affermazione della sua linea politica: governissimo di durata (con ogni probabilità presieduto da Amato), sterilizzazione del Pd ed isolamento del M5s e Sel. E’ quello che aveva tentato di fare con l’operazione “saggi”, poi finita nel ridicolo con Crozza, ma che ora tornano a galla. Magari vedremo anche la nomina di Berlusconi a senatore a vita…

Vince ovviamente Berlusconi, che ha completato il recupero stoppando l’odiato Prodi ed eleggendo un Presidente con cui può convivere. Ma soprattutto, ottenendo quel governo di “larghe intese” premessa alla soluzione dei suoi guai giudiziari. Per ora vince, ma corre un rischio: se le elezioni si allontanano troppo, perde il momento favorevole. Inoltre, se si imbraga con un governo tassaiolo come quello di Monti la cosa non gli porta bene e, già alle europee fra un anno, corre il rischio di un capitombolo. Deve gestire la cosa con molta accortezza perché poi l’ennesima rimonta non sarebbe facile.

Vince Vendola che, a buon diritto può presentarsi come quello che non ha tradito le aspettative degli elettori del centro sinistra ed ha coraggiosamente rotto con il Pd, passando subito all’opposizione dell’inciucio. Inoltre, a quanto pare, mette definitivamente da parte le voglie di entrare nel Pd e si candida al ruolo di Tsipras o di Lafontaine italiano.

Spero ce la faccia e non si faccia fregare dalle solite esitazioni dell’ultimo momento. Ho spesso criticato Nichi (e chi mi legge lo sa), ma questa volta devo dire che si è comportato con grande linearità ed ha fatto quello che poteva e che doveva.

Ovviamente, vince Grillo, che dimostra che “Gargamella” non  esisteva. Grillo si riscatta da quell’esordio di legislatura nel quale non aveva dato il meglio si sé. La scelta di Rodotà è stata perfetta perché ha dimostrato che sa essere flessibile, scegliere un candidato non suo e “pescare” consensi anche in campo avverso. Insomma, non è stato Bersani a fare scouting in casa 5stelle, ma al contrario, è stato Grillo a fare scouting in casa Pd: tanto di cappello! Per la stessa ragione per cui lo ho aspramente criticato nella prima fase, oggi devo riconoscergli di essere stato abile. Alle europee potrebbe avere un nuovo forte successo, anche se resta il problema dei gruppi parlamentari che sono un disastro (soprattutto, cari amici, fatevi passare questa mania di espellervi a vicenda e, poi, Grillo, parlare in Tv non è come baciare in bocca un lebbroso, se ne convinca e si rilassi un po’).

Monti ha una piccola vittoria perché aveva lavorato al maxi inciucio, ma, nello stesso tempo, incassa una sconfitta perché in questo grande accordo lui, con il suo 9% miserello miserello, scompare.

Veniamo agli sconfitti: di Bersani, Prodi e Marini non è neppure il caso di dire. Ne esce male tutto il Pd che ormai è solo la sigla di Psico Dramma. Non esiste più come soggetto politico, probabilmente si scinderà e forse neppure in due soli pezzi, ha dissipato un consenso che non rivedrà mai più neppure con il cannocchiale, ha la base in rivolta ed ha perso ogni contatto con il paese. Ma quello che è più singolare è che perdono tutte le sue correnti (o meglio, le sue tribù).

Ovviamente ne esce disintegrato il gruppo bersaniano che perde il suo punto di riferimento e che non sa a che santo votarsi. Ma perde anche Dalema: è riuscito ad ammazzare la candidatura di Prodi, ma si è suicidato, perché questa è la premessa del suo vero pensionamento (finalmente!). Non è riuscito ad andare al colle, non è più parlamentare, il suo gruppo è individuato come quello dei “traditori” ed è odiatissimo da tutti. Può darsi che Napolitano possa ripescarlo come ministro, ma ci credo poco e, comunque, non ha più un partito nel quale avere un peso e non ha prospettive future.

