La popolarità di Macron è in discesa precipitosa: ma va! Ma non mi dire!!

Ad aprile, quando Macron fu trionfalmente eletto con il 62% dei voti, feci una scommessa: che la popolarità del nuovo e brillante capo di stato della Francia sarebbe durata anche meno di quella di Hollande, per non dire di Sarkozy. Mi pare di aver vinto la scommessa: i sondaggi, a solo un mese dalle politiche che gli hanno regalato una maggioranza inaudita, la sua popolarità è calata di colpo di 10 punti. Peggio di lui solo Chirac nel 1995, ma il povero Chirac doveva reggere il confronto con un grande Presidente come Mitterand, mentre Macron deve confrontarsi solo con quell’ectoplasma di Hollande.

Eppure credo che i francesi non sappiano apprezzare le qualità di questo nuovo presidente: ad esempio sceglie bene le scarpe, osservatele bene.
Il quadro europeo attuale è questo: Inghilterra premier la May che non è sopportata neppure dal suo partito, Francia Macron di cui s’è detto, Spagna Rajoy che regge solo perché gli spagnoli si sono stufati di votare a ripetizione, Italia sede vacante, e, in mezzo a tutti questi, la Merkel che, pur essendo una discreta massaia che eccelle nel bucato, sembra Bismarck. Peraltro va detto che dopo di lei sarà il diluvio perché si scorge solo una folla di mediocri ciabattini. Degli Stati Uniti non vale neppure la pena di dire. Ormai il ceto politico europeo sembra Biancaneve e i sette nani, dove anche Biancaneve è un po’ rachitica.
Mi pare che sia arrivato il momento di porci qualche domanda: ma come mai stiamo selezionando un personale politico così scalcinato e che si preannuncia sempre peggiore? E per di più dopo che c’è stata l’esaltazione dell’uomo solo al comando, del leader carismatico e via dicendo. Bel risultato, parlare di uomo forte, di condottiero e trovarsi con questa schiera di molluschi andati a male!

Ma il punto è proprio questo: la retorica dell’uomo forte è uno degli ingredienti del disastro, perché ha spostato tutta l’attenzione sulle caratteristiche eccezionali del leader, riducendo i partiti a mere appendici elettorali. In Italia siamo stati all’avanguardia producendo porcherie impresentabili come Forza Italia o il Pd, ma anche gli altri stanno messi decisamente male. Dove è più la Spd di un tempo. Com i suoi rapporti di massa e o suoi centri studi? E che fine ha fatto il Ps francese, che un tempo ferveva di dibattiti politici e culturali? Solo comitati elettorali animati da piccoli faccendieri o, al massimo, qualche onesto funzionario di periferia. I Partiti europei non producono più idee, non formano classi dirigenti, non organizzano conflitto sociale. Raccolgono solo voti sull’immagine del leader di turno.

Ma un leader carismatico, per definizione è un materiale umano un po’ raro e non si inventa. Sarebbe come dire “Adesso ci serve un Leonardo da Vinci, cerchiamo chi fa da Leonardo”. Solo che di Leonardo o di Napoleone ne nascono uno ogni tanto e non è affatto detto che ogni tempo ne abbia a disposizione qualcuno. Ed allora che si fa? Si costruisce quel che manca, o meglio, si costruisce l’immagine dell’uomo eccezionale che ci guiderà nei prossimi anni: “Vedrete, questo sarà migliore di tutti gli altri che lo hanno preceduto!”. Ed i media si mettono al lavoro per inventarsi il nuovo Napoleone e, ci riescono, nel senso che producono una emozione collettiva che dura il tempo di una campagna elettorale. Passato il giorno del voto, nel giro di qualche mese (a volte settimane) la parure da grande condottiero crolla come cartapesta sotto la pioggia e viene fuori il nanerottolo che stava sotto il trucco. I nostri leader sono solo prodotti da laboratorio pubblicitario. Ormai operiamo la selezione del ceto politico sulla base della “capacità comunicativa” del prodotto da vendere. Direte: ma quando uno non ha niente da dire, come fa a comunicare? Non è importante che dica qualcosa, ma che dia la sensazione di farlo e per questo è più importante la pausa, il piglio deciso, il gesto con cui accende una sigaretta, la battuta studiata a tavolino ma recitata con naturalezza, il sorriso seduttore e la grinta da domatore di belve.

