Perché flat tax e reddito di cittadinanza non funzioneranno e peggioreranno tutto.

Iniziamo dalla flat tax: l’idea di base è questa: “abbassiamo fortemente le tasse dei super contribuenti, quelli da centinaia di milioni di euro in su, questo attirerà molti contribuenti stranieri il cui gettito colmerà e supererà la differenza fra il gettito attuale e quello che gli attuali contribuenti risparmieranno. Così la pressione fiscale pro capite diminuirà, riprenderanno i consumi e ci sarà la ripresa economica.

Insomma: oggi incassiamo 100, con il taglio, gli attuali contribuenti verseranno 60, ma l’arrivo dei nuovi produrrà un gettito aggiuntivo di 45 per cui il totale farà 105 e distribuito su una base più ampia di contribuenti”.

Bene, ma saremmo più convinti se ci si desse un calcolo facile facile che dica quale sarà il taglio di entrate per lo Stato e quanto dovrà essere il gettito aggiuntivo per ripianare il differenziale e, magari, incrementare il gettito. E, quindi, quanti contribuenti stranieri e di che portata dovrebbero spostare il domicilio fiscale in Italia. Nessuno, sinora, si è degnato di fare questo conticino della serva.

In secondo luogo, ci chiediamo: ma perché, sinora, il numero dei contribuenti, che hanno optato per paesi a bassa pressione fiscale, è stato così limitato? In fondo, la cosa ha funzionato per piccoli paesi come l’Estonia o singoli stati degli Usa (come il South Dakota) ai quali bastava un gettito aggiuntivo abbastanza contenuto, ma, sinora, nessun grande paese industrializzato (salvo il caso particolare e limitato della Russia) ha tentato la carta della flat tax. Ma, soprattutto, perché questi “migranti del fisco” dovrebbero scegliere l’Italia, avendo a disposizione diversi paesi che già praticano una bassa pressione? Cosa offriamo di più e di diverso? Con il 15% (che qualcuno vorrebbe portare al 20%) non siamo neppure quelli con il tetto più basso.

Infime, nell’improbabile caso che la cosa funzioni, quale sarebbe la reazione dei nostri “compagni di viaggio” nella Ue? Abbiamo calcolato il rischio di una guerra fiscale? Tutto sommato, la cosa convince decisamente poco.

E meno ancora convince il reddito di cittadinanza la cui idea base è questa: il RdC da un lato è una misura di giustizia sociale, dall’altro, allargando il monte salari (o comunque la massa di denaro della domanda) stimola i consumi e, così, riattiva il circolo virtuoso consumi-occupazione e rilancia l’economia. Anche qui manca uno straccio di progetto sostenuto da qualche calcolo. Ragioniamoci un po’ su lasciando momentaneamente da parte il tema della giustizia sociale, che affronteremo prossimamente, e concentriamoci sull’aspetto dello stimolo alla domanda come leva della ripresa.

Non abbiamo nessun dato su quale sarà l’entità del reddito ed a quali condizioni, unico indicatore assai vago è la cifra di 10 miliardi annui che la componente M5s chiede venga stanziata per varare il RdC e riaggiustare le pensioni minime. Ragioniamo su questa che, grosso modo, sarebbe un incremento un po’ inferiore al 4% dell’attuale massa di denaro spendibile per l’acquisto di beni e servizi (calcoliamo molto a braccio). Non sarebbe poco, considerato l’effetto moltiplicatore del “rimbalzo” (spedi 100 euro dal sarto che, in parte li spende per suoi consumi dal macellaio, che a sua volta ne spende una porzione per suoi acquisti dal panettiere eccetera), Non sarebbe… se si trattasse di un gettito tutto aggiuntivo e tutto speso in consumi. Ma non è così,

In primo luogo il gettito è solo parzialmente aggiuntivo, sia perché riassorbe altri stimoli precedenti (come il reddito di inlusione, alcune indennità speciali esenzioni eccetera eccetera) sia perché dovrebbero essere ricavati in parte dai famosi “tagli agli sprechi” che, già confluivano nella massa di acquisti sul mercato. Magari l’attuale distribuzione sarà socialmente più giusta, ma in termini di stimolo alla domanda la massa aggiuntiva di liquidità immessa è inferiore ai 10 miliardi, spesi, comunque non sarebbe una cifra irrilevante, ma… ma non è affatto detto che venga spesa tutta in consumi.

