Cosa ci dice questo primo turno di elezioni francesi?


Poche brevi considerazioni a botta calda sui risultati di questa prima tornata di elezioni francesi:

1.    i francesi sono un grande popolo che non si lascia intimidire o influenzare dalle aggressioni terroristiche: il dato dell’affluenza alle urne è quello di cinque anni fa e la Le Pen raccoglie quello che i sondaggi dicevano già prima dell’attentato degli Champs Eliseè.

2.    Anche in Francia si profila un mutamento del sistema politico con la dèbacle dei partiti storici: gollisti e socialisti, che, sino alle politiche del 2012, totalizzavano il 56% dei voti, oggi superano a stento il 25%
.

3.    A pagare il conto è soprattutto il partito socialista, ridotto al ruolo di lista di disturbo. Dopo 5 anni di cura Hollande, gli elettori del Ps si sono trasferiti in massa verso la Candidatura Macron e, in parte minore ma significativa, verso Melenchon. Il Ps ha virtualmente cessato si esistere e l’unica cosa che gli resta da fare è un congresso di scioglimento
.

4.    Anche i gollisti se la passano male, anche se non come i socialisti. Nel complesso, Fillon, il super preferito all’inizio della campagna, ha mantenuto un dignitosissimo 19,8%, nonostante gli scandali che lo hanno investito e che segnalano l’intervento della magistratura in queste elezioni. I gollisti, peraltro mantengono una struttura di partito ramificata sul territorio che avrà il suo peso nelle prossime politiche

5.    Macron ha avuto un successo innegabile, assorbendo la maggior parte dell’elettorato socialista (la cartina geografica segnala una coincidenza quasi perfetta fra i dipartimenti occidentali in cui ottiene i suoi risultati migliori e quelli in cui li otteneva il Ps) e probabilmente vincerà il ballottaggio, ma poi dovrà affrontare le elezioni politiche e lui non ha un partito. Raccogliere un successo elettorale sul nome di un personaggio più o meno carismatico è un conto, trovare centinaia di candidati per i corrispondenti collegi, se non hai una struttura organizzata, è un altro paio di maniche. Pertanto non è per nulla detto che il successo odierno di Macron si tradurrà in un corrispondente successo dei suoi candidati nelle politiche, anzi, sin d’ora è bene che il giovanotto si predisponga ad un governo di coalizione con i gollisti (i socialisti probabilmente li assorbirà nelle sue liste regalandogli qualche seggio di mancia, ringraziamento per il servigio reso impedendo a Melenchon di arrivare al ballottaggio).

6.    Mediocre il risultato della Le Pen nonostante quel 21% preso dalla candidata del Fn che va sommato un 5-6% dei candidati minori dell’estrema destra, il che porta le quotazioni della destra ad in 26-27%, il risultato migliore della destra nella storia della V repubblica. Ma siamo a livelli inferiori a quelli dell’inizio campagna che ridimensionano il fenomeno entro limiti largamente sub maggioritari.

Ragionevolmente la candidata del Fn uscirà battura dal ballottaggio, tuttavia sarebbe errato sottovalutare il rischio di un suo successo che, pur sempre esiste, anche se con meno probabilità del risultato opposto. Con l’adesione di socialisti e gollisti, Macron parte da un confortevole 50% teorico e qualcosa può raccogliere anche nell’elettorato di Melenchon che in maggioranza si asterrà. La Le Pen parte da quel 26-27%, per cui nojn dovrebbe esserci partita ma… ma c’è un ma.

Realisticamente la Le Pen non ha nessun possibile alleato salvo i minori di destra, però è facile prevedere che lei si rivolgerà direttamente all’elettorato dei vari partiti e non è affatto detto che non ottenga consensi nell’elettorato di Fillon che ha una componente di destra ed sensibile ai richiami dell’oltranzismo anti immigrati. Peraltro anche nell’elettorato di Melenchon le sue posizioni anti Europa potrebbero ottenere consensi. Nel complesso si tratterà di frazioni limitate ed è difficilissimo (ma non del tutto impossibile) che possa battere Macron. Il rischio maggiore è un altro: che al ballottaggio la Le Pen raggiunga il 40% il che potrebbe avere riflessi molto seri nelle politiche. Infatti quel 40% sarebbe di fatto del solo Fn, con uno sfondamento nell’elettorato dei “terzi esclusi”, mentre l’eventuale 60% di Macron sarebbe la risultante della confluenza di tre partiti (due se escludiamo gli inutili socialisti) per cui le candidature separate di gaullisti e macroniani potrebbero portare all’esclusione di molti di loro ai ballottaggi e dare la possibilità al Fn di raccogliere un consistente gruppo parlamentare.

7.    Buono il successo di Melenchon, anche se ha mancato di un soffio (circa il 2,5%) il secondo turno. Risultato in cui hanno giocato in piccola parte le inutilissime candidature di estrema sinistra (Nueau Parti Anticapitaliste e Lutte Ouvriere) che, comunque, hanno messo insieme meno del 2,5% necessario, ma soprattutto la candidatura di quel merluzzo scondito di Hammon. Ora il compito di Melencon è preparare le politiche, radendo al suolo le eventuali candidature socialiste e, possibilmente, assorbendo qualcuna delle liste di estrema. Poi si potrà partire da una nuova aggregazione di sinistra vera. Va detto, però, che la volta scorsa, nel 2012, Melenchon prese quasi il doppio dei consensi che poi raccolse il suo Front de Gauche alle politiche.

8.    Il risultato generale macroscopico è quel quasi 45% di francesi che hanno votato candidati “antieuropei”: un livello altissimo che dice come questo voto non è un punto di arrivo, ma solo di partenza e che la Francia è la gamba zoppa dell’Unione Europea già da oggi. Le borse oggi sembrano premiare l’Euro, come segnale di scampato pericolo, ma avranno modo di ricredersi.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (57)

  • Il risultato generale macroscopico è quel quasi 45% di francesi che hanno votato candidati “antieuropei”: un livello altissimo che dice come questo voto non è un punto di arrivo, ma solo di partenza e che la Francia è la gamba zoppa dell’Unione Europea già da oggi. Le borse oggi sembrano premiare l’Euro, come segnale di scampato pericolo, ma avranno modo di ricredersi. (articolo )

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    Perfettamente d’accordo: questo è solo l’inizio………

  • Rieccoci col riflesso pavloviano di sinistra: votare Rothschild pur di non votare Le Pen.