L’importante è che “buchi il video”. Semplicemente noi non stiamo cercando un grande stratega, ma l’attore che, per qualche settimana, può vestirne i panni. In questo la televisione è stata un castigo di Dio che ha potenziato tutte queste pulsioni verso il nulla (mi torna in mente il Popper di “Cattiva maestra televisione”).
Facciamo una controprova di quel che dico: proviamo ad indicare tre personaggi di cui oggi possiamo dire, sul piano internazionale, che emergono come grandi decisori, in grado di esercitare un peso sulla scena internazionale. Io vi propongo Putin, Xi Jinping e papa Francesco. Sia chiaro che questo non significa condividere gli orientamenti di ciascuno o anche solo di uno di essi, ma solo una valutazione delle capacità politiche al netto di ogni altra considerazione. Poi mi sirete se la triade è ben scelta o meno. E la prima considerazione che viene da fare è che questi tre personaggi hanno alle spalle grandi istituzioni, con una storia molto consolidata, con gruppi dirigenti reali: il partito comunista sovietico ed il Kgb-Fsb per Putin (che i è formato in epoca sovietica), il Partito Comunista Cinese per Xi Jinping e la Chiesa cattolica per papa Bergoglio. Strutture elitarie (certamente non democratiche) con apparati pesanti ed una selezione durissima In strutture del genere si imparano tante cose, soprattutto si impara che la politica è un’arte che chiede intelligenza, visione ampia a livello mondiale, densità strategica, tempismo, duttilità, intuito, eccetera. Anche semplicemente per scansare la tisana corretta al cianuro (cosa che ha la sua importanza in questi ambienti) ci vogliono queste capacità. E il risultato è una classe dirigente forse cinica, non sempre all’altezza dei suoi compiti, comunque, mediamente si tratterà di un personale politico di spessore (anche se questo non garantisce da momenti di decadenza).

Non sono un estimatore dell’elitismo e spero sempre in classi dirigenti frutto di una selezione democratica, ma questa attuale è solo una caricatura della democrazia.

Aldo Giannuli

aldo giannuli, macron


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (47)

  • Salve,
    mi stavo chiedendo a chi potesse giovare questa situazione di “marionette al potere” dei vari stati al potere. Io penso che giovi al capitalismo globalista, i quali, senza piu’ stati sovrani a tutelare i diritti dei cittadini, possono fare carne da macello dei popoli, ovvero andare a ribasso sui salari (e quindi sui prezzi). Il tutto infarcito dalla falsa idea del “bisogna essere piu’ concorrenziali e competitivi”. Sarei curioso di sentire una sua opinione a riguardo.
    Grazie infinite per qualsivoglia risposta vorra’ darmi.

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        Tenerone Dolcissimo

        Io non credo alle coincidenze.
        Ho l’impressione che Taoking, sia pure in modo confuso e velleitario, abbia espresso un’opinione giusta

      • No, non è voluto da nessuno, ma è “accettabile”. Non a caso, i tre esempi citati sono un po’ a lato del capitalismo globale (nessuno di essi partecipa ai grandi incontri mondialisti, per esempio). Il centro del sistema è ancora convinto di guadagnare con petrolio alto o basso, con l’euro, la sterlina e il dollaro, con una guerra qui e una mezza pace là. Finché saranno convinti di questo, attraccheranno le loro barche al miglior porto del momento, e lasceranno il palco ai guitti. Da parte sua, il 90% della popolazione, sempre più impoverita, non ha più una “visione del mondo” (buona o cattiva che sia) attraverso cui giudicare persone e proposte politiche (salvo forse il solidarismo islamico, per alcuni). Si può andare avanti così a lungo? Ma no.

  • Forse è il connubio tra l’esaltazione delle libertà, fondamento della democrazia, con una tecnologia utilizzata come strumento esecutivo di tale esaltazione e il cui risultato è l’amplificazione incontrollata delle differenze, nell’illusione di una sempre maggiore libertà individuale, da essere così iniquo da rompere la connessione solidale tra i membri della comunità

  • Sottoscrivo in pieno, una volta fare politica era una visione di vita, ci sottoponeva a studio e dibattiti interni ed esterni, il leader, ad ogni livello, non doveva essere fotogenico ma capace di dire e di fare, quando la pubblicita’ prende il posto del contenuto . . . ! ! !

    • Moro e’ lo spartiacque tra i prima e i dopo.
      Il politico x lava più bianco del latte!
      Marketing per marketing, meglio la pubblicità dei detersivi.

  • Questo post è un po’ come parlare a nuora perché suocera intenda 🙂

    Bisogna però anche comprendere chi rappresentano questi leader.