Escludendo che possa esserci un gettito significativo al risparmio (si immagina che chi sia in condizioni di RdC non abbia margini per risparmi e sia al mero reddito di sussistenza), però è facile prevedere che una parte sarà devoluta in rate arretrate di mutuo casa o auto, prestiti bancari eccetera, per cui andrà alla rendita finanziaria e non ai consumi.

C’è, poi un problema: se il signor Rossi acquista un telefonino prodotto in Cina o Giappone, la sua spesa in parte finisce alla distribuzione (il negozio italiano da cui lo ha acquistato) ma l’incassatore finale è la ditta produttrice che non è italiana e, quindi, la conseguente ricaduta occupazionale non riguarda il nostro paese. In fondo, uno dei nostri problemi pare che sia la bilancia commerciale che ha segnato un saldo negativo negli ultimi venti anni. E qui il calcolo è impossibile a meno di accuratissime ricerche di mercato, tenuto conto che spesso acquistiamo una cilena, aglio, lampadine, giocattoli e jeans cinesi burro danese, birra tedesca, mobili svedesi, medicinali svizzeri o americani eccetera.

Infine: una parte di quel reddito andrà a cittadini italiani ma di origini diverse che spenderanno una parte di essa per rimesse alla famigli nel paese di origine. Insomma, tutto sommato, lo stimolo alla domanda ci sarà in una certa misura, ma non sempre andrà ad aziende italiane e, nel complesso, qualche modesto stimolo ci sarà… fin che dura. Nel prossimo anno ci sarà una ripresa dei consumi, ma il denaro –e quindi il debito pubblico- costerà di più e sarà sempre più difficile fare altro disavanzo. Forse il secondo anno le cose andranno ancora bene, poi inizieranno i dolori.

Insomma, una o due campagne elettorali ce le fai, ma dopo la somma di due cose come flat tax e RdC avrà un effetto devastante. Auguri!

Aldo Giannuli

aldo giannuli, di maio, flat tax, manovra economica governo, reddito di cittadinanza, riforme, salvini, tria


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

Storico, è il promotore di questo, che da blog, tenta di diventare sito. Seguitemi su Twitter o su Facebook.

Comments (14)

  • Analisi condivisibile. E la questione dei partner europei direi che è cruciale. Professore, in un programma televisivo di qualche giorno fa, lei ha parlato della necessità di rinegoziare il debito pubblico. Potrebbe essere più dettagliato magari in un prossimo post? Grazie e grazie per le sue analisi puntuali.

  • Quella che serve ad attrarre ricchi contribuenti esteri è la lamp sum tax, introdotta dal governo Gentiloni. In quel caso, però, non vi era nulla da eccepire.

  • Avatar

    Tenerone Dolcissimo

    Che si tratti di provvedimenti un po’ raffazzonati sono d’accordo anch’io, ma l’urgenza con cui si sono dovuti adottare giustifica il pressappochismo.
    Ben vengano, quindi, le critiche -come quella del buon Giannuli- che auspicano una migliore qualità delle emanande direttive.
    Mi sia, invece, consentito approfittare di queste pagine per indirizzare il mio più cortese vaffanculo ai pezzi di merda che criticano:
    a) la flat tax accusando i suoi sostenitori di IRRESPONSABILITA’ FISCALE, dopo averci ammorbato con peana alla responsablità fiscale che hanno avuto un suono sinistro. Ricordo che Gentiloni andò a inchinarsi dalla Merkel e le garantì che l’Italia oramai era un paese fiscalmente serio;
    b) il reddito di cittadinanza come misura in ogni caso assistenzialista dopo non avere atto un fiato sui miliardi erogati a banche francotedesche e migranti.
    Mi sia permesso di osservare che puo’ essere che i soldi spesi per il reddito di cittadinanza finiscano con dare impulso all’economia. Su ciò, non essendo keynesiano, ho molti dubbi, ma ammetto che sia possibile.Ma sul fatto che i soldi regalati ai tedeschi e ai francesi nonché ai migranti -che sono in massima parte cittadini francesi- non diano alcun impulso ne sono certo.

