Napolitano e il bacio della morte.

Nel 2010, Napolitano iniziò l’assedio del Cavaliere con l’appoggio di Gianfranco Fini (Presidente della Camera e co-fondatore del Pdl) che indusse ad uscire dal Pdl, ma tenendolo nel suo ruolo istituzionale. Cosa che fu esiziale per Fini che trascurò di organizzare il suo partito. Morale: alle politiche Fini non è rientrato in Parlamento ed è sparito dalla scena. Stesso discorso per Pisanu che faceva parte della combriccola quirinalizia e di cui oggi non sappiamo più nulla.

Poi, l’operazione ammazza-Cavaliere si completò con Monti, che divenne il cavallo su cui il Quirinale scommetteva. Anzi, diciamolo, era il successore designato e Scelta Civica con l’Udc di Casini erano diventati il “Partito del Presidente”. Morale: Scelta Civica è stato un flop totale che ha preso meno della metà di quello che i sondaggi prevedevano e poi si è dissolta nel nulla, l’Udc è sparita, Monti si aggira sperduto in Europa.

Allora, l’infaticabile Presidente, stante anche l’incerto risultato elettorale, puntò tutte le carte sul giovane Letta, un ragazzo che avrebbe fatto tanta strada: da giugno a febbraio, dopo è stato rottamato da Renzi ed è sparito dalla scena.

A novembre, pur di salvare il governo Letta, il Colle non esitò ad incoraggiare Alfano, Quagliariello ed i loro ad uscire dal Pdl e costituire il Nuovo Centro Destra, determinante per il governo con il Pd: non servì a salvare Letta ed il Ndc divenne la ruota di scorta di Renzi che, intanto, tresca che è una bellezza con il Cavaliere, rendendo Alfano una comparsa di nessun peso. Morale: alle europee il Ndc ha rimediato un 4% per il rotto della cuffia e i sondaggi lo danno in caduta secca, mentre 18 suoi parlamentari sembra stiano per rientrare nel Pdl. Con l’Italicum non si sa neppure se il Ncd ce la farà a rientrare in Parlamento.

Fra le iniziative dell’infaticabile uomo del Colle si ricordano le due commissioni di saggi che avrebbero dovuto riscrivere la Costituzione: due fallimenti totali: un buco nell’acqua.

Dobbiamo cercare una spiegazione razionale al motivo per cui l’abbraccio quirinalizio risulta mortifero per chi lo riceve.
Il punto è la trasformazione di fatto del ruolo del Capo dello Stato prodotto dalla crisi: non più garante della Costituzione (che, anzi, invita a superare a piè pari) ma garante delle obbligazioni internazionali del paese, a cominciare da quelle finanziarie, diventando così, una sorta di commissario-garante dei creditori. In questo contesto, la mediazione parlamentare diventa puramente rituale e priva di reale valore (significherà pure qualcosa che questo è il terzo Presidente del Consiglio di fila non espresso dal corpo elettorale).

In questo quadro, i cambi di maggioranza sono pure “rivoluzioni di Palazzo”, delle quali non chiede neppure una postuma verifica elettorale e, l’unica volta che c’è stata, nel 2013 l’operazione quirinalizia è stata sonoramente battuta, ma questo non ha alterato le dinamiche descritte.

Ovviamente, tutto questo passa per il superamento della regola del consenso che, più che espresso è “presunto” attraverso la mediazione dei partiti di sistema. Quando si rende necessaria qualche alchimia che garantisca un qualche straccio di maggioranza si manipola il parlamento con scissioni e passaggi di campo ed il gioco è fatto. In questo senso a dare l’esempio su, nel 1998, Cossiga che manovrò per far nascere un gruppo parlamentare nuovo intorno a Mastella (salvo rompere in due settimane), ma questo non è mai finalizzato alla nascita di una forza politica che si stabilizzi aggregando un apprezzabile consenso elettorale: sono operazioni “vuoto a perdere”. Una volta finita la funzione a cui servono, i parlamentari acquisiti vengono scaricati: i più furbi si ricicleranno in qualche altro partito, qualche altro verrà compensato con una nomina in qualche ente e gli altri torneranno nel nulla da cui vengono.

