Cari amici, mettiamoci d’accordo.

Chi mi segue sa che mi sono sempre sforzato di non censurare alcun intervento né per ragioni politiche nè per ragioni di “stile”. Basta leggere la sezione dei commenti per costatare che qui scrivono liberamente persone dei più diversi orientamenti politici, compresi leghisti e fascisti –quanto di più lontano dalle mie idee- perché io credo nel valore del libero confronto di idee, comprese quelle semplicemente opposte alle mie e, magari, una volta discuteremo di questa scelta e del suo valore metodologico.

E neppure censuro gli interventi insolenti, scortesi, gratuiti o semplicemente maleducati (e quanti ce ne sono!) perché penso che si commentino da soli. Qualche volta posso dare una risposta irritata (quando è troppo, è troppo) ma non censuro.

Però ora qualche problema si sta ponendo, perché la cosa sta prendendo una piega che compromette la stessa funzionalità del dibattito: lenzuolate di interventi, botta e risposta interminabili, toni sgradevoli, atteggiamenti da bar dello sport, apprezzamenti offensivi senza rispondere alle questioni di merito e così via.

Ed allora forse è bene metterci d’accordo cercando di stabilire insieme alcune regole. Potrei intervenire tagliando gli interventi che vanno al di là di alcuni criteri, ma la censura non mi piace e confido nel senso di autodisciplina di chi frequenta questo blog. Veniamo al merito:

1. La lunghezza degli interventi: è il problema principale, soprattutto quando si tratta di interventi ripetuti a poca distanza. L’effetto è quello di scoraggiare altri frequentatori dall’intervenire e, per di più, rende inefficace lo stesso intervento. Gli studi sul web dicono che i commenti sono letti solo da una minoranza dei lettori, per di più la maggioranza di chi li legge non va oltre le dieci righe e meno dell’1% supera le 20. Considerato che questo blog ha una media di 1500 accessi al giorno e che le punte massime sono di circa 5.000 (una sola volta abbiamo superato le 8.000 per l’articolo sull’Italiano quarta lingua studiata al mondo, che ha avuto complessivamente 17.000 accessi) questo significa che a leggere i commenti sono, nella migliore delle ipotesi, 2-300 persone e che solo una trentina di esse va oltre le dieci righe, mentre oltre le venti ci vanno al massimo due o tre (compreso quel povero disgraziato del sottoscritto che deve farlo). Questo anche perché inevitabilmente i commenti sono riportati in carattere più piccolo e sono più scomodi da leggere. Per cui consiglierei di tenersi nelle dieci righe (ed eccezionalmente le venti) adottando uno stile molto più asciutto, nell’interesse stesso di chi scrive. Personalmente sto cercando di ridurre i miei articoli dalle attuali 7-8.000 batture a 4-5.000, salvo casi eccezionali o per argomenti che intendo svolgere in modo particolarmente compiuto (vedremo se ci riesco)

2. Il ping pong fra due o tre lettori: finisce per monopolizzare lo spazio, soffocando gli interventi degli altri che diventano quasi invisibili, soprattutto quando ogni intervento è un’articolessa di 1 ettaro. Peraltro la cosa irrita i lettori che, al secondo intervento della stessa persona sullo stesso tema, saltano tutto a piè pari. Per cui siamo al punto di prima: perde di efficacia la comunicazione di chi interviene.

Consiglio: dopo un primo intervento magari più articolato, l’eventuale replica sia due o tre righe, giusto una battuta (ed a volte una battuta è molto più efficace di un proclama) o il link ad un pezzo che si intende citare. E il terzo intervento è meglio risparmiarselo.

3. Toni sgradevoli ed apprezzamenti immotivati: suppongo (o, almeno, spero) che chi interviene lo faccia non per esibirsi ma per condurre una sua battaglia delle idee, per cui si immagina che voglia farlo nel modo più efficace. Ebbene, il modo più efficace non è quello di stracciarsi le vesti di fronte ad una opinione contraria (“Scandalo!”, “Disinformazjia”, “ Così dà spazio ad opinioni esecrabili!”) o coprendo di insulti l’autore del pezzo commentato (“Bestia!”, “Incompetente!”, “Chi ti ha insegnato il diritto costituzionale, la Boschi?”, “non capisci niente di  economia”) o con affermazioni apodittiche e leggermente comiche (“L’economia è una scienza ed ammette una ed una sola soluzione esatta… la mia!”) . La cosa più utile è dire in cosa non si è d’accordo e perché, magari aggiungendo qualche dato o informazione in più. Ad esempio, Maffei (cito lui proprio perché è il più lontano dalle mie idee e non si pensi ad una sintonia di merito) spesso cita un libro, un episodio, un personaggio che può essere utile considerare, non per cambiare idea ma per precisare la prioria visione del problema.