    Se il Papa rappresenta la Chiesa, i leader occidentali spesso non rappresentano il proprio popolo, ma i poteri forti che li sponsorizzano e se ne servono.

    Che Renzi sarebbe diventato premier stava già scritto nei documenti delle banche d’affari, magari anche Macron …

    Il problema quindi sarà certamente quello della classe dirigente, ma anche l’informazione e gli elettori …

  • Rinnovo il mio voto per Raoul Bova, come bello fotogenico. Poi ci sono i calciatori e le attrici.
    P.s C’È un virus che colpisce i televisori?

  • La cosa più buffa di Macron è la sua sicumera, che mi ricorda Louis De Funes, come quando dopo un colloquio con Putin dove ha detto che se la Siria dovesse sbagliare ancora con i gas la Francia la punirebbe con un bel bombardamento. Mi immagino le risate dei generali russi che avranno detto a Putin quanti Raphael in quel caso avrebbero dovuto tirare giù. La Francia quale guerra ha vinto da sola senza l’aiutino americano? Attendo risposte.

    • @Horace.
      Dalla caduta dell’impero romano in poi …. ci sono state guerre in cui i galletti non siano stati in qualche modo interessati?

  • Acme news
    Dopo l’esperimento della pecora Dolly, una nuova frontiera della scienza è stata infranta. Nei laboratori segreti del Colosseo l’équipe del professor Albert Merkelstein ha prodotto il primo esperimento al mondo di fusione umana politica. Nel ciclotrone che passa anche sotto il Vaticano sono stati fatti girare a velocità prossime a quella della luce Macron e Maduro. Ne è venuto fuori il Macroduro, una nuova specie di politico che si contraddistingue per il rapido decadimento.

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    Venceslao di Spilimbergo

    Buonasera Professore
    Mi posso facilmente rendere conto di come l’attuale Presidente degli Stati Uniti riesca, un po’ per il suo atteggiamento (molto studiato e molto mediatico… ergo artificiale) un po’ per le sue idee, a non attirare molte simpatie… soprattutto da questa parte dell’Oceano… ma, col dovuto e più profondo rispetto Chiarissimo, ridurre l’analisi nei suoi riguardi ad una frase del tipo “… degli Stati Uniti non vale neppure la pena di dire…” mi pare quantomeno ingeneroso. In questi mesi, negli USA, è in atto il più importante scontro politico sulla faccia del nostro pianeta: la battaglia su quale debba essere il futuro ruolo dell’America nel mondo e quale debba pertanto essere il rapporto tra l’Impero e i restanti Paesi del globo. Da un lato abbiamo fasce sempre più ampie (e da tempo maggioritarie) della popolazione Americana che desiderano, se non la soppressione, quantomeno la forte e costante riduzione del ruolo imperiale che il loro Paese esercita a livello internazionale; una posizione generata dalle difficoltà sempre più accentuate che i cittadini Statunitensi hanno nel pagare il prezzo che la “macchina imperiale” comporta, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista umano (dal 1975 al 2015 oltre 770.000 morti; oltre 19.250 morti di media l’anno; tutti al di sotto dei 45 anni, oltre 3/4 al di sotto dei 35 anni). Dal altro lato abbiamo invece un fronte decisamente più ristretto di persone, ma molto più compatto e influente, che è fermamente deciso nel salvaguardare lo status di Superpotenza raggiunto dalla propria Nazione (e la conseguente egemonia a livello internazionale), sia per ragioni materiali (guadagni personali sottoforma di maggiore ricchezza e potere), sia per ragioni ideologiche. Le elite Americane dinnanzi a queste due fazioni, sempre più distanti l’una dall’altra e sempre più radicali nei loro approcci, si sono divise a loro volta in due: da un lato coloro che condividono la visione imperiale della Federazione Nordamericana; dal altro lato coloro invece che, vuoi per convinzione personale, vuoi per interesse, sostengono le proteste popolari facendosene portavoce e rappresentanti. Il Presidente Trump appartiene a questa seconda categoria… motivo per cui, sin dai primissimi istanti, è stato sottoposto a un “fuoco mediatico” senza paragoni, ancora peggiore di quello che dovettero subire i signori Reagan e Bush Junior. Possibile che da questo versante dell’Atlantico non si riesca a rendersi conto di quale sia la posta in gioco di questo scontro all’interno della società Americana? Possibile che nessuno si renda conto di cosa potrebbe comportare per noi, per tutti noi, anche solo una parziale vittoria del fronte “anti imperiale”? Forse sarebbe opportuno che, in futuro, non si liquidassero in maniera troppo sbrigativa questioni di tale rilevanza… e non si sottovalutino coloro che quelle questioni le stanno vivendo in prima persona, in una lotta all’ultimo sangue (molto probabilmente non solo nel senso metaforico della frase).
    Scusandomi per essere in parte uscito dal tema in oggetto (seppur meno di quanto possa in un primo momento apparire), la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

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        Venceslao di Spilimbergo

        Esimio la supplico, la imploro… non mi faccia rispondere a questa domanda, per carità di Patria.

