Cosa è il “nazarenismo”: logica del patto Renzi-Berlusconi.

Sono francamente divertito dalle letture che sono state date della lettera di risposta del M5s al Pd: “improvvisa svolta”, “Grillo sconfessa Di Maio”, “Di Maio e Casaleggio impongono la loro linea a Grillo”,  “Rottura, no ricomposizione!”, “Le due anime del movimento”. Avendo qualche conoscenza diretta della vicenda, posso dire che sono interpretazioni che non stanno in piedi. In primo luogo, posso attestare che quello che c’è scritto nella lettera di ieri era esattamente quello che la delegazione del M5s, sin da dieci giorni prima, aveva deciso di dire nell’incontro in un primo momento previsto per il 2, prima che arrivasse lo stravagante diktat renziano della risposta scritta. E, nel complesso, era quello che già era maturato quando era stato chiesto il confronto con il Pd. Anzi, mi pare che nessuno ricordi che tutto si è aperto con una lettera a firma congiunta Grillo-Casaleggio. Dunque, non mi pare che ci sia un’anima trattativista ed una “oltranzista”, un buono ed un cattivo. Anzi se il riferimento è ai toni di Grillo nel suo post, devo dire che, quando è arrivata la notizia che il confronto saltava, il più furibondo mi è parso Casaleggio, pur se nelle modalità della sua tipica “rabbia fredda”. Ma qui non si sta parlando delle reazioni individuali più o meno accese di uno o dell’altro, quello che conta è la linea politica che a me sembra unica. Semmai, c’è stata un’articolazione differente di uno stesso discorso, sulla base dei destinatari: le delegazione parlamentare si rivolgeva al suo interlocutore, stando ben attenta a non fornire pretesti per rompere, mentre Grillo si è rivolto all’opinione pubblica ed a quanti, negli altri partiti, hanno a cuore le sorti della democrazia, per denunciare l’involuzione in atto.

Ed ha fatto bene, perché qui sta passando sotto silenzio una riforma elettorale che fa strame di una sentenza della Corte Costituzionale, una riforma costituzionale che somma un Senato di secondo grado ad una Camera di nominati, una alterazione dei rapporti fra poteri dello Stato che stravolge la Carta costituzionale, mentre si prospetta una riforma della Giustizia contrattata con un condannato definitivo, che è una cosa inaudita. Ed il tutto dopo un ventennio di sistematico attacco alla Costituzione ed in un più generale processo di deperimento democratico in tutto il continente. Mi pare positivo che qualcuno alzi la voce, per denunciare tutto questo e chiami alle proprie responsabilità anche quelli che, pur militando in altre formazioni politiche, abbiano sentimenti democratici. Mi sembra l’opposto dell’immagine del Grillo fondamentalista ed incapace di interloquire con altri, che i media amano dipingere. I toni accesi? Ma Grillo lo conosciamo, ha un suo stile comunicativo ed un suo personaggio, ha scelto di essere (come ha ricordato Ezio Mauro) “il tizzone ardente” della politica italiana ed è giusto che resti questo. Poi il M5s non si esaurisce in questo, se ne prenda atto una volta per tutte. Dunque, niente due anime, niente rotture e niente sconfessioni. Quando uscì la lettera di Grillo e di Casaleggio, avvertii quanti pensavano che si trattasse di una resa o, al contrario, di una pura manfrina per risalire sull’onda, dopo il risultato delle europee, che non era né l’una né l’altra cosa, ma di un corso politico diverso, che andava preso sul serio. Vedo che ancora molti leggono le cose pensando o a una manovra opportunistica o ad un espediente propagandistico: provate a leggerlo come lo sviluppo di una nuova linea politica, che senza abbandonare la precedente alterità al sistema, passa ad una fase propositiva, e vedrete che tutto diventa più comprensibile. Poi non è detto che questa linea abbia successo, ma questo è un altro paio di maniche. Ma di fatto si conferma che oggi il M5s è l’unica vera opposizione di qualche peso e capace di incidere.

L’anomalia, semmai, è in questa strana formula di governo che non coincide con la maggioranza reale. Sulla carta, il governo è composto da Pd, Ndc ed ex lista Monti. Ma, l’ex lista Monti è un fantasma sospeso sul nulla, l’Ndc è trattato come uno sgradito ospite momentaneo ed il Pd ospita dentro molti dissensi. Se Renzi resta in sella è perché la sua maggioranza, in realtà, si riassume nella formula Pd-Fi (ed un po’ anche Lega). Il vocabolario della politica italiana, già immaginifico e folto, si arricchisce di un neologismo: il “nazarenismo” che richiama e supera di molto quel “milazzismo” che, nella Sicilia di fine anni cinquanta, metteva insieme correnti democristiane, comunisti, monarchici e missini. Qui il tutto si arricchisce dell’espediente della “doppia maggioranza “, quella legale e quella reale.

Il pretesto che giustifica il tutto è la riforma delle istituzioni che l’Europa ci imporrebbe (anche se, in Europa nessuno sembra minimamente interessato alle sorti del Senato italiano). La realtà è un’altra e per capire dobbiamo partire da quali siano gli interessi in gioco.