Personalmente ho un giudizio molto severo su Julius Evola ma nel merito della polemica (sul suo presento liberismo o filo americanismo) aveva ragione Maffei. Quindi ben vengano anche i dissensi più aspri, ma motivati, argomentati e possibilmente con dati di fatto nuovi.

4. I toni scortesi: io non amo la censura ma vorrei ricordare che il galateo non è un optional. Credo che nessuna persona civile, conversando in un salotto, rutterebbe, sputerebbe per terra, farebbe pesanti allusioni sulla fedeltà coniugale della padrona di casa e darebbe apertamente del coglione, del venduto e dell’imbecille al padrone di casa o ad altro visitatore. Mi rendo perfettamente conto che il web non è un salotto, ma una taverna da angiporto, dove anche  una persona civile, protetta dalla confortevole ombra dell’anonimato, si ritiene autorizzata a fare tutto questo, salvo ruttare e sputar per terra, ma solo perché non gli sarebbe materialmente possibile farlo. Detto questo, però vorrei ricordare che usare toni civili è utile anche a rendere più efficace la propria comunicazione. Tanto, se dici “Tizio è un cretino”, non è che nessuno si convinca per questo, anzi. Non so voi, ma io quando vedo un intervento da maleducato non lo prendo mai sul serio, penso che si tratti di un tanghero qualsiasi e, se non giro immediatamente pagina, è solo per accertarmi che non ci siano reati perseguibili di cui sarei corresponsabile.

5. Molti mi sollecitano chiarimenti o interventi su questo o quel tema. Personalmente vorrei rispondere a tutti, ma vi garantisco che seguire il blog con un articolo ogni giorno, scorrere gli interventi, leggere gli articoli degli altri collaboratori ecc, già mangia qualche ora ed ho anche altri impegni, per cui faccio quel che posso. Vi prego, non offendetevi se non riesco a rispondere a tutti.

6. Infine, proprio per evitare sgradevoli interventi censori, e motivare ad una maggiore correttezza formale, vorrei fare una cosa: dedicare lo spazio del sabato (spesso il migliore della settimana) a pubblicare come articolo del giorno l’intervento o i due interventi migliori della settimana, dando così maggiore visibilità purché l’intervento contenuto entro le 10-20 righe, privo di contumelie, insolenze e “vastasaggini” varie e possibilmente contenente dati ed informazioni.

Vorrei studiare anche la possibilità di dedicare il martedì a rispondere in gruppo ai quesiti postimi nella settimana, magari con risposte brevi, ma non evasive.

Vice versa, nel caso di interventi troppo lunghi o scortesi, vorrei provare a rispondere con una frase standard che inviti a riflettere sulla scarsa utilità di questo tipo di intervento. Vediamo se funziona.

Grazie a tutti.

Aldo Giannuli

aldo giannuli, commenti


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (32)

  • riguardo l’arroganza la saccenza e la maleducazione ho notato che sono largamente diffuse in tutti i blog. Sembra proprio che Vittorio Sgarbi abbia molti allievi

  • @Se può eviti di pubblicare

    “L’economia è una scienza ed ammette una ed una sola soluzione esatta… la mia!”

    Giusto Professore, tutto è un’opinione. L’unica certezza è “cogito ergo sum”.

    Intanto perdiamo il lavoro e i diritti… ma con cortesia. Perché le conquiste sociali si sono ottenute con garbo.

    Visto che è stato l’impertinente sottoscritto a contribuire e a portare avanti la polemica ad oltranza, abusando consapevolmente degli spazi solidariticamente messi a disposizione, e visto che nonostante tutto, la considero una persona onesta, prima ancora che un importante intellettuale, prendo per buono che Lei crede veramente nei giudizi espressi in questo post.

    Per me è evidente che non ci sono premesse per nessun tipo di dialettica: l’obiettivo era polemizzare con Lei. Perché, visto che è una specie di enciclopedia vivente di politica della Sinistra militante, poteva essere un interessantissimo interlocutore che rappresenta una sinistra nei suoi pregi e nei suoi difetti.

    Sono interessanti i difetti.

    Poteva raccogliere le provocazioni e pubblicare un articolo sul rapporto tra opinioni, fatti e fattoidi nella lotta politica.

