L’isteria contro i 5stelle, Vendola, Azzollini, l’isteria dei 5 stelle. La politica ormai è barbarie.

Nel breve volgere di due settimane –o poco più- si sono verificati una serie di eventi che meritano un commento di costume. Abbiamo iniziato con il M5s escluso da tutte le presidenze e vice presidenze di commissione alla Camera, poi è venuto il rinvio a giudizio di Nichi Vendola per la questione Ilva di Taranto, poi è venuto il voto del Senato su Azzollini che ha scatenato un uragano dentro e fuori del Pd. Il tutto dà una rivoltante sensazione di degrado irrefrenabile.

Iniziamo dalle commissioni parlamentari. A leggere la stampa, uno capisce che i 5stelle si sono volontariamente isolati dagli altri, suicidandosi. Poi scopri, grazie ad una precisazione di Danilo Toninelli, che le cose sono andate così: il Pd aveva proposto ai 5 stelle di confermare i loro vice presidenti (anzi, qualcuno faceva pensare che si sarebbe offerta la sostituzione degli ex, in modo che il gruppo mantenesse la sua area di influenza, recuperando le posizioni perse con gli abbandoni), solo che, in cambio, pretendeva che i 5 stelle avallassero senza storie le proprie candidature per la Corte Costituzionale. Come si sa, sono tre i giudici da eleggere e il Pd li vuole tutti tre per essere sicuro che sulla legge elettorale la Corte non faccia scherzi. Una cosa mai successa prima: i giudici costituzionali, sono sempre stati divisi, per convenzione, sulla base dei rapporti di forza in aula, tre alla maggioranza e due alle opposizioni sulla base della consistenza dei gruppi parlamentari. Un criterio discutibile se vogliamo (ed i 5 stelle hanno posto il problema di un metodo meno spartitorio) ma che almeno evitava l’asso-prende-tutto. Per cui, a nessuno sarebbe venuto in mente di barattare i posti di giudice costituzionale con quelli di altre cariche come presidenze e vice presidenze di commissione. Ma il Pd renziano ci ha abituato ad ogni abominio per cui figuriamoci se c’è da meravigliarsi. Tuttavia, la notizia da dare è proprio questa ennesima violazione della prassi parlamentare per cui il secondo partito italiano si trova fuori da tutti gli incarichi parlamentari (o quasi), ma questo non interessa nessuno dei signori che gestiscono i media ed ai quali interessa solo dipingere ogni volta il m5s come una accolita di pazzi, settari, incapaci di fare politica ecce cc. Una reazione isterica al voto del 2013, che ha mandato in frantumi il giocattolo della falsa alternativa fra centro-destra e centro-sinistra e di cui non è stato ancora elaborato il lutto. Pertanto i 5stelle devono sparire e bisogna criminalizzarli a tutti i costi. E questa è l’isteria anti 5stelle.

Subito dopo è venuta la questione del rinvio a giudizio di Vendola e, subito il web si è spaccato in due fazioni ugualmente sorde: quelli che accusano la Procura tarantina di aver montato un caso politico per colpire un leader della sinistra radicale e quelli per i quali Nichi è sicuramente colpevole, perché già colpevole di ogni ignominia politica. Conoscendo personalmente, per uno scherzo del destino, tanto l’accusato quanto l’accusatore, ho cercato di dire che il magistrato è una persona seria che mai farebbe uso del suo potere per fini politici e che l’accusato, cui possono essere addebitati molti torti politici e troppe leggerezze, non è un ladro ma una persona onesta. Sono stato travolto anche io dagli anti-Nichi che sono arrivati ad accusarmi di essere di Sel (a me?!??!).

Che Vendola si sia ripetutamente scontrato con l’Ilva, che abbia voluto una legge regionale fortemente osteggiata dall’Ilva, che non ci sia lo straccio, non dico di una prova, ma di un indizio di un passaggio di soldi, tutto questo non conta nulla, tutto cancellato da quella indecente telefonata fra Vendola ed Archinà (per la quale mi sono vergognato per Vendola, ma che non è una prova di rapporto corruttivo). Quindi, il rinvio a giudizio ci sta, perché le apparenze della concussione possono esserci, ma questo non è una sentenza di colpevolezza e sono convinto che Nichi  ne uscirà, perché sarà chiarita la natura e l’entità di queste “pressioni” sull’Arpa, probabilmente indebite, ma al di qua di quello che giuridicamente costituisce il reato di concussione. A proposito, conosco bene la differenza fra corruzione e concussione, e so che Nichi è accusato della seconda e non della prima, ma il titolo, che ha sollevato qualche protesta, era il tentativo di sintetizzare un ragionamento: normalmente il concussore impone al concusso una dazione di denaro (“ti do quello a cui hai diritto solo se mi paghi”), qui in discorso è più complesso perché al concusso non è stato chiesto denaro, ma una attenuazione del suo giudizio professionale e per favorire  l’Ilva. Da cui il retro-pensiero: ma a Vendola cosa gliene veniva? Evidentemente l’Ilva gli avrà dato qualcosa. E dunque, il sospetto di corruzione che, però, formalmente non è nei termini del rinvio a giudizio. Io ho voluto dire che Vendola non è un corrotto e, dunque, è dubbio anche che possa essere davvero un concussore. Poi in due righe di titolo non si può fare un ragionamento così complesso e si spera che il lettore legga anche quello che c’è scritto nell’articolo.

E veniamo al caso Azzollini: il respingimento da parte dell’aula del Senato del suo arresto ha scatenato le ire di Lega e M5s che hanno ululato all’indirizzo del Pd “avete salvato un delinquente… fate schifo!”. E questa è l’isteria dei cinquestelle. Ormai siamo agli opposti isterismi.