Partiamo da Berlusconi che, al di là delle apparenze, ormai è consapevole della condizione catastrofica in cui versa: è un condannato definitivo con a interdizione dagli uffici pubblici, su cui si stanno per abbattere altre condanne. Ha quasi 80 anni e  la prospettiva più probabile è che non sia più candidabile in nessuna elezione. Dal punto di vista giudiziario, per via del possibile cumulo delle condanne, corre seriamente il rischio di andare per un bel pezzo agli arresti domiciliari se non proprio in galera. Dal punto di vista politico ha un rudere di partito attestato intorno al 17% ed in costante calo, con  gruppi parlamentari in rivolta e molti problemi per comporre una coalizione, perché la Lega ha scelto un corso apertamente anti Ue che è difficilissimo conciliare con il Ncd, per cui, se una coalizione viene fuori è con l’uno o con l’altro, ma non tutti due insieme. Questo significa che, se Berlusconi ha possibilità di arrivare ad un eventuale secondo turno, ne ha meno di zero di battere il Pd e vincere le elezioni. Questo Berlusconi lo sa e mette nel conto di essere stato sconfitto definitivamente. I suoi problemi ormai sono altri. In primo luogo deve evitare di essere ridotto alla marginalità prima ed espulso dalla scena politica subito dopo. Il suo primo obbiettivo ora è sopravvivere. Poi c’è la situazione difficile delle sue aziende. Sarà per l’infierire della crisi che decurta i fondi destinati alla pubblicità, sarà per il web che ne mangia fette sempre maggiori, sarà forse perché molti, da quando non è più Presidente del Consiglio, non trovano più molto conveniente fare pubblicità sulle sue reti, comunque i bilanci si fanno sempre più magri ed è arrivata anche la mazzata dei 500 milioni da dare a De Benedetti per il Lodo Mondadori. E le prospettive future sono ancora meno allegre, c’è bisogno di interventi legislativi che confermino l’attuale assetto mediatico del paese, altrimenti i titoli Mediaset potrebbero iniziare a ballare in borsa e potrebbe iniziare una slavina senza riparo. Poi occorre pilotare la difficile successione familiare con i due gruppi di figli in guerra fra loro, e conservare all’asse Marina- Piersilvio il core business di famiglia. Ed anche qui un ritocchino legislativo aiuterebbe molto.

Ma, per ottenere i necessari supporti legislativi, occorre essere ancora politicamente influenti, magari anche solo all’opposizione, ma comunque non marginali. Il che significa essere riconosciuti come il polo di opposizione con cui il governo si confronta e, nel caso di sistema a doppio turno, arrivare al ballottaggio, anche senza speranze di vittorie. Essere esclusi dal ballottaggio significherebbe essere retrocessi alla terza posizione, esclusi dalla battaglia finale e costretti a fare da portatore d’acqua ad altri: in una parola, ridursi alla marginalità.

Quindi, in primo luogo, è necessario avere un sistema elettorale che consenta di giocare su coalizioni e clausole di sbarramento, per ricondurre sotto le proprie ali i riottosi alleati e togliere spazio alle velleità di poli concorrenti nell’area di centro destra.

Poi, occorre rifarsi un po’ il look, ripulirlo dall’avvilimento di condanne e interdizioni, e l’immagine di padre costituente è l’ideale. Magari ci scappa anche una grazia che può rimetterlo in pista. Non per vincere, ma per poter tornare a candidarsi. In ogni caso, essere il “co-padre della terza Repubblica” gli darebbe una statura utile a ricostruire la sua egemonia su quel che resta del centro destra.

Dunque, va bene accucciarsi nella condizione di “opposizione del Re”, se questo garantisce la sopravvivenza e porta a casa risultati tangibili su altri piani.

Ma Renzi che interesse ha a garantire la sopravvivenza politica, finanziaria e mediatica all’avversario storico del suo partito? A Renzi della storia interessa poco e del suo partito ancor meno, se non nella misura in cui sia il suo personalissimo trampolino di lancio. C’è un primo concretissimo interesse: sinché Fi gli garantirà quel supporto esterno di cui dicevamo, lui potrà tenere testa agli oppositori interni ed al Ncd sia sul terreno delle “riforme” che su quello della durata del governo. Fi è la sua assicurazione di durare oltre il 2015.

Poi, bisogna dire che il ragazzo è lungimirante: durare, dal suo punto di vista, significa anche tenere a mollo il M5s, nella speranza di farlo arrivare frollato all’appuntamento elettorale. Inoltre, il blocco berlusconiano è un avversario ormai domo, con scarsissime probabilità proiettive, una sfida che venga da questo lato sarebbe facilmente battuta. Vice versa, il M5s è un avversario molto meno prevedibile, recente e con capacità espansive ancora non ben misurate. La battuta d’arresto alle europee (ed anche un risultato di basso livello alle amministrative della prossima primavera) non è la garanzia di aver superato il pericolo di una sfida. Soprattutto perché, anche in questa occasione, nelle amministrative si è dimostrato che quando il M5s arriva al ballottaggio, poi vince. E’ molto più conveniente portarsi al ballottaggio Fi, che è un avversario battuto in partenza e che poi, tutto sommato, parla la stessa lingua e ci si può capire.

E poi c’è un altro punto di convergenza: Berlusconi è molto interessato alla prosecuzione della “linea Scaroni” dell’Eni, e vede con apprensione il rischio che salti l’accordo Southstream. Anche Renzi si mostra molto propenso a portare a buon fine quell’accordo, così come ha evidenziato nel discorso inaugurale del suo semestre europeo.

Insomma, i motivi per dare una mano all’amico Silvio non mancano e neppure i mediatori che garantiscano la buona riuscita dell’operazione. Denis Verdini è uno. Ma non è il solo, ce ne sono altri…

Aldo Giannuli

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Aldo Giannuli

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Comments (34)

  • ecco.

    dunque prof. le sembra che la linea del M5S ora sia fruttuosa? a me sembra proprio che si stiano facendo portare a spasso da Renzi…che quanto a pugnalate alla schiena e doppi giochi la sa lunga come pochi.

    io sono convinto che se si proseguirà su questa linea accomodante il renzismo finalmente trionferà su tutta la linea.