E perde anche Renzi, che alla fine si trova con un pugno di mosche in mano: la sua operazione Quirinale (qualunque fosse) è fallita, può darsi che diventi segretario del Pd ma eredita solo un rudere, è poco probabile che possa essere il candidato alla Presidenza del Consiglio e, se anche fosse, le possibilità di vittoria elettorale sono pari allo 0,001%. Ma, soprattutto, perde irrimediabilmente la sua immagine di giovane e frizzante innovatore, venendo fuori per quel che effettivamente è: un piccolo intrigante democristiano, carrierista e sleale. Non credo che incanti più nessuno, anche se un suo gruppo continuerà ad averlo. Può darsi che passi con Monti nel tentativo di fare una nuova Dc, ma, stanti così le cose, non credo che andrà molto oltre lo striminzito risultato di Sc.

Perde anche Veltroni che si è rivelato ininfluente in ogni momento dello scontro. Perdono gli ex Ppi che incassano lo schiaffone su Marini e sono ridotti ai margini come gruppo di vecchi notabili un po’ suonati.

Ma, soprattutto, ne escono male i rampanti “giovani turchi” che non sono riusciti a fare nessuna proposta e si sono accucciati ai piedi di Bersani sino alla sconfitta finale. Non sono stati capaci di lanciare un loro candidato, non sono stati capaci di sponsorizzare Rodotà, su cui avrebbero probabilmente perso, ma avrebbero comunque fatto una battaglia dignitosa e che gli avrebbe dato grande visibilità. Hanno perso il rapporto con Sel e si accingono al ruolo di “reggimoccoli” del governo dell’inciucio. E questi sarebbero i “nuovi leader” della sinistra? Giovanotti in carriera privi di talento, di attributi e di iniziativa. Polli di batteria allevati nelle tristissime stanze delle sedi di partito.

Moderati che non si spendono su nulla, incapaci di rischiare interessati solo ad accumulare posizioni che poi non sono capaci di spendere in nessun modo: “giovani tirchi” più che “giovani turchi”. Dimentichiamoli rapidamente.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (34)

  • Sì, la scelta di Rodotà è stata perfetta. Ma non è stata una scelta di Grillo, bensì di Gabanelli e Strada; e prima ancora (forse) degli iscritti M5S.
    Quindi la sua abilità è ancora tutta da dimostrare. Oggi avrebbe gioco facile a gridare all’inciucio, al regalo a Berlusconi, alla difesa delle poltrone, e invece grida stupidamente “golpe”, smentito perfino dal suo candidato.

    • Sapete chei toni di Grillo sono sempre sopora le righe, ma dopo “si rimette”.
      ovviamente un golpe non è ma una vera schifezza politica si.
      In ogni caso questa candidatura se l’è saputa giocare bene

  • Ciao Aldo,
    ho seguito la vicenda con sempre maggiore incredulità e via via indignazione… Nulla da eccepire su questo bilancio che fai, se non per il fatto che non credo che Renzi sparirà facilmente: potrebbe farsi il suo partitino e allearsi a destra, oppure essere il prossimo leader del centrodestra.. ai tempi delle primarie PD aveva già avuto l’endorsement di Berlusconi (“è uno dei nostri”). Per parte mia dico solo che, dopo diversi anni, sono nuovamente rappresentato in Parlamento, essendomi rispecchiato in tutte le scelte di Sel finora..
    Un saluto

  • caro Aldo,
    ma non è un teatrino in cui tutto era già scritto? hanno temporeggiato quel tanto per far morire (o suicidare) il pd, e per farci andar bene napolitano e il governo che verrà, perché …poteva essere molto peggio?
    e grillo che scalpita e incita alla rivolta popolare per rendere tutto più credibile?