Proviamo a ragionare con calma, se ci riesce. Prima di tutto teniamo ben a mente un dato: se si parla di indagine giudiziaria e persino di intercettazioni, la questione riguarda il singolo parlamentare, ma se si tratta di arresto, prima ancora che il singolo, la questione investe il Parlamento in quanto tale, perché altera i rapporti numerici fra i diversi schieramenti e, quindi, fra maggioranza ed opposizione. Ne deriva che il mandato d’arresto per un parlamentare deve essere una misura eccezionalissima e deve essere assunta con cautela ancora maggiore di quella che pure si dovrebbe usare sempre nei confronti di qualsiasi cittadino (e che non sempre, diciamo, i magistrati usano).

Il Parlamento non è un giudice di legittimità e non è suo compito pronunciarsi sulla fondatezza degli atti giudiziari e deve solo accertare che non ci sia il fumus persecutionis (fumus, cioè sospetto, non certezza), siamo d’accordo. Però, se un magistrato chiede l’arresto di un parlamentare (cosa, come abbiamo detto, che deve essere misura del tutto eccezionale) e non motiva questa sua richiesta, non specificando se si tema la fuga all’estero, la reiterazione del reato o l’inquinamento delle prove, la sua richiesta è di per sé “sospetta” e come tale va respinta.

Se fossi stato parlamentare non solo avrei votato contro, ma non mi sarei limitato a farlo nel segreto dell’urna, lo avrei dichiarato apertamente assumendomene tutte le responsabilità politiche, anche se questa posizione fosse stata in conflitto con il mio gruppo. Perché, altra cosa su cui conviene fare chiarezza, quando si tratta di decisioni giudiziarie o para giudiziarie (come è nel caso delle autorizzazioni a procedere del Parlamento) non esiste e non deve esistere alcuna disciplina di gruppo, il parlamentare deve (insisto: DEVE) votare sempre secondo coscienza. Scandalo perché il capo gruppo Pd Zanda ha “concesso” ai suoi di votare secondo coscienza? Semmai lo scandalo è che questa cosa ovvia sia presentata come una concessione. Siccome a me non piace dire a nuora perché suocera intenda e piace parlare direttamente alla suocera, preciso di avercela proprio con i miei amici 5stelle: vincolare il comportamento di un parlamentare alla disciplina di gruppo, in materie come la decisione sulla libertà di una persona, è un comportamento degno della più indecente partitocrazia. Strano, per un movimento che si proclama contro i partiti, non vi pare?

Un senatore pentastellato ha ruggito all’indirizzo di quelli del Pd: “Il Pd ha sconfessato la magistratura!”; perché, da qualche parte c’è scritto che il Parlamento è tenuto a dare pronta e rispettose esecuzione ai voleri giudiziari?

Quelli del Pd, hanno sconfessato i magistrati? E, per una volta hanno fatto benissimo (adesso qualche imbecille mi accuserà di essere del Pd e renziano): i magistrati stanno prendendo un’abitudine da correggere subito, chiedere il mandato d’arresto per un deputato ogni due per tre. Siamo già a quota sei. Allora che qualcuno gli ricordi che questa deve essere una misura eccezionalissima e non una usanza come l’aperitivo prima di cena, è cosa buona e giusta. Poi che i magistrati procedano nelle indagini e mandino in galera (quella vera) i politici che delinquono, ma niente anticipazioni di pena e questo vale per i cittadini comuni, per i quali la carcerazione preventiva deve essere una eccezione motivata da esigenze istruttorie ed ancor più per i parlamentari per i quali deve essere una super-eccezione. Nello stato di diritto retto sulla separazione dei poteri, ognuno faccia il suo mestiere e non invada il campo altrui.

Cari amici 5stelle, non si può invocare la legalità nei giorni pari e travolgere le garanzie di legge nei giorni dispari: vi pare?

Se poi volete dirmi che sarebbe il caso di affidare ad un organo terzo la decisione sull’autorizzazione a procedere contro i parlamentari, visto che le assemblee politiche sono congenitamente inadatte a questo scopo, siamo del tutto d’accordo e se volete stendiamo insieme un progetto di revisione costituzionale in questo senso. Ma evitiamo le sceneggiate.

E di sceneggiate ce n’è stata anche a proposito di una recensione dell’Espresso al libro curato da Roberto Biorcio sul M5s, recensione uscita il giorno dopo della votazione su Azzollini, e subito letta come un attacco al movimento per distrarre dal caso in questione. Ora: quell’articolo era sicuramente stato preparato prima, ma per di più, il libro non è affatto anti-5stelle e lo dico con cognizione di causa perché l’ho presentato io il 29 giugno alla casa della cultura di Milano e devo aggiungere che il curatore, Biorcio, è stato anche più simpatetico con  il M5s di me che avanzavo alcune mie critiche. Insomma: la vogliamo finire di parlare prima di pensare? (e adesso qualche altro imbecille dirà che io sono un nemico del M5s).

Il guaio è che la politica in questo paese, a partire dalla sciagurata stagione di Mani Pulite, ha subito un imbarbarimento totale: non c’è più distinzione fra giudizio politico e giudizio penale, ormai è comune l’idea di abbattere il nemico giovandosi della stampella giudiziaria, il garantismo non si usa più nemmeno citarlo e mi chiedo quanti ancora ne conoscano il significato, a nessuno viene più in mente che si possono e si debbono riconoscere le ragioni dell’avversario senza peraltro smettere di scontrarsi politicamente, non c’è più cultura dello Stato di diritto e della separazione dei poteri. Non c’è hostis ma solo inimicus e non c’è più confronto politico ma duello rusticano con tutti i mezzi: finiremo per scontrarci con le clave. Che schifo di paese sta diventando questo e non solo per i politici che rubano.