  • Signor Giannuli
    La Sua interpretazione è piu che esaustiva, adesso invece parlando da popolano, per ciò che realmente sono, un disoccupato di 27 anni in una famiglia di 3 persone, tutte disoccupate come me, a rischio FAME le vorrei ricordare, anche se Lei già lo prevede, che se FINALMENTE qualche tavolo avrà da saltare… Salterà per chi oramai non ce la fa più…

    Meno criptico e piu alla mano direi che sono pronto a sporcarmi le mani.

    Non con intrallazzi italiani, ma a sporcarmi le mani con le interiora dei porci che ancora non vogliono comprendere dove ci stanno portando.

    Le mie parole suonano pesanti, e magari qualche agenzia di stato verrà a bussarmi alla porta domattin, il fatto è che io da perdere non ho veramente piu niente, non ho proprietà, il mio bar è fallito ed io mi sento fallito da 15 giorni.

    Signor Giannuli adesso e in poi, IO LO SPERO, non conta piu FI o PD o un 5Stelle bloccato da questi maledetti.

    Conteranno le persone, e se questo paese si sveglia non sarò solo.

    Altrimenti morirò come tutti gli altri.

    A RIVEDER LE STELLE.

    Marco Bechini, cittadino italiano di Firenze che poco ha da perdere se non la vita già condannata e maledetta che possiede.

    • Marco Bechini: capisco la sua esasperazione e sono completamente dalla sua parte, ma spero che siamo ancora in tempo ad uscire da questa situazione senza dover ricorrere a mezzi estremi che , di solito, lasciano ancora più miseria e doloreda superare. Mi rendo conto che una persona che, come dice lei, non ha più nulla da perdere, pensi almeno di togliersi la soddisfazione di strangolare i responsabili della sua sofferenza, ma dobbiamo cercare insieme l’uscita. Il problema non è far soffrire altri (che per la verità lo meriterebbero ampiamente) ma sollevare chi soffre dalla sua condizione. E la strada è quella dell’azione collettiva e della lotta sociale che vada molto oltre la semplice partecipazione elettorale. Si faccia coraggio e pensi che possiamo ancora farcela.

  • le urla o la compostezza poco cambiano la sostanza:

    quella di essere accomodanti nel venire incontro ai desiderata dell’elites attuale.

    la legge elettorale votata dalla rete e sistemata dai 5S è un finto proporzionale. è un maggioritario mascherato (praticamente uno spagnolo peggiorato per via dei collegi troppo grandi) che sacrifica la rappresentatività e riconosce come valido un principio, quello della governabilità, che non è sancito da nessuna parte…men che meno nella nostra Costituzione.

    dunque nei fatti si sta venendo incontro a Renzi su tutto (o quasi) pur di ottenere le preferenze.

    se questo non è essere accomodanti….

    • mezzo pensante:
      mi pare ci sia iun po di comfusione. La rete ha votato per una clausola di sbarramento al 5% che è di fatto riassorbita nel disegno di circoscrizioni medio piccole , salvo le principali tre ed alcune che hanno una quindicina di seggi, inolktre, ha voitato per un proporzionale corretto con divisore rettificato. E sin qui non c’entra Renzi ma è proprio quello che ha votato la consultazione. Si tratta non di un maggioritario, perchè non garantisce affatto che una maggiornza relativa di voti si trasfrormi in una maggioranza assoluta in seggi (questo è il maggioritario) anche se assegna un premio consistente al primo arrivato (secondo i miei calcoli, fra gli 87 ed i 100 seggi). Me non piace perchè sono per il proporzionale puro, ma questo è quello che ha scelto la consultazione. E sin qui siamo ad un proporzionale corretto.
      Il metodo di Renzi è invecde un maggioritario secco perchè (per quel che si capisce) dà una maggioranza assoluta di seggi al primo arrivato. Il doppio turno serve a questo. Il M5s, che è in minoranza in Parlamento (e che, sin qui, non ha ricevutyo particolari appoggi nè da Sel nè da altri che dovrebbero essere per il proporzionale) ha offerto di accettare questa soluzione in cambio di altri correttivi (preferenze, via soglie di sbarramento, via le coalizioni, via il premio al primo turno con il 37,5%) che temperino gli effetti peggiori di questa legge elettorale. Nessuno si sogna di dire che è un proporzionale e nessuno dice che il discorso finisce quio anche se le clausola proposte dovessero essere accettate. Poi, ad esempio c’è la corte Costituzionale che deve dire la sua e comunque la battaglia per il proporzionale può continuare nel paese. La logica è quella di ottenerre ora una limitazione del danno oppure di far pagare il prezzo politico più alto possibile a Renzi.
      Non mi pare che questo significa essere accomodanti, ma fare politica.
      Lo so che non è quello che noi proporzionalisti vorremmo (figuriamoci!), ma se qualcuno mi dice che altro si può fare in queste condizioni…
      Forse non ve ne siete accorti, ma, se anche il M5s continuasse a dire no a tutto, l’Italicum passerebbe lo stesso e nella versione peggiore

  • Buongiorno prof. Giannuli,

    Lei scrive: “Sono francamente divertito dalle letture che sono state date della lettera di risposta del M5s al Pd”.
    Io no, non sono divertito. Qui siamo di fronte alla vera e propria propaganda di un regime semi-dittatoriale che su tutti i mezzi di informazione, dalla TV ai giornali, continua a raccontare frottole al pubblico, il quale non ha altri mezzi per informarsi. E questa propaganda a senso unico che ci presenta un mondo da loro inventato (Lei è anche un attento osservatore su fatti di geopolitica e sa di che sto parlando) non è facilmente aggirabile, comunque non dalla maggior parte dei cittadini, che continuano ad avere giornali e TV come unica finestra sul mondo.
    Saluti,
    Marco

  • Caro Aldo,

    totalmente d’accordo.