    Buona fortuna a questa sinistra prigioniera dei suo complessi e destinata a rimanere irrilevante, chiusa nel recinto del “There is no alternative” di Thatcheriana memoria.

    • può essere che il mio sia un riflesso pavloviano pero ricordo che il gioco di votare per i nazisti contro la socialdemocrazia lo fecero i comunisti tedeschi nel “referendum rosso” Dopo però andò piuttosto male. Vero è che la Le pen somiglia ad hitler come una lucertola ad un coccodrillo, io però certi esperimenti penso sia meglio non farli perche magari dietro la lucertola poi viene in iguana, dietro l’iguana i pirana e così via. Meglio non sdoganare certa roba

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        Tenerone Dolcissimo

        Se fossi francese voterei Le pen.
        Ma se al ballottaggio contro Macron fosse andato Melenchon io -che pure su questo stesso blog pure non gli ho lesinato critiche anche forti, pur riconoscendone la correttezza- avrei votato per lo stesso Melenchon per il semplice fatto che lo sento a me affine tanto per iniziare, senza contare poi che Melenchon non è un traditore della sua patria come Macron che fa i comizi in mezzo alle bandiere delle forze di occupazione. Affine significa che appartiene alla mia stessa sfera di vita quella di chi si mantiene con il proprio lavoro.
        Spero, quindi, che gli elettori di Melenchon non si facciano condizionare.
        E a questo punto le domande sorgono spontanee e chiedo quindi lumi al buon Giannuli e ad Iniziato, anche se i quesiti più che a storici e politologi dovrebbero essere rivolti a psicologi o psichiatri.
        PRIMA DOMANDA
        Dunque, ricordo in via preliminare che il prof. Sapelli una volta disse,a proposito della “salita in politica” di Monti “chi volete che lo voti Monti. Scusate ma secondo voi uno che prende la metropolitana vota Monti?”.
        Orbene in francia molti lavoratori e pendolari hanno votato il loro Monti perché Macron e Monti sono marionette mosse dallo stesso burattinaio. Non avrebbe raccolto tanti voti senza pendolari e lavoratori.
        Cio’ premesso, perché uno che prende la metropolitana tutte le mattine per andare al lavoro vota Macron? Cosa scatta nel cervello del quidam de populo che lo spinge a votare un pupazzo dell’aristocrazia?
        SECONDA DOMANDA
        Alla faccia della RAI che lo descrive come uomo pieno di iniziative e trascinatore di folle, Macron è una marionetta mossa da qualcuno più in alto di lui e senza il quale il Macron non sarebbe in grado neanche di fare un discorso. D’altronde, che sia un pupazzo lo dimostra il fatto che ha sposato una donna di 24 anni piu’ anziana e che perdippiu’ era la sua insegnante. Insomma, non cercava una moglie o una fidanzata o tanto meno una compagna di letto, ma una mamma ed una maestra che lo accompagnasse a fare pipì. Come vedete quindi Macron dal punto di vista psichiatrico? E questa sua assoluta mancanza di personalità e di autonomia cosa potrebbe produrre una volta che sarà all’Eliseo?
        Con i migliori saluti

      • Guardi, dopo questa elezione francese penso che per la sinistra non ci sia più speranza… Tanto vale rassegnarsi e abbandonare questa fallimentare etichetta che continua ad essere utilizzata da falliti cronici.

        Io sarei di sinistra. Per me essere di sinistra vuol dire una cosa ben precisa: essere per la dignità e la partecipazione di tutti alla vita pubblica (in senso lato) e, soprattutto, credere che la Politica (e dunque le Istituzioni sovrane) facciano – e DEBBANO AMBIRE a fare – la differenza. Tutto quello che si oppone a questa visione va combattuto fino all’annientamento, insieme agli alleati che si trovano sul campo (anche la Le Pen, ebbene si!) perché è un totalitarismo (seppur liberale, con le sue peculiarità proprie) che sta UCCIDENDO, per intenzionale e colpevole omissione, milioni di persone. Se per sfondare la porta della prigione – peraltro in fiamme – bisogna spingere spalla a spalla col fascista, pazienza… il realismo (tanto caro a Lenin, che si mise d’accordo coi prussiani) lo impone. Dopo, una volta liberati, si vedrà. È una questione di priorità (e la prima priorità è sempre la sopravvivenza).

        Purtroppo, per quelli che indossano l’etichetta di politici “di sinistra” e occupano stabilmente il sempre più sottile spazio politico della “sinistra” la priorità è stata per 28 anni e continua incredibilmente ad essere (ma io penso che sia così perché queste persone, che non hanno più niente a che fare con le classi popolari, hanno la pancia piena e sono distaccate dalla realtà) piuttosto quella di NON essere: “mai con i fascisti” (ma poi dove sarebbero questi fascisti nel XXI secolo, che quelli che così si autoproclamano sono più macchiette dei “di sinistra”), “mai come i leghisti!”, “mai insieme a Le Pen!”.

        Questo attribuisce un facile vantaggio strategico alle classi dominanti per condizionare con questo automatismo (“facciamo fronte comune antifascista!”), che replica in maniera stantia la contingenza del 1943-45, i residuati ideologici (nel senso più deteriore del termine) della “sinistra” e ridurli sistematicamente all’irrilevanza. Siamo arrivati – ma ormai da più 10 anni – alla fase in cui “l’asinistra” non ha più nemmeno un popolo da rappresentare (perché i soggetti che dovrebbero essere rappresentati sono evidentemente più lucidi e acuti degli aspiranti rappresentanti e capiscono benissimo con chi hanno a che fare), e si è ridotta ad una accolita di chiacchieroni che si parlano addosso e vomitano bile sui “populisti” che hanno la “colpa” di non votare per loro. Di questo è esemplificativa, giusto per fare un esempio concreto, il circolo degli amici de il Manifesto, sempre più sottile ma tenace nel resistere (ma come fanno a trovare i soldi ogni volta? I maligni potrebbero pensare che qualche perfido capitalista si ostini a rifinanziarli ogni volta, di proposito, per tenere in vita quella macchietta di giornale radical-chic e avulso dalla realtà)

        A forza di combattere contro un fascismo che non esiste più dal ’45 la sinistra è stata annienta dal vero fascismo: il liberalismo assolutista (la cui linea politica è che non ci debba essere politica per limitare l’ordine internazionale dei mercati).