    Be’, ha preferito pubblicare un pezzo sul galateo quando tra poco le classi subalterne dovranno godere della razione K.

    Per me la questione è chiusa. Scusi il disturbo.

  • Egregio professore, la ringrazio per avermi citato, le rendo volentieri atto, di non aver mai censurato alcuno mio intervento. Non sempre mi trovo in sintonia con alcuni suoi interventi,ma in taluni casi condivido quanto da lei scritto, così come con le deduzioni o le semplici repliche altrui.Ma la sua onestà intellettuale, il suo acume, il suo bagaglio culturale, rendano il sito uno dei più interessanti e veramente liberi nel mare magnum del web.Epiteti,insulti,anatemi,polemiche sterili, squalificano gli autori e rendono impraticabile ogni intervento, in questo caso un suo autorevole intervento censorio, non sulle idee, ma per una questione di stile, si rende indispensabile.

  • Io sono un chiacchierone patologico…con la sintesi non ci vado d’accordo …son prolisso in modo oserei dire quasi “malato “…cioè non ci riesco a far sintesi…scrivo più o meno regolarmente in una decina di blog…(sempre gli stessi…cioè blog ove si toccano argomenti interessanti )…e più o meno scrivo allo stesso modo: in alcuni lo permettono (tutti più o meno son prolissi e le discussioni durano molto ) in altri lo tollerano in altri no…

    Il post su Evola lo avevo fatto io postando un articolo di un giornalista di cui avevo omesso il nome (per non condizionare ideologicamente ..)..avevo tolto un sacco di roba che non condividevo..mi era sfuggito Evola. Infatti al Sign. Maffei avevo puntualizzato che non conoscevo il pensiero di Evola..e che potrebbe aver ragione nella sue considerazioni. Avevo risposto un po non saprei come dire “piccato ” condizionato dal fatto che aveva definito il post “rancido” “indigesto ” etc etc…(cosa per altro legittima esprimere un opinione del genere su un articolo…non c’è nulla di offensivo nelle considerazioni del Maffei )..probabilmente condizionato da un precedente post sull’auto razzismo italiano ove definiva le mie affermazioni sulla Germania false, vomitevoli etc etc (a dire il vero..nelle discussioni secondo me è legittimo anche esprimere sti pareri..io a dire il vero detesto il cosiddetto “politically correct ” che sovente è un po ipocritello dialetticamente …meglio che una persona esprima quel che pensa realmente…l’importante è non scadere negli insulti o in una contrapposizione/zuffa sterile da Bar e non è il caso del Sign Maffei …:-)

    Se farò interventi mi adatterò ai suggerimenti di “netiquette ” consigliati dal Prof. Giannulli…in particolare sulle lenzuolate kilometriche di cui sono maestro…(so quando inizio a scrivere …ma non quando termino…e non è certamente una virtù in ambito forumistico ..dicesi: chiacchierone …;-)

    buona giornata

    Paolo

    • L’autore dell’articolo in questione su Monti era il giornalista Paolo Barnard…diffusore in Italia del modello economico post Keynesiano Mosler Economics Modern Monetary Theory (conosciuta con la sigla ME-MMT )…giornalista di estrazione ideologica decisamente di sinistra/progressista…di cui io condivido molto sul piano della Teoria Economica da lui diffusa…e non condivido nulla o quasi del resto..(personaggio un po contorto come carattere..per sua stessa amissione…) – Io non mi reputo ne di destra ne di sinistra…bypasso sti schemi . Sul piano dei temi etici ad esempio (aborto, adozione delle coppie gay, certo ecologismo “ideologico”.., apertura “totale” all’immigrazione , islam ,idiozie “gender ” &affini, certo falso pacifismo ideologico strumentale e tutt’altro che pacifico, un certo “vincolismo” eurista etc …non son proprio in sintonia con un certo modus pensandi considerato tradizionalmente “”di sinistra “” su altri temi invece decisamente si….(quando parlo di sinistra mi riferisco a quella autentica ..che non esiste più…)

      • dimanticavo: quell’articolo lo avevo preso da “Libre” …un blog che io trovo interessante..ove tra l’altro vedo che spesso ripostano articoli del Prof. Giannulli presi da qua …cosi come sono oppure riassunti/commentati…

    • be un passo avanti lo hai già fatto: questo interbvento è di sole 18 righe, ma stammi a sentore: se riesci a condensare hai molti più lettori

    • Chiedo venia a Paolo e al professore Giannuli se qualora nella foga polemica mi sono lasciato andare ad espressioni un po’ forti.Mi sforzo di mantenere la discussione entro i margini della buona creanza e del rispetto reciproco.Reputo comunque che fra persone intelligenti, un po’ di sarcasmo e gusto di far polemica serva a ravvivare la discussione, come il sale nel cibo, altrimenti è insipido.Con stima sincera.

