Non ci posso credere!

Quando un amico festante mi ha telefonato per anticiparmi la novella della minorenne marocchina e del Cavaliere, la mia reazione è stata: “Non ci posso credere!”
Insomma: dopo la vicenda Noemi, dopo la separazione con la moglie che gli ha detto in faccia che frequentava minorenni, dopo la storia della D’Addario e dei festini di Villa Certosa, e mentre cerca in tutti i modi di far passare un provvedimento che lo sottragga vita natural durante alla giustizia penale, il Cavaliere si fa beccare per l’ennesima volta con le mani nella marmellata e per di più:
a- con una minorenne
b- immigrata forse irregolare (comunque priva di documenti al momento dell’arresto)
c- alla quale ammette di aver fatto regali per 150.000 euro
d-telefona personalmente (o fa telefonare da altri a nome della Presidenza del Consiglio: è lo stesso) per fare pressioni sulla Questura e farla rilasciare
e- invia a prenderla all’uscita la sua igienista orale personale –che nel frattempo ha fatto eleggere al Consiglio Regionale della Lombardia-
f- ciliegina sulla torta: dice o fa dire, che si tratta della nipote del Presidente Egiziano Mubarak, quindi mettendo le premesse per un incidente diplomatico.
E neanche si può pensare ad una montatura di chissà quale servizio segreto, sia perchè qui ci sono verbali, testimoni, ammissioni dei diretti interessati che non ci sono margini di dubbio, sia perchè le bestialità più stratosferiche le ha fatte lui e nessun servizio segreto del mondo poteva prevedere quella telefonata in Questura e quell’incredibile panzana sulla nipote di Mubarak. Non c’è al Mondo un servizio segreto capace di prevedere una cosa così e metterla in moto.
E’ un così enorme castello di fesserie, che la spiegazione non può che essere una: quest’uomo è ormai completamente fuori di testa.
E la cosa è così palese che persino l’alleato Bossi ed i suoi fedelissimi cortigiani ne sono terrorizzati e non sanno come uscirne.
Comunque, è uno di quegli episodi che cambiano radicalmente il corso delle cose.
Ad esempio è evidente che la prospettiva delle elezioni anticipate si allontana. Prima di marzo non è possibile votare, nel frattempo è evidente che il PdL sarà in caduta libera di consensi. E’ evidente che c’è qualche milione di voti che si sposta verso la Lega, Fini, l’Udc e, soprattutto, l’astensione. Per bene che vada, si tratta di 50-80 deputati e 35-70 senatori in meno degli attuali gruppi parlamentari del PdL.  Ovviamente questo è chiaro alla gran parte dei parlamentari berlusconiani che sa di avere una possibilità su due di restare fuori e che, quindi, si stanno attrezzando al salto della quaglia o quantomeno, a cercare di durare per quanto possibile. Pisanu, Biondi, Pizza, Caldoro, Giovanardi stanno già sulla soglia di casa ed hanno già messo sciarpa e cappotto e non è affatto improbabile la formazione di nuovi gruppi parlamentari. La prospettiva del “governo tecnico” (o “di Garanzia” o “di Tregua” o di “Unità Nazionale” o “di Convergenza ed  emergenza” o come diavolo vi pare) fa passi da gigante e diventa la più probabile. La soluzione più indolore sarebbe quella di convincere il Cavaliere ad accettare in fretta e furia il primo incarico internazionale disponibile (vice governatore della Banca Mondiale con delega ai rapporti con il Buthan, presidente della commissione dell’Onu per la lotta alla zanzara Tigre, primo cameriere di grazia e merito di Sala di Sua Santità…) dopo di che, lo si convince a stabilire la sua sede operativa ad Antigua,  attorniato da 700 vergini che cambiano ogni settimana. Può anche darsi che ci si riesca, ma l’uomo non è facile da convincere. Poco probabile un  aperto voto di sfiducia degli altri dirigenti del PdL. La via più probabile resta lo sbriciolamento del partito ed una grande rimescolata di carte.
D’altra parte, è vero che la notizia è solo di qualche giorno fa, ma è possibilissimo che essa fosse risaputa già in anticipo nelle stanze del potere ed, in effetti, nelle ultime settimane si sono manifestati segni di questo tipo: passaggi di amministratori locali dal PdL a Fli (guarda caso, in particolare a Milano, dove è incardinata l’inchiesta sul caso in questione), poi voci di uscita di altre tre deputati, poi ancora la “rimpatriata” fra vecchi socialisti per discutere di che fare, le sortite di Casini sul governo tecnico “possibile già oggi, perchè anche molti del PdL lo voterebbero”, i segnali di panico della Lega, l’improvviso ripensamento del Cavaliere che torna a parlare di elezioni anticipate…
Insomma, in una situazione così è difficile pensare che il Parlamento consenta di arrivare subito alle elezioni, a meno che, il caos non diventi assolutamente ingovernabile ed allora le elezioni finirebbero per imporsi come una sorta di automatismo.
Non siamo al fulmine o allo tsunami che avevo invocato una settimana fa, ma come non pensare al versetto biblico che avverte “Deus dementat quos vult perdere “ (“Dio fa impazzire coloro che vuol perdere”). Il mio solido ateismo inizia ad esserne scosso.
Insomma, magari non scalzi e con il cilicio, ma se il Cavaliere si toglie davanti prima di Natale, una processione di ringraziamento occorrerà organizzarla. Vi pare?

Aldo Giannuli, 30 ottobre ’10

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Aldo Giannuli

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