    I pericoli per il M5S di essere “portato a spasso” ci sono, ma almeno si fa politica.

    L’alternativa quale sarebbe? Un solipsismo incloncludente.

    Per il resto, e’ evidente che continuano a governare i soliti (ig)noti.

  • carissimo profassore. innanzitutto noto che nel m5s non si erano accorti che l’italicum era praticamente affondato, prima che grillo non si mettesse a parlare di giannulum. e francamente mi sembra che qua non sia solo la militanza ad offuscare i giudizi, ma anche un certo edonismo nel vedere la propria legge elettorale che viene proposta all’ex ebetino.
    poi credo che il commento di marco bechini sia sintomatico: il m5s, dedicandosi all’apertura a renzi e alla legge elettorale anzichè ai problemi reali del paese, che sono molto più vicini a quelli del bechini, a cui probabilmente non gliene frega niente del destino del giannulum. l’obiettivo principalòe dei nostri parlamentari è adesso diventato quello di tornare a nuove elezioni, dalle quali uscitrà una maggioranza renziana più solida, e grillo e berlusconi potranno liberarsi dei fastidiosi dissidenti.
    se avessero deciso di fare insieme qualche misura concreta di sostegno ai cittadini sarebbe stato un discorso diverso.
    ma devo dire che i grillini sono molto nel pallone: puntare tutto su una legge elettorale maggioritaria, sperando nella vittoria al ballottaggio, è segno di scarsissimo contatto con la realtà, dato che si confondono situazioni locali, come quella di parma e di livorno (e potrei dire anche di messina, sebbene lì il cambiamento dal basso non ha avuto il controllo dall’alto della casalegngio), in cui il pd è completamente impresentabile, con la situazione nazionale, in cui renzi fa la parte di quello serio e simpatico, e grillo fa quello che porta voti a renzi spaventandone l’elettorato.
    francamente non capisco nemmeno cosa è successo di nuovo rispetto alle europee per cui l’elettore dovrebbe tornare a grillo, dopo averlo abbandonato per renzi. ma evidentemente per i militanti è già tutto perfetto, e il fatto che renzi abbia preso il doppio di grillo è solo una momentanea oscillazione dell’elettorato.
    trovo immensamente stupido, ai limiti dell’insulto nei confronti del lettore, il fatto che in questo articolo si parli di forza italia come di un partito che vuole tornare alle elezioni. ma che film vi state vedendo? che senso ha per forza italia sperare nelle urne adesso? come mai non viene nemmeno presa in cosiderazione l’ipotesi che forza italia, data la sua debolezza, NON voglia andare alle elezioni, e che quindi non voglia fare riforme con renzi, ma solo tirare il solito colpo al cerchio e colpo alla botte?
    le risposte sono ovviamente due: o il professore giannuli non se ne è accorto, quindi non è stato molto attento alla politica italiana di cui parla copiosamente e a volte fantasiosamente, oppure se ne è accorto, ma si è accorto anche che il discorso sarebbe poco funzionale per il solito panegirico del grillismo come unica opposizione, e quindi non rimane che la solita indecente autocensura, e quindi ben venga questo poco credibile berlusconi che vuole solo la sua sconfitta.
    non mi stanno simpatici i grillini, l’ho già detto, ma renzi è molto più pericoloso adesso, e i regali che gli state facendo, prima i consensi regalati alle europee, ora lo sblocco della legge elettorale, sono cose che non pagherete solo voi, ma purtroppo pagheremo anche noi, dato che l’idiozia è l’unica tipologia di capitale che segue principi redistributivi.

  • anche perchè l’idea che renzi voglia fare cadere il suo stesso governo per farne un altro più forte è un ipotesi che hanno fatto tutte le persone serie: solo i grilli non riescono a fare 2+2 e credono che sia berlusconi quello che vuole tornare alle urne

  • Caro Aldo,
    ti confesso che stento davvero a capire il senso della tua adesione che qui mi pari manifestare alla svolta del M5S.
    Con la stessa determinazione con cui condividevi l’opposizione frontale del M5S a tutto il resto del quadro politico rappresentato in parlamento, adesso lestamente ti sei adeguato alla scelta trattativistica scelta non so da quale istanza di quel movimento, e comunicata dallo stesso Grillo urbi et orbi con uno stile del tutto analogo a quello di un pontefice che certo non aspetta alcun consenso da altri organismi ecclesiastici perchè possiede un potere assoluto ed incontestabile.
    Proprio nel momento in cui Renzi doveva vedersela con una composizione parlamentare a lui non congeniale, Berlusconi da una parte e Grillo dall’altra si calano clamorosamente le braghe, concedendogli quello che a Renzi serve, queste riforme tanto invocate da Napolitano per anni, e che cambiano la stessa natura della repubblica italiana in maniera profonda e forse irreversibile.
    A cosa possa servire al M5S intavolare una trattativa quando renzi è già certo di avere una sicura maggioranza per intercessione di berlusconi, rimane un mistero. Escludendo concessioni di cui non si vede traccia e di cui non si capirebbe il senso, l’unico effetto che io vedo è quello di provocare uno sbandamento di quella parte di opinione pubblica più attenta al grillismo, declassando le riforme da una questione di principio quale in effetti è, a una questione di opportunità. Renzi non sta per compiere un vero e proprio golpe, ma sta soltanto approvando una riforma inopportuna.
    E’ evidente che la politica in Italia è del tutto latitante, che non esistono più associazioni a cui è possibile attribuire il nome di partiti politici, che alcuni cittadini quali Grillo, Casaleggio, Berlusconi, Renzi, operano ormai con uno spirito personale, non a nome di un’aggregazione che si sente da questi rappresentanta, ma in modo trasversale, nel senso che le maggioranze sono ormai trasversali ai partiti.
    Renzi deve fronteggiare un’opposizione interna al proprio partito, Berlusconi quella di Minzolini che potrebbe se proseguisse rapidamente portare alla dissoluzione totale di FI, ed anche nel M5S non potranno che emergere dissensi nei confronti della svolta post-elezioni (di fatto, la cosa peggiore sarebbe quella che invece non emergesse alcuna opposizione). Siamo ormai alle bande, all’impossibilità di organizzare l’attività politica, preda ormai di un personalismo senza limiti, e di consgeuenza la morte della democrazia nel nostro paese.
    L’intervento di bechini, in questo contesto, è l’unico che ha un contenuto di buon senso. Non mi meraviglia certo leggere le sue parole, quanto piuttosto vedere che di fronte a questo attentato alla costituzione repubblicana, di fronte a questo balletto che Renzi sta inscenando sull’Europa, di fronte ad una crisi del capitalismo mondiale che non trova soluzione, c’è ancora chi crede che Renzi invece di essere il problema, possa costituire la sua soluzione.