  • Angelo Iannaccone

    Un vero disastro per il Paese, la soluzione peggiore possibile, utile solo agli interessi del palazzo. Se non proprio il peggiore, sicuramente uno dei peggiori presidenti della storia confermato per aprire la strada al grande inciucio. E’ evidente la spaccatura tra il palazzo ed i cittadini. Si prospettano pessimi giorni per il Paese con i peggiori politici della storia, responsabili del disastro, i quali dovrebbero condurre il Paese fuori dal disastro, in cui l’hanno scaraventato. La disastrata e disastrosa ditta Bersani Monti Berlusconi si tiene stretta la cadrega, fungendo i vari componenti da stampella reciproca. In sostanza che cosa è successo e che cosa succederà ? Come diceva il gattopardo: cambiare tutto per non cambiare niente, quindi restaurazione senza che ci sia stata una rivoluzione. Resto però dell’idea che il M5s ha avuto la possibilità di impedirlo, ma non ha saputo farlo, anche se riconosco la grande abilità nella gestione dell’elezione del Presidente della Repubblica. E’ comunque intollerabile sentire i vari Letta, Brunetta, Monti ecc. e cioè i responsabili del disastro dare lezioni ai cittadini nelle loro interviste. Certo per un po’ questi indegni rappresentanti del Paese se la caveranno ricorrendo alle uscite secondarie per sfuggire ai cittadini, come Bersani e c. al Capranica, ma prima o poi si ritornerà alle urne e si spera siano finalmente spazzati via, anche se purtroppo fino ad allora hanno tutto il tempo di fare altri disastri.
    Sembra però chiaro che le forze che alle prossime elezioni si contenderanno la guida del Paese saranno M5s e Pdl, essendo il PD e Monti passati nella categoria degli ex.

  • Renzi più che i democristiani mi ricorda i socialisti di epoca craxiana. La canzone “L’ottimista” di Antonello Venditti, dedicata a Craxi nel 1984, mi sembra descriva benissimo anche lui.

  • La mia analisi è: hanno PERSO solo i CITTADINI.

    La lotta fra politici e/o correnti e, quindi, quella forma di lotta apparente fra lobby, è relativamente ininfluente nei suoi risvolti al cittadino.

    L’unica vera LOTTA importante è la LOTTA di CLASSE: e nei FATTI il M5S sta occupando il ruolo storico della sinistra (non sicuramente Vendola che è uno stakeholder lobbysta…).

    Come da pronostici l’euronazismo ha di nuovo la strada spianata per la nuova sicilia allargata.

  • Anche io credo che l’immagine di Renzi non ne esca così offuscata. Alla fine è uno che non ci ha mai creduto in Bersani come capo e i fatti non possono che dargli ragione. Alla fine è uno che può dire “ci fossi stato io le cose sarebbero andate molto meglio” e credo anche in questo caso avrebbe avuto ragione.

  • Beh, trovo alquanto affrettato il tuo giudizio su Vendola. Non è che l’azione politica di un certo personaggio possa essere giudicata un giorno su ciò che quello stesso giorno ha fatto. Concordo con te che oggi si è comportato bene, ma già ieri poteva insistere su Rodotà, invece ha scelto di essere una delle vittime delle faide piddine.
    Ma soprattutto, è la ipotesi politica di fondo di Vendola che crolla, quella di potere teenre assieme un’ampia area di centrosinistra. Questa ipotesi non tiene, ormai se ne sarà accorto anche lui, ma un errore di questo tipo con la scelta infausta di abbandonare Di Pietro ed in genere un’area di sinistra ha provocato l’impossibilità di vedere rappresentata un’area antiliberista in parlamento, se non in maniera alquanto ambigua nel M5S.
    Oggi, la riconferma di Napolitano fa emergere come l’unica cosa che conta davvero, aldilà degli scazzi interni al PD, sia che venga salvaguardata la continuazione delle politiche rigoriste e di vera distruzione del tessuto produttivo italiano di cui Napolitano è stato garante (fino a fare da tramite tra Obama e la Merkel nel suo recente viaggio). Vendola ha pèerseguito un’alleanza con il PD, il vero protagonista delle politiche rigoriste europee (ben più del PDL), pur continuando a invocare una politica economica con caratteristiche esattamente opposte, con un livello di coerenza prossimo a zero.
    Vendola così ha dato il proprio contributo ad impedire che si chiarisse la sostanza dello scontro politico, e pertanto non se ne può uscire senza fare un’esplicita autocritica, o al contrario deve accontentarsi all’oblio come probabilmente succederà al suo sodale Bersani.

