Per il nuovo Presidente della Repubblica: torno a proporre Raffaele Guariniello

Subito dopo le elezioni politiche (il 4 marzo), scrissi un pezzo sulle imminenti elezioni del Presidente della Repubblica, nel quale sostenevo la necessità di cercare un nome fuori dagli schieramenti, che desse solide garanzie di imparzialità, di fedeltà alla Costituzione e di competenza giuridica e concludevo ravvisando queste caratteristiche in Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto a Torino ed autore di inchieste importanti e coraggiose, da quella sullo spionaggio alla Fiat a quelle più recenti sui casi Thyssen ed Eternit. Credo di essere stato il primo a fare quel nome. Molti intervenuti nella discussione di questo blog mostrarono di condividere quella indicazione, spesso aggiungendone altre di pari alto profilo (Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Valerio Onida, per citarne solo alcuni), ma –a mio avviso- meno adatte o per ragioni di età, o per aver ricoperto incarichi politici e di partito che contravvenivano al criterio della persona estranea agli schieramenti.

Non mi facevo alcuna particolare illusione, sulle possibilità di successo di quella proposta, data la modestia del mezzo attraverso il quale essa partiva (questo blog). Invece noto che la cosa è condivisa anche da altri, almeno stando a quel che si legge sul “Corriere della Sera” e che il nome sta girando nella consultazione del M5s, ma non solo. E’ ovvio che la cosa mi faccia molto piacere, ora che vedo che la candidatura sta acquistando consistenza.

Guariniello, per le sue caratteristiche professionali, per la sensibilità dimostrata su temi quali la difesa dell’ambiente e la sicurezza sul lavoro, è un candidato sul quale potrebbero confluire senza difficoltà i voti di Pd, M5s e Sel (che già sarebbero ben oltre la soglia di 504 richiesta al quarto scrutinio). Ma potrebbe benissimo essere votato dalla Lista Monti e persino dal Pdl, se quello che cercano è un Presidente imparziale e non il regista occulto di torbidi accordi sottobanco.

Si stanno formando comitati di appoggio alla sua candidatura, vi propongo di partecipare a questo tentativo. Non è affatto sicuro che questo possa riuscire (e con il vento che tira, la cosa è meno facile che mai), ma resterebbe comunque il valore di una candidatura che porta in primo piano temi come i diritti dei lavoratori o il diritto dei cittadini ad un ambiente non inquinato. Non è poco in una situazione monopolizzata dal dibattito sulle formule che cacciano i contenuti.

Se siede d’accordo, raccogliamo insieme firme a sostegno di questa candidatura e partecipiamo al movimento che sta nascendo (lasciate la vostra adesione commentando l’articolo o scrivetemi all’indirizzo aldo.giannuli@gmail.com , aggiornerò costantemente poi sulle firme raggiunte). Comunque dovesse andare, potremmo dire di aver fatto qualcosa contro il grande inciucio che avanza.

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (23)

  • Il peggio del peggio: protagonismo giudiziario, grande inchieste mediatiche ma liberi spacciatori in ogni stazione di Torino.
    E “fughe di notizie” pilotate fra una conferenza ed una poltrona in TV.
    Ma lasciatelo andare a condurre una bella trasmissione in RAI: dopotutto fra lui e Caselli e gli altri “magistrati della TV” non vi é molta differenza..
    L’unica persona che potrebbe farci fare una figura decente all’Italia é Emma Bonino.
    laformicuzza.eu

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    GianCarlo Matarazzo

    Io, per la buona pace di tutti, vedrei “addirittura” come presidente Casini…perchè credo che in quella posizione “rinsavirà” o, spero…, farà rinsavire…Certo,difronte a Guariniello non c’è nulla da dire. Ma credo che sarà “difficilissimo”………..

  • Senti formicuzza…la tua Emma Bonino, atlantista guerrafondaia e iper liberista la lascerei a seguire la Lady di ferro da poco venuta a mancare con nostro grande dolore…

  • ci sono un pò di processi da fermare. il nuovo presidente dovrà essere ricattabile come napolitano. cosi basterà una visitina al colle di alfano e per magia basta processi.
    finchè quella banda di criminali non diventa cibo per vermi l’italia è bloccata, paralizzata.