    • Voncenzo: temo che vi stiate facendo influenzare da una lettura di questa vicenda come “resa” del M5s. Non è così, non è imn discussione l’alterità rispetto al sistema anche se c’è una tattca diversa. E certe cose le ho imparate dal vecchio zio Vladimiro che non è mai stato uno tenero con il sistema.
      Poi il pronlema dello stile è un’altra cosa e posso darti ragione du diverse cose

  • Se sommiamo i voti di tutte le formazioni di destra compresa la lega si supera di slancio il 25%, sospirone di Berlusconi poiché i suoi voti sono ancora tutti lì. Quindi il niente affatto sconfitto Berlusconi ha ottime ragioni e prospettive, con una opportuna legge elettorale, di tornare in sella come e più di prima e nel Pd gli vogliono sinceramente bene.
    Ora quest’ultime elezioni hanno concretamente e oggettivamente consegnato la direzione del gioco in mano al signor Renzi, il quale si trova nella condizione di poter decidere chi marginalizzare se il M5s o Berlusconi.
    Dando per scontato che in questo paese delle sentenze se ne fregano un po’tutti, a cominciare proprio dagli elettori, bene,per chi pensate propenderà questo signore?

  • sarà….sarà che è solo un limitare i danni per quanto possibile.

    ma io le dico che questa svolta a me ricorda un pò il compromesso storico voluto da Berlinguer che portò al declino del PCI di fatto.

    purtroppo con Renzi non si riesce a trattare. è un uomo spregiudicato che al momento gode di tanto potere e tanto consenso. trattare in posizione di debolezza con un avversario senza scrupoli non ha mai portato a risultati buoni. se non a sconfitte più o meno onorevoli.

    • mezzo pensante: se Renzi accetta le modifiche proposte dal M5s non solo si contengono i danni ma è un successo, se Renzi le respinge diventa chiara la sua intesa preferenziale con Berlusconi e questo apre seri problemi interni al Pd,
      Quello che il M5s non deve assolutamente fare è accettare un accordo al ribasso.
      Dopo la battaglia per il proporzionale non è finita e riprenderà fuori dalle aule del Parlamento.

  • Aldo, scrivi:
    “Berlusconi è molto interessato alla prosecuzione della “linea Scaroni” dell’Eni, e vede con apprensione il rischio che salti l’accordo Southstream. Anche Renzi si mostra molto propenso a portare a buon fine quell’accordo, così come ha evidenziato nel discorso inaugurale del suo semestre europeo.”
    Ma, al di là delle solite beghe interne italiane, questo è in fondo l’unico aspetto veramente importante della vicenda, perché pertiene alla proiezione geopolitica dell’Italia, alle residuali possibilità di una politica non completamente allineata alla suicida politica europea di acquiescenza ai diktat americani anche quando vanno frontalmente contro quelli europei, alla possibilità insomma di avere ancora un sia pur minimo ruolo, un’autonoma capacità di manovra internazionale e una politica energetica diversificata.
    Considerato tutto ciò non sarebbe logico stare dalla parte della coppia Berlusconi-Renzi?

  • L’intervento di Bechini è l’unico di buon senso, dice un attento osservatore come Cucinotta, ma è significativo che ad ispirare quest’intervento non siano le idee politiche ma la disperazione. E la disperazione non è un buon collante per un movimento politico, perché ha una base individualistica. Porta a rivolte sparse e poco coscienti di sé, ma non non alle sollevazioni.

    Il dramma della situazione attuale è proprio questo: la totale mancanza di uno spirito collettivo. Tutto ruota attorno alla ricerca del benessere individuale, e in questo politici e banksters sono identici alla gente normale, o meglio sono le persone normali che hanno avuto successo.

    Il fatto stesso che la gente non capisca cosa sta accadendo deriva dalla disinformazione di regime, ma anche dal profondo disinteresse verso approcci intellettuali alternativi che richiedono sforzo senza promettere vantaggi tangibili e a breve termine. Un amico a cui avevo sovvertito il pattume che si portava in testa mi disse testualmente: “non voglio ascoltare altro. Probabilmente hai ragione ma che me ne faccio delle tue ragioni? Non mi godrei più la televisione e non saprei più parlare cogli amici”.

    Siamo in presenza di una vera deriva antropologica e di civiltà. Che come sempre avviene sta distillando la cura per guarire se stessa: il rimedio del disordine sarà il dolore.

  • @Cuccinotta.