        Addirittura la parte più vomitevole di questa spazzatura politica e umana che usurpa il nome di “sinistra” ha sostituito la battaglia politica per il movimento operaio (che comunque in occidente non esiste più, anche per loro demerito/complicità) con la battaglia politica per “l’Europa” (che poi in se per se è soltanto uno slogan vuoto e nazionalista, in quanto tale, autenticamente fascista). Di più, “l’Europa” (cioè l’Unione europea e le altre istituzioni ad essa collegate) è il principale dispositivo di disattivazione delle costituzioni postbelliche in Europa, che è ragionevole ritenere sia stato l’obiettivo strategico di lungo termine dei liberali dopo la guerra (che, come documentato ad esempio nei lavori dell’assemblea costituente italiano, detestavano e detestano visceralmente l’idea di ogni interventismo dello Stato e i diritti fondamentali non meramente negativi riconosciuti a tutti, senza distinzione di condizioni economiche e sociali).

        Mélenchon sembrava – finalmente, anche dopo il tradimento di Tzipras dopo il referendum – aver capito questa dinamica. Ma alla fine, arrivato al dunque, come il protagonista di un vecchio film francese di successo chiamato “la cena dei cretini” eccolo che sta per ricascarci: “mai con Le Pen!”

        Bravo imbecille, torna a sprofondare nell’irrilevanza che ti dà, per forza di cose, la costituzione materiale “europea” di cui Macron è espressione…

        • Così per curiosità:
          “essere per la dignità e la partecipazione di tutti alla vita pubblica” è un concetto che si applica a tutti?

          Persino ai neri?
          Zingari ed ebrei?
          Persone che sono nate in un altro paese e a cui una banca francese ha sottratto la casa (proprio come a te), altrimenti detti clandestini?

          Sarei interessato a conoscere i confini del genere umano di tutti questi fascisti che si vergognano e che per votare Le Pen hanno prima bisogno di dire che la loro su cosa sia “sinistra”.

          • Eccone subito uno.

            Bravo! Non potevi dimostrare in materia più cristallina ed autoevidente quello a cui facevo riferimento sopra.

            Mi spieghi cosa c’entrano gli zingari e gli ebrei col mio commento? Te lo spiego io cosa c’entrano: sono nella tua testa da militante “di sinistra” condizionato come il cane di Pavlov. Non conosci nulla di me e della mia person (per quello che ne sai potrei anche essere zingaro o ebreo) e invece di rispondere nel merito delle mie argomentazioni pensi di avere il diritto di attribuirmi – seppur implicitamente – una patente da fascista e razzista solo perché non ripeto la stessa filastrocca che hai imparato a memoria tu. Ma questo tuo modo di etichettare e iniziare cori da tifoso, per riflessi condizionati, tradisce solo il tuo vuoto analitico (che non si allontana molto da quello del militante “di sinistra” medio)

            Auguri

          • (non potendo rispondere sotto per qualche motivo tecnico ti rispondo ancora qua)

            Andrea. è tutto semplice, se avrai la pazienza di rileggerti con calma.
            Tu supporti un partito, un movimento, una candidata alla presidenza della Francia che minimizza l’olocausto e ne supporta uno nuovo, che avviene tutti i giorni nel mediterraneo e lo fai in nome “della dignità e la partecipazione di tutti alla vita pubblica”.
            Mi chiedo dunque chi siano questi tutti…
            I francesi di sangue puro? Quelli con il naso a forma di Baguette? I bianchi europei?
            Fai pure, ma lascia in pace la povera parola sinistra che forse se la passa male, ma in ogni caso non c’entra nulla con queste categorie per nulla nuove e del tutto simili al “fascismo del 45” (che buona grazia ci comunichi non esistere più).

      • Orbene in francia molti lavoratori e pendolari hanno votato il loro Monti perché Macron e Monti sono marionette mosse dallo stesso burattinaio. Non avrebbe raccolto tanti voti senza pendolari e lavoratori.
        Cio’ premesso, perché uno che prende la metropolitana tutte le mattine per andare al lavoro vota Macron? Cosa scatta nel cervello del quidam de populo che lo spinge a votare un pupazzo dell’aristocrazia?(Tenerone Dolcissimo)
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        Questo è un “mistero”…io non riesco a capire perché “ancora” ci siano milioni e milioni di persone comuni…maciullati dal sistema euro…che ancora votano per formazioni politiche che lo promuovono e difendono. Non riesco a capirlo. Potevo capirlo anni fa…ma ora cosa è il “sistema euro” e cosa produce..e dove ci porterà è evidente…come è evidente che gli “Stati Uniti d’Europa” assimilabili agli Stati Uniti d’America sono un sogno “oggettivamente” irrealizzabili …eppure continuano a crederci..ed ad essere disposti a farsi triturare ….
        Incomprensibile.

      • A parte che i piranha non sono rettili, dietro Macron ci sono quei poteri finanziari che avevano finanziato proprio Hitler (e, prima di lui, Brauning). Mentre, in un sistema in cui i soldi per poter fare attività politica li devi chiedere le banche (ne vogliamo parlare?), le banche si rifiutano di finanziare la campagna elettorale di Marine Le Pen. Riusciamo a capirlo che il nostro problema sono le banche (nel senso che sono la causa dei nostri problemi)? E allora mi devo fidare più di uno come Melenchon, che di soldi dalle banche ne prende a palate o di una come la Le Pen alla quale i soldi sono da queste rifiutati?