  • Concordo pienamente sull’abilità politica dimostrata da Grillo in tutta questa fase; che riscatta anche la fase precedente, rivelandone la lungimiranza e la tenacia (come notato da un commentatore nei giorni scorsi).

    Ho qualche perplessità sullo scenario che si profila.

    Infatti, benché sia vero che Napolitano trionfa, il suo progetto di ‘governissimo di durata’ non avrà una strada in discesa priva di ostacoli (benché lo scoglio principale – il PDR – sia superato).

    Inoltre, con Bersani cade definitivamente la finzione di un pd che sfida il M5S su un programma (sostanzialmente di sinistra) di interventi urgenti.

    E si spera che la nuova segreteria ci risparmi la manfrina di non volere il governissimo col pdl (ma solo con chi ci sta)….Tuttavia temo che non potranno fare a meno di inventarsi nuove foglie di fico se non vogliono perdere definitivamente gli elettori di sinistra – e amato mi pare un po’ gualcito come foglia di fico.

    Infine per B. non vedo gravi rischi di un lento logoramento del consenso da rimonta; B. ha già dimostrato in più di un’occasione di saper sparare a zero contro la sinistra (o altri) anche mentre ci governa insieme; cosa che il pd non sa fare neanche contro gli avversari in campagna elettorale (es. Monti).

  • Maurizio Melandri

    Se dobbiamo dire chi ha vinto o perso allora dobbiamo dire che ha perso l’Italia.
    Per un attimo ho sperato che il M5s potesse andare al governo e così si potevano aprire quegli spazi democratici che dal ’90 hanno incominciato a chiudersi.
    Ora sarà più dura per tutti, ma, forse, grazie a ciò, potremmo trovare persone più pronte a mettersi in gioco, a lottare.
    Forse, ora, SEL, potrebbe essere più agguerrita e se Rifondazione riesce a scrostarsi di tutti gli pseudo dirigenti…bah vedremo, da domani ricomincio ho un referendum da vincere qui a Bologna.

  • Quirinale: chi ha vinto, chi ha perso!

    Facile:

    1) Ha vinto il centrodestra ovvero Berlusconi con Monti ed anche la gregaria Lega.
    La compattezza politica gli ha riconosciuto la vittoria!

    2) Ha perso il diviso PD con le sue contraddizioni!

    3) Hanno pareggiato SEL e M5S con la tenuta abbastanza coerente delle loro posizioni, diciamo hanno mantenuto le linee di trincea!

    In quest’ultimo caso tali partiti/movimenti son pronti eventualmente per cavalcare l’auspicato avvento di burrascosa accelerazione degli eventi.

    4) Ha pareggiato il Presidente riconfermato:
    se avesse vinto non ci sarebbe stato bisogno di lui.
    Si ritrova a dover ancora lavorare per far bene inciuciare gli storici finti avversari! Ci è quasi riuscito ma per completare il lavoro ha bisogno ancora di un po’ di tempo ed ecco il rinnovo “sicuramente a tempo (anche semplicemente per fattori naturali)” del suo mandato!

    In conclusione per dire che vincitori e vinti sono nella stessa barca: sono finiti!
    Gli uni suicidati politicamente e gli altri perché condannati naturalmente a morte (quando tempo può ancora andare avanti il Berlusca? -e dopo di lui il partito personalistico sarà tutto da rifare-).

    Politicamente sarà tutto un reinventarsi ma SEL e M5S son già lì pronti a partire sulla linea, con tutti i loro apparati già bell’e pronti.

    Stiamo vivendo una fase propedeutica a ciò che si sta preparando ed il M5S continua a calmierare il Popolo, funzione evidentemente utilissima in questa fase di stasi apparente!

  • Prima delle prossime europee ci sono le regionali del Friuli VG. Sono friulano, e se quanti incrocio sono un buon campione sarà una legnata grandissima per la renziana Serracchiani, e un trionfo per m5s. Lo sapremo lunedì sera.

