Per una tipologia della partecipazione politica.

La politologia ha sempre cercato di analizzare l’atteggiamento dei cittadini verso la partecipazione politica distinguendo alcuni ideal tipi, ad esempio elettori ed iscritti dei vari partiti.

Ma ben presto la distinzione non apparve soddisfacente, perché molti iscritti si limitavano a pagare la tessera ma di fatto non partecipavano alla vita del partito (ed i comportamenti cambiavano da partito a partito (ad esempio il Pci segnava tassi di partecipazione degli iscritti molto maggiori di quelli del Psi o della Dc) o da epoca ad epoca o da paese a paese, ad esempio, in Francia gli scritti ai partiti sono sempre stati molto meno dell’Italia, ma, in compenso, la percentuale degli iscritti “attivi” sul totale era ben maggiore.

Per cui già negli anni sessanta iniziarono gli studi sugli attivisti distinti dal generico iscritto, ma anche questa distinzione non era del tutto persuasiva, perché attivista può essere ritenuto tanto chi attacchi manifesti, distribuisca volantini e si limiti ad una sorta di manovalanza, quanto quelli di maggiore formazione politica che organizzino una cellula di partito sul proprio posto di lavoro o nel proprio quartiere, partecipino a discussioni interne, facciano campagna elettorale ecc. dimostrando capacità di direzione politica anche e di livello non particolarmente alto.

Le cose sono poi andate complicandosi con gli sviluppi della vita politica (ad esempio istituzione di nuovi enti locali come i municipi la cui partecipazione non implica il passaggio al professionismo politico ma segnala un tasso di partecipazione più elevato), con la comparsa di nuove forme di partecipazione politica non filtrata dai partiti (movimenti sociali, associazionismo di vario tipo, organismi culturali indipendenti) e, soprattutto, con l’emergere di nuovi mezzi di comunicazione, dalle radio libere al Web.

E la cosa ha effetti che differenziano sensibilmente una forza politica dall’altra (in un’altra occasione confronteremo Pd, Lega e 5 Stelle sotto questo profilo).

Si sta producendo una crescente differenziazione dei partiti che possiamo descrivere come il delta di un fiume e che, ovviamente, ha effetti rilevanti sul funzionamento del sistema politico.

Dunque, è opportuno procedere ad una riconsiderazione della tipologia della partecipazione politica. Noi proponiamo questi tre tipi fondamentali che tratteremo separatamente:

-i non partecipanti o ipo politici
-i “partecipanti esterni”
-i partecipanti di partito

Non considereremo in questa sede gruppi particolari o di nicchia (gli attivisti pagati, i “clienti” di partito, gli intermittenti che si attivano solo in particolari congiunture, le minoranze attive che, per la loro importanza, meritano una trattazione molto particolare).

Aldo Giannuli


Aldo Giannuli

Aldo Giannuli

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Comments (3)

  • Ora chi lo va a dire alla Brambilla e al Caimano che gatti, cani, lucertole e pinguini non votano ?
    P.s. E ammesso che i pinguini siano italiani, li facciamo votare nella circoscrizione estero Africa – Asia – Oceania – Antartide ?
    Mah ?!
    Speriamo che gli ippopotami non protestino.

  • O.t.
    Un mesetto addietro su questo blog scrissi che paventavo una qualche forma di baratto celato dietro il ritiro ( parziale) degli Usa dallo scenario siriano e afgano.
    Dal capovolgimento del cilindro magico è spuntato in Vietnam la capigliatura squadrata del Kim nord coreano, che si incontra con Trump.
    Gli attori e le poste in gioco sono aumentate grazie alla diplomazia sottotraccia.
    Della partita sono gli USA, i quali aspirano a controllare l’intera penisola coreana, grazie al lasciapassare della Cina, la quale ottiene di non essere strozzata in quel che le più vitale, ovvero il petrolio iraniano. In altri termini non ci sarà nessun attacco verso l’antica Persia, che ha fatto la politica di sempre, ovvero barcamenarsi tra est ed ovest, affrontando un avversario alla volta. La Russia, già membro Opec, vede riconosciuta la sua preponderanza in Siria, ovvero la sicurezza che il gas del Qatar non giungerà affatto in Europa, dove deterrà il monopsonio dello stesso.
    A questo round non sono stati invitati altri giocatori. E’ stata una partita tra i tre grandi, che dove non hanno trovato un accordo, come nel caso del Venezuela, si sono fermati.
    Le aree di primario interesse Usa non sono più focalizzate lungo la Cortina di Ferro da un bel pezzo. Si avverte quasi una sorta di diminuzione di interesse. Questo vuoto lo sta colmando, in parte, l’iniziativa franco-tedesca. All’Italia non resta che serrare i ranghi e contare prima di tutto su se stessa e sulle sue forze. In vista non c’è nessuna guerra di Crimea, perché i Grandi si mettono d’accordo preventivamente, senza bisogno dei piccoli, i quali potrebbero solo disturbare.
    Significativamente Arabi, Frallemagna e Regno Unito sono rimasti tagliati fuori. Figuriamoci l’Italia.
    Non resta che rimboccarsi le maniche per rimediare agli errori compiuti.

    • I nani politici, pero, non restano con le mani in mano. Mike Pence non collima con il suo Presidente sulla questione nord Corea. La la Frangermania è divisa sul tipo di rapporto da tenere con la Russia: il filo americano Macron è stato invitato a far si gli affari suoi per quel che riguarda il Nord Stream. Francia e Italia, partner nella Nato, litigano più che mai. La Gran Bretagna vorrebbe appiccare fuoco alle polveri per fare il cagnolino degli Stati Uniti.
      Un mondo pazzo ..

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