        P.S.
        Stando a voci interne alla Farnesina, poche volte nella nostra Storia la politica estera Nazionale è stata consecutivamente nelle mani di persone tanto impreparate quanto incapaci. Che Iddio ci aiuti a non sprofondare del tutto!
        A Lei i miei ossequi

    • @Vincenslao
      Secondo me in Europa la stragrande maggioranza delle persone comuni non si rende conto di cio che sta succedendo negli Stati Uniti e che momento delicato è questo ….inutile dire che pur avendo una visione keynesiana e non Reaganiana (cioè Friedman ) dell’economia…in questo frangente stravedo per Trump e mi auguro che riesca a spuntarla… idem per Putin. Saluti .

      ps: fa pensare il connubio : Tutta la sinistra internazionale, soliti contestatori da strada (quelli delle manifestazioni post Trump pilotate da Soros ) ,il “solito” Soros, Partito democratico Clinton/Obama etc , Parte del Partito Repubblicano (alleato con il Partito Democratico in funzione anti Trump) multinazionali, Tutti i mass media main stream statunitensi ed esteri in particolare Washington Post , CNN e New York Times , e tutte le solite organizzazioni corollario del cosiddetto Deep State..: Davos, Aspen Institute, Bilderberg, CFR (Counsil of Foreign Relations )etc etc …–+ tutta l’Establishment europeo UE /euro e varie Lobby annesse + più tutte le sinistre di questa terra da quelle cialtrone vendute al servizio e in funzione del peggior ipercapitalismo elitario al rimasuglio di sinistra autentica + le grandi Multinazionali…TUTTI UNITI CONTRO TRUMP. Domando e mi domando: ma che strano “”connubio amalgama”” ..il denominatore comune che li unisce è l’odio verso Trump.
      che dire? forza Trump forza Putin….
      Per i più attenti: negli Stati Uniti stanno cercando di far un vero e proprio colpo di Stato (gravissimo cio che sta succedendo ) per disarcionare Trump …e neanche lo nascondono.

      • Chi parla inglese si senta questo dibattito pubblico organizzato dall’ Anspen Institute

        https://www.youtube.com/watch?v=96yWsrMXREI

        …tra i partecipanti John Brennan precedente capo della CIA (nominato da Obama) che pubblicamente dice chiaramente che a mali estremi estremi rimedi..rimuovere Trump !!! (prende a pretesto l’eventuale rimozione di Mueller che indaga sulla bufala Russia /Gate …sapendo che è una bufala : tutti lo sanno …eventuale rimozione legittima perché non ha portato uno straccio di prova …e perché è nel potere/prerogativa del Presidente degli Stati Uniti rimuoverlo….l’ex capo dei servizi segreti nominato dal precedente governo lo minaccia pubblicamente di non farlo (anche se lo può fare ), di lasciarlo sino a quando non trova un pretesto per scatenare l’impeachment!!! (prova che non trova , perché non ce ne sono )…diversamente lancia un pubblico invito al rimuoverlo di forza : cioè un colpo di stato !!! e lo fa pubblicamente!!! dovrebbe esser preso ed arrestato !!!…e pubblicamente incitano nei mass media ad uccidere Trump !!! e non succede nulla….non scatta nessuna denuncia..!!! pazzesco…mai visto una cosa del genere nella storia degli Stati Uniti….MAI….