Pisanu, Fini, Casini, e prossimamente Alfano, sono solo i detriti lasciati sulla strada dalla cinica strategia napolitaniana. Con due solo eccezioni: Monti e Letta. Monti si sperava che desse vita ad un partito consistente, forse addirittura che potesse competere con gli altri due poli, ma l’illusione durò poco perché l’uomo era troppo inferiore al compito. D’altro canto, non è un mistero che Napolitano non vedeva con piacere la nascita di Scelta civica: per lui Monti avrebbe dovuto mantenersi in un ruolo di super partes, con il laticlavio di padre della patria per potersi candidare a succedergli. Così non è stato, ma resta il fatto che questi partiti nati dall’alto, poi non reggono la prova elettorale ed anche quando prendono un po’ di voti, come Sc, poi si squagliano come un gelato sotto il sole d’agosto.

Diverso il discorso per Letta che si sperava controllasse il suo partito e che è stato disarcionato dal brutale fiorentino. Va detto, però, che anche quella era una operazione di palazzo: Renzi non era il candidato alla Presidenza del consiglio, non era il segretario del partito ed, anzi, sino a quel momento era un giovanotto di belle speranze nella terza fila (forse la seconda) dei dirigenti del Pd. Soprattutto non aveva un seguito organizzato, nel partito e nel gruppo parlamentare, di qualche peso. Per cui non è stato difficile il gioco renziano.

Comunque tutte operazioni di palazzo con scarso seguito di base. E come tali, destinate a servire per operazioni ad hoc e poi scomparire: solo detriti sulla via del governo senza consenso.

Aldo Giannuli

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Comments (21)

  • Non ho capito il penultimo paragrafo. Suppongo che dove è scritto “Renzi non era il candidato alla Presidenza del consiglio, non era il segretario del partito” ecc. si debba intendere “Letta non era il candidato alla Presidenza del consiglio…”.
    A parte questo, non c’è dubbio che Napolitano sia il garante della UE (più che degli americani, perché non mi pare che gli USA condividano la politica economica imposta da Merkel). In tutto questo, è chiaro che per Sua Maestà Giorgio I i cittadini sono pezze da piedi e la Costituzione buona per incartarci il pesce da dare al gatto.

  • a quanto le dimissioni del peggior presidente di sempre?
    è lui il principale responsabile dello sfacelo economico-sociale di questo paese…
    se vogliamo rivedere un po’ di luce dobbiamo liberarci al piu’ presto di questo personaggio mortifero….

  • Buongiorno prof. Giannuli,

    perfettamente d’accordo sul reale ruolo di Napolitano come garante dei poteri forti finaziari europei.

    La mia perplessità – assolutamente amara, devo dire – è sul passaggio relativo all’impopolarità delle scelte “di palazzo”. In alcuni casi è vero. In altri purtroppo no; Renzi, pur essendo stato un’invenzione di certi poteri, alle elezioni europee ha preso 11,2 milioni di voti, pari al 40,8% dei consensi. Quindi agli Italiani piace. Per questo spero che il suo governo duri il più a lungo possibile: più dura, più la situazione economica peggiora, più Renzi accumula insuccessi e più i cittadini si renderanno conto di aver votato uno squallido venditore di fumo.
    Saluti,
    Marco

    • marco t. Se ci fa caso, ad ogni svolta è succeduta una impennata di popolarità del nuovo venuto abbondantemente “dopata” dai mass media: Monti all’inizio aveva tassi di gradimento intorno al 60% però sul tempo lungo non ha retto ed alle politiche si è visto. Renzi ha poreso quello sfracello di voti sia perchè era ancora nella fase “luna di miele” (erano poco più di due mesi che s’era insediato) sia perchè destra e centro erano totalmente crollati. Ma abbia pazienza e vedrà calare anche lui

  • penso che napolitano sia stato solo il garante del suo infimo ego. esempio longevo di soggetto che si serve della politica, mentre le persone perbene, che hanno amor proprio e patrio, e la politica la servono.