    Non sono d’accordo con lei quando scrive che l’apertura Grillina rafforzerà Renzi. Credo piuttosto che sarà l’opposto. Se Renzi farà concessioni, ci sarà un rafforzamento del movimento a 5 stelle; se non ne farà, ed anzì proseguirà senza manco parlare, allora la natura brutale ed autoritaria di questa riforma sarà chiara ai più.
    Vede, io concordo con lei che quella di Renzi è una svolta golpista, ma il problema è che gli italiani non la pensano così: non la pensano così gli elettori del pd che lo hanno votato in massa, ma soprattutto non la pensano così quella parte degli elettori che hanno votato 5 stelle a febbraio 2013, e che non hanno riconfermato il voto alle europee. A questo punto è inutile battere il tasto dell’ eversione di Renzi.

  • egr.prof,mentre lei e i suoi amici intellettuali garantiti,discutete sulla legge elettorale,e le colonne di fumo,da voi prodotte,ormai li vediamo tutti,noi non rappresentati,non votanti,noi che ormai da diversi anni,non vediamo piu ne la tv,ne i giornali,e fra poco nemmeno internet,noi invisibili,stiamo smettendo di consumare,e non perche,abbiamo trovato il sistema di debellare la fame,i tiket,le tasse,gli abbonamenti,e i balzelli vari,ma solo e soltanto,perche siamo dei vigliacchi,cacasotto!

  • Aldo, dici “se Renzi respinge…e questo apre seri problemi interni al PD”.
    Il punto è che il PD già non esiste più, possibile che sia chiaro solo a me? Renzi se ne frega del partito di cui è segretario, lo usa strumentalmente quando può giovarli per imporre le sue personali iniziative. Del resto, le primarie mi pare che gli abbiano consegnato una robusta maggioranza, la sua personale banda non vede messa in pericolo la propria maggioranza negli organi statutari del PD.
    L’unico luogo dove Renzi potrebbe traballare è il parlamento che è stato eletto quando ancora si era nell’era Bersani, quindi è stato da lui ereditato. Per questo, trovo suicida la tattica del M5S e perfino quella di Berlusconi (forse più quella dei suoi parlamentari, capisco i suoi vantaggi strettamente personali ed aziendali). Se non è questo parlamento a metterlo nei guai, dopo la sua strada è spianata, potrà andare con una scusa qualsiasi alle elezioni proprio subito dopo l’approvazione delle riforme, e poi davvero ci vorranno rivolte di piazza per buttarlo giù.
    Tu dici che io sbaglio nel confondere una scelta tattica con la strategia invariata dell’opposizione più completa. Questa tuttavia è un’asserzione, io aspettavo un’argomentazione del perchè una tale tattica possa risultare vantaggiosa contro Renzi: onestamente, continuo a non capire questi presunti vantaggi, vedo al contrario un suicido politico.

  • @Bandini
    Il problema è che la tentazione di rincorrere i fuggitivi dal voto può risultare un clamoroso flop, che invece di chiudere la falla delle perdite, la allarga fortemente.
    Ognuno naturalmente ha diritto alle sue personali opinioni, ma trovo incomprensibile il fatto che la scelta di Grillo e di casaleggio di inseguire Renzi tentando di riagguantare i propri elettori fuggiti via sia abbracciata di colpo da tutti voi, senza che ci sia mai stata una discussione pubblica.
    Ciò era assolutamente necessario, visto che si tratta di svolte politiche che snaturano la stessa natura fondativa del M5S, e non può essere accettata senza obiezioni da nessuno se non da chi ha già scelto di non discutere le decisioni del capo, cosa che almeno io non posso condividere minimamente.
    Del resto, ognuno sceglie come meglio suicidarsi, ciò è del tutto lecito.

  • Ma io non sarei così sicuro che aprire a Berlusconi(anche se non mi ero accorto che avessero chiuso) aprirebbe seri problemi interni al Pd.Penso piuttosto che tutto si ridurrebbe a qualche sceneggiata televisiva a uso e consumo dei gonzi.
    A Marco Bechini e Cittadino Italiano
    Mi piacerebbe tanto riuscire a trovare qualcosa da dire per potervi darvi torto.

  • @Cucinotta.

    Lei non riesce a capire il nostro modo di vedere le cose, perchè non comprende il nostro modo di ragionare. Cercherò di farglielo capire spiegandole il mio punto di vista, senza la pretesa di spiegare quello di tutti gli elettori del m5s.

    Allora, partiamo dal principio: perchè nell’ultimo anno il m5s ha fatto opposizione radicale al governo? Soltanto per una questione di principio? No, affatto. Il m5s ha fatto opposizione radicale perchè c’era un piano. Un disegno, il cui fine era far saltare il pd. Il piano era semplice: costringendoli all’alleanza FI e PD si sarebbero logorati entrambi, e sarebbero esplosi a causa dei loro conflitti interni. E nella prima parte, così è stato. Bersani è stato fatto fuori da Letta, che a sua volta è stato fatto fuori da Renzi; dall’altra aprte Alfano ha rotto con Berlusconi, il quale è estremamente indebolito per le sue vicende personali. A questo punto, sarebbe stato sufficente fare fuori Renzi per prenderci il paese. E come ottenere questo risultato? Molto semplicemente, vincendo le europee. Renzi ha ottenuto un mandato in bianco dal pd con la promessa di contenere il movimento a 5 stelle: se avesse fallito in questo compito, lo avrebbero fatto fuori i suoi stessi sodali di partito, alcuni dei quali avrebbero colto l’occasione di un voto con il proporzionale per lanciarsi in progetti personali. A quel punto, il m5s sarebbe diventato il partito di maggioranza relativa, ed avrebbe iniziato a dare le carte. Purtroppo non è andata così. Il 25 maggio la storia ha deciso diversamente. Renzi si è dimostrato capacissimo di contenere i 5 stelle. Di conseguenza, il piano è saltato. Ed occorre crearne uno nuovo.