    • Perché votare per la fascista? Per distruggere l’UE? Ci riuscirà tranquillamente anche Macron insieme ai suoi amichetti banchieri neoliberisti ed euristi pro-austerità

      • se questo è il ragionamento…: è un ragionamento che porterà più fascismo , se di fascismo si tratta. Fra qualche anno…saranno milioni e milioni in più …ad invocare Le Pen & similari in funzione anti sistema UE/Euro. O forse il problema lo risolveranno loro stessi: una svolta autoritaria da parte dell’UE…perché ho qualche difficoltà a pensare che a lungo andare con queste politiche ..il sistema democratico tenga : deflazione, disoccupazione, perdita dei diritti acquisiti, aumento della povertà generalizzata, immigrazione di massa continua, terrorismo (vero e dei Servizi, più dei Servizi Segreti che autentico ) , tensioni internazionali varie, etc etc alla fine ci sarà una “stretta” autoritaria.(secondo me nei loro programmi..questa possibilità è già prevista ..) . E magari scorrerà anche un po di sangue, non me lo auguro, però……(non dico nell’immediato futuro…ma “a lungo andare”..salvo correttivi che vanno fatti da adesso…)

    • @Andrea T

      Leggiti Mélenchon & Compari cosa hanno fatto al Prof. Alberto Bagnai, eccolo arriva!!

      Finché, il 13 febbraio, non mi viene girata una email inviata da un membro dello staff del gruppo parlamentare “GUE/NGL Another Europe is possible” ai membri del gruppo, su istigazione di una di essi, una persona a me (come credo alla maggior parte di voi) del tutto ignota, e senza futuro politico in Italia, ma che andava coinvolta nell’organizzazione dell’evento perché servivano du’ spicci che solo un parlamentare europeo avrebbe potuto procurare. Il testo era un perentorio j’accuse alla mia persona:

      FYI, hereby the link to the pamphlet published by northern league and ENF with the introduction of Alberto Bagnai

      http://www.bastaeuro.org/

      Eh, già! L’accusa era grave, e c’erano le prove! Avevo scritto, su richiesta di Claudio, la prefazione al Basta Euro di Salvini, il fasssssiiiiista, l’alleato della Le Pen. Morale della favola: siccome avevo parlato con Salvini, non potevo partecipare al convegno della sinistra de sinistra……

      http://goofynomics.blogspot.it/2017/04/aspettando-godo-2.html

      Della serie: settarismo comunistoide che più non si può!!

      Ciao! Fabrice

      PS interessante il commento di un lettore dell’articolo:

      “boh, a me pare che a Mélenchon sia andata fin troppo bene: quasi il 20%, il suo futuro politico personale è assicurato, che è poi quello che era realistico pensare volesse (e che penso vogliano le fassine e le nutelle, lo stipendio da parlamentare a fine mese, e al popolo, le brioches), non credo proprio che pensasse veramente di diventare presidente.” by Piero

      • @Fabrice…io di quell’articolo del Bagnai piuttosto metterei in evidenza questo :

        —->>>”……..se il tema della critica all’euro fosse stato occupato con decisione dalla sinistra, come sarebbe stato suo dovere fare, dato che l’euro è un progetto di compressione dei salari, e la sinistra dovrebbe difendere i lavoratori, se fosse stato presidiato, questo tema, sarebbe stato più complesso per le destre gestirlo…..” (Bagnai)

        ——->>”……Avendo fallito nella loro missione in qualche modo “naturale” di difendere gli interessi del lavoro contro quelli del capitale, questi poracci, questi miserabili traditori, queste patetiche figure, sono alla ricerca, per coagulare un consenso, di una identità (proprio loro, che l’identità la demonizzano). Certo: se vuoi un voto, devi ahimè renderti identificabile, e siccome identificarsi come complici di trent’anni di attentati (riusciti) ai diritti dei lavoratori italiani non è esattamente un ottimo biglietto da visita, allora ti identifichi adolescenzialmente per negazione: “mai con…”. (Bagnai ).

        ——>>>”Mi duole ammettere che questa operazione di verità, che nella sua essenza tutela gli interessi delle classi più deboli, quelle che l’Euro ha ulteriormente impoverito, venga portata avanti da un partito etichettato come “conservatore”: questo per me è un fallimento politico. Mi amareggia sottolineare che una simile operazione molti l’hanno aspettata invano da certe forze che a parole dicevano di voler combattere il progetto europeo. Li conoscerete dai loro frutti, è scritto, e la vita politica italiana ci sta offrendo tanti esempi di questa limpida verità.” (Bagnai )

        —–>>> “…..Perché alla fine da questa storia quella che esce definitivamente insozzata, svilita, vilipesa, è l’immagine della sinistra, fatta di gente capace solo di pugnalare alle spalle, di soffocare il dibattito epurando le voci scomode, censurando i social, elogiando i dibattiti orientati, fatta di politici capaci di agire solo in base a effimere e contrastanti pulsioni tattiche (oggi non ascolto Bagnai perché ha parlato con Le Pen, domani non dico di votare contro Le Pen perché altrimenti mi schiero col capitale che dicevo di voler combattere, oppure dico di votare contro Le Pen, ma così faccio vedere che ho difeso fin dall’inizio il capitale che dicevo di voler combattere……”” (Bagnai).

        ——–
        ——–

        Paolo: come dargli torto ???………..mo si svegliano perché i “proletari” votano la fascistella Le Pen…quando son proprio loro che hanno spinto i “proletari” verso quella direzione….

        Salvo sorprese …non credo che vincerà…ma se dovesse vincere scenderanno in massa tutti in piazza “ovviamente”: ..domanda banale : e in questi venticinque anni mentre si massacravano i lavoratori, si toglievano i diritti per cui loro stessi si erano battuti precedentemente , si precarizzava tutto (lavori di destrutturazione ancora in corso ) ..etc etc dove stavano ????? doveeeee stavanooooo ?…—–>>> STAVANO DALLA PARTE DEL “PEGGIOR ” PADRONE.

        E dico : e mo di che caxxo si lamentano???? di Le Pen???
        (poi a dire il vero..capisco chi è “sinceramente” di sinistra…e magari non ha condiviso lo sbando di questi ultimi decenni o lo ha subito perché in minoranza …..però….non si può tradire sistematicamente per venti anni…per poi….lamentarsi di…..)

