Prodi? Kaputt. Avanti un altro…

I “piddini” non sono più un partito, però possono sempre aprire una società di tiro a segno. A Prodi sono mancati 101 voti. Chi sono? A giudicare dalle preferenze espresse, una parte dei franchi tiratori (15) sarebbero dell’ area dalemiana che sta lavorando per spianare la strada al leader Maximo, un altro (6-7) potrebbero essere di qualcuno degli ex Ppi che si vendica dell’impiombatura di Marini, un terzo gruppo (i 9 voti in più alla Cancellieri) forse di renziani che lanciano un messaggio ai montiani. Altri (schede bianche o pochi voti dispersi) possono essere veltroniani o parlamentari di prima nomina “sbandati” e senza una precisa appartenenza di gruppo. Il problema principale sono quei 50 voti in più a Rodotà che sono il grosso dell’operazione.

Che possa trattarsi di “sbandati” lo escluderei, sia perché, considerando le schede bianche, sarebbero un po’ troppi, sia perché uno smottamento così massiccio e preciso, con elementi distintivi (schede votate serialmente “Rodotà S.”) fanno pensare ad una operazione organizzata e non un flusso spontaneo. Escludiamo anche una manovra “diversiva” dei dalemiani che non hanno tanti voti a disposizione.

Di primo acchito, verrebbe da dire che quei 50 vengono dal gruppo di sinistra dei “giovani turchi”, che sperano in un ponte con il M5s per impedire inciuci con il Pdl. Ma la cosa non convince: avrebbero interesse a dirlo apertamente, mentre Fassina sembrava (…sembrava: poi non so) sinceramente costernato dopo la quarta votazione ed insisteva per Prodi.

Poi, non lo hanno fatto per tre votazioni, perché farlo solo quando è stato candidato Prodi? Restano due ipotesi: o una corrente “subacquea” sin qui non manifestatasi apertamente che sta tessendo la sua tela oppure… Renzi, che avendo in mente un suo piano con i montiani, Dalema e, forse, il Cavaliere (“Quanto sei alto?”) ha tolto di mezzo Prodi dopo aver fatto finta di appoggiarlo, ed ha diretto i voti su Rodotà per allontanare i sospetti da sé. E, infatti, Renzi è stato il primo a proclamare che “la candidatura Prodi non esiste più”. Sarà, ma abbiamo l’impressione che il “giovane” e fresco Renzi si stia rivelando una esperta serpe democristiana di lungo corso.

Sinceramente, non ho idea di come sia andata, quale ipotesi sia quella vera ed ammetto che non mi appassiona nemmeno molto scoprirlo: registro solo l’assoluta opacità di questi giochi e la pessima qualità del costume morale e politico del Pd. La rivolta contro Marini ha avuto una sua dignità e rispettabilità, perché gran parte di quelli che non lo hanno votato lo hanno dichiarato esplicitamente, assumendosene le responsabilità: chapeau!. Ma qui siamo a giochi da basso impero democristiano che fanno proprio schifo.

Tutto questo, ovviamente non passa senza conseguenze: a questo punto è evidente che il Pd non esiste più come realtà unitaria, che Bersani rappresenta solo se stesso ed anche piuttosto male, che nessuno può fidarsi di trattare con una cosa così. Ma significa anche che il Pd non esprimerà più alcuna candidatura in grado di raccogliere tutti i suoi voti: se adesso si candidasse D’Alema, quanti affonderebbero con voluttà il pugnale nella sua schiena? In teoria se la destra ed i montiani fossero compatti a votarlo e ci si aggiungesse qualche senatore a vita o eletto all’estero, D’Alema potrebbe pensare di farcela con 250 voti del suo partito. Ma ci sono 250 del Pd disposti a votare per “baffino”?

E lo stesso si può dire di un renziano o di chiunque altro: il Pd può scordarsi di eleggere un suo uomo al Quirinale e deve ringraziare sé stesso.

Nella loro totale cecità, i dirigenti del Pd non si sono neppure accorti del regalo che gli stava arrivando dal cielo: la candidatura Rodotà. Confesso che personalmente, pur ritenendo Rodotà un eccellente candidato, non ci avevo scommesso, perché immaginavo che uno che era stato Presidente del Pds, vice presidente della Camera, deputato per più legislature ecc. fosse troppo “di Palazzo” per i gusti dei grillini e pensavo si dovesse cercare un candidato più “di mezzo” fra Pd e M5s. Invece, per una imprevedibile congiunzione astrale, il M5s fa sua la candidatura di un uomo tutto interno alla tradizione del Pd e logica vorrebbe che Bersani si buttasse a pesce, chiudendo la partita già alla quarta votazione. Invece no. Perché?