  • Hanno solo prolungato l’agonia, in realtà sono finiti; il Pd si è suicidato e il Pdl che apparentemente esce discretamente è destinato col tempo a perdere tutte o quasi le posizioni che ha riconquistato.
    Napolitano ha certificato di essere il peggior presidente della repubblica della storia, garante della partitocrazia e degli interessi forti e nemico dei cittadini.

  • A prima vista il comportamento del PD può sembrare irrazionale, ma c’è un metodo nella sua follia. Dal PCI ha ereditato la convinzione non discutibile che senza dare piene garanzie di impunità e ladrocinio alla destra, in Italia non si governa. E’ la logica dell’amnistia Togliatti, del silenzio sostanziale sulle stragi di Stato (se ben ricordo, c’è stato un ministro degli interni che si è presentato con le parole: “non sono qui per aprire armadi…”), del compromesso storico. Questa logica, se al tempo della guerra fredda poteva essere giustificata per garantirsi la sopravvivenza, è diventata poi nella pratica quotidiana, connivenza e spartizione di prebende fino all’ultima municipalizzata del comunello più sperduto. (E Rifondazione è diventata rapidamente non credibile perchè in questa logica ci si è tranquillamente accomodata, al di là degli slogan di piazza). La logica di innanzitutto garantire la destra è quella che ha portato D’Alema all’Opus Dei, Prodi a difendere i crimini della CIA, Renzi ad Arcore. Finchè questa cultura politica non muore, dalle macerie del PCI e del partito Come-Si-Chiama non nascerà nulla di buono e di vitale.
    Vendola si è mosso bene, e sono contento di averlo votato, ma il suo partito dovrebbe essere completamente rifondato dal punto di vista organizzativo, abbandonando la logica del movimentismo e utilizzando le potenzialità della rete per una democrazia interna effettiva e non demagogica.

  • “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.”

  • gentile prof giannulli, credo che oggi nel profondo nord est si vedrannno i primi effetti de suicidio politico del pd, la serracchiani al di là dei propri demeriti finirà 3°, probabilmente vincerà il cdx ossia l’immobilismo senza vie d’uscita, e credo ci sarà un grande risultato dei 5 stelle. vorrei solo chiederle cosa pensa di questo suicidio politico del pd, la sua classe dirigente non appare solo inadeguata ma completamente disadattata rispetto alla realtà, quando vedo personaggi come la finocchiaro la bindi o dalema, il buon bersani lo lascio in pace è un caso umano, mi chiede se questi figuri abbiano non dico una visione politica, ma almeno un sano spirito di conservazione, mi ricordano la corte dello scia di persia al momento della caduta e della salita al potere degli ayatolah. comunque credo he i nodi stiano arrivando al pettine non solo e non tanto per il csx ma per l’italia intera

  • Cerchero’ di essere il meno catastrofico possibile.

    Abbiamo perso tutti. Anche Berlusconi che potra’ tirare un sospiro di sollievo per un paio d’anni (forse meno) rischia di rimanere in mezzo alle macerie: e non avendo nessuno da fregare, che fara’? si freghera’ da solo?

    Mi spiego.

    Il risultato attuale e’ stato riassunto bene dalle parole di Vendola, per come le leggo nel pezzo di Concita De Gregorio su Repubblica di oggi (21.04.2013): siamo fermi a meta’ del ‘900.

    Cio’ si puo’ imputare alla malandrinaggine di qualcuno? Forse, in parte.

    Il punto e’ che, come ho scritto in interventi precedenti su questo blog, e’ l’Italia, la sua societa’, la sua economia ad essere bloccate, come paralizzate.

    Come se ne esce? Non lo so.

    Di piu’: se ne esce? Non lo so.

    Io avrei un’idea ed un consiglio per Barca/Vendola.

    Invece di cercare di fare una (ancora?!) formazione a sinistra, rimanete nel PD e lanciate un’Opa politica sul partito. Gli esiti sarebbero incerti ma al peggio si formerebbe una corrente minoritaria che condizionerebbe il corpaccione dall’interno.