        • @Paolo

          per come la vedo io, nel periodo storico molto critico dei giorni nostri, la divisone fondamentale è solo fra globalisti e sovranisti!!
          Il resto sono solo chiacchiare perchè solo all’interno di uno stato nazionale con la propria moneta e quindi con la propria politica economica espressione della propria tipica economia ci può essere un confronto virtuoso fra le cosiddette sinistra e destra,invece annullando gli stati nazionali un confronto del genere non ci può mai essere perchè le decisioni che contano vengono prese in ben altre sedi, dove chi la fa da padrone saranno sempre e solo le elites finanziarie e delle corporations multinazionali!!

          In altre parole, se già all’interno di uno stato nazionale sovrano con propria moneta si deve stare sempre in guardia con molta fatica affinchè le elites nazionali non prendano totalmente il sopravvento, figurarsi che succede se si annullano gli stati nazionali, solo caos, dove ovviamente nel caos prosperano le elites tecnocratiche, finanziarie e delle corporations multinazionali, insomma, se non c’è uno stato nazionale sovrano con la propria moneta che media fra interessi contraposti non ci può essere a maggior ragione un ente sovranazionale che lo riesce a fare perchè quello che può andare bene per uno stato nazionale X andrà poi male invece per uno stato nazionale Y che ha tutt’altra economia!!

          E’ logica economica elementare e fare finta ( non è il caso tuo ovviamente!! ) di non capirla e/o non volerla capire significa solo reggere il mocco ai pupari globalisti , con tutte le conseguenze negative del caso!!!!

          Ciao! Fabrice

          1PS in attesa della tua eventuale risposta che avevi promesso su:

          “Schulz: senza l’euro Berlino non teme la Cina, ma l’Italia Libreidee”

          ho scritto un post con mie ultime segnalazioni!!

          2PS Giannetto ti aveva dato l’addio per sempre su Libreidee ma tu non gli hai detto neanche bau!!

          E’ un sensibilone, nonostante le sua apparenze da duro, magari un bau bau d’addio di ricambio glielo potresti anche fare!!

          • @fabrice
            sono d’accordo su cio che hai scritto..e sui due schieramenti Sovranisti /Globalisti…o in Europa …anti/euro(sovranisti) /proeuro(globalisti..perché il sistema UE/euro è un “pilastro” della globalizzazione ) ….anche io non ci faccio più caso se tra gli anti UE/euro..formazioni di un colore o altro…vanno bene tutti quelli che entrano nello schieramento anti UE/euro…sono fascisti ?? chi se ne frega….son comunisti ? chi se ne frega….tutto fa brodo purchè sia funzionale a far cascare giù il sistema infame UE/Euro.. (e fascista ..di un fascismo “particolare” ..se non crolla ..lo vedremo più in là..che razza di gentaglia sono ..le èlite dominanti UE …).

            Le Pen in funzione anti “quelli là” ? perfetta….purtroppo non vincerà…continuerà l’agonia..e poi la invocheranno a milioni. Salvo nel mentre la UE non diventi una dittatura…e non son parole “grosse” a vanvere…e inidrizzata in senso “profondamente” anti democratico..e coercitivo..oggi si stanno servendo coercitivamente degli strumenti finanziari per esercitare la violenza (perché ciò che è successo in questi anni è violenza… ) domani se si creeranno o faranno in modo che si creino..useranno altri metodi violenti più espliciti . Cascheranno prima (spero ).

            che dire? forza Le Pen…

          • in quel forum …non ci son più entrato..lo ho mollato. Ci ho scritto qualcosa proprio stasera..ma riferito al Giorgio.
            ciao

          • @Paolo

            per quanto riguarda:

            “in quel forum …non ci son più entrato..lo ho mollato. Ci ho scritto qualcosa proprio stasera..ma riferito al Giorgio.
            ciao”

            Comunque a titolo di tua eventuale curiosità in riferimento al 1PS del mio primo post che riporto::

            “1PS in attesa della tua eventuale risposta che avevi promesso su:

            “Schulz: senza l’euro Berlino non teme la Cina, ma l’Italia Libreidee”

            ho scritto un post con mie ultime segnalazioni!!”

            quelle ultime mie segnalazioni riguardavano 5 links davvero interessanti!!

            Per il resto, di seguito interessante articolo di Orizzonte48, eccolo arriva!!

            http://orizzonte48.blogspot.it/2017/04/destra-economica-autoritarismo-dei.html

            Ciao! Fabrice

            1PS ci dovrebbe essere anche un mio post con segnalazione di interesante link, forse magari pure là non lo pubblicano…!!

            2PS a titolo di tua eventuale curiosità, sono stato bannato a vita da:
            IlFatto Quotidiano, ComeDonChisciotte, Libreidee ( se non cambiavo nickname e email non mi avrebbero mai più pubblicato e comunque col mio nome originale e con la mai email originale risulto essere bannato a vita su Libreidee!! ) e Ubitennis!!

            Censurato pesantemente invece sul blog del Prof. Alberto Bagnai e censurato preventivamente sul blog di LameDuck, ovvio che anche se non mi hanno bannato letteralmente non ci scrivo più a causa di quel tipo di censure!!

            Di solito si dice in modo ironico:
            “sò soddisfazioni”, nel mio caso invece mi dico:

            “”sò rivelazioni”, nel senso rivelano il fatto che se gente che si professa libera e aperta mentalmente censura me che sono un pinco pallo che per quanto possa scrivere scomode verità rimango comunque un anonimo nel web, figurarsi che succede ad altissimi livelli a livello di censura, the sky’s the limit!!!!

          • @Fabrice
            Fabrice …questo forum è moderato..e non mi va di parlare qua su cose di altri forum. Va bene in forum liberi non moderati non qua. Te lo ho detto un altra volta precedentemente . Questo non è tipo di forum ove si parla “””a due””” di cose che non riguardano l’argomento del forum. Agli altri lettori non frega nulla..e penso che irriti anche . e chi modera deve moderare argomenti non attinenti al tema su cose di altri forum- Non interessa nessuno e non è corretto nei confronti di chi modera. Scusami…..

          • @Paolo

            Ti faccio presente che nel mio ultimo post, ti ho segnalato un link perfettamente attinenete all’argomento, te lo riporto:

            http://orizzonte48.blogspot.it/2017/04/destra-economica-autoritarismo-dei.html

            Ti avevo segnalato anche che nel link di cui sopra c’è un mio commento ed ovviamente è perfettamente attinente all’argomento e ti dico pure che nel mio commento c’è anche un altro link attinente perfettamente all’argomento!!