    • “Io sono un chiacchierone patologico…con la sintesi non ci vado d’accordo …son prolisso in modo oserei dire quasi “malato “….
      cerchiamo di non confondere la tolleranza con la sopportazione. La tolleranza e’
      un fattore di civilta’, la sopportazione e’ da masochisti. Mi spiego:
      se tu stesso ammetti di avere un difetto, non pretendere che gli altri ti debbano
      accettare per forza poiche’ tu sei fatto come sei fatto, non esiste nessun obbligo
      morale o civile di dover sopportare un rompicoglioni, poiche’ se non lo hai ancora capito
      e’ cosi’ che viene visto chi pretende di imporre agli altri i propri difetti.
      Cerca piuttosto di correggerti, avrai piu amici e piu’ considerazione da parte altrui.

      • tu non hai capito nulla. La mia è un autocritica e una amissione che scrivere eccessivamente non va bene. Almeno non va bene ove non è permesso..e non va bene neanche ove è tollerato . Con l’ aver detto di essere “tendenzialmente “..un prolisso..non ho detto : signori cari..io son fatto cosi ..quindi sorbitevi i miei post lunghi. (questa è una cosa che hai “voluto leggere tu” evidentemente ..ma che io non ho lasciato lontanamente intendere. Leggilo bene tutto il post: alla fine dico—>>> “” Se farò interventi mi adatterò ai suggerimenti di “netiquette ” consigliati dal Prof. Giannulli…in particolare sulle lenzuolate kilometriche di cui sono maestro…(so quando inizio a scrivere …ma non quando termino…e non è certamente una virtù in ambito forumistico ..dicesi: chiacchierone …;-)…hai letto ? ecco a me pare che sia un amissione da parte mia di un tendenziale difetto (che non è difetto se non fossi in un forum ove è richiesta la sintesi per ovvi motivi…perché in altri forum ad esempio è permesso…gli interventi di tutti son piuttosto lunghetti e numerosi…) è una parola data che in futuro se farò post li farò rispettando gli standart richiesti dal Prof. Giannulli. Sinceramente non capisco il tuo intervento.
        Devo fare penitenza per qualche post lungo ormai fatto? mi devo cospargere la testa di cenere , ed autoflagellare ogni venerdì con tanto di penitenza inginocchiato co i ceci sotto le rotule per tre ore ?? non ho capito….dove è che ho scritto che tendenzialmente l’essere prolisso è un mio difetto e che gli altri lo devono sopportare nonostante gli standard richiesti dal prof. Giannulli??? da nessuna parte….posto che non ho ucciso nessuno. mah…boh..
        bye

      • non pretendere che gli altri ti debbano
        accettare per forza poiche’ tu sei fatto come sei fatto, non esiste nessun obbligo

        cit. Benito.

        ??????????????????????????????????? !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

        questo film nel mio post non c’è….è un film che vuoi vedere tu. o no? …

          • be un po’ direi che Paolo ha accorciato gli interventi, comunque prendiamo le cose con più leggerezza

          • (ultimo intervento..)

            a Benììì…ma scusa…ma non starai facendo una tragedia sul letteralmente nulla???…oibò….sembra quasi che ti abbia incendiato la casa…una risposta la devo pur dare…(erano 20 righe )…sembra quasi che tu ne abbia fatto una “cosa personale”…e che voglia a tutti costi “colpevolizzare “….hai fatto una considerazione e ti ho risposto puntualizzando. Se dico che in futuro eventuali miei post si limiteranno a non più di 10 /20 righe..e a non più di eventuali tre interventi ..sta tranquillo che sarà cosi…..ma se continui a replicare ovvio che ti rispondo. Oltre alle da me prime esposte penitenze…per il grave crimine commesso..ordinerò un cilicio e ne farò abbondante uso..per espiazione :-)))

            sembra che quasi mi voglia bacchettare le manine .a tutti i costi come al bambino goloso che si è mangiato più marmellata di quanto consentito (nel mio caso eccessivo bla bla bla )…pur promettendo di non farlo più.,,,:-))))