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    Federico Piemontese

    la proposta di guariniello alla presidenza della repubblica potrebbe sembrare una figura di garanzia,per i lavoratori .per le inchieste che ha condotto.Ma non ci si chiede mai il perchè si cerca sempre nelle procure ,ed in particolare nei PM(vedi Ingroia), baluardi di imparzialità .di garanzia e di difesa ad oltranza dei diritti del cittadino?I pubblici ministeri cono una parte “pubblica” nei processi ma sempre una parte pubblica sui generis che spesso e volentieri prende grosse cantonate.In poche parole i PM non sono dei Santi Immacolati.Io vedrei molto meglio un Prodi al Quirinale.Saluti e buon lavoro all’ottimo Giannulli

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    alessandro smerilli

    Caro Giannuli, Guariniello si è fatto bello con l’inchiesta sulla cosiddetta SLA dei calciatori italiani, amplificata da un cosiddetto giornalista di nome Marco Travaglio. Ma non mi risulta che quando hanno cominciato a essere pubblicati lavori su autorevoli riviste, per esempio il Journal of Neuropathology and Experimental Neurology ripresi da giornali ad ampia diffusione come il New York Times http://www.nytimes.com/2010/08/18/sports/18gehrig.html?_r=1 si sia dato molto da fare per completare l’inchiesta che avrebbe comportato sgradevoli incombenze, per esempio riesumazioni, senza guadagno di particolare gloria per investigatori e relativi tirapiedi. Sarei abbastanza stufo dei magistrati che sfruttando anchor –men televisivi e comici travestiti da giornalisti ( te li ricordi gli show in tv del pretore Carlo Madaro?) si costruiscono indebite carriere politiche. Guariniello tenga pure le chiappe ferme a Torino o, se quell’altro tuo amico riesce a rimanere incollato a qualche poltrona siciliana vada pure a prendere aria in val d’Aosta, lontano dal Quirinale, please.

  • Nell’odierna medicina commerciale l’ambivalenza dei processi biologici si fonde con l’ambiguità della politica; nella “biopolitica” – dove come ha scritto Agamben sbiadiscono le distinzioni tra destra/sinistra, pubblico/privato etc.- mentre ciò che appare viene percepito in termini elementari e manichei, buono/cattivo, la realtà sottostante, quella di un sistema complesso, fa sì che spesso gli effetti di interventi “moralizzatori” siano del tutto diversi da quelli previsti. Pareto ha distinto tra verità, efficacia e utilità di un’ideologia. Il dr Guariniello, insieme ad altri magistrati, offre buon materiale per discutere la natura ideologica di teorie mediche presentate come dogmi al pubblico. Permette di illustrare con esempi (v. il mio sito) come interventi giudiziari apparentemente progressisti e controcorrente, e quindi persuasivi per l’opinione pubblica, “efficaci” secondo Pareto, siano in realtà espressione di ideologie false, o solo parzialmente vere, e lanciate in quanto utili ai poteri economici piuttosto che al popolo che sembrano difendere.

    Una nozione che è applicabile anche alla chiusura dell’Ilva di Taranto, dove, in obbedienza a interessi economici e politici, si sta passando dal cancro nascosto al cancro inventato; come mi riprometto di scrivere; non appena riuscirò ad accumulare il fiato necessario date le attenzioni di altri fedeli servitori dello Stato, che un tempo si occupavano di attività che il prof. Giannuli studiava e oggi sono d’accordo con Guariniello su importanti temi di salute pubblica.

  • sono e resto per zagrebelski e non capisco il perché non andrebbe bene: ha un cognome straniero?

    guariniello è troppo esposto in quanto magistrato.
    sono convintissimo che già sia una disgrazia il fatto che grasso sia presidente del senato, poi un presidente della repubblica magistrato mi pare troppo.

    ripeto: alla presidenza della repubblica ci vuole un ferrato costituzionalista, zagrebelski lo è dunque lui è il mio candidato ideale.

    concordo sul fatto che la bonino ci farebbe fare un figurone nel mondo, pur che io la aborrisca con tutte le mie forze; purtroppo però noi non abbiamo bisogno di essere ben visti nel mondo, quel mondo intriso di politici corrotti e guerrafondai di cui la cara emma è sempre stata una fedele servitrice; abbiamo bisogno di persone per bene e preparate sul piano istituzionale, non di pasionarie o partigiani ideologizzati.

    dunque non sosterrò guariniello.

    saluti

    alberto

  • Per quello che può contare, io ho proposto Guariniello nella votazione odierna sul sito del M5S per la scelta del candidato a Presidente della Repubblica del Movimento. Vediamo… se diventasse il candidato ufficiale del M5S si dovrebbero impegnare a votarlo sempre, in ciascuna votazione.

  • Direi che il nome del procuratore Guariniello sia ottimo. Conosco la sua attività professionale e in modo particolare il lavoro svolto sul caso eternit e non vi è dubbio alcuno sulla sua estraneità ai giochetti squallidi del potere costituito.
    Almeno proviamoci. Il mio indirizzo email è stanovito@gmail.com.