Aldo Giannuli

aldo giannuli, arresto parlamentari, caso azzolini, corruzione, imbarbarimento della politica, libertà di coscienza parlamentari, m5s, mani pulite, parlamento, pd, sel, vendola, zanda


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Comments (50)

  • Monsignor Giannuli non vorrà mica mandare la netiquette a farsi benedire ?! Già, il 1992-93 …
    Il DSM delinea bene il disturbo ossessivo compulsivo di chi si lava spesso le mani, al punto da sembrare politica.

      • Prof., lei si occupa di voti. In pochi giorni è passato da rev. mo parroco a vescovo. Alla notizia i mercanti delle mura leonine hanno iniziato a dare segni di isteria -anche loro-. Papa Francesco non si è impensierito. Prof. , il latente l’ecumenismo storico del pezzo sulla prima repubblica e gli abusi dell’art. 68 Cost. ante riforma, per un attimo mi hanno indotto a pensare che lei nel portafogli abbia occultato i santini di De Gasperi, Fanfani, Maritain, Paolo VI, Mounier. E’ stato un pensiero cattivo di uno studente che all’ombra della Minerva ha fondato plurime sezioni della DC, tutte uguali, una almeno per piano, tutte una sull’altra …
        Forza Aldo!

        • Ho scelto questo blog di tolleranza per dire, tra una citazione di Totò e l’ascolto di Ligeti, l’indicibile. Pazientate se non sarò tenutario di rubriche o succedanei: occorre una vocazione che non ho.

  • Professore lei come storico e come pugliese deve accettare la mia provocazione. Nichi Vendola e l’ex podestà fascista Araldo di Crollalanza, chi dei due butterebbe giù dalla torre.Un ex partecipante al festival di Sanremo e un ex combattente onestissimo, il cui nome è indissolubilmente legato a grandissime realizzazioni pubbliche, non fotografano forse una realtà innegabile. Vale a dire l’attuale fallimento di questa repubblichina, affogata in un oceano di corruzione,scandali,disonestà diffusa e incapacità. Il doveroso paragone tra la classe politica dirigente pugliese attuale e quella del “bieco ventennio” come storico le impone una sentenza di condanna definitiva, irrevocabile, fine pena mai.L’Italia è fallita anche perché incapace di esprimere uomini politici come Araldo Di Crollalanza e affida il proprio futuro a dei mediocri, dei pigmei, dei pusillanimi. Non moriamo idioti.

    • nel 1997 o 98, non ricordo bene, nerl cvomune di Bari ci fu la proposta, poi realizzata di un monumento ad Araldo Di Crollalanza ed il supplemenmto locale di Repubblica mi chiese un commento che scrissi. Se lo ritrovo fra le mie vecchie carte glielo mando

      • Professore la esimo dall’impegno; lei ha avuto il coraggio di opporsi all’approvazione di una legge infame come quella contro il revisionismo storico, conosco la sua onestà intellettuale. Ma qui allora inizia il bivio io vado per la mia strada, lei per la sua.Io traggo le mie conclusioni: il declino inarrestabile di questo disgraziato paese, ha avuto inizio con il 68.L’attuale classe politica dirigente formata da padri sessantottini, si è riprodotta con figli degeneri al pari suo. Sono il prodotto finale, oserei dire satanico, che ci ha regalato una contro selezione naturale, ove alla fine hanno prevalso i “migliori” dei peggiori. Questi scarti umani, dal punto di vista cerebrale, veri e propri detriti umanoidi, sono il prodotto finale di una sub cultura di sinistra egemone, tirannica, fallimentare. Amen.

  • Le sue analisi sono sempre lucide ed e’ invidiabile la pazienza che mostra con coloro la cui capacita’ di comprensione si e’ formata attraverso le fiabe (la dialettica dei buoni e dei cattivi), i media ed il conformismo pseudoculturale.

  • Un articolo obiettivo ed imparziale. Cosa rara di questi tempi in cui la degenerazione delle opinioni è andata di pari passo con la marcescenza dei modi d’esprimerle.

  • Su un punto sono d’accordo nella critica ai 5 stelle che rivela, in questo caso bisogna ammetterlo, una certa ingenuità e impreparazione : è quella dello scadere in una sorta di fondamentalismo giustizialista da un lato e di cedere nella guerra di nervi che gli viene opposta dall’altro ( anche se su quest’ultimo punto bisogna ammettere che in parlamento gliene fanno di oltraggi, che sono taciuti o subito stravolti nella loro realtà dai media ), e che sono tra loro sinergiche. Però non nascondiamoci dietro un dito, il vero degrado, la vera inciviltà è rappresentata da questo regime corrotto e sordo e dalla democrazia monca che non lo riesce ad abbattere.

  • Avatar

    Tenerone Dolcissimo

    A qualche imbecillone che “LA NOSTRA COSTITUZIONE E’ LA PIU BELLA DEL MONDO” non viene per caso in mente che forse la colpa è in grandissima parte proprio della nostra costituzione????
    Se non gli viene in mente perché non riflette sul fatto che siamo già al terzo PdC non passato per il vaglio elettorale e che il nostro parlamento è composto di nominati?
    Senza contare-ma questa osservazione è accessibile solamente ai più colti e smaliziati- che in effetti a voler essere precisi la nostra non è una vera costituzione.
    Saluti a tutti

  • Per l’autorizzazione all’arresto dei parlamentari bisogna valutare caso per caso.
    Nel caso di Azzolini, leggendo le carte, posso dire che non esiste nessun fumus e quindi doveva essergli assegnata la misura cautelare come TUTTI i cittadini italiani e smetterla con questa interpretazione distorta e falsata del concetto di autodichia parlamentare.
    Vorrei qui ricordare l’Art. 3 della Costituzione che mi sembra molto chiaro. Ma possibile che da quando esiste la Repubblica le autorizzazioni per le misure cautelari dei parlamentari sono state respinte il 99% delle volte? solo negli ultimi anni si è assistito a qualche arresto.
    Poi il fatto di alterare la composizione delle camere poteva valere quando ancora noi italiani sceglievamo i nostri rappresentanti ma con il porcellum tutti questi signori chi li ha eletti? Se ne arrestano uno subentra il primo dei non eletti di quel partito quindi non mi sembra che ci sia tutto questo stravolgimento.
    Per non parlare poi nel merito dell’attività parlamentare di questo senatore che è tutto un dire ma esula dall’oggetto del suo post.