            Caro Beniiii…rilassati che la vita è bella.NON E’ SUCCESSO NULLA DI GRAVE…

            (tra parentesi…non conoscevo questo blog ..ci son finito per caso neanche un mese fa e ho trovato gli argomenti interessanti..e non essendo un habituè non ne conoscevo le regole…adesso so come bisogna interagire qua..ok? ) .

            buona giornata a tutti—

  • Non commento praticamente mai, quindi un cambio di politica non mi tocca granché, ma il problema di poche bestie che tramite i commenti possono distruggere un bel sito è reale. E preferirei non perdere questo bel sito.
    Trovo assolutamente lodevole l’ideale di non censurare, ma considerato il livello di bestialità che ho visto raggiungere su Facebook e Youtube, non esiterei ad usare una politica dittatoriale, tipo quella di Uriel
    http://www.wolfstep.cc/pages/faq/
    Grazie ad Aldo ed a tutti i collaboratori 🙂

  • Davvero una bella idea.
    Talvolta il web, che certamente non può essere un salotto, diventa un tritacarne.
    In molti blog non si riesce neppure ad argomentare e il proprio commento si sa, diventa invisibile, o censurato, magari legittimamente, dato che un blog è comunque uno spazio privato (penso a quello comunque stimabilissimo, di Bagnai). Non è il solo caso, ma qui si riesce a commentare bene e con questa “Direttiva Giannulli” sarà forse anche meglio, speriamo.
    Buon lavoro.

  • “L’economia è una scienza ed ammette una ed una sola soluzione esatta… la mia!”

    Siccome mi sento chiamato in causa, dico che mi sembra una semplificazione che non rende giustizia di quanto affermato del sottoscritto (e a altri) su questo blog.

    Non ho detto che l’unica “soluzione” ammessa è la mia (che peraltro non sono un economista) ma che le problematiche economiche NON SONO UN’OPINIONE e che per scriverne con cognizione di causa basterebbe salire “sulle spalle dei giganti”, cioè leggere (leggere, non conseguire un dottorato in materia) il dibattito della letteratura MACROeconomica, con evidenze supportate dall’analisi dei dati registrati nel passato (dibattito che è gravemente ignorato o travisato dai mezzi di comunicazione di massa e per questo dagli “intellettuali” de sinistra).

    Se lei non la pensa così, la invito ad aprire un dibattito riguardante questioni (anzi “opinioni”) di medicina: non so… sulla penicillina, dando spazio all’opinione di chi si dichiara favorevole al ritorno del salasso.

      • Per carità, lo scherzo ci sta tutto.

        Però la questione seria sollevata rimane. Ed è una questione di metodo: esiste un corpus di teoria macroeconomica (costruito su rilevazioni econometriche messe in relazione in maniera risultata stabilmente nel tempo statisticamente significativa) che non può essere sic et simpliciter ignorato. E non si tratta di un dogma: è falsificabile (come tutto) ma, se si vuole accantonarlo, esso va – appunto – falsificato.

        Beninteso, non è una critica nei suoi confronti. Ancora qualche giorno fa, per fare un esempio, a 8 e 1/2, dalla Gruber, si esaltavano le virtù austere del taglio della spesa pubblica. Ancora si fatica a comprendere (o forse non si vuole far conprendere all’elettorato) che il taglio della spesa è CONTROPRODUCENTE ai fini del consolidamento fiscale (l’effetto di retroazione che ha sull’economia peggiora il gettito fiscale dello Stato).

        Lo prenda come un pressante invito ad affrontare, se vuole. a) la questione metodologica di cui sopra; b) la questione politica del perchè le teorie economiche che trovano maggior diffusione (e maggior finanziamento) sono quelle maggiormente squalificate dal dibattito scientifico serio (quello che ragiona sulle statistiche della contabilità nazionale), perché costruite su modelli semplificati e abitati da agenti “razionali” che sanno sempre cosa è meglio per loro e che non adottano comportamenti cooperativi di tipo opportunistico (quelle “microfondate”, come dicono gli economisti che le propugnano).

  • Ho trovato veramente interessante questo post del Professore ed anche i commenti. Anche se, devo dire, che questo è l’unico blog dove spesso riesco a leggere i commenti fino all’ultimo. Negli altri in genere mi fermo al secondo o terzo intervento. Pensate come stiamo messi!

  • Il salasso, entro certi limiti ( per esempio la donazione di sangue ), ha una sua positiva valenza fisiologica di rinnovamento.
    Andrea, tanti aspetti della medicina sono opinabili, perché legati alla valutazione della personalità e alle condizioni oggettive del paziente da un lato e all’acume e sensibilità del medico dall’altra.

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