  • Il magistrato e gli stregoni

    L’onestà personale e l’indisponibilità a partecipare ai giochi sporchi del potere (che non sono “giochini”) sono condizioni necessarie per la carica di Capo dello Stato. Averle soddisfatte, con Guariniello, avrebbe già del miracoloso; ma sarebbe sufficiente? Chi è nella stanza dei bottoni deve conoscere gli intricati circuiti che arrivano e partono dalla console: a quali effetti paradossali può dare luogo pigiando comodamente un bottone.

    Per esempio, nel caso Stamina i magistrati hanno buttato olio sul fuoco di una guerra tra maghi, sostenendo fortemente entrambe le parti; ma guardandosi dal riconoscerla come una manfrina. In queste ore, Balduzzi ha aperto la strada alle terapie pseudoscientifiche, sostenute da Celentano e Gina Lollobrigida (e da Grillo); affidando la verifica delle cure Stamina agli stessi Spedali Civili di Brescia che le praticano, che è come affidare una perizia giudiziaria all’indagato (non è la prima volta che l’ospedale di questa città di galantuomini assediata dalla mafia ottiene una tale prova di fiducia). Anche l’altro versante, sostenuto dall’azione in sé meritoria di Guariniello, il versante della scienza “post-accademica” [1] cioè tecnicamente competente ma aggiogata a esigenze di profitto, sta come prevedevo [2,3] raccogliendo i frutti del rito tribale: allo stesso tempo è partita in Italia la prima sperimentazione clinica al mondo per la cura con staminali della paralisi pseudobulbare progressiva, una malattia rara, che si manifesta clinicamente anche con parkinsonismo, presentata dai media come “una forma grave di Parkinson”.

    Questa sperimentazione ufficiale parte sulla stessa onda delle aspettative create col caso Stamina, ma ha tutte le carte a posto. L’obiettivo che si pone è altrettanto ambizioso di quelli della ditta indagata da Guariniello per truffa e associazione a delinquere: al confronto della ricostituzione dei circuiti neuronali, l’ottenere la ricrescita dei capelli nei calvi, o una terza dentizione nell’età adulta, dovrebbero essere giochi da ragazzi. Appare che entrambe le attuali scuole italiane sulle terapie con staminali condividano alcune peculiarità. Non solo i dulcamara ma anche gli scienziati accreditati preferiscono partire dal più difficile, e dal meno facilmente verificabile, anziché andare per gradi, cominciando con modelli più semplici e di facile valutazione. Così che anche per terapie ufficiali con staminali come questa vale il commento di Emile Zola a Lourdes davanti agli ex-voto: “Vedo stampelle ma non protesi”.

    Finirà che la gente dovrà continuare a pagarsi, come prima e più di prima, sia la dentiera, sia, se malattie neurologiche la rendono non autosufficiente, buona parte dell’assistenza per disabili. I fondi pubblici saranno stati allocati nelle costosissime terapie ufficiali che soddisfano quello che i magistrati pro-Stamina hanno chiamato “il diritto alla speranza”; inclusa la speranza degli investitori di fare soldi sfruttando la credulità popolare con la complicità di chi occupa lo Stato. E c’è il rischio che i beneficati debbano per di più fronteggiare anche qualche tumore impiantato con le staminali.

    I magistrati che si tuffano in queste grandi operazioni di marketing biomedico sostenute dallo Stato, che si addentrano nell’antro dello stregone e danno credibilità ad apprendisti o a maestri, mi paiono a loro volta, nel migliore dei casi [4], colpiti da un sortilegio: magistrati “brain in a vat”. Processano, secondo coscienza e secondo il diritto, gli input che vengono fatti giungere loro; input che però non descrivono la realtà, ma ne danno una rappresentazione di comodo.

    Un presidente “brain in a vat” (si potrebbero fare anche altri nomi), manipolabile ma non venduto, che serve il potere solo se convinto, è all’atto pratico molto diverso, o molto meglio, dei presidenti burattino? Forse sì; ma anche un ipotetico presidente “brain in a vat”, ancorché onesto, non ci basterebbe per uscire dalla fossa nella quale ci siamo cacciati seguendo i film avvincenti che ci vengono fatti percepire come se fossero la realtà.

    1. Ziman J. Real Science. Cambridge University Press, 2000.
    2. Gli strani “compagni di letto” di Ingroia http://menici60d15.wordpress.com/2013/02/13/gli-strani-compagni-di-letto-di-ingroia/
    3. L’ambasciatore USA ordina il sostegno al loro complesso magico-industriale http://menici60d15.wordpress.com/2013/03/20/4753/
    4. La corruzione ghibellina di magistratura e polizia. http://menici60d15.wordpress.com/2012/03/24/la-corruzione-ghibellina-di-magistratura-e-polizia/

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