    • scusi ma come facciamo a stabilire che ci sia un fumus? Facciamo indagini ? intercettiamo i telefoni dei magistrati? A me pare che l’assenza di motivazioni che sono doverose per QUALSIASI CITTADINO (ed i magistrati devono finirla di usare il potere di applicare le misure cautelari inmodo illegale e bisogna cominciare a sbattere fuori dalla magistrratura chi lo fa) sia già un elemento sufficiente per dichiarare sospetta una richiesta cautelare. Poi mettetevi in testa che un parlamentare, o il presidente della repubblica o un giudice costirtuzionale NON sono cittadini come gli altri non perchè unti dal signore, ma perchè investiti di una funzione particolarmente delicata che va protetta. Poi possiamo decidere di affidare questo compito ad un organismo terzo, ma non si può affidare questo potere ai magistrati. Spero di essere stato chiaro.

  • Se il M5S tenesse i nervi a posto e proponesse un disegno politico complessivo credibile, questo sarebbe il suo momento: non è stato cooptato o non ha voluto farsi cooptare in niente, e Renzi è un po’ in affanno, perché la gente incomincia a valutare la serietà delle promesse del premier, e vorrebbe vedere qualche risultato positivo. Purtropo il M5S si lancia con entusiasmo in tutte le trappole che il PD gli tende, e per i media renziani (quasi tutti) è perfino troppo facile sbeffeggiarlo.
    Per quanto riguarda il garantismo, in teoria sarei d’accordo. In pratica, è fin troppo evidente che le procedure di garanzia sono congeniate in modo tale da garantire solo chi è già garantito dal proprio potere, e non il cittadino inerme (a incominciare dalla dilatazione dei tempi delle inchieste e dei processi, e dai costi economici e umani che essa comporta). E’ questo che ha tolto ogni credibilità morale al garantismo. Purtroppo, l’unica alternativa al garantismo è il linciaggio.

  • Professore, mi piace particolarmente quando è così obiettivo e severo anche con i suoi ‘amici’! Trovo questa un’analisi politicamente e sociologicamente impeccabile! Essere obiettivi e intellettualmente onesti paga sempre, non si preoccupi…anzi, ce ne fossero molti di più di intellettuali con questo coraggio! Per me persone con una tale lucidità e obiettività di analisi (a parte qualche ‘svista’ che le ho fatto notare nei giorni scorsi…:-) ce ne sono davvero poche nel panorama italiano. Continuerò a leggerla e a sostenerla – semmai ce ne sarà bisogno – con piacere. Saluti e buone vacanze (se ne farà)!

  • Che disperazione: eccellente “gli opposti isterismi”.

    Il M5S, come le BR, sono stati lasciati “crescere” per questa contrapposizione fittizia, sul nulla, mentre si asfaltano i diritti dei lavoratori e si espugnano le sovranità a favore del totalitarismo globale.

    Ma perché non inserisce nelle analisi che la dittatura renziano-piddina (nota bene, molto più violenta di quella berlusconiana…) e il giustizialismo neoliberal del M5S sono da almeno 25 anni la forma con cui il capitale internazionale stupra i popoli?

    Perché non inserisce le grandi inchieste giudiziare, tipo quella di ENI, ILVA, “mafia capitale”, ecc. in questo quadro?

    Perché?

    Perché non collega TUTTO con la svendita dello Stato Sociale? Condizione necessitata – stando con Mortati – della democrazia?

    Perché dal lavoro che fa non esce netta questa presa di posizione, a tutela dei lavoratori e della democrazia?

    Ma come può accettare la Sinistra radicale di trovare un riferimento nella sua divulgazione quando, di “radicale”, il suo Pensiero non ha nulla? Considerata, come imperdonabile aggravante, l’eccezionalità della situazione?

    Le dirò di più, con quel far provocatorio che ho nel sangue: non credo proprio che il Professore sia lontanamente socialista.

    Altro che Trotzskij.

    Saluti.

    (Ma fa bene a non prestar attenzione a queste provocazioni, ormai sto rivalutando Stalin, e credo – o meglio prendo atto – che coloro che chiama “compagni” abbiano idee di politica economica a destra del ministra Volpi … a proposito, le consiglio, se non lo ha ancora fatto, i lavori in merito di Losurdo)

      • Avatar

        Tenerone Dolcissimo

        Prima dei commenti però professore traduca.
        Mi incuriosisce in particolare questo Losurdo che parrebbe avere il peso di un Pirenne. E che dire della ministra Volpi? Nota come Tallyrand.