    Vede, dove secondo me lei fraintende è nel giudicare la natura fondativa del movimento a 5 stelle. Il movimento non è mai stato per l’opposizione a prescindere, come punto d’onore: il movimento concepisce l’opposizione radicale come un mezzo, uno strumento per portare avanti la sua politica. Questo mezzo ha fallito, e adesso va cambiato. Spero di essere stato chiaro.

  • faccio notare che l’italicum è passato alla camera il 12 marzo, ovvero quattro mesi fa, e non mi sembra che al momento ci siano spiragli per trovare una maggioranza che la voti al senato. questo è il film che ho visto io. e non credo di dovere dimostrare molto, dato che non mi sembra che il voto sia stato nemmeno calendarizzato al senato. piuttosto siete voi del movimento 5stelle che dovete dimostrare come una legge che sembra così arenata dovrebbe ritornare in auge, e casomai a questo punto non mi accontenterei dei “‘prevedo che”, “penso che” e via dicendo, tanto poi il tempo passa e ci si scorda pure di essersi sbagliati, se avete altri dati che parlano di calendarizzazioni imminenti dell’italicum (oltre che di maggioranze disposte a votarlo), parlatene, oppure si sta facendo escatologia della fuffa.

    per il resto sono perfettamente d’accordo con vincenzo cucinotta e credo che pensare che l’elettorato pd veda negativamente un patto con berlusconi è quanto di più sbagliato si possa pensare. il patto con berlusconi renzi lo ha già fatto, e non mi sembra che alle elezioni la cosa si sia rivelata un impedimento: l’ostentata sottomissione a renzi da parte del berlusca infatti lo ha portato al livello di un monti qualsiasi, e ha incoronato renzi come il politico più astuto del mondo. è probabile che questo non fosse il piano di berlusconi, ma è comunque finita così. il movimento 5 stelle, grazie a svariati anni di campagna elettorale monocorde contro il pd, è riuscito a sostituirsi al pdl nell’immaginario del suddetto elettorato, e non c’è da soprendersi se questo reagisce nei confronti di grillo in maniera idiosincrasica. d’altra parte credo che nessuno possa sostenere che la posta in gioco sia la formazione di una piattaforma politica in cui pd e m5s fanno i buoni alleati per migliorare le sorti degli italiani. inoltre l’apertura grillina non è credibile perchè parla di legge elettorale e riforme costituzionali, che non sono certo roba da governanti, ma roba da golpisti: proporre di costruire qualcosa in un ambito di relazioni umane deteriorate caratterizzato da un livello di fiducia reciproca che sta sotto le suole delle scarpe è praticamente impossibile. ma se quel qualcosa è lontanissimo dalle reali preoccupazioni dei cittadini, si può avere la certezza che il tutto si esaurirà come una scoreggia al vento

  • ribadisco, i conti me li sono fatti (ci sono svariati articoli che aiutano nell’opera), e da svariati mesi i cosiddetti dissidenti non permettono il passaggio della legge al senato ) e stando allo stato attuale dell’iter della legge sembra che me li sono fatti bene: la maggioranza che dovrebbe approvare l’italicum oggi non esiste. e ribadisco che non serve una dimostrazione per definire come non esistente di qualcosa che al momento non esiste (sic). sarebbe da dimostrare il contrario piuttosto, ovvero come faccia una cosa che non esiste adesso ad esistere in futuro, e non accetto la creatio ab nihil.

  • Scusi Baldini, ma a me sembra che lei ed io abbiamo visto film differenti.
    Qui, il PD come pure il PDL sono stati fatti fuori da Napolitano.
    E’ una cosa fin troppo ovvia, e quindi facile facile da spiegare. Rifiutandogli ostinatamente di presentarsi davanti alle camere con un suo governo, Napolitano ha fatto fuori bersani perchè ha erto un muro alla sua strategia di andare a contarsi in parlamento.
    L’unica novità nel PD è stato il successo di renzi alle primarie e la sua abilità tattica di cuocersi Letta a fuoco lento. In tutte queste vicende del PD, Grillo non c’entra nulla, la tattica non ha funzionato perchè non poteva funzionare.
    Per quanto rigurda il fronte destro, Napolitano ha costruito un rapporto molto forte con Quagliarello, il quale si è portato dietro altri fino allo stesso Alfano.
    Ora, poichè non credo che Napolitano faccia parte del M5S, Grillo in tutto questo non c’entra per niente, al massimo è stato un osservatore come me ed altri.
    In ogni caso il logoramento di quei partiti è avvenuto in modo molto profondo, anche se per tutt’altre ragioni. Il risultato è sotto i nostri occhi, il potere rimane confinato in mani sicure, nel senso che sono conniventi con i poteri internazionali che hanno determinato la crisi e che la stanno gestendo in maniera pedestre e distruttiva per le persone.
    La fine dei partiti politici è sotto i nostri occhi, ma non porta a risultati positivi, perchè non comporta la fine del gruppo di potere preesistente, anzi gli da ancora maggiori spazi di manovra.
    Leggo qui che la contrattazione serve a fare scoppiare ulteriori contraddizioni, mentre quello che io vedo è lo scoppio della forza allo stato puro. E’ di ieri o avantieri la dichiarazione di renzi che dice chiaramente che farà le riforme ad ogni costo, gettando giù tutti coloro che vi si opporranno, ed il linguaggio si è fatto sempre più simile a quello militaresco.
    Vi pare che sia l’ora di fare scoppiare contraddizioni o di dimostrare fisicamente che esiste un popolo che si oppone a questo progetto politico eversivo dell’ordine costituzionale?
    Stiamo ancora a baloccarci quando i carri armati sono già in fondo al lungo viale.