  • La tassazione ad aliquota unica appartiene ad altre epoche nelle quali le pubbliche amministrazioni erano una cosa evanescente e i cicli economici erano di dimensioni minime, tanto che potevano essere facilmente gonfiati dall’esterno, più o meno come è possibile oggi per i piccoli stati, in cui il settore “resto del mondo” è rilevante, ma non per le esportazioni di beni.
    Nei grandi stati i cicli economici sono determinati dai settori interni, tra i quali molto spesso la pubblica amministrazione è preponderante e il resto del mondo svolge un ruolo minore. Per un grande stato invertire l’ordine delle idee significa fare un salto nel buio e trasformarsi in uno stato corsaro tra altri corsari con cui entra in competizione.
    Certamente l’apetto fiscale incide sulla crescita, ma non va dimenticato che essa crescita è una risultante multifattoriale … La flat tax è un azzardo che favorirà i pochi ricchi e danneggerà i molti poveri in termini di servizi e prestazioni pubbliche.
    Il reddito di cittadinaza è deleterio nella misura in cui si avvicina ai salari di ingresso, divenendo addirittura preferibile all’ingresso del mondo del lavoro. L’esperienza è stata già fatta quando i sussidi di disoccupazione erano sostanziosi. Un tempo erano i nobili ad essere consumatori e non lavoratori. Oggi in cambio del silenzio verso il potere si vorrebbe dare una mancetta per mantenere lo standard minimo di vita da decaduti consumatori del voluttuario.
    Ecco due buoni modi per non affrontare i problemi reali della crescita.

  • A parte che qualsiasi manovra farà questo governo non riuscirà mai a risolvere fino in fondo gli effetti causati dal modello economico scellerato/sciagurato
    in cui siamo costretti a districarci ( non c’è NESSUN studio scientifico che conferma il dogma EUROpeista : ” l’Economia di uno Stato è uguale alla economia di una famiglia” ) .
    L’analisi del dott.Giannulli è , come sempre , impeccabile & pragmatica ( in questo caso è pure pessimista).
    Io , aggiungerei , per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza …. :
    Il R.di C. dipenderà soprattutto dal’ISEE (del 2019) ,
    in pratica ne usufruiranno per la maggior parte i ” nuovi italiani” che , ovviamente , sono tutti “nullatenenti” ( gli italiani di 7 generazioni hanno , chi più e chi meno, una casa più o meno grande opp. un terreno lasciatogli dal nonno … per dire ) ;
    poi , il Reddito di Cittadinanza italiano si rifà a quello Tedesco ( domandate a Di Maio che è andato in Germania apposta per la – Legge Hartz IV – , … ) .
    A tal proposito c’è un art. di Rosalba Fragapane che è stata in Germania e lo ha studiato ; in pratica ha detto che il R.di C. , che si ispira a quello tedesco , formerà:
    – ” l’Esercito Industriale di Riserva ” – .
    https://scenarieconomici.it/legge-hartz-iv-un-esempio-da-non-seguire-l-inferno-coercitivo-del-reddito-di-cittadinanza-tedesco-di-rosalba-fragapane/

  • Il senso delle due misure, apparentemente in contraddizione tra di loro e apparentemente illusorie, è in realtà unico: rafforzare i meccanismi di produzione di disugliaglianza specifici del capitalismo finanziarizzato, che hanno bisogno in questo momento di essere rilegittimati.
    Con la Flat tax si cerca di far passare in maniera definitiva un concetto fondamentale per i regimi di accumulazione capitalistica: i ricchi non devono pagare le tasse. Non ha importanza l’attuale formulazione tecnica e nemmeno le finalità esplicitate. La vera posta in gioco è il definitivo sfondamento culturale presso le classi meno abbienti. Si tratta di fare l’ultimo miglio.
    Con il cosiddetto Reddito di cittadinanza si induce all’inganno per far passare, sempre presso le classi meno abbienti ma decisive in un regime ancora fondato sul consenso, qualcosa di molto più strategico e sottile della flat tax e che riguarda il funzionamento del mercato del lavoro che in questo dato momento storico ha bisogno di ritornare a strutturarsi alla stessa maniera di quando è sorto, con la creazione di un regime di semi servitù.
    Il discorso è complesso e perciò mi fermo qui.
    Saluti.