      • In effetti non mi sembrano del tutto scemenze e anche a me a volte sorge questo dubbio. Quella che a molti sembra un’inequivocabile oggettività e imparzialità di analisi mi sembra, molto spesso, un appiattimento ossequioso sulle procedure e “sovrastrutture” storicamente date. E questo mi sembra molto poco di “sinistra”, almeno nel senso di una sinistra rivoluzionaria (unico vero attributo che dovrebbe assumere la sinistra per redimersi veramente dal suo tradimento). Intendiamoci: per “rivoluzionaria” considero nient’altro che la capacità di distinguere i mezzi dai fini e tentare di modificare i fini, invece di rispettare scrupolosamente i mezzi. In questo senso, per me, Svendola non è manco lontanamente di sinistra: uno che sentendosi al sicuro nella fortezza del proprio ufficio si permette di ridersela segretamente al telefono coi “signori dell’acciaio” non è solo corrotto, ma è completamente marcio (almeno intellettualmente, che è cmq il primo passo per giungere alla corruzione materiale dei suoi colleghi più ignoranti e grossolani). Un bel salto rispetto agli esordi del socialismo, un secolo e mezzo fa, proprio nelle acciaierie dell’Europa centrale! Non che me ne freghi molto della distinzione destra/sinistra, distinzione che trova i suoi migliori sostenitori proprio in quelli che preferiscono fissarsi sui mezzi, invece che provare a modificare i fini. A questo punto credo che l’unica cosa intelligente da fare, per i 5S, sarebbe tentare di elaborare un programma politico basato almeno su alcuni punti fondamentali: uscita dalla Nato, uscita dall’euro, rifiuto netto di tutti i trattati internazionali prossimi venturi come il ttip e simili, riforma della fiscalità per colpire (e forte) i patrimoni e i beni di lusso, rinazionalizzazione di tutti i servizi essenziali…
        E’ un programma di destra o di sinistra? Secondo me è soltanto il minimo per assicurarsi la sopravvvivenza come paese. Certo, non è un programma populista e non sarebbe visto di buon occhio da tanti, da quei tanti idioti che non si rendono conto che siamo già in guerra e che si adattano a votare esclusivamente per chi gli offre 80 euro una tantum. Nella certezza che programmi politici di questo tipo non vedranno mai la luce mettiamoci l’animo in pace e accettiamo il fatto che la politica è morta, e che anche l’intelligenza che richiederebbe non è più tra noi da molto tempo.

        • @Professore

          Non si offenda, sono solo provocazioni: così presta il fianco ai pinochettiani tipo Tenerone.

          Però è giusto far notare che è troppo facile “brillare” messi a confronto con Ferrero e Vendola: comunque, la dialettica fittizia sugli “opposti isterismi” un vero socialista l’avrebbe capita al volo. Così come il giustizialismo: «la petulante richiesta che si fa della onestà nella vita politica [è ] l’ideale che canta nell’anima di tutti gli imbecilli». Se ci arrivava Croce… mi aspetto che un socialista riesca a capire anche come il capitale strumentalizzi questa imbecillità per i suoi FINI. (La “politica è morta” per patente eterogenesi dei fini!)

          Se non concorda che terrorismo e “questione morale” sono stati usati a fini della dittatura neoliberale totalitaria e sovrazionale, basata sulla “privatizzazione” dello stato sociale, di tutti i beni pubblici e del ritorno al lavoro-merce… beh… non si discosta minimamente dal Pensiero Unico.

          Non basta conoscere la Storia: filosofia ed economia sono necessarie per interpretarla.

          Questo è uno dei grandi contributi della tradizione socialista: non chiamarsi “compagni” e mangiare salamelle cantando “Bella Ciao”. (E magari fumarsi delle gran canne ascoltando Bob Marley…)

          @Tenerone

          Ministr”O” Volpi: il tuo ministro delle finanze preferito: fascista e neoliberista di stampo einaudiano.

          (A uno che ama i Tea Party è sconsigliato Domenico Losurdo: meglio rimanga a leggere Topolino)

          • A Junius
            Ma credi davvero che i filosofi siano meno coglioni della media di tutti gli altri esseri umani? O che gli storici, loro sì, la sappiano lunga? Pensi davvero che matematici e fisici siano i soli a poter parlare della realtà e della verità? Pensi davvero che un falegname o un netturbino non possa capire la realtà che lo circonda come e forse meglio dei signori su menzionati?
            Se ti dicessi che lo splendido Voltaire era un gran pezzo di merda? Uso a predicar bene e a razzolar male e che quello che dice andrebbe preso con le pinze?
            Segui il consiglio che a suo tempo ti ha dato Tenerone e soprattutto evita di insultare chi non la pensa come te.

          • @Paolo Federico

            Grazie per il tuo esemplificativo intervento: giusto per capire che razza di elettori ha creato beppegrillo.it

            (E come la lettura pressoché quotidiana di questo blog è risultata inutile, QED)

            Carissimo, tu sarai uno dei primi a cadere senza capire neanche la ragione: se tolleri i fascisti VERI come Tenerone (e non come Maffei… che vorrebbe solo riscrivere la storia per domare il personale rancore e pessimismo), ti meriti questa tragedia.

            Sarò diretto: Tenerone ti vuole morto.

            (Ma con dolce tenerezza)

          • A Junius
            Un consiglio: cerca di capire cosa ti sta dicendo chi ti sta davanti, si tratti di un Maffei o di un Tenerone o di un Cucinotta e non partire dal presupposto di possedere la verità.
            Matematica fisica filosofia ed economia, sono solo una parte della conoscenza, fattene una ragione.
            Ha cominciato la filosofia a pensare di poter capire e guidare il mondo, successivamente è stata la scienza ad avere questa pretesa, ora è la volta della economia e,come vedi, degeneriamo sempre più.
            Il fatto stesso di ritenere la mia personalità il frutto della influenza di Beppe Grillo la dice lunga sul profondo radicamento dei tuoi pregiudizi.
            Un buon consiglio è sempre un buon consiglio, che venga da Tenerone Maffei o Cucinotta non fa differenza.