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        Venceslao di Spilimbergo

        Buonasera Esimio signor Paolo
        La ringrazio per la cortesia mostratami nel commentare il mio scritto di quattro giorni fa. Concordo con Lei: pochissimi, sia presso gli stati Europei sia però anche presso gli stessi USA, hanno contentezza di cosa stia accadendo nei palazzi di Washington e di quale sia la vera posta in gioco. Purtroppo la netta maggioranza delle persone, un po’ per mancanza di informazioni (tanto dal punto di vista quantitativo quanto dal punto di vista qualitativo) un po’ per ragioni ideologiche, riducono tutto ad un vero e proprio “tifo calcistico”: pro Trump o anti Trump, a seconda della simpatia o l’antipatia che il personaggio riesce a suscitare a livello mediatico (senza rendersi conto di quanto la sua immagine sia stata “costruita” proprio per suscitare simili emozioni). Eppure, una eventuale cessazione (o anche solo una riduzione) dell’egemonia Americana sul resto del pianeta o il mantenimento di essa provocherebbero, necessariamente, conseguenze tra loro diversissime: nel primo caso il mondo andrà incontro ad una crisi generale delle relazioni internazionali… con conseguenti guerre locali (regionali e/o interregionali) fra vari attori geopolitici, volenti riempire il vuoto creato dalla ritirata degli Stati Uniti. Nel secondo caso invece rischieremo una Terza Guerra Mondiale… non perché l’America sia per sua natura una Nazione bellicosa, piuttosto perché l’Impero Nordamericano, per salvaguardare il suo status di Superpotenza, non potrà non intervenire (anche militarmente) nei confronti di una eventuale alleanza Sino- Russo- Tedesca che ne mettesse in dubbio la sua sovranità sulla cosiddetta “Isola- Mondo Eurasiatica”. O una sequela di guerre locali (anche civili) più o meno violente, più o meno lunghe; o una grande guerra futura tra alleanze intercontinentali favorevoli o contrarie agli USA! Questo è il futuro che ci attende… e per un Paese di confine quale è il nostro (doppiamente confinante tenendo conto che siamo adiacenti sia alla fascia Nordafricana che a quella Balcanica) si tratta, in entrambi i casi, di un futuro oltremodo plumbeo: rischiamo infatti di venire trascinati, a prescindere dalla nostra volontà, in conflitti per noi penalizzanti comunque vadano a concludersi… conflitti in cui vedremo messi a rischio sia la nostra esistenza geopolitica quanto la nostra ricchezza sempre più precaria. Eppure, nulla! Si continua a fare solamente “tifo calcistico”; e non solo a livello di popolazione comune, ma anche a livello delle nostre classi dirigenti (presso cui ideologie incartapecorite in decomposizione e/o ignoranza manifesta oramai la regnano da autocrati)… e la qual cosa è gravissima! Tempi veramente neri ci attendono; speriamo di cavarcela.
        Scusandomi con Lei per le mie parole (nonché per lo sfogo di cui l’ho resa partecipe) la ringrazio nuovamente per la sua cortesia; la saluto augurandole ogni bene e una buona serata

  • “(mi torna in mente il Popper di “Cattiva maestra televisione”).”
    ____________________________________________
    Professore, si ricordi che, molti anni prima, Pasolini risolveva i due problemi in un colpo solo: abolendo la tv e la scuola dell’obbligo, allo scopo di porre fine a una criminalità del tutto nuova che riempiva la cronaca dei giornali. Certo, la selezione democratica (o non elitaria) lascia molto a desiderare. Ma, mettendo da parte le ‘grandi istituzioni con una storia molto consolidata’, non mi pare che i tre personaggi citati siano esempio di nulla, bensì prodotti convenientemente omologati dai rispettivi “ambienti criminaloidi di massa” (Macron compreso), segnalati in quell’articolo. Tertium datur!

  • Credo che la Democrazia non sia ” il.migliore dei sistemi possibili ” come predicava Churchill, ma un modello storico ciclico, il cui ciclo inesorabile ne prevede la decadenza ( piuttosto rapida) in una temperie di corruzione e incompetenza . d’ altra parte non si può dare la colpa ai media se i cittadini coglioni ci credono. La colpa è del cittadino un essere stupido miope, meritevole di annichilimento e dittatura.

  • Parafrasando Stalin con Gromiko, i politici italiani del partito francese sarebbero disposti ad abbassarsi i pantaloni e mettere il culo sulle sabbie infuocate del Sahara, se solo Parigi lo chiedesse.

  • Da queste pagine ho più volte detto di quale materia fossero fatti all’Eliseo. Sono gli stessi galletti a darmi ragione.
    Il caso Fimcantieri sta ad insegnare: pur di danneggiare l’Italia, vanno bene tutti, inclusi coreani e se necessario pure Kim.
    Quelli non sono alleati, ancor meno amici. Sono anti italiani.
    Infinitamente meglio gli africani .