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    Tenerone Dolcissimo

    Se -invece di manovre napolitaniane e sex scandali- la sx avesse fatto una campagna elettorale sui disastri compiuti dal berlusca in politica economica (tipo conti dormienti), il cavalier pompetta sarebbe da tempo in pensione. Ma forse quelle leggi piacciono tanto anche alla sx….

  • se cade Renzi verrà sostituito con un governo Monti o simile, le elezioni con l’attuale legge senza che i parlamentari abbiano maturato la pensione, col senato in riforma, ecc… sono possibili, ma molto improbabili. Se Napolitano lasciasse il trono o fosse chiamato nell’alto dei cieli forse qualcosa si smuove per la mancanza di un referente, ma chi sa quando si giocherà questa partita?

  • L’analisi è perfetta. Va aggiunto che Napolitano, che dovrebbe essere il garante della costituzione, ha scelto di essere il pilastro delle politiche neoliberiste della Unione europea, per realizzare le quali continua ad intervenire pesantemente nella dialettica politica (vedi recenti ‘moniti’ sulle riforme del lavoro e della giustizia). Da stalinista negli anni 50 a migliorista negli anni 80, la sua parabola lo ha portato oggi ad essere il principale fautore della disarticolazione dell’impianto costituzionale del 1948, e del connesso smantellamento dello stato sociale.

  • Solo una precisazione. Il capo dello Stato “rappresenta l’unità nazionale”, non è il garante della Costituzione (men che meno in questo caso).

    • Andera: coem sarebbe non è il garante della CXostituzione. Allora che giura a fare e perchè ha il diritto di rinvio alle camere delle leggi? Per non gli piacciono esteticamente? Calamandrei lo definì’ Viva vox Constitutionis
      per il resto mi pare che il punto in dottrina sia piuttosto chiaro e definitivo
      Siamo seri…

  • Non so dire se, effettivamente, Renzi avrà la breve vita che Lei, prof. Giannuli, ha previsto in un Suo articolo qualche settimana fa. È vero: i dati sono disastrosi, ma penso che Renzi & Company abbiano già un piano. Sicuramente, non si andrà al voto prima che il PIL torni col segno “più” (cosa che non è certa nemmeno per il 2015) e la disoccupazione cominci, seppur a cifre infinitesimali, a scendere. Perché questo? Perché, in tal modo, Renzi potrà presentarsi all’opinione pubblica dicendo: “io vi ho dato gli 80 euro, ho fatto le (pessime) riforme istituzionali; con me il PIL e l’occupazione sta crescendo; quindi, se votate me, votate uno che fa cose nel vostro interesse, non uno sfascista come Grillo che dice cavolate, né potete affidarvi a chi, come Berlusconi (che, per allora, sarà presumibilmente fuori del tutto) vi ha fatto tante promesse senza mantenerne una sola”. Ci scommette che, in una situazione del genere, con un centro inesistente ed un centrodestra spappolato e, almeno al momento, non coalizzabile, Renzi riuscirebbe ad ottenere la maggioranza assoluta dei seggi anche col proporzionale con lo sbarramento al 4%?
    Il fatto, poi, è che lui fa molte cose di destra (a proposito di destra, liberalismo e liberismo, aspetto sempre con impazienza quel Suo articolo, che Lei disse di voler scrivere, su cosa s’intende per liber(al)ismo e come si differenzia dal cosiddetto neo-liberismo; o quantomeno, mi/ci suggerisce qualche libro da leggere in proposito?); quindi, qualche elettore “non troppo affezionato” a Berlusconi potrebbe esser tentato a dargli il voto, e con un M5S che non si schioda dal 20-21%, è plausibile che Renzi faccia di nuovo il botto (d’altronde, ci è riuscito Berlusconi, perché non Renzi?). È un’ipotesi così remota?