  • Mi sa che sconosce che pure il tribunale del riesame ha confermato la legittimità della richiesta d’arresto per Azzollini. E per giunta al netto dell’impossibilità di uso di certe intercettazioni telefoniche che il partito-mafia pd aveva debitamente rigettato in Parlamento su apposita richiesta dell’AG competente.

    • veniamo al sodo: c’era pericolo di fuga? Inquinamento di prove? Reiterazione del reato? e che elementi a carico c’erano per sostenerlo? dibersamente è la solita storia dei magistrati che usano il potere di arresto in modo illegale

      • Tanto per restare al sodo. Allora magistrati diversi di città diverse sono tutti degli idioti? Perché il fumus persecutionis non viene adeguatamente motivato?

          • Rispondo incredulo della sua scarsa conoscenza del sistema giudiziario. L’indagine è in carico alla Procura di Trani, quindi l’arresto è stato disposto dal g.i.p. di Trani. Il ricorso avverso è presentato ed esaminato dal Tribunale del Riesame di Bari (tre magistrati). Nell’ordinanza che conferma la richiesta di arresto si nota come l’Azzollini usasse il proprio ruolo di Presidente della Commissione Bilancio per “esclusiva salvaguardia del proprio ‘serbatoio’ di voti.” (FQ cartaceo 06/08/15 pag.11). Ne deduco che l’arresto (ai domiciliari, peraltro) si fosse reso necessario per pericolo di reiterazione del reato.

          • scusi andrea, a parte il fatto che il tribunale del riesame di Bari non è proprio quello che fa parlare di “altre città” trattandosi di zone limitrofe e comunque di una sola città diversa da Trani, ma mi spiega come fa a reiterare ilk reato uno che non è più nella stessa posizione in cui era prima perchè l’ente è commissariato?

  • D’Alema ha dichiarato qualche giorno fa che Renzi cadrà per mano della magistratura. Lei come valuta questa uscita del baffino? Il suo è semplicemente un augurio o è a conoscenza di qualcosa che ancora deve venire fuori?

    • è la sua solita idea che la politico in questo paese è determinata dal magistrati, ma non è più così semmai lo è stato così totalmente

  • Aldo,
    costato che é tornato sulla questione vendola-sel.
    mi permetto di ritornarci anch’io, aggiungendo solo, a proposito di corruzione, che già victor hugo classificò tal specie di personaggi con la celebre frase: “ci sono servi che pagherebbero per servire…”! non mi interessa la vicenda giudiziaria di vendola, quella é affar suo che risolverà – spero per lui a suo favore – nelle aule giudiziarie al cospetto del popolo sovrano.
    Le colpe politiche di vendola, però, paiono essere ancora più gravi di quella giudiziaria poiché partecipando alle primarie del pd e si coalizzandosi con esso per “entrare in parlamento” ha fatto sfoggio di pochezza nel non considerare il rifiuto della sinistra a seguirlo nella malsana avventura di allearsi con “inciuciari conclamati” della peggiore destra reazionaria (le prove, oggi, sono sotto gli occhi di tutti).
    quanto ad azzollini, vede, la posta non é la libertà del politico che dovrebbe essere “sacra”.
    il problema é che quando un politico commette reati comuni (cioè non politici) – come potrebbe essere quello di “pisciare in bocca ad altre persone…”, dovrebbe essere trattato come tutti gli altri comuni cittadini… e non, vigliaccamente, nascondersi dietro “l’immunità parlamentare concessa tramite la negazione dell’autorizzazione a procedere da parte dei parlamentari (molti sodali)”!
    sul fenomeno M5S, credo, ce ne sarebbe molto da scrivere. mi limito ad esprimere il mio banale pensiero: spero non siano solo un lampo di luce nell’oscurità e cito una bellissima canzone di “faber” de andrè: “dai diamanti non nasce niente… dal letame nascono i fiori…”!
    ecco, spero che dalla cloaca che é diventata l’italia (grazie agli azzollini, ai renzusconi e ai vendola di turno…), possano nascere dei fiori invidiatici da tutto il mondo.
    ancora un saluto bakuniniano

    • 1 Vendola politicamente è una frana e l’ho sempre detto, quanto all’alleanza elettorale con il Pd lo scrissi a suo tempo che era una bestialità
      2Azzollini (a parte il fatto che sia la sua colpevolezza che la famosa frase che gli viene attribuita non sono ancora state provate come vere) capiasco che per un anarchico la cosa non abbia importanza, ma se si tratta di un parlamentare non si può trattarlo come un qualsiasi cittadino perchè bisogna preservare non la persona ma la funzione. Infatti, cessato dalla carica è giusto che eventualmente condannato vada in galera. Peraltro io dico che, come per aualsiasi cittadini, devono esserci i presupposti di legge per poterlo arrestare e che questi rpesupposti debbano essere esplcitati.

  • Buongiorno Prof. Giannuli,

    su Azzolini: l’arresto di un parlamentare NON deve essere considerata una misura eccezionale. Il parlamentare è un cittadino come me e deve avere il mio stesso trattamento qualora io commetta un reato. Non me ne frega un accidente se così facendo si spostano gli equilibri parlamentari, e anzi è giusto che sia così perché se un partito ha candidato un delinquente è corretto che quel gruppo parlamentare ne patisca le conseguenze. Al limite, se proprio vogliamo salvaguardare i diritti democratici dei milioni di scemi che hanno votato un criminale (probabilmente sapendo pure che lo è) si potrebbe effettuare una riforma costituzionale affinché il parlamentare in questione sia rimpiazzato ad interim dal primo non eletto della sua lista. Ma è inaccettabile che un parlamentare non sia arrestato e io, per lo stesso identico illecito, invece sì. I privilegi nobiliari continuano a darmi fastidio.
    Saluti,
    Marco

