Quirinale: alla vigilia.

Non avevamo previso male, a dicembre, quando sostenemmo che lo scontro sul Quirinale si sarebbe incentrato sulla questione del Nazareno: da una parte l’alleanza strategica fra Renzi e Berlusconi (con l’umile codazzo centrista), dall’altro gli oppositori del Nazareno esterni ed interni a Pd e Fi.

Non si tratta solo dell’elezione del Presidente, ma anche degli sviluppi della politica italiana per i prossimi anni e, forse, per il prossimo decennio. In primo luogo l’elezione di un Presidente del Nazareno significa che la legislatura andrà avanti sino al 2018, salvo eccezionali incidenti di percorso. In secondo luogo, in questi due o tre anni prenderà forma la costituzione materiale della terza repubblica.

Il sistema politico della seconda repubblica si è basato sull’alternanza fra le due coalizioni di centro sinistra e centrodestra (peraltro, molto meno diverse fra loro di quanto non proclamassero), lo schema della terza repubblica si profila molto diverso: un partito di centro egemone, probabilmente chiamato “Partito della Nazione” che comprende gran parte del Pd, il rimasuglio di centro attuale e Forza Italia, o quel che ne rimane, con una opposizione di destra  (Lega, Fd’I,  probabilmente anche i fittiani), e due collocate a sinistra (M5s e l’eventuale fusione fra Sel ed attuale sinistra Pd). Date le caratteristiche del sistema elettorale che si sta approvando, questo garantirebbe una lunghissima permanenza al potere del partito di centro, anche con percentuali di voto poco inferiori al 40%. Infatti basterebbe arrivare al secondo turno per vincere, giocando sulla reciproca esclusione delle sue ali. Il tutto in un sistema che concentra nelle mani del partito egemone il controllo assoluto di Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, e Governo. Un regime che più regime non si potrebbe.

Di qui l’importanza eccezionale di questa tornata di elezioni presidenziali.

L’asse del Nazareno il suo nome –già concordato fra Renzi e Berlusconi- già lo ha, probabilmente si tratterà di Amato o Veltroni: le “consultazioni” di Renzi sono solo manfrina.

L’opposizione al nazareno un nome non lo ha e deve costruire una candidatura, ma non ci vuol molto a capire che, così stanti le cose, l’unico nome che può essere speso, per incidere profondamente nel Pd è quello di Prodi. Potrebbe avere i consensi di Bersaniani, Cuperliani e Civatiani ma, potrebbe anche raccogliere nell’area cattolica di Fioroni e fra singoli notabili (Bindi, D’Alema), un blocco che potrebbe superare i 200 voti e con l’aggiunta di Sel, potrebbero salire a circa 240, per poi cercarne altri fra M5s, fittiani, Sel e Gal. Staremo a vedere.

Intanto osserviamo che Renzi sta dimostrando di avere una ben strana idea della democrazia. In primo luogo, è uomo che ama i segreti e la souspance: ha un nome ma è blindato, non lo dice a nessuno, sino al momento del voto.

Nella mai abbastanza compianta Prima Repubblica, la scelta del candidato al Colle spettava ai gruppi parlamentari di ciascun partito, qui abbiamo fatto un triplo salto mortale: il potere di scelta passa al segretario del partito, che, per di più,  decide da solo e, infine, non comunica quello che ha in testa nemmeno al suo partito, sino a un’ora prima del voto. Quindi niente discussione né con gli altri gruppi parlamentari, né con gli alleati e neppure nel proprio: mai vista una cosa del genere, nemmeno nel partito azienda di Berlusconi che, almeno, informava delle sue decisioni i suoi dipendenti un po’ di tempo prima.

L’allievo ha superato il maestro che oggi lo segue sulla strada della suspance. Perché –mi pare chiaro- il Cavaliere sa cosa ha in mente il suo migliore allievo anche se fa finta di non saperlo. Dunque, i suoi parlamentari hanno un solo diritto: obbedirgli.