  • @Cucinotta

    Il suo commento è assurdo.
    on attenzione. Io non ho affatto scritto Che Grillo ha provocato la caduta di Bersani e Letta. Io ho scritto che Grillo sapeva che sarebbe successo, ed ha scelto di non salvare il primo, e di fare feroce opposizione al secondo, sapendo che Renzi avrebbe fatto fuori entrambi. A questo punto il piano prevedeva esattamente quello che scrive lei, mostrare a Renzi che c è un popolo che non lo sostuIene. E l occasione era quella delle europee. Purtroppo la storia ha deciso diversamente. Il popolo di cui parla semplicemente non c ce. L unica speranza è svegliarlo, facendo esplodere le contraddizioni di questo governo. Comunque, a me non interessa convincerla della bontà del mio ragionamento: ciò che mi interessa è mostrarle che non ce contraddizione fra la nostra precedente decisione di opporci e quella attuale di dialogare. E penso di esserci riuscito.

  • @Bandini
    Ma perchè sostiene che il mio intervento è assurdo, se poi ammette che ho detto tutte cose giuste, obiettando soltanto sul mio eventuale equivoco alle sue parole?
    D’accordo, avrò anche equivocato, ma ciò significa che il M5S è stato da sempre superfluo, lo ammette lei stesso dicendo che i partiti si sono autodissolti.
    Non tornerò sulla assoluta imtempestività del fare scoppiare le contraddizioni in piena guerra già in corso, lei non dice nulla, e quindi devo concludere che non ha argomenti in proposito.
    Infine, lei dice che ha chiarito l’assenza di contraddizioni. In effetti, su questo non ho replicato nulla, ma perchè in realtà questa rischia di diventare una discussione oziosa.
    Al 99,99% di Italiani, ed io stesso tra loro, è parsa chiara una netta variazione nei toni di Grillo che per anni aveva detto che non v’era nulla da discutere con l’intera classe politica che andava soltanto annientata, ed improvvisamente ci dialoga. Se si vuole distruggere una classe politica, se questa non è una tattica contingente ma è lo stesso fine strategico, non si capisce come questo stesso obiettivo si possa conseguire legittimandola mediante la proposizione di un dialogo perfino accettando le condizioni imposte dall’interlocutore.
    Tuttavia, se si dice che la strategia non era quella, chiaramente non esistono più argomenti per obiettare, perchè è lo stesso soggetto che viene analizzato a fare un’affermazione che spetta solo a lui (solo lui in effetti conosce la vera strategia, magari nascosta a tutto il resto dell’umanità), come obiettargli? Evidentemente, c’è un livello di coerenza così bene occultato che nessuno l’aveva capito. A questo punto, o è bravissimo ad occultare o è pessimo a comunicare, ai posteri l’ardua sentenza.

  • @Cucinotta

    Il problema è che lei ragiona per falsi sillogismi. Se non è A, dev’essere necessariamente B. Se Grillo non è stato materialmente autore della dissoluzione del pd, allora è superfluo. Questo è palesemente falso, perchè tra bianco e nero esistono infinite sfumature di grigio. Grillo è stato un importante fattore nel crollo del PD e del PDL. L’opposizione radicale è stato un fattore non sufficente, però necessario: senza la presenza del m5s il pd non avrebbe non vinto le elezioni 2013; Grillo avrebbe potuto salvare Bersani, ma ha scelto di non farlo. E la paura di GRillo ha spinto Letta all’inciucione, che ha finito per logorare il pd di letta. Senza la pressione di Grillo dall’altra parte, il coupe di Renzi non avrebbe mai avuto successo. Quindi superfluo, proprio no, non direi.
    Quanto alle altre obiezioni, quella dell’intempestività, mi sembra che questo sia solo la sua opinione. Può avere multiple ragioni, può avere un significato tattico, oppure anche essere utile per scompaginare le carte nel pd. Infine, potrebbe anche essere utile per contenere i danni dell’italicum e della riforma del senato, nella stretta pratica, insomma.
    Per rispondere alla sua ultima obiezione, prendo un esempio dall’attualità: Hamas non riconosce la legittimità dello stato d’Israele. Secondo questa logica, non dovrebbe mai ricercare trattative, in nessuna circostanza. Eppure, sebbene con alterne fortune, so che trattative ce ne sono state. Lei non s’ inganna, l’obiettivo è la distruzione della classe politica ( in realtà è la democrazia diretta, la distruzione della classe politica è solo un effetto collaterale) e tale rimarrà sempre: tuttavia, ora la tattica di lungo respiro si è interrotta, ha mostrato il suo fallimento. Quindi occorre una nuova strategia, un nuovo approccio, che ci permetta di arrivare di nuovo al cuore degli italiani. Lei dice che parlando con Renzi lo legittimiamo: ma a legittimarlo sono stati gli elettori alle europee, e noi prendiamo solo atto della decisione che hanno preso i nostri padroni. Non Grillo e Casaleggio, gli elettori Italiani.

  • quindi per la logica del bandini, nonostante l’acqua si metta a bollire perchè sta sopra il fuoco, non esistono bianchi e neri e quindi a scaldarla potrebbe essere stato qualcos’altro (forse le scie chimiche?).
    quando un movimento ricorre a simili voli pindarici per dimostrare di essere l’unico detentore della verità, si sta trasformando in una setta e sta rendendo impossible ogni tipo di comunicazione con i non aderenti. come strategia di marketing avrebbe pure dei vantaggi. peccato che sono solo vantaggi per la dirigenza e non per gli aderenti, che si ritrovano coattamente a sostenere cose sempre più stupidamente autoreferenziali

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