  • Buonasera Professore,
    vorrei farle osservare che l’aternativa che ci proponeva Gentiloni prima delle elezioni, era il deficit allo 0,8% per il 2019 e pareggio di bilancio nel 2020. Un programma pesantemente recessivo, la solita ricetta dell’austerità, che avrebbe innescato un’altra recessione con tutto il corollario di disoccupazione e fallimenti di imprese a catena.
    Credo che ormai tutti gli osservatori non appiattiti sugli interessi della pura economia finanziaria, Lei compreso, abbiano riconosciuto la necessità di misure keynesiane per risollevare la nostra economia.
    Quali potrebbero essere a suo avviso queste misure di stimolo economico (finanziate a deficit, a carico della finanza pubblica)? Quali i loro limiti e sulla base di quale modello/simulazione econometrica?
    Grazie per il suo impegno, buona serata
    Francesco

  • Sono d’accordo. I sussidi dovrebbero essere erogati per comperare prodotti e servizi fatti in Italia (o al limite fatti in UE). Altrimenti si ottiene un peggiormento della bilancia commerciale con l’estero.

  • Magari questo Governo fosse stato del cambiamento.
    Fosse stato per questo avrebbe utilizzato i primi cento giorni per realizzare l’intero programma sbandierato durante la campagna elettorale.
    Avessero voluto e fossero stati capaci, avrebbero potuto ricattare e sfinire quella venditrice di aringhe tedesca e manovrare come un bambolotto il fenomeno francese.
    Ma questi pendono dalle labbra dei tecnici dei governi precedenti, salvo poi contestarli.
    Hanno fatto promesse vane. Non ci voleva molto a capirlo, visto che non hanno studiato per tempo.
    Troppo comodo scaricare le proprie responsabilità politiche sulle burocrazie.

  • Puntuale compendio di osservazioni che problematizzano – non inficiano – il programma del governo, e non mi sembrano giustificare né il titolo né le conclusioni dell’articolo. Permane il sospetto di un pregiudizio giannuleo verso l’alleanza dei 5 stelle colla Lega, che lo ha deprivato del suo sogno di rifondazione socialdemocratica.

    Manca ogni apprezzamento sul fatto che il governo sta incrinando la gabbia austeritaria e che per la prima volta in 30 anni non è una succursale della finanza speculativa. Attendiamo infine un elenco di proposte per una politica economica alternativa.

    Concludo osservando che le previsioni di impoverimento hanno un suono strano sulla bocca di chi vorrebbe farci traghettare, accogliere, mantenere e curare milioni di disperati sottodotati appositamente importati per rubare il lavoro agl’italiani.

  • Quali altre misure keynesiane di moltiplicazione della circolazione monetaria potevano essere realizzate oggi?
    Con tutti i limiti del caso, il merito di questa manovra sarà (se tutto va bene) di rianimare l’esangue domanda aggregata.
    Si rischia di alimentare la domanda per prodotti esteri (cfr. Le Sei lezioni di economia di Cesaratto, il keynesismo in un solo paese)? Flat tax classista e troppo poco di sinistra?
    Forse si! Ma abbiamo a disposizione realisticamente qualcosa di meglio? Dopo tutti questi anni di continui tagli da parte della “sinistra” neoliberale, non è ingeneroso criticare chi inverte la rotta, pur con inevitabili compromessi?
    Caro Giannuli, quali i lati positivi di questo cambiamento politico? L’utopia è necessaria, ma le persone hanno bisogno di miglioramenti concreti.

  • Giannulli vorrei farle notare un bellissimo lapsus freudiano (ammesso che lo sia):
    “In primo luogo il gettito è solo parzialmente aggiuntivo, sia perché riassorbe altri stimoli precedenti (come il reddito di inlusione…”
    il REDDITO DI INLUSIONE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.