    • 1 l’arresto anche di un semolice cittadino deve essere sempre motivato e questo non lo era
      2 se non vuoi capire che un parlamentare, esattamente come il Presidente della Repubblica o un giudice costituzionale, NON è un cittadino come gli altri, non perchè unto dal signore ma per la funzione, sei liberissimo ma vuol dire che non capisci lo stato di diritto e la separazione dei poteri. Liberissimo ma siamo in un campo molto possimo al fascismo

      • Non sono, ovviamente, in grado di affermare che la richiesta di arresto del senatore Azzolini non fosse motivata non avendo letto le carte.
        Ma se le cose stanno come lei dice resto basito perchè la Giunta per le immunità del senato ha espresso parere favorevole agli arresti ( domiciliari) e i membri PD hanno votato a favore. Come è possibile che avendo avuto a disposizione un certo tempo per studiare le carte non si sono accorit che la richesta di arresti era carente di motivazioni ( pericolo di fuga, pericolo di reiterazione e pericolo di inquinamento delle prove)?

  • Sicuramente non ha senso dire che il parlamento ( o meglio il senato ) ha sconfessato la magistratura, mentre si può affermare senza sbagliare che i senatori del PD hanno sconfessato i loro colleghi della giunta per le immunità del Senato che aveva già dato il via libera per gli arresti domiciliari col voto favorevole, appunto, dei membri appartenenti PD.
    Un pò schizofrenica le cosa, no?
    Nutro forti dubbi sul fatto che i senatori abbiano letto le carte con maggiore attenzione dei loro colleghi che fanno parte della giunta di cui sopra, per cui trovo legittimo pensare che il voto contro l’arresto sia stato dettato da ragioni politiche ( che possono anche starci, ma che andrebbero dette) e non dalla circostanza che sussisteva il cd fumus persecutionis.
    Alla fine, resta il fatto che su sei indagati nell”ambito della stessa inchiesta , cinque (non parlamentari) sono agli arresti ( domiciliairi o meno ) e uno ( parlamentare) è liberissimo come l’aria.
    Ciascuno tragga le sue conclsuioni.

  • Avatar

    Marco Villasmunta

    Scusi prof. Aldo ma c’é qualcosa che non mi torna nel suo ragionamento sul senatore Azzolini. Nella relazione di minoranza (diciamo banalmente difensiva di Azzollini) del senatore D’Ascola si evidenzia che la richiesta di misure cautelari era un atto dovuto da parte degli organi inquirenti: “dobbiamo essere chiari nel dire che l’autorità giudiziaria non poteva agire diversamente. La richiesta di arresti domiciliari nei confronti del senatore Azzollini, sul versante separato di quanto è rimesso all’autorità giudiziaria, inevitabilmente conduceva ad una richiesta simmetrica di arresti domiciliari. Come avrebbero potuto quei giudici chiedere e disporre l’arresto di due religiose e di altri cittadini e poi loro dire autonomamente, in violazione di un principio di uguaglianza fra i cittadini «il senatore Azzollini, a differenza degli altri cittadini, non poteva essere arrestato»?” quindi sgombriamo il campo dal fumus, anche perché la relazione di Stefàno smonta sistematicamente tutte le presunte motivazioni addotte da Azzolini.
    Ora, come lei ha ribadito ben due volte, un senatore NON é un comune cittadino. Ha certamente oneri e onori superiori a due suore. Ma allora, se la custodia cautelare non é messa in discussione per le due suore, certamente meno influenti e con meno strumenti per una eventuale attività ostativa nei confronti delle indagini, perché questo principio non deve essere valido nei confronti di Azzollini? Tenendo anche in considerazione che questo sembra essere un filone secondario di una inchiesta ben piú ampia ancora in corso.
    Passiamo all’altro punto, quello dell’equilibrio dei poteri dello stato e dell’eventuale atto destabilizzante da parte della magistratura nelle funzioni di un rappresentante legittimamente eletto. A parte che questa era la scusa principale di Berlusconi per sfuggire a tutti i processi, ma esattamente in quale caso estremo sarebbe legittimo l’arresto di un parlamentare? Lei dice che i magistrati chiedono l’arresto ogni due per tre, quasi fosse un capriccio. Peccato che il nostro parlamento é da anni considerato uno dei piú corrotti al mondo e non sarà colpa loro se si imbattono ogni due per tre in un politico corrotto. Lei dice: il GIP non ha sostanziato la richiesta d’arresto in maniera chiara. Da quel che leggo ció ha valore di legge da tre mesi, prima(e secondo costituzione) il parlamento doveva solo escludere il fumus. Quindi un errore di forma, non di sostanza. C’é qualche falla in questo mio ragionamento?
    Alla fine della giostra, dopo aver letto un pó di carte e le dichiarazioni di alcuni senatori ( Manconi, Ichino, Cociancich) io un giudizio politico su questa storia lo devo pur trarre. A parte la magra figura del PD di aver cambiato repentinamente idea sulla questione (ricordate Orfini?) ma é da persone serie affermare che a far cambiare opinione sia stato l’intervento di Giarrusso perché considerato liberticida, fascista e bla bla bla? A me sembrano becere “pezze a colori”, arrampicarsi sugli specchi. Mentre resta il sospetto che sia stato tutt’altro che un voto secondo coscienza, quanto piuttosto un voto secondo ricatto. E di una maggioranza di senato su cui ho il sospetto che abbia agito in malafede per salvare le proprie poltrone io non posso che avere un giudizio politico nettamente negativo.