    L’alternativa, secondo me, sarebbe l’irrilevanza a sinistra.

    Grillo, mi sono fatto questa opinione, e’ inaffidabile.

    Ha fatto il gioco sul PD per sfasciarlo e gli e’ riuscito (anche per merito del PD) ma poi che fa? La marcia su Roma?

    Dopo la traversata dello Stretto, la marcia su Roma, ora non gli rimane che minacciare gli USA con i missili balistici termonucleari.

  • Non avrei mai pensato che da elettrice di sinistra radicale che non ha mai votato il centrosinistra se non quando era alleato con Rifondazione mi sarebbe toccato difendere Bersani. Mi pare che abbia fatto quello che poteva in condizioni veramente estreme, dovute alle tante ragioni che sappiamo. La cosa su cui più non mi trovo d’accordo è che Grillo vinca. Vincerà pure in un certo immaginario, ma solo perché l’antipolitica e più ancora il narcisismo politico, e una crescente e devastante superficialità hanno ormai conquistato questo Paese. Il settarismo ignorante e presuntuoso degli eletti del movimento 5 stelle mi fa orrore e non riesco a vederci nient’altro se non un vacuo rifiuto dell’esistente che non solo non propone reali e praticabili alternative, ma non è nemmeno nobilitato da alti ideali. Se vogliamo che sempre più italiani, che già non brillano per coscienza politica (e civica) si allontanino ancor di più dalla politica continuiamo pure così. Trovo anche l’insistenza sul nome di Rodotà, o perlomeno il richiamo ai deputati PD affinché lo votassero, frutto di cecità mista a capriccio; e perché non Evo Morales? Se il Pd doveva riorientarsi a sinistra doveva farlo attraverso una laboriosa dialettica interna, che forse stava anche avvenendo proprio grazie ai bistrattati giovani turchi, non certo durante l’elezione del Presidente della Repubblica.
    Saluti

  • La rielezione di Napolitano non mi fa essere ottimista per la costituzione del futuro governo.Ha vinto una line politica che a mio giudizio non fa progredire il nostro paese verso una visione di un Italia protagonista in Europa e nel mondo.in tutto il mondo gli stati stanno lavorando per costruire nuove alleanze e forme di collaborazione sempre più strette tra essi cercando di formare blocchi sempre più ampi.Nonostante continuano a martellarci il cervello con i problemi della crisi economica,i paesi di Asia sud America ed America che sicuramente hanno anche loro i loro problemi stanno lavorando per creare il clima di fiducia tra i partner ,migliorare le relazioni commerciali ed abbattere le barriere doganali tra di loro così da creare i presupposti per un mercato nuovo.La linea europea sembra rimanere concentrata sul rigore di bilancio cosa che non ha portato giovamenti ai paesi membri e che sta intaccando la fiducia e la collaborazione trai i popoli membri

  • […] > Ascoltare. La caratteristica che in questi anni è mancata alla classe dirigente del Partito Democratico. La base, i militanti, la società civile sono stati tenuti fuori dal partito. Non è un caso se politici disposti ad ascoltare vengano preferiti, con la condivisione di proposte e idee passata in secondo piano. Questo non hanno voluto fare Bersani&C. Di questo sono morti, politicamente parlando. Piovono Rane – Di cosa è morto il Pd > Giorgio Napolitano raddoppia il settennato da Presidente della Repubblica. Ma il voto per il Quirinale ha segnato vittorie e sconfitte politiche. Tra i vincitori lo stesso inquilino al Colle per l’affermazione della sua linea politica con un governissimo di durata. Anche Berlusconi può festeggiare con l’elezione di un Presidente con cui può convivere e con la realizzazione di un governo di larghe intese. Sicuramente, Nichi Vendola che con la sua linea di rottura nei confronti dell’accordo Pd-Pdl non ha tradito le aspettative dei propri elettori. Vince Beppe Grillo che, con il voto degli iscritti al M5s per Stefano Rodotà, ha fatto scouting in casa del Pd. A perdere invece è tutta la classe dirigente dei democratici con relative correnti: Bersani, Prodi, Marini, D’Alema, Renzi. Un partito che è riuscito a dissipare un grande consenso elettorale, con la rivolta della base e la perdita di contatto con il Paese. AldoGiannulli.it – Quirinale: chi ha vinto, chi ha perso […]