In secondo luogo, Renzi ha una idea particolare della democrazia perché pensa che le altre forze politiche abbiano un solo diritto: prendere o lasciare. E, infatti, si parla di un nome secco e non di una rosa. Ma se hai in mente un nome solo, significa che non c’è alcuna consultazione: tu metti in pista un nome il giorno stesso votandolo, poi chi ci sta ci sta. Si chiama “contratto per adesione”, ma con la dialettica democratica mi pare che abbia poco a che fare.

Peraltro, siccome da solo non ce la farebbe mai, è evidente che il nome ha già l’adesione di qualche altro. Indovinate chi? Ma allora perché non dirlo subito chiaramente? E che siamo in una loggia massonica con nomi “all’orecchio del Gran Maestro”?

Insomma, sembra che la democrazia, per Renzi, sia la decisione di un monarca assoluto dato in forma di contratto per adesione formato in una loggia massonica.

Ovviamente scherzo. Ma è così che si elegge un Capo dello Stato?

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (16)

  • Caro Professore,
    Renzi sta portando a compimento il suo colpo di mano . Penso che avevo ragione quando dicevo che il personaggio era da Lei sottovalutato. Prevedo che durerà molto di più di quanto si pensasse.

  • professore, lei scherza sull’ ombra di una loggia massonica, ma sappiamo che la P2 e’ esistita veramente, si conosce anche il nome di molti personaggi ad essa appartenuti, e sappiamo anche in che cosa consisteva il piano “rinascita democratica di Licio Gelli” e la situazione politica che si sta’ delineando sembra proprio ricalcare questo piano. E’ possibile che la P2 sia in relta’ stata tutta una montatura?
    E’ possibile che il nuovo corso della politica sia casuale? Io non lo so, ma credo che l’ipotesi che ci sia dietro una regia non sia del tutto da scartare

    • Colui che ha portato la P2 a compimento era “Il messia di Arcore” (parole di Gelli del 2008 a cui non sono seguite smentite). Figuriamoci ora a che punto siamo…

  • in definitiva è un altro pezzo di democrazia che se ne va. la democrazia costituzionale è in smantellamento in questo paese. pezzo dopo pezzo. lentamente ma costantemente.

  • carissimo professore,sono in gran parte d’accordo,ma non posso esimermi dal romperle i coglioni per quanto riguarda un piccolo particolare: infatti, quello che ha sdoganato questi comportamenti all’opposizone è stato proprio beppe grillo. anche senza contare i favori specifici fatti a renzi da parte di grillo, che sono tanti, non è difficile trovare accostamenti tra ilmetodo autoritario di renzi e quello di grillo. e penso che senza quest’ultimo sarebbe stato molto più difficile per un premier di sinistra edi opposizione comportarsi così.ma dato che “così fan tutti” si è radicata nell’elettorato italiano l’idea che il decisionismo e il verticismo siano l’unica arma contro la burocratizzazione della politica.ilche è una cazzata di proporzioni sequipedali, sia che la dica grillo sia che la dica renzi.
    insomma io non mi sorprendo molto del compportamento di renzi, dato che è un segno evidente del cambiamento antropologico dell’elettorato italiano. altempomisono sorpresomoltodi più quando queste cose le faceva grillo, comemi sono sono sorpreso che al tempo qualcuno mangiava rospi e non vedeva nessun problemain questicomportamenti. benissimo.e orache abbiamoun’italia lapalissianmentepiù buttata a destradi qualche anno fa,non sarebbe il caso di attribuire qualche respnsabilità ai salvatori della patria grillini? (p.s. oggi meno dieci con gruppo autonomo ed eventualissimo soccorso a renzi. ma che roba è?)

  • Sì è cosi’ che si elegge un capo dello stato in uno stato provvisto della costituzione piu’ bella del mondo, cioè che permette allo stato di ingerirsi nella vita dei cittadini e afferma che le forze politiche decidono autonomamente dalle opinioni dei cittadini che di fatto non hanno alcun potere.
    Finché avremo dei pirla che si esaltano alle fesserie di benigni Renzi e complici possono stare tranquilli.