I motivi sono due, il primo (più apparente che reale) è che il candidato lo hanno scelto altri e loro sono il partito di maggioranza che non si fa dire da altri chi devono scegliere; ma quello vero è il secondo: ai dirigenti e parlamentari del Pd, prima ancora che eleggere un Presidente e fare un governo, interessa solo il regolamento di conti interno e Rodotà non interessa perché non sposta nulla ai fini di questo rodeo.

A questo punto, mi pare abbastanza chiaro che un candidato Pd, chiunque fosse, non avrebbe nessuna probabilità di passare, perché sarebbe infilzato come un tordo dai suoi stessi compagni prima di muovere un passo. Vogliamo dircela tutta? Oggi il Pd ha due soli nomi suoi che potrebbero avere qualche speranza di riuscire: Rodotà e Napolitano (si badi che, mentre il primo nome è auspicabile, il secondo sarebbe una iattura per il Paese). Proprio perché sono esterni ai giochi tribali che si sono scatenati. In teoria, il Pd potrebbe ancora uscirne in qualche modo compattandosi sul nome di Rodotà: ci sono circa 140 voti di margine ed anche se 1 parlamentare Pd su poco meno di 3 non lo votasse, ce la si potrebbe fare. Sarebbe una cosa auspicabilissima, ma non lo faranno, perché sono in preda ad un delirio autodistruttivo.

Non che il Pd possa lasciare particolari rimpianti, dato che, nella sua breve e poco gloriosa vita, non ha dato motivi che possano farlo ricordare, ma qui i rischi sono ben altri: il Pd è il partito che ha vinto le elezioni e che dispone di quasi la metà dei grandi elettori, se non mette insieme almeno i 3/4 di questi voti intorno ad un nome, anche l’aiuto del M5s o, al contrario, del Pdl non basta ad eleggere un Presidente. E non siamo nel 1971, quando ce la trascinammo per due settimane, perché qui, già nella prossima settimana può arrivare una valanga speculativa sui nostri titoli di Stato. E l’elettorato –già traumatizzato da questi show- non la perdonerebbe più.

E’ evidente che il Pd si disintegrerà subito dopo queste elezioni presidenziali, che non farà alcun governo (se questo è il buon giorno, figuriamoci cosa succederà per la finanziaria ecc.!), che le Camere si scioglieranno e –temo- Berlusconi vincerà le elezioni. Però, adesso pensiamo almeno ad eleggere il Presidente: se i signori del Pd si degnassero ci sarebbe ancora l’opzione Rodotà, ma se anche questa andasse a male, piuttosto che confermare Napolitano, accettino di eleggere con gli altri un nome “neutro” ed “istituzionale” come  il Presidente della Corte Costituzionale. Dopo si vada ad elezioni.

Un consiglio ai compagni ed amici della base del Pd: aspettate all’uscita i vostri parlamentari e gonfiategli la faccia di schiaffi, uno per uno.

Aldo Giannuli

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Comments (11)

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    Maurizio Melandri

    Ammetto che mi sbagliavo. Non pensavo che il PD fosse a questo livello, non pensavo ad una cupio dissolvi. Pensavo che avessero almeno l’istinto di sopravvivenza. Invece no, non è andata così.

    Rodotà non ha i numeri, si sfilerebbero quelli della ex Margherita sicuramente, più altri a scelta. E’ troppo schierato.

    Da un lato mi fa piacere il dissolvimento del PD dall’altra penso che non doveva andare così, ora quei voti saranno presi da Grillo. Il che è peggio.

    Ora dovremmo essere noi, la base, a ricostruire una sinistra, non abbiamo più niente da perdere, ma molto da guadagnare.

  • Professore, trovo che la sua domanda sia decisiva: Perché non Rodotà?
    (Un mistero a cui Bersani non ha dato risposta. E credo faccia molto bene Rodotà a tenere duro…..)

    Lei risponde 1) perché lo ha scelto il M5S; 2) perché non risolve la faida interna al pd. Può darsi…

    Non vorrei che la vera ragione sia 3) che fin dall’inizio (es. il 26 febbraio…..o un po’ prima) hanno cercato l’alleanza col pdl (cosa nota).