  • E se questo attaccamento presidenziale alla poltrona avesse più a che fare con la trattativa stato-mafia?
    Il pericolo mortale della vittoria del M5s risiede proprio nel fatto che potrebbe spaccare il vaso di pandora italiano a partire dal rapimento Moro.

  • Il Presidente della Repubblica non è certo il solo a giurare fedeltà alla Repubblica e osservanza della Costituzione (lo fanno anche forze di polizia e militari e non solo) : sono tutti garanti della Costituzione? E no, il motivo costituzionale è valido per un eventuale rinvio. Magari il capo dello Stato avesse il compito di una verifica di costituzionalità (ci saremmo risparmiati il porcellum).

    • allora dopo mando una bibliografia della dotrina in materia, comunque il giuramento del Presidente, non a caso fatto davanti al Parlamento in seduta comune, caso unico, ha un valore ed un significato diverso da qualcunque altro

  • Il parlamento della seconda repubblica è sempre stato sotto effetto del tasformismo e del ‘potere intercambiabile’- per dirla alla Calvino.
    Gli equilibri di potere, così come le sfiducie ai governi, si sono giocati su rapidi cambi di ‘casacca’ poi finiti sotto il nome di ‘scilipotismi’. È sciocco credere che dietro tali spostamenti ci furono dietro solo i leader dei partiti. La verità è che rispondevano ad esigenze di soddisfare le manovre dei poteri forti che dal ’92 in poi hanno determinato la storia della secinda repubblica. Poteri che ora non hanno più lo stesso grado di legittimità. .il 2015 sarà un nuovo 1992?

  • Tra le malefatte di Napolitano, vi è stata anche la equiparazione pubblica, da lui fatta, tra l’antisionismo e antisemitismo.In pratica nessuna critica è possibile allo stato di Israele, altrimenti si viene bollati con il marchio d’infamia di antisemita. Questo aberrante concetto fu ribadito non solo durante il governo Berlusconi (che si vantava pubblicamente di essere il governo più pro-israeliano mai andato al potere in Italia, ma la sinistra questo lo ha archiviato perché complice e collusa)ma anche dopo Berlusconi.Inoltre il nostro ha auspicato pubblicamente, l’introduzione in Italia, di una legge che punisca con il carcere e la censura, gli storici, i docenti,i liberi ricercatori revisionisti.Ma anche questa volta la sinistra stercaiola, ha avallato e si è resa complice di simile abominio.Ai miei occhi tutto ciò è molto più grave, che le manovre occulte presidenziali,con relative giostre parlamentari di governicchi che durano neanche sei mesi.Ma nella classifica,del peggior presidente della attuale repubblichina,vi fu il pio e devoto Oscar Luigi Scalfaro.Costui da ministro dell’interno, durante l’ultimo governo Craxi, riceveva dall’allora capo della polizia, un cospicuo fondo occulto in denaro mensilmente.Inoltre eletto parlamentare dal 1946, fino in pratica alla sua morte, percepì il doppio emolumento sia in qualità di magistrato in aspettativa, che di parlamentare.Non solo ma ebbe anche l’impudenza di affermare che lui durante la sua carriera politica eterna, mai aveva saputo nulla del finanziamento illegale dei partiti.

  • ve detto che senza la manina di ppeppecrille napolitano non arrivava nemmeno a letta, figuriamoci a renzi. quindi se c’ è qualcuno che non dobbiamo ringraziare, questi sono proprio i grillini, soprattutto gli elettori, che di fatto hanno votato per un tizio che “casualmente” e “per errore” ha spinto la politica italiana nella stessa direzione in cui la spingeva napolitano, ovvero nelle perdenti dicotomie in stile facebook tra populisti e tecnocrati, euro e no euro. con il risultato che oggi in italia la cultura neoliberista è stata sdoganata dappertutto, sia nel pd che nel m5s, e che i cittadini ci capiscono sempre di meno sulle cose ma si sentono compulsi a prendere posizione su tutto.

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