  • se le fotografie hanno un senso, quella stretta di mano come due masnadieri da bassa taverna dice tutto e chiude il cerchio: sempre per chi lo vuole capire.

    sarò ingenuo, ma resto allibito dal grado di autismo dell’opinione pubblica italiana; che sia forse la televisione il virus, oppure cosa?
    professore, perché siamo un popolo così ammalato?

    saluti

    victorserge

  • In aggiunta, ultimamente per “democrazia” s’intende votare scheda bianca fino al 4° scrutinio per far passare il primo babbeo con la maggioranza minima richiesta…

  • Davvero un ottimo articolo questo di Giannuli, molto aderente alla realtà delle cose ed acuto nell’osservare movimenti che appaiono invisibili e sotterranei ma che sono evidentissimi.

    L’allusione finale purtroppo fotografa la realtà ed escluderebbe anche il nome di Veltroni. Se è vero che Berlusconi nelle logge internazionali conta poco, nel suo partito ci sono convergenze massoniche, anche internazionali, di peso con una parte del PD che potrebbero portare dritto dritto al nome di GIANNI LETTA che sarebbe il tutore perfetto del “Partito della nazione” targato Renzi-Berlusconi

  • A Tenerone Dolcissimo e a Victorserge
    E’ il peggior vizio degli italiani: si chiama mammismo. E’ una forma ancor più degenere dell’infantilismo, infatti l’italiano non protesta, grida. Il non andare a votare cos’è se non il battere i piedi per terra del bambino che vuol solo richiamare l’attenzione della mamma, l’autolesionismo del bambino che rompe il giocattolo con la rabbia di chi non si ribella ma implora una carezza, l’infantile desiderio di vedersi sollevato da ogni responsabilità ed essere accudito; nulla sa del diritto-dovere di andare a votare, della necessità per la stessa democrazia che lo faccia , “nessuno mi rappresenta” suole dire ipocritamente, come se fosse mai possibile essere rappresentati personalmente e in toto da una formazione politica, nulla vuole sapere del voto come strumento per punire e non solo per premiare: non vuole punire la mamma. Questo è l’elemento putrescente e quasi subumano che fa di noi non un popolo ma una plebe!
    E se fino ad oggi non ce lo siamo detti così crudamente è soltanto perché ciascuno di noi teme, guardandosi dentro, di ritrovare tale subumana caratteristica.
    Formulo qui una mia maliziosa convinzione, che le classi dominanti in Italia, di quanto su menzionato, ne abbiano una conoscenza “scientifica” e che pertanto trattino il popolino italico come una gallina.
    Si prenda una gallina, con dolcezza la si faccia appollaiare per terra, quindi con delicatezza le si appoggi un peso sul dorso, poco dopo gli se ne appoggi un altro e un altro ancora: vi stupirete nel vederla lasciarsi schiacciare docilmente.

  • Tutto vero, ma quello di Renzi che fa ciò che vuole senza alcun consenso elettorale è un falso problema. Questo è un paese clamorosamente a desta, antropologicamente a destra, e se domani si tenessero le elezioni Renzi farebbe il pieno, nonostante tutto, o forse proprio per questo “tutto”.

  • Cribbio ma allora aveva ragione Mussolini quando affermava che governare gli italiani non è difficile, ma inutile!La penisola è un cadavere in avanzato stato di decomposiziione e di putrefazione.Si annusa nell’aria un odore nauseabondo e un tanfo insopportabile. Crisi storica di identità e oserei dire spirituale, prima ancora che economica.Una unità truffaldina della penisola, con brogli elettorali, verificatisi non solo nell’anessione del Veneto al regno sabaudo ad esempio , ma perpetratasi anche durante il referendum monarchia repubblica.Una soluzione? La ex- Jugoslavia di Tito, tenuta dal croato unita forzatamente, con il terrore.Ora la Croazia paese certamente mitteleuropeo, sta conoscendo libertà e benessere di livello europeo, non più costretta a mantenere stati parassiti come i paesi balcanici. Il nord della nostra penisola,deve girare le spalle al sud, non deve mandare nemmeno un centesimo; non è più possibile che la tassa sulla prima casa della città lombarda di Monza, sia superiore all’intera regione Calabria. Separarsi consensualmente prima dell’uxoricidio.In conclusione aveva ragione il cancelliere austriaco principe Metternich,durante il congresso di Vienna nel 1815, quando affermava che l’italia era una espressione geografica, ma non un popolo o una nazione.

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