            To sum up: nel mio ultimo post rivolto a te personalmente ti ho segnalato due links perfettamente attinenti all’argomento in questione ossia ” Primo Turno Elezioni Francesi” e tu invece mi fai la ramanzina qui e su Libreidee di quanto io sia scorretto e inadeguato!!

            Che dirti??

            Contento tu a cantartela e suonartela da solo….!!

            Adios!!

            Fabrice

            PS se uno ( tu ) promette una risposta a una persona ( io ) che gli ha dedicato un suo ultimo post appositamente e nel passato ( io ) gli ha anche segnalato un mare di link interessanti e se questa persona ( tu ) che ha fatto questa promessa non la mantiene per niente e addirittura poi gli fa la ramazina a questa persona ( io ) che persino nell’ultimo post gli segnala due links perfettamente attinenti all’argomento in questione e allora i problemi di “netiquette” sono solo suoi ( tuoi!! ) e neanche lontanamente dell’altra persona ( miei!! ) , con tutte le conseguenze negative del caso!!!!!!!!

  • Buongiorno Professore.

    Ha vinto Macron. I francesi sono razionali, si sa, non era ipotizzabile si lasciasserero andare tra le braccia di Mamma Marine, almeno non cosi’ presto.

    Il dato politico e’ quello che lei sottolinea alla fine, ossia si tratta, per gli europeisti dell’ establishent, solo di un tracollo differito.

    Se non avviene una sostanziale inversione di tendenza nella UE (e non avverra’) tra dieci anni l’assetto politico e istituzionale europeo sara’ profondamente diverso, mi sembra un percorso quasi fisiologico, che portera’ i 5S al governo in Italia, FN in Francia e chissa’ cos’altro.
    Anche solo per sfinimento dell’elettore, una cosa tipo “ormai li abbiamo provati tutti tranne questi…”

    Ma tralasciando le gravissime ma non serie questioni che riguardano l’oggi e il domani prossimo..mi permetta una domanda fuori tema ma non tanto.

    Professore, perche’ essere e sentirsi e definirsi e militarsi (mi passi il termine vagamente gaddiano), oggi, Comunisti?

    No, perche’…lei si e’ ancora recentemente cosi’ definito, e ad esser sinceri, cosi’ mi sento anche io, anzi forse piu’ di venti anni fa.

    Sarebbe davvero utile avere una sua riflessione di ampio respiro sul tema.

    Grazie, con stima

    Edoardo

    • C’è stata di recente una conferenza su questo tema. Te la segnalo, magari ti interessa:
      http://www.communism17.org/it/

      Nessuno era d’accordo con l’altro.
      E probabilmente Aldo non è d’accordo con nessuno.
      Né tantomeno io e Aldo saremmo d’accordo nell’individuare i punti di disaccordo… ed infatti quando si irrita comincia a dirmi che non sono comunista (proprio come un famoso cattivo maestro con cui se la piglia sempre ahah).
      E tu a tua volta sarai in disaccordo con tutti.
      Il caos è grande sotto al cielo, ma non mi pare che la situazione sia eccellente, accetta se vuoi questo mio piccolo contributo, caro Edoardo

  • La sensibilità culturale francese,ma non solo,anche quella maggioritaria in Europa è paragonabile,secondo me,ad un clima di trans-avanguardia o post avanguardia.Ovunque c’è la ricerca o il tentativo di annusare i profumi del “nuovo”.Qualcuno mi dirà che ciò non vale per la Germania,dove i partiti tradizionali sono ancora una diga al dilagare del “nuovo”.Giusto,è così .Ma anche sotto la crosta di questo tradizionalismo politico , si sente bruciare il tizzone ardente di nuove scintille.Storicamente,si sa che i teutoni sono cautissimi nell’abbracciare nuove fedi o nel tradire le vecchie idee o collaudati comportamenti.
    Quindi la Germania fa storia a sè.Quello che perciò è da sottolineare è comunque la corsa in Europa alla frammentazione dei vecchi equilibri partitici.Vincono le “Nuove compagini”digiune di esperienza amministrativa,vince la pressione di giovani o di homini novi che si battono contro l’establishment .
    Questo è un dato di fatto.Ma dopo cosa succederà ? Che alleanze forti e coesive propongono ? Che progetti ci saranno ?…
    Secondo me,pertanto , la situazione è meno trionfalistica di come oggi la descrivono i giornali nostrani perchè il frammentarismo politico è in agguato e sarà difficile anche per l’Europa indirizzare il “nuovo” verso certezze e rassicurazioni maggiori per i cittadini del continente! Concorso perciò con la chiusa del prof.Giannuli:forse le borse ,come molti altri,si ricrederanno ! L’unica sensazione certa è che aumenterà il disincanto e il malcontento verso la politica così come finora è stata gestita.

  • Nicolas Dupont-Aignan, candidato di ‘Deubout la France’ (Alzati Francia), partito di centrodestra di ispirazione gollista ha preso circa il 5%, per la precisone il 4,7% ossia un milioneseicentonovantamila voti sul 97% delle sezion scrutinate, mica pizza e fichie!!
    Ergo, definirlo un candidato di estrema destra è da cialtroni per usare un eufemismo!!

    Un conto sono le simpatie politiche, un conto completamente diverso sono le analisi politiche, che se partono male definendo addirittura un candidato di centro destra come uno di estrema destra e allora come si suol dire da premesse errate si arriverà come spesso accade a conclusioni errate!!

    Saluti.

    Fabrice

  • Chissà come mai tutti i partiti socialisti che hanno intrapreso la Terza Via di Blair (sia maledetto nei secoli!) virand, anche a tradimento, verso il neoliberismo stanno soccombendo uno a uno. Un vero mistero…. 😉

  • Ha vinto il regime che ha saputo confezionare Macron, un prodotto mediatico che combina perfettamente, e nelle giuste dosi, le immagini di facciata giuste per abboccare due terzi dell’elettorato (escludendo quello davvero arrabbiato): giovane, fascinoso, uomo di sistema ma un po’ populista, garante dello status quo ma pieno di proclami di rinnovamento ecc. Un Renzi senza la sua prepotenza e quindi la sua relativa incontrollabilità; anzi suppongo che gli esperti pubblicitari d’oltralpe abbiano guardato a pregi e difetti del fiorentino nel confezionare il loro prodotto.