    • lascia perdere il prof. Veniamo al merito: apparentemente la difesa ha cercato di attenuare la richiesta delal Procura liquidandola come un atto dovuto per non discriminare rispetto agli altri inquisiti, in realtà ci ha messo il carico da undici come dice Camilleri. Infatti i diversi imputati hanno in comune l’accusa relativa ai fatti dell’inchiesta, ma questo non significa affatto che tutti debbano essere arrestati: ripeto per l’ennesima volta che le ragioni per autorizzare un arresto sono i pericoli di fuga all’estero, inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Per cui potrebbe benissimo darsi che uno stia cercando di scappare all’estero o inquinare le prove e gli altri no e non si vede perchè tutti debbano essere arrestati. E magari occorre dimostrare che ci fosse questo pericolo e che, per giunta, tutti e sei fossero d’accordo, ad esempio, nell’inquinare le prove. Quello che, per la veritàò non si dice di Azzollini. Quibndi la difesa sta dicendo in modo un po’ subdolo -in verità- che motivi validi di arresto non ce ne sono neanche per gli altri sei.
      Per il resto non è un errore di forma ma di sostanza perchè la mancata motivazione dei motivi di salvaguardia dell’indagine rende di per sè sospetta la richiesta.
      La verità è che i magistrati hanno preso la bella abitudine di arrestare la gente con il minimo pretesto o anche senza, per “farla parlare”, una cosa che deve finire non solo per i parlamentari ma prima di tutto per i cittadini ed io penso che il ministro farebbe bene a mandare gli ispettori in un po’ di procure ed avviare i relativi procedimenti disciplinari.

      • Credo invece che le opinioni frutto della percezione delle notizie siano corrette, non tanto sotto il profilo sostanziale, che nella fattispecie é irrilevante per la generalità dei cittadini, ma formale, cioé dell’interpretazione delle regole (che in questo Paese non é cosa secondaria). Il Senato era chiamato a pronunciarsi sulla “Domanda di autorizzazione all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari nell’ambito di un procedimento penale pendente nei confronti del senatore Antonio Azzollini” http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/ProcANL/ProcANLscheda32823.htm Il Senato doveva verificare se l’ordinanza di un Gip e non della Procura di Trani (sebbene abilmente sul piano comunicativo sia stata liquidata in questi termini, senza alcuna osservazione negativa) fosse eseguibile http://www.ilquotidianodellapa.it/_contents/news/2015/gennaio/1422392231804.html , ricercando che non vi fosse fumus persecutionis, circostanza esplicitamente esclusa dagli stessi parlamentari http://www.la7.it/lariadestate/video/azzollini-sereni-pd-e-prevalsa-una-valutazione-nel-merito-30-07-2015-159981 . Contro l’ordinanza di un GIP, se infondata, un cittadino, mi corregga se erro, può ricorrere al Tribunale del Riesame e poi alla Corte di Cassazione. Ciò accade anche per un parlamentare http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/caso_sarro_tribunale_riesame_arresti_domiciliari_deputato_fi_commissione_antimafia/notizie/1482736.shtml
        Concordo con lei però che il M5S ha toppato comunicativamente nel porre la questione proprio sul piano sostanziale, avallando implicitamente l’errore commesso dal Senato. Sarebbe stato sufficiente far notare che un uso o forse un abuso, a seconda dei punti di vista, dell’istituto dell’immunità era stato commesso, fornendo una garanzia che un elettore non ha ma neppure un eletto dovrebbe avere, laddove non vi sia fumus persecutionis. Se poi si ritiene che qualcosa non funzioni nella procedura penale per le misure cautelari, si faccia una revisione per qualsiasi indagato

        • se vi degnate di spiegarmi cme si fa a stabilire il fumus persecutionis e come si fa a separarlo dalle motivazioni della misura cautelare richiesta vi sono grato

          • Le rispondo da qui visto che sopra manca il replay. Si tratta di una mia deduzione, bisognerebbe leggersi per intero le motivazioni del Riesame. Ad ogni buon conto ho capito che, come qualcuno ben noto e fortunatamente passato, ha sempre ragione Lei.

          • non è che io abbia sempre ragione è che lei non mi capoisce: le motivazioni del riesame non sono state mandate in parlamento (diversamente se ne sarebbe parlato sia in commissione che in aula. per cui, ai fini della decisione parlamentare è come se non esistessero. Sono stato più chiaro?

          • Concordo con lei sulle motivazioni del riesame, tanto che nel mio intervento non sono state citate. Il punto é un altro. Il fumus persecutionis si sostanzia in un’azione della magistratura inquirente (ma questo valeva soprattutto ante 93 http://www.academia.edu/5951526/Immunit%C3%A0_parlamentare_2014 ) che sia basata su intento persecutorio nei confronti del parlamentare oppure quando oggettivamente non sussistono ragioni per la misura che si presenti come abnorme. L’assurdità, nella fattispecie, sta in due elementi:
            a) la commissione che doveva istruire e valutare la richiesta cautelare espresse parere favorevole; in questo senso se l’aula si discosta occorre una motivazione rafforzata sul piano tecnico perché la decisione non appaia meramente politica;
            b) gli stessi parlamentari intervistati, e ho riportato un video esplicativo, hanno ammesso che il fumus persecutionis non era certamente esistente….ma quello era proprio quanto richiesto di accertare a livello parlamentare. Come si fa a dire non c’è fumus persecutionis ma mi pare che nel merito la misura non ci stia? Non solo é un controsenso ma fa apparire tutto ciò come un abuso dell’istituto.
            Ripeto, é un problema di forma che nel caso é sostanza agli occhi di qualsiasi elettore. Poi, eticamente politicamente etc posso essere d’accordo con lei che il M5S abbia sbagliato a esprimere un pregiudizio, cioé a dire che l’imputato era senza dubbio colpevole, perché questo spetta al Giudice e non al Parlamento. Ma il punto era proprio il passaggio parlamentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.