  • Vi chiedo: se la Fincantieri fosse stata tedesca, inglese, spagnolo o belga , Macron avrebbe alzato la cresta?
    I torinesi furono capaci di rimandare i francesi carichi di meraviglia oltre le Alpi….

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    Tenerone Dolcissimo

    “Macron, la rivoluzione liberale francese” in regalo con il Foglio
    Da sabato 29 aprile in edicola ogni giorno una puntata del libro di Mauro Zanon
    Ogni giorno in regalo con il Foglio sarà in edicola il libro di Mauro Zanon “Macron, la rivoluzione liberale francese”. Il libro traccia un profilo del candidato all’Eliseo che con la sua linea liberale ed europeista ha cambiato lo scenario politico francese ed europeo.
    —————
    Il governo francese è pronto a nazionalizzare i cantieri navali Stx, un’accelerazione che Le Monde svela essere stata decisa dal presidente francese Emmanuel Macron e che dovrà essere adottata dal ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, “concretamente entro venerdì sera”.
    ————————–
    MAURO ZANON …………………. MAVAFFFFFFFANCULO

    • … ed è solo l’inizio delle macronate, fintanto che non sbaglierà cliente, che gli darà in restituzione il meritato, non come quei …. che abbiamo noi, che se le prendono in faccia da tutti e,se le vanno pure a cercare.

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        Tenerone Dolcissimo

        Un piesso de filetto de toro ….. Se lo avessimo fatto noi la UE ci avrebbe nerbato a dovere e il coro dei collaborazionisti, da cerretelli a boldrin alla boldrini a maisano ecc, avrebbe elevato alti lai … altro che filtrare

        • Ecco il “liberismo” europeista di Macron …e che cosa realmente è lo “spirito” dell’Europeismo…per l’ennesima volta dimostrato dall’atteggiamento della Germania e oggi dalla Francia di Macron…: nazionalizzazione e protezionismo !!!!

          gli Europeisti che si ostinano a credere al “sogno degli Stati Uniti d’Europa ” …gli antisovranisti…etc etc…andrebbero messi in fila e presi ben bene a sonori calci nel sedere. Altroché “più europa” di qua “più europa” di là….io direi più calci nel sedere ben dati!!!! …

  • Ma, professor Giannuli, a me non piacciono i tre esempi che porta (il peggiore è quello cinese, ma anche gli altri…)
    Ma, non avrebbe potuto citare Corbyn? Credo che se c’è una novità in Europa sia il Partito Laburista attuale. E bispgnrebbe riflettere sul perchè in altri paesi non c’è o comunque è più debole.

  • Macron ha posto il veto all’acquisizione della Stx al prezzo di asta da parte della Fincantieri, in quanto di interesse economico strategico. Finché è stata in perdita in mano coreana andava tutto bene per Parigi. Peggio delle perdite ci sono i gli italiani per Macron.
    che dire delle tante imprese italiane acquistate dai francesi a prezzi di saldo?
    Parigi invierà con comodo la prossima settimana un ministro a Roma. Ina diplomazia seria avrebbe negato la visita a gente che straccia i contratti. Alfanoha dichiarato di aspettare di vedere cosa faranno i francesi. Ma si può essere più Alfano?
    Quest delle regole europee se ne fregano se gli fa comodo.
    Non esiste solo la clausola di reciprocità, ma esistono anche quelle di nullità…
    Dalla Francia ci siamo presi l’ennesimo sganassone nei denti.
    Questi sono poi quelli che chiedono la nostra presenza nel casino francese dellaLibia ..
    Liberte, legali te, intu culu a te.
    Palazzo Chigi sede vacante, come dice Giannuli.

  • Macron ha telefonato a Gentiloni per dirgli che nonpensa di marginalizzare l’Italia. Il clima è stato cordiale.
    Comlimentoni per il concentrato di ipocrisie !!

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      Tenerone Dolcissimo

      Complimentoni per la presa per il culo. Come per i migranti. Bravo gentiloni e bravi italiani che ve li siete beccati tutti. pat pat e ora vai a lustrare l’argenteria

  • A Roma c’è qualcuno che ha capito che Macron e’ uno zaraffo con buone informazioni che cerca di allargare la partita in danno dell’Italia?

  • Ho scoperto di avere delle scarpe made in France (capita anche a me si prendere delle sole). All’atto dell’acquisito avrei dovuto chiedere l’autorizzazione a Hollande? E’ un contratto valido ed efficace?
    Cosa ne pensa Macron?

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