  • Aglieglie Bratsorf

    Oltre ai fatti e detti ben rilevati da Giannuli, il peggior presidente della storia repubblicana ha usato dei suoi poteri per delegittimare la magistratura, volendo tramutarne la natura, ben più di Berlusconi, da potere dello stato a “servizio pubblico”. La sua opera di delegittimazione distruttiva si è abbattuta non solo sulla magistratura italiana, con questi atti
    1) grazia a Sallusti (decretazione di inefficacia di una sentenza definitiva per un reato gravissimo per convenienza politica italiana)
    2) grazia a Joseph Romano (concessione dell’impunità d’ufficio (ebbene sì!!!) per un reato internazionale tra i più gravi dopo la seconda guerra mondiale e negazione della sovranità della magistratura italiana sottoponendola una legge di uno stato estero)
    3) accoglimento in Quirinale in visita ufficiale di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (non riconoscimento di un procedimento penale della magistratura di uno stato estero, dando veste istituzionale all’opera dei due Marò)
    4) accoglimento in Quirinale della delegazione di parlamentari PDL che contestano il Tribunale di Milano (in un possibile conflitto tra poteri, il presidente della repubblica non solo si schiera a favore della politica contro la magistratura, genera egli stesso il conflitto, riconoscendo il dissidio e una sola delle sue parti)
    5) appello alla Corte Costituzionale per dirimere la questione dell’utilizzo delle intercettazioni “indirette” nel processo trattativa stato-mafia.
    Di queste prese di posizione solo l’ultima è stato oggetto di dibattito o ne è stata accennata, quantomeno, l’inappropriatezza; tuttavia gli altri non mi sembrano meno gravi. Certo: nessuno di questi viola la costituzione, ma non trovo altro termine per definire questi atti se non “eversivi”. D’altra parte neanche Nixon ha violato la costituzione americana con il Watergate…

  • A Rimini, 9 anni fa si fece un congresso di Rifondazione, furono presentate 63 tesi, nella n° 51 dal titolo sportivo “comunismo contro stalinismo” Bertinotti scrisse: “un’identità comunista implica una rottura radicale con lo stalinismo”. 9 anni dopo Ferrero copia parola per parola dal suo ex maestro:”Il progetto della rifondazione comunista, di un’identità comunista adeguata al XXI secolo, implica una rottura radicale con lo stalinismo”. Di suo Ferrero ci ha messo solo il XXI secolo perché 9 anni fa non si era ancora presa la pomposa abitudine di dirsi comunisti del XXI secolo, non era stato neanche inventato ancora Marx XXI. In quella tesi n°51 Bertinotti scrisse ancora: “Non proponiamo qui un’operazione di bilancio storico, ben altrimenti impegnativa, ma di verità politica e di identità teorica”. 9 anni dopo (cioè oggi) Ferrero, ridicolmente, facendo la figura dell’ultimo della classe che copia pedissequamente dal compagno di banco, ripete: “Non proponiamo qui un’operazione di bilancio storico, ben altrimenti impegnativa, ma di verità politica e di identità teorica” (VIII Congresso doc.1 http://web.rifondazione.it/viii/?p=60#more-60) Non proponiamo qui (2002), non proponiamo qui (2011) un bilancio storico “ben altrimenti impegnativo”: può darsi che tale bilancio vedrà la luce nel XXII secolo? E cosa dirà mai di bello un bilancio sull’Urss di Stalin ben altrimenti impegnativo dopo tutte le calunnie borghesi imperialiste che gli avete vomitato addosso? Per ora a Bertinotti ed al suo ex-discepolo valdese ora basta questo giudizio analitico a priori di kantiana memoria: lo stalinismo è incompatibile con il comunismo!

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