    Il regime ha (quasi) sfangato questa prova ma fra il 45% dell’elettorato che vota contro, il disfacimento dei partiti di regime (pardon tradizionali), le prevedibili difficoltà nel trovare una maggioranza parlamentare, lo spettacolo della poltiglia parlamentare che fa gruppone contro la Le Pen e una situazione economica in deterioramento continuo, i conti sono solo rimandati. In luogo del lampo e del tuono ci sarà un continuo acquazzone che trasformerà la vita politica gallica in un pantano dalle imprevedibili vie d’uscita.

    Interessante il fatto che nelle tribune politiche francesi di ieri sera diversi commentatori propugnassero il ritono al proporzionale; lì come qui il crollo del bipartitismo è la più importante vittoria degli avversari del regime. Il no al referendum è stata una vittoria epocale.

    Degno infine di nota che Giannuli e i suoi protettorati accademici si facciano battere da Melenchon in radicalità. Questi ha almeno avuto la decenza di non saltare nell’ammucchiata pro-candidato di regime. Un comunista e un rivoluzionario, come spiegavo nel precedente intervento, ragiona nell’ottica della radicalizzazione.

    • Se uno vota Le Pen per “tattica esasperata” (della serie aumenta la crisi aumenta la lotta) esprime la stessa miseria intellettuale di quelli che per impedire l’avanzata dei populisti propongono di sospendere il suffragio universale ai poveri.
      Il niente che si accompagna al tifo da stadio, ma si presenta come veicolo di trasformazione ed emancipazione della società.

  • Professor Giannuli, io non ne sarei così sicuro della vittoria al ballottaggio di Macron. In due settimane tutto può succedere. Lo state troppo sopravvalutando questo personaggio!!!!

    • anche io ho una speranza: che sia sopravalutato e che vinca Le Pen (ma non perché è di matrice fascistella sbiadita…ma perché non c’è alternativa..)..sarebbe un colpo durissimo , micidiale per i veri fascisti : l’UE/euro. Continuando con Macron…il botto ci sarà dopo e sarà forse molto ma molto più doloroso.

  • Ultimamente le analisi – pur sempre interessanti – del prof. Giannuli mi sembrano sempre più allineate con il Mainstream mediatico. prima ci ha detto che con l’attentato della settimana scorsa l’Isis ha votato Le Pen (e abbiamo visto che non è stato proprio così), poi ci espone la sua preferenza per il successo di Macron, candidato di tutto l’apparato europeista e ordoliberista e delle elites. Insomma, si trova in pieno accordo con le Borse, la Merkel, Juncker, Scalfari, Mieli e tutto il resto dell’establishment. Il banchiere tecnocrate vincerà le elezioni e farà quello che Bruxelles e Berlino ordinano: smantellamento del welfare, licenziamento in massa dei dipendenti pubblici, privatizzazioni, e sul fronte estero pieno appoggio alle politiche atlantiste anti russe in Siria (con conseguenti ringraziamenti da parte dell’ISIS, che sarà tra i beneficiari del successo di Macron). Se questa è una prospettiva che ritiene auspicabile, mi chiedo perchè il professore non si schiera con il PD che ha esattamente questo programma.

    • Non dimentichiamo l’adesione acritica ai cavalli di battaglia del neo liberismo più sfacciato: questa volta è diverso e TINA.
      Parafrasando Marx, se si muove come un neoliberista, si comporta come un neoliberista e parla come un neoliberista, beh probabilmente un neoliberista.

  • “Non esiste una cultura francese; esiste una cultura in Francia… ed è molteplice”, così Macron si è espresso in un comizio a Lione.
    Alain Finkielkraut, filosofo conservatore, uno dei più lucidi pensatori del nostro tempo, commentando la frase ha scritto: “tra «francese» e «in Francia» vi è la distanza che separa una nazione da una società multiculturale” perché per coloro “che sono sotto la bandiera progressista, la Francia non è una storia e non è neppure un Paese, è solo uno spazio”.
    E così la Francia-spazio di Macron è un luogo neutro dove le culture si ritrovano per caso; una chiesa cristiana o una moschea non fanno differenza perché appunto, “non esiste una cultura francese”.
    Macron incarna perfettamente l’ideale dell’apolide mondialista per il quale cultura, tradizioni, lingua, nazioni, sono incidenti della storia rispetto all’unico valore universale: quello dell’homo oeconomicus.

    http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/03/14/lapolide-mondialista-macron-e-la-nuova-sinistra/

  • Un po’ controcorrente rispetto ai commenti, mi pare che l’analisi di Giannuli sia corretta. Anzi, credo che il fronte antiUE abbia registrato una sconfitta piuttosto inaspettata dall’esterno. Poco più di dieci anni fa fu la Francia a rigettare la Costituzione Europea con un referendum https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_francese_sulla_Costituzione_Europea svoltosi in un contesto istituzionale del tutto diverso e assai più favorevole ai movimenti politici UE. La Francia, da questo punto di vista, é sempre stato il polo con l’elettorato politico più refrattario a discorsi unionisti http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/08/27/ma-la-francia-profonda-contraria.html . In ogni caso, se ancora ce ne fosse motivo, anche questa tornata elettorale dimostra che non hanno molto senso (consenso) le divisioni tradizionali destra-sinistra, in un sistema politico in decomposizione quale quello francese, da anni in crisi. L’ alternativa, al dunque, é una sola: o pro o contro UE, cioé avanti od indietro con il processo di integrazione. Macron l’ha capito ed ha espresso su questo un’idea chiara, come quella di Le Pen e l’elettorato li ha premiati. Il “sì ma anche” non appartiene a questa stagione politica…

  • “Le Pen non perde solo quantitativamente, comunque vada il ballottaggio, ma perde qualitativamente. Prende voti legittimi, per carità, ma sono voti di elettori che vivono ai margini della società e non ricoprono ruoli decisionali. Sono prevalentemente operai, agricoltori, disoccupati, casalinghe, le fasce marginali della popolazione che per prime stanno pagando dazio agli eurocrati.
    Con questo assetto e nelle condizioni in cui si è presentata, anche se Le Pen arrivasse al 51% o oltre non avrebbe comunque chance, perché avrebbe contro il sistema bancario, i canali di comunicazione, i lobbisti della grande industria, larga parte dei professionisti parigini che lavorano per la finanza e per la grande industria.”

    https://albertomicalizzi.com/2017/04/24/francia-piu-chiaro-di-cosi/

  • Spiegatemi perchè Renzi, Letta la sinistra in generale esulta per il risultato di Macron. Sarò stupida,ma io proprio non ci arrivo. Le elezioni francesi hanno decretato la fine dei partiti tradizionali in Francia e questi esultano…..mah!