    I c.d. Dalemiani (es. Latorre) spiegano infine 4) che Rodotà non avrebbe i numeri: ma non mi pare che con Marini e Prodi abbiano usato tante scrupolose cautele…

    ……io ci voglio credere……(quia absurdum)

  • Ma potrebbe esserci anche un altro motivo dietro il rifiuto a Rodotà? Mi riferisco all’estraneità del giurista ai grandi interessi finanzioari internazionali. In un momento in cui la sovranità del paese è ridotta all’osso è probabile che la Troika poco tolleri che si creino ostacoli istituzionali alla realizzazione dei suoi diktat. Tutti i nomi venuto fuori finora erano tutti “buoni referenti internazionali”, forse Rodotà lo sarebbe stato un poco di meno, e questo potrebbe essere un altro motivo, oltre le beghe interne dei partiti, che ne hanno ostacolato l’elezione.

  • spero di avere almeno la soddisfazione che chi è nei pressi accolga il suo consiglio finale. una mezza idea di andarci anche io ce l’ho e non è detto che questa volta non mi metta in gioco: che sia la volta buona (finalmente) di prendere i forconi, così, solo per soddisfazione, perchè è chiaro che oramai siamo spacciati e si salveranno solo i soliti con gli elettori che li hanno votati. metà paese è condannato, l’altra metà fa suo il titolo di quel giornalaccio di proprietà di B. : che goduria.

  • certo deve essere dura per tutti quelli che hanno inveito contro i 5s accusandoli di non aver saputo cogliere l’offerta “disinteressata” di bersani il democratico… ma la verità prima o poi viene a galla e se ne debbono, giustamente, pagare le conseguenze… Io credo che Rodotà sarà il prossimo presidente…

  • La vedo un po’ come Gianluca… Rodotà sarebbe un problema nei prossimi anni di dissoluzione nazionale, svendite e ritocchi costituzionali… un predente che forse non grazierebbe silvio e certamente porrebbe seri problemi alle prossime privatizzazioni o chiusure di servizi sociali, alle future leggi ad personam etc… inoltre forse un presidente in grado di intravedere una via per difendere una nazione e la sua costituzione da invadenze “esterne”… Rodotà non diventerà presidente, il pd con l’agenda monti nel programma come potrebbe votarlo… e come ha potuto votare pd la base che adesso è sgomenta?

  • La sinistra ha finito, la sinistra è finita, la sinistra ha fallito. Farebbero bene ad andarsene tutti a coltivare i loro molto grassi poderi. Vorrei capire come è possibile perdere le elezioni contro un personaggio come Berlusconi, non sono mai riusciti afarsi confermare per 2 legislature di seguito, è semplicemente assurdo che dopo il patetico spettacolo che la sinistra ha offerto di sè esistano ancora persone che si meraviglino di questi ultimi mesi di naufragio o che parlino di riformare la base. Lo volete capire che avete completamente fallito e che ve ne dovete andare? Una volta che la sinistra non esisterà più anche Berlusconi farà la stessa fine: sinistra e Berlusconi sono come lo Yin e lo Yang.

  • perché il no a rodotà?
    ma è semplice: è anziano e schierato oltre a non essere super-partes.
    per quanto faccia schifo concordare un pdr con il centrodx è necessario mettere in campo una candidatura a cui il centrodx non possa dire di no; zagrebelski è la candidatura più opportuna in questa fase.
    mette tutti d’accordo, evita inciuci e distende le parti nel campo parlamentare, permettarà di concentrare le forze alla formazione di un governo se si troverà l’accordo giusto oppure si andrà in buon ordine alle elezioni.
    inoltre eviterebbe il rischio della rielezione di napolitano, cosa che causerebbe un disgusto, almeno per me, tale al punto di pensare davvero e senza paura che i parlamentari siano una vera ed autentica casta, lontana anni luce dai pareri del popolo.

    non voglio credere alla rielezione di napolitano, non lo potrei credere nemmeno se lo vedessi.
    zagrebelski presidente è l’unica, al momento, candidatura che eviterebbe lo sfascio politico e sociale dell’italia.

    saluti

    alberto

  • LA CARICA DEI 101! Un plotone di centouno franchi tiratori ha punito la dirigenza di
    un Partito senza dignità e senza coraggio!
    Nessun rimpianto per Prodi che è rientrato
    dall’Africa con la prosopopea di meritare
    la prestigiosa poltrona vacante. Forse perchè
    ha il sedere più grande.

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