    • Perché con percorsi diversi arrivano allo stesso approdo. Macron fuoriesce dal partito ne fonda uno proprio che raccoglie esponenti di varia provenienza e si pone come partito centrale sulla scena politica. Il vero test saranno però le elezioni per l’Assemblea dove non si vota solo per un candidato. Renzi al contrario opera all’interno del partito e “lo svuota” della componente di sinistra, creando un movimento aperto ad istanze anche della destra (per quel che contano ancora queste distinzioni), con il vantaggio però di avvalersi di una struttura che conserva ancora un consenso territoriale che En Marche deve dimostrare. Che poi Macron e Renzi siano singolarmente comparabili ho qualche dubbio

    • Perché vincerà un tecnocrate di apparato come loro. La questione di quale maglia si indossi è del tutto secondaria, tanto i vecchi partiti si coalizzeranno comunque intorno a lui. Inoltre in italia la situazione è un po’ diversa, nel senso che a parte la variabile grillina i cosidetti partiti pur perdendo terreno non hanno subito alcun contraccolpo clamoroso finora.

  • Banalmente, la sinistra sovranista ha perso e ha lasciato il campo al duello fra la fascista e il giovane borghese europeista. Ci vuole una politica radicalmente progressista per l’intera Europa. Più tardi lo si capisce, più disastri subiremo.

  • Dalle elezioni francesi è venuta fuori una accentuata frammentazione, quindi pure la vittoria di Macron non si può certo dire netta. Solo per il sistema elettorale “bullistico” francese, che mette tutti contro uno, potrà arrivare all’eliseo. Il sistema francese in effetti è quanto di più antidemocratico esista, favorisce solo le forze moderate (così dette, ma che spesso di moderato hanno ben poco) e sistemiche. E il più sicuro argine possibile in difesa delle classi dominanti.

    Sì la crisi dei partiti tradizionali e tutto ciò che si vuole, ma possiamo schematizzare i risultati in forze sistemiche e antisistemiche(populiste e democratiche per il mainstream), le forze antisistemiche insieme arrivano al 45% ma non fanno squadra, mentre le altre fanno squadra eccome, ed è questa la grande differenza. Lo scenario politico attuale è ormai pienamente polarizzato su una contrapposizione tra vincenti e perdenti della globalizzazione, di cui l’euro e l’europa sono una particolare forma. E’ una guerra civile elettorale che si sta ripetendo ogni volta. Questa volta tra tutti i candidati che c’erano i francesi hanno scelto il peggiore. Ma mi associo a chi non capisce come il prof Giannuli possa auspicare la vittoria di macron in chiave anti le pen, se continuiamo con banchieri e maggiordomi di regime cosa cambia? E’ questo atteggiamento ad aver ridotto la sinistra alla sostanziale irrilevanza politica.

    C’è anche da scommetterci che se avesse vinto Melenchon si sarebbe allineato bene o male ai suoi predecessori, come avrebbe fatto sanders in america e come ha fatto tsipras in grecia. Non c’è la controprova, ma spiace dirlo la sensazione è che la sinistra sia ormai irrimediabilmente incapace di smarcarsi dal potere, vorrebbe mettere dentro tutto ma alla fine riesce solo a inseguire le solite battaglie sui diritti civili, e in generale a dare un solido contributo alla cultura mondialista, e gli operai devono averlo capito se si sono spostati in massa su candidati di destra, i quali appaiono sicuramente più credibili e vicini al mondo reale. Bisognerebbe partire da un profondissimo esame di coscienza.

  • Alla fine la spunterà l’europeista Macron perchè per la Francia l’euro e l’UE non sono poi stati un cattivo affare come per noi italiani.
    Basta vedere quante nostre aziende, dalla moda agli alimentari, sono state acquistate da multinazionali francesi.
    Una vittoria della Le Pen significherebbe la probabile uscita dall’euro, dalla NATO e un allontanamento dagli USA per stringere nuovi accordi con la Russia.
    La Francia ha sicuramente dei problemi, ma non tali da rischiare un salto nel vuoto come quello proposto dalla Le Pen.
    C’è da dire, poi, che ai francesi piace gonfiare il petto e atteggiarsi a rappresentanti di una grande potenza, ma il successo della Le Pen li costringerebbe a scoprire le carte e a vedere quanto misera è la loro situazione.
    La Francia, come l’Italia è una semplice vassalla dell’Impero Americano; forse avrà qualche privilegio in più, ma alla fine gli ordini li prende anche lei da Washington: le guerre che ha fatto in questi anni sono state sempre condotte al seguito degli USA, i suoi governanti, dopo Chirac, sono sempre stati burattini gestiti dagli Stati Uniti e dall’elite finanziaria di Wall Street.
    Macron è solo una mezza calzetta imposta per garantire che la Francia resti nella NATO ed esegua alla lettera i programmi economici e sociali funzionali al progetto di globalizzazione dei centri finanziari USA.
    Con questo personaggio la Francia può continuare ad illudere se stessa senza correre rischi.

  • Sta avvenendo esattamente quello che ha pronosticato lo scrittore francese Michel Houellebecq nel suo romanzo “Sottomissione” (in lingua originale “Soumission”). Le Pen vincerebbe facilmente se non avesse contro i media dominanti o se non votassero milioni di islamici/africani. Stessa cosa sta avvenendo in Italia (e in tutti gli stati ‘UE’), dove ormai vengono regalate ogni anno più di 100.000 ‘cittadinanze’ ad extracomunitari che voteranno partiti tipo ‘PD’. Per gli europei non sarà più possibile vincere